Archivi del giorno: maggio 11, 2012

Le Erbe amiche della Circolazione

L’insufficienza venosa è un tipico disturbo femminile che causa gonfiore alle gambe e non va sottovalutata; la natura ci può aiutare

L’insufficienza venosa è una malattia piuttosto frequente soprattutto fra le donne e, se non riconosciuta e trattata, può evolvere verso la trombosi venosa. Si presenta spesso con un senso di pesantezza alle gambe, formicolio, talvolta crampi dolorosi, mancanza di forza muscolare. Può inoltre provocare gonfiore, in particolare alle caviglie e ai piedi, ed è spesso possibile notare la presenza di dilatazioni venose, a volte dolorose.

Da un punto di vista simbolico:la lettura del sintomo rimanda alla stanchezza profonda di un femminile che ristagna sia a livello emotivo, sia a livello affettivo o sessuale, e non sa trovare la spinta per uscire dalla pesantezza della vita e ritrovare gioia e voglia di fare.

Con tre piante vinci l’infiammazione
Le erbe utilizzate come rimedio per le vene sono:– l’Aesculus hippocastanum (ippocastano), di cui si sfrutta l’azione sgonfiante e antinfiammatoria sia sulle vene che sui tessuti. Si usa sotto forma di macerato glicerico;

– il Sorbus domestica, di cui si usa il macerato glicerico: la sua azione aumenta il tono venoso e, di conseguenza, riduce la congestione vascolare;

– la Castanea vesca, di cui va sempre impiegato il macerato glicerico: aiuta a ripristinare la corretta circolazione linfatica .

Preparazione e posologia: tre volte al giorno, alle 8, alle 16 e alle 22, assumere in poca acqua (a seconda dell’entità del problema) da 35 a 60 gocce di macerato glicerico di ippocastano, da 20 a 35 gocce di sorbus domestica e da 20 a 35 gocce di Castanea vesca.

Le regole generali per vene “in forma”

Per prevenire e combattere il problema dell’insufficienza venosa, soprattutto allo stato iniziale è bene attenersi a queste semplici regole:

– combattere il sovrappeso

– usare calze contenitive

– evitare l’eccesso di sedentarietà

– tenere le gambe lontane da fonti di calore

– alternare i tacchi alti con scarpe più comode

(Fonte riza.it)

La Dieta Migliore è quella classica: più Sport e Meno Grassi

Per dimagrire davvero la dieta migliore è quella classica, ovvero un’alimentazione sana ed equilibrata, che prevede più sport e meno grassi. Addio alle diete di moda dunque, molto spesso lanciate dai loro inventori solo per guadagnare. Ci sono senza dubbio diete di moda che vi consentono di perdere molti chili subito, ma il peso viene ripreso in pochissimo tempo. “Non seguite le tendenze. I risultati si ottengono solo con i sistemi della vecchia scuola” ammoniscono i ricercatori dell’Università di Boston che hanno condotto una recente ricerca. Ecco quindi tutti i consigli per un’alimentazione equilibrata e il fitness migliore per ottenere risultati visibili ma anche che durino nel tempo.

La dieta classica per dimagrire davvero
Molti lo sospettavano da tempo, ma ora arriva anche uno studio condotto a Boston dal Beth Israel Deaconess Medical Center e dalla Harvard Medical School che sottolinea come, le diete di moda e quelle delle star siano esempi da non seguire perchè totalmente inutili e spesso anche pericolose. Il modo migliore per dimagrire e per non riprendere i chili persi velocemente è quello tradizionale, ovvero l’esercizio fisico combinato con una dieta ipocalorica. Niente diete miracolose, che secondo i ricercatori non esistono, ma un po’ di sacrificio, pasti ipocalorici e tanto movimento. Addio quindi alle diete, più dannose che altro, amate dalle star ma anche a pillole e beveroni che prometterebbero un dimagrimento rapido e senza sacrifici.

La scienza dimostra che le diete alla moda non funzionano
I ricercatori di Boston, guidati da Jacinda M. Nicklas hanno così preso in esame i dati di 4.021 persone obese che avevano preso parte, tra il 2001 e il 2006, al programma governativo chiamato “National Health and Nutrition Examination Survey”. Si trattava di una ricerca, svolta dal Centers for Disease Control and Prevention, che aveva come protagonisti giovani obesi con un indice di massa corporea pari o superiore a trenta. Il 63% degli obesi, da più di un anno, cercava una dieta per perdere i chili di troppo. Ogni persona seguiva una dieta diversa: iperproteica, con pillole e bevande dimagranti e anche diete equilibrate e sane. “Con il nostro studio abbiamo voluto valutare il grado di produttività delle diverse strategie di dimagrimento, nell’obiettivo di identificare quelle più efficaci”, ha detto Nicklas, la coordinatrice dello studio. Come previsto, i dati finali hanno confermato che la dieta migliore è quella tradizionale, ovvero un mix di alimentazione equilibrata e fitness. “La maggior parte dei ‘dimagriti’ – ha detto la ricercatrice – aveva conseguito il risultato mangiando meno grassi e facendo più sport, piuttosto che ricorrendo a diete particolari o al consumo di prodotti dietetici e pillole senza prescrizione medica”.

La dieta che funziona davvero
E’ stato dunque scientificamente dimostrato che la dieta che funziona davvero è quella classica, un mix di alimentazione equilibrata e sport. Christina Wee, co-direttrice del Dipartimento di Medicina Generale e Assistenza Primaria del Beth Israel Deaconess Medical Center ha infatti sottolineato: “In giro ci sono tantissime diete alla moda e costosi medicinali da banco il cui funzionamento è ancora tutto da provare. È fondamentale che chi ha intenzione di intraprendere un percorso di dimagrimento ne parli prima con il suo medico, così da evitare inutili perdite di tempo, salute e denaro”. Non esistono scorciatoie o metodi miracolosi per chi vuole perdere peso ma solo tanta costanza, movimento e qualche rinuncia a tavola!

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Danni e Ferite, la miglior strada verso la Guarigione è il Dolore

A quanto pare soffrire serve a guarire meglio. Non si tratta di una questione psicologica, ma di veri e propri segnali chimici prodotti quando un tessuto del nostro corpo viene danneggiato. A svelare i meccanismi alla base di questo processo sono stati i ricercatori delle Università di Udine e di Ferrara che, insieme ai colleghi di Bristol e dell’University College di Londra, hanno scoperto il ruolo giocato dalla cosiddetta “sostanza P”, una molecola prodotta dai nervi che percepiscono il dolore in seguito a una ferita o a uno stimolo doloroso. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Circulation.

Gli studi, effettuati dapprima sui topi, si sono concentrati su ciò che succede in caso di trombosi o di crisi cardiaca. E’ stato, così, scoperto, che in caso di blocco temporaneo della circolazione sanguigna i nervi producono la sostanza P, che, a sua volta, stimola il midollo osseo a rilasciare delle cellule che favoriscono la cicatrizzazione dei tessuti e la formazione di nuovi vasi sanguigni. Tuttavia, questo processo viene seriamente compromesso se si cerca di ridurre il dolore provato dagli animali utilizzando della morfina.

Secondo i ricercatori i meccanismi sono gli stessi anche nell’uomo. Infatti nei pazienti reduci da una crisi cardiaca i livelli di sostanza P aumentano. Non solo, anche le cellule del midollo osseo umano sanno rispondere al rilascio di questa molecola, favorendo, così, la formazione dei vasi sanguigni. Bloccare eccessivamente il dolore potrebbe, quindi, interferire con i processi di guarigione e finché gli scienziati non metteranno a punto farmaci in grado di svolgere la stessa azione della sostanza P per assicurarsi una perfetta rimessa in forma sarà necessario soffrire un po’.

(Fonte www.benessereblog.it)

Fragole e Mirtilli: un toccasana per la Memoria delle Donne

Mangiare spesso piccoli frutti può aiutare le donne a rallentare la perdita di memoria correlata all’età. Lo afferma un nuovo studio americano pubblicato sugli Annals of Neurology.

Lo studio è stato condotto da un team di scienziati dello Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School di Boston. In particolare, dalla ricerca è emerso che le donne con un più alto consumo di mirtilli o di fragole hanno mostrato da 1,5 a 2,5 anni di rallentamento nell’invecchiamento cognitivo. Lo studio ha coinvolto 16.000 donne attraverso questionari e interviste telefoniche in un arco di tempo di circa due anni.

“Abbiamo fornito la prima prova epidemiologica che le bacche possono rallentare la progressione del declino cognitivo nelle anziane”, ha spiegato Elizabeth Devore, primo autore dello studio e ricercatrice al Brigham and Women Hospital. Le donne che hanno fatto registrare il più elevato consumo di piccoli frutti hanno mostrato la tendenza ad avere più alti livelli di attività fisica rispetto a coloro che invece hanno mostrato di mangiarne un minor numero. Lo studio ha comunque preso in esame anche fattori come l’istruzione e il fumo.

“Questi risultati possono produrre delle implicazioni potenzialmente molto alte sulla salute pubblica”, ha concluso Devore, “l’assunzione di frutti di bosco, come mirtilli e fragole, rappresenta una modifica abbastanza semplice nella dieta media e quindi potrebbe costituire un test diffuso negli adulti più anziani al fine di verificare l’effettivo mantenimento di migliori performance cognitive”.

(Fonte www.freshplaza.it)

Prodotti Ortofrutticoli che Non vanno conservati in Frigorifero

Non tutti i tipi di ortaggi e frutta devono essere conservati in frigorifero. Ecco quelli che si mantengono molto meglio fuori.

Pomodori
I pomodori amano il calore e odiano il freddo. Riporli in frigo servirà solo a farli accartocciare i pomodori. Meglio tenerli sul tavolo della cucina, all’asciutto e al riparo dall’esposizione diretta dei raggi solari.

Basilico
Come i pomodori, il basilico non gradisce l’esposizione al freddo. Tenere troppo tempo in frigo questa pianta la fa appassire prematuramente. Dopo l’acquisto di un mazzetto di basilico, lo si deve collocare in un contenitore o una tazza di acqua, come se si disponessero fiori in un vaso. Evitate l’esposizione alla luce solare diretta.

Patate
Alle patate piace la temperatura fresca, ma non fredda. La giusta temperatura è di 10 gradi Celsius. Tenere molto tempo le patate in frigo converte l’amido in zuccheri in maniera più rapida, alterando sapore e consistenza dei tuberi. Meglio conservare le patate in un cassetto della cucina, non prima di averle avvolte in un sacchetto di carta.

Cipolle
Le cipolle non si conservano in frigo ma in un luogo asciutto, con una buona circolazione d’aria. La mancanza d’aria le rende più amare. Si dovrebbe inoltre non tenerle vicino a prodotti alimentari che emettono vapore acqueo e gas come le patate.

Avocado
L’avocado non va conservato in frigo, perché il freddo ne rallenta il processo di maturazione. E’ consigliabile conservarli in frigo solo se sono molto maturi.

(Fonte www.freshplaza.it)