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Con Lavander riparti di slancio

Combatti efficacemente spossatezza e tensioni dell’inizio della primavera, ma anche emicrania e cervicalgie con questo fiore californiano 

Fin dall’antichità la lavanda dalle spighe violette è stata apprezzata per le sue proprietà rilassanti, sedative e antisettiche. Con le infiorescenze della lavanda si prepara Lavender, un fiore californiano dall’effetto benefico in tutti i casi di calo di energia e stati di affaticamento conseguenti a stress e iperattività. Il rimedio è indicato, in particolare, per le persone che tendono a farsi completamente assorbire dal lavoro o dallo studio al punto da ritrovarsi senza più energie. Questa tensione prolungata provoca spesso forti emicranie, dolori e contratture ai muscoli del collo, della nuca e della schiena, cervicalgie, rigidità articolari, insonnia con difficoltà a “lasciarsi andare” al sonno e cali di vista. Il fiore californiano Lavender modera l’iperattività e insegna a prestare attenzione alle naturali esigenze di riposo del corpo.

Come utilizzare Lavender

Versare 4 gocce del fiore californiano Lavender in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua naturale. Bevi 4 gocce 4 volte al dì, lontano dai pasti, per 3 settimane.

Per i bimbi: li aiuta a “dosare” le energie

Certi bambini sprecano troppa energia gettandosi a capofitto nei giochi, negli sport o nello studio, o rimanendo “incollati” per ore davanti alla televisione, alla playstation… Un tale eccesso di stimoli può provocare irritabilità e nervosismo accompagnati da mal di testa, occhi arrossati o difficoltà di concentrazione. In questi casi, Lavender si conferma un ottimo rilassante naturale.

Come fare

La posologia di Lavender è la stessa degli adulti (4 gocce 4 volte al giorno), ma per i bambini può essere più comodo diluire le gocce in acqua o succo.

(Fonte http://www.riza.it)

Pulsatilla: la pulsatilla in Omeopatia

A cosa serve la pulsatilla? Il termine Pulsatilla si riferisce a un genere di piante erbacee decidue perenni, a cui appartengono circa trenta specie di piante. Le praterie sassose, e i prati, i pascoli subalpini rappresentano il suo l’habitat di crescita preferenziale. La Pulsatilla fiorisce principalmente in America e in Eurasia ed è nota anche come “fiore di Pasqua”, in quanto le infiorescenze appaiono durante le vacanze pasquali; altri nomi comuni di questa pianta erbacea sono: “erba del vento” e “croco dei parti”.

L’aspetto della Pulsatilla si caratterizza per la presenza di fiori campaniformi di colore viola scuro con la zona centrale arancione, e con foglie ricoperte da una sottile peluria argentea. Il nome deriva appunto dalla peluria della pianta, che al vento sembra quasi che pulsi.

La Pulsatilla è da sempre utilizzata in Europa e in America a scopi medicinali. Gli indigeni, ad esempio, sfruttavano la pianta del guaranà per le sue proprietà benefiche in ambito ostetrico e altri prodotti erboristici per curare alcuni problemi riproduttivi. Tuttavia, è solo in epoca moderna che sono stati scientificamente riconosciuti gli effetti terapeutici di molte piante. L’omeopatia, ad esempio, si serve di preparati a base di piante medicinali. Questa scienza offre un metodo terapeutico alternativo, sfruttando il principio del similia similibus curantur, secondo cui il rimedio per una determinata malattia è offerto da una sostanza che, assunta da una persona sana, causa gli stessi sintomi osservabili nella persona malata. Le medicine alternative, e l’omeopatia tra queste, non hanno una validità scientifica riconosciuta, ma molte persone che ne fanno uso, ne dichiarano l’efficacia.

Terapia omeopatiche con pulsatilla

Le terapie omeopatiche a base di Pulsatilla vengono utilizzate per quelle patologie legate al colore giallo e verde, come in caso di raffreddori, sinusiti, asma, emicrania, infezioni oculari, indigestionibruciori di stomaco, problemi mestruali, menopausa, sbalzi d’umore, ansia e depressione. In questi casi, viene estratto il succo della pianta secca, che deve essere bollito adeguatamente prima di essere utilizzato, altrimenti può risultare tossico, causando diarrea, convulsioni, vomito, fino al coma. Inoltre, le donne in gravidanza non dovrebbero farne uso, per evitare complicazioni per il feto.

In omeopatia, le terapie vengono prescritte in base alle problematiche del paziente, ma soprattutto in base alla sua personalità. Si possono infatti individuare delle tipologie di individui, a cui viene dato il nome di ciascun rimedio in cui si essi si rispecchiano maggiormente. Nel caso del tipo Pulsatilla, si tratta soprattutto di donne dall’aspetto quasi marmoreo, con la pelle pallida al punto da far trasparire la rete venosa, capelli e occhi chiari, cerchiati spesso da occhiaie violacee. Questa categoria di donne è soggetta a  frequenti variazioni d’umore, e il temperamento è dolce, timido e remissivo, ma  che può tuttavia alterarsi in irritabile e suscettibile. Il carattere è caratterizzato da: indecisione nelle scelte, malinconia e  gelosia. Una donna del tipo Pulsatilla ricerca certezze e sicurezza e ha una costante paura dell’abbandono. Freddolosa, teme il caldo e ricerca costantemente l’aria fresca; infatti durante la notte tende a tenere i piedi fuori dal letto. Soffre spesso di raffreddori e malattie influenzali, febbre e attacchi di tosse notturni. Il ciclo mestruale si presenta con dolori, crampi, mal di testa e sbalzi d’umore.

La Pulsatilla aiuta questa tipologia di individui a trovare sollievo dall’influenza, febbre, riniti allergiche, naso chiuso, bruciore agli occhi, gola secca e costante senso di sete. Facilita la digestione, diminuendo la fermentazione dei cibi grassi, che causano indigestioni, dolore addominale, bruciore di stomaco, flatulenza.

Nelle donne di qualsiasi età, aiuta a raggiungere e mantenere l’equilibrio nella produzione ormonale, in particolare in caso di sindrome premestruale. Previene e cura, infatti, i crampi addominali e il mal di schiena, tipici del ciclo mestruale irregolare. Si rivela un sollievo efficace anche durante la menopausa, in quanto la sua azione si esplica anche sulle vampate di calore.

Migliora la circolazione venosa, aspetto correlato al pallore della pelle di questi soggetti, da cui spesso traspaiono i vasi sanguigni.

La realizzazione del prodotto omeopatico prevede diverse fasi. Inizialmente, viene realizzata la cosiddetta “tintura madre” a partire dalla corteccia della pianta, che viene lasciata a macerare in alcol. Successivamente si effettuano le diluizioni, utilizzando una goccia di tintura madre e 99 di alcol; questa è la diluizione 1:100, che in commercio corrisponde alla diluizione 1 CH. Il procedimento viene ripetuto in base alla diluizione necessaria; in particolare1000 CH starà ad indicare che il procedimento è stato ripetuto per mille volte.  Nel caso della Pulsatilla, le diluizioni più basse vengono solitamente prescritte per problemi episodici e acuti, mentre quelle più alte sono adatte nei casi cronici. La Pulsatilla è disponibile sotto forma di granuli, gocce, fiale o spray nasali specifici per le riniti.

Assunzione dei rimedi omeopatici con pulsatilla

Tutti i prodotti omeopatici vanno assunti almeno venti minuti prima dei pasti, depositandoli sotto la lingua, in quanto l’assorbimento a livello della lingua è molto più rapido di qualsiasi altro, favorendo il passaggio della sostanza assunta direttamente in circolo, senza passare attraverso il tubo digerente. È importante non toccare direttamente i granuli con le mani o con le labbra, per non comprometterne la purezza e quindi l’assorbimento. Inoltre, è bene evitare di fumare e bere bevande diverse dalla semplice acqua oligominerale, almeno dieci minuti prima e dopo l’assunzione del rimedio omeopatico.

Molto spesso capita che durante le prime ore dall’inizio della terapie con questo tipo di prodotti, possa verificarsi un aumento dei sintomi che vogliamo invece curare. Sembra paradossale ma invece non lo è! Ciò non deve allarmare, anzi, è il segnale che la terapia è quella corretta e che sta agendo in maniera efficace. Infatti, secondo la “Legge di Hering” sull’omeopatia, l’individuo che inizia una cura di questo tipo, rivivrà e quindi eliminerà, prima i sintomi comparsi più recentemente, e poi quelli con origine più remota. L’omeopatia fa emergere all’esterno il disagio che porta alla comparsa del problema, anziché sopprimerlo, non limitandosi solo a curare i sintomi, ma anche la causa scatenante, concetto fondamentale soprattutto in caso di malattie psicosomatiche.

Benefici del rimedio omeopatico e naturale della pulsatilla

Riassumendo, quindi, la Pulsatilla aiuta a migliorare i sintomi dovuti a problemi a carico di:

  • Mucose: favorisce il miglioramento dei disturbi che provocano secrezioni mucose di colore giallo-verdastro, come nel caso del raffreddore o di congiuntiviti oculari.
  • Circolazione: molto utile in caso di vene varicose, flebiti, gambe e mani gonfie e dolenti, geloni.
  • Digestione: aiuta in caso di digestione lenta e difficile, addome gonfio e dolente, acidità e bruciori di stomaco,emorroidi.
  • Respirazione: è molto utile in caso di asma bronchiale, soprattutto se dovuta a problemi allergici. Favorisce l’espettorazione dei muchi in caso di congestione, aiutando a curare raffreddori, influenza, bronchiti e altre affezioni alle vie respiratorie. Nel caso di soggetti del tipo Pulsatilla, i sintomi legati a questi problemi, migliorano all’aria aperta.
  • Apparato genitourinario: è un valido aiuto per l’incontinenza urinaria emotiva, soprattutto nei bambini che tendono a fare pipì a letto. Nelle donne è molto efficace per migliorare i sintomi della sindrome premestruale, e per regolarizzare il ciclo mestruale. Nelle donne in fase di allattamento, favorisce la fisiologica produzione e secrezione di latte. È utile anche negli uomini che soffrono di orchite, epididimite o nevralgia testicolare.
  • Sistema nervoso: rappresenta un efficace rimedio per insonnia, depressione ipocondriaca, ansia. Aiuta ad alleviare il mal di testa dovuto al ciclo mestruale, indigestione, intasamento catarrale.
  • Orecchie: il tipo Pulsatilla soffre spesso di dolore alle orecchie e otiti
  • Occhi: previene le infezioni a carico della congiuntiva oculare, caratterizzate da bruciore, prurito, secrezioni giallastre.

Considerazione finale sulla pulsatilla e l’omeopatia

In conclusione, la Pulsatilla è un rimedio omeopatico che per la sua delicatezza è adatto ad adulti, e bambini particolarmente sensibili, indecisi, riservati. Si tratta di una pianta, considerata sottogenere dell’anemone, che cresce soprattutto in ambito alpino e appenninico. È molto utilizzata in omeopatia, grazie alle sue proprietà curative: ha un’azione sedativa ed analgesica, ma può essere usata anche per calmare la Sindrome Premestruale ed i suoi sintomi: mal di testa, pancia gonfia, dolori addominali, ecc (fonte www.inerboristeria.com)

Zenzero e partenio curano il Mal di Testa

Con l’alimentazione possiamo curare molti disturbi, anche i più piccoli e fastidiosi. Un gruppo di esperti della PuraMed Bioscience di Schofield (Usa) ha scoperto che lo zenzero e il partenio sono molto utili per contrastare l’emicrania. Insomma, la vera compressa contro il mal di testa è già nel piatto, bisogna imparare a riconoscerla.

L’emicrania, purtroppo, è davvero un dolore molto fastidioso. Dà gravi problemi e rende le persone nervose, stanche, prive di forze. Cosa fare per porre rimedio a questo disturbo? C’è chi assume qualsiasi tipo di farmaco, andando incontro anche a spiacevoli effetti collaterali, chi, invece, preferisce l’agopuntura o la digitopressione. Per coloro che non hanno ancora scelto la strada giusta ora c’è un’altra arma: zenzero e partenio.

Lo zenzero è una spezia, mentre il partenio è un’erba. Prima di giungere a questa tesi c’è stato uno studio durante il 45% delle persone ha preso i due prodotti di prima, il 15% un semplice placebo e il 50%, invece, la solita pillola. Due ore dopo l’assunzione, i dolori sono scomparsi per un terzo delle persone che aveva assunto il rimedio a base di zenzero e partenio. La terapia è stata semplice: non hanno dovuto cucinare i prodotti, ma semplicemente assumere sotto la lingua una piccola bustina contenente un rimedio omeopatico.

La medicina alternativa non cura tutto, ma può aiutare. L’emicrania purtroppo è un disturbo davvero invalidante e colpisce tantissime persone. Sapere che c’è una strada valida oltre ai soliti farmaci è importante. Ricordatevi comunque che l’alimentazione ha un ruolo non solo nel farla passare, ma anche nel farla venire. State quindi attenti all’alcol (vasodilatatore) e a tutte le sostanze a base di caffeina o ai cibi difficili da digerire (fonte www.dietaland.com)

Emicrania e iperacidosi

Si legge dal sito http://www.erboristeriadelborgo.it/index.php

Soffrite di mal di testa ormai da mesi e non riuscite a capire perché?

Forse soffrite di iperacidosi quando si ha un pH urinario inferiore a 5.5, dato che viene evidenziato con una semplice analisi delle urine. L’iperacidosi se protratta a lungo provoca disturbi come il mal di testa cronico, irritabilità, crampi, stanchezza, disturbi all’apparato digerente (stomaco e intestino), diabete, osteoporosi.

L’alimentazione è l’unica soluzione per contrastare questo fenomeno.

Gli alimenti acidificanti sono molti: cereali, legumi, carne, pesce, crostacei, uova, formaggio, zucchero, caffè, alcolici, cipolla, acetosa, porro.

Gli alimenti alcalinizzati, cioè che invece contribuiscono a mantenere stabile il nostro pH sono pochi ma molto importanti: frutta e verdura, acqua naturale.

Comprensibilmente eliminare tutti i cibi acidificanti non è facile ma basterebbe compensare inserendo quotidianamente nella nostra dieta cinque porzioni tra frutta e verdura e due litri d’acqua. Dovremmo inoltre cambiare le nostre abitudini alimentari preferendo a colazione al posto di un cornetto o dei biscotti, una porzione di frutta o del latte di cereali con dei fiocchi di avena. A pranzo alle abbuffate è sempre preferibile dell’insalata oppure un piatto unico (pasta o riso integrali, legumi e verdure cotte). A cena possiamo optare per un piatto unico o per un’abbondante porzione di verdura. Non dimentichiamo l’importanza degli spuntini (meglio se a base di frutta) che ci preservano dalle abbuffate e quindi da una maggiore acidificazione.

A una sana alimentazione va unita la pratica dello sport che aiuta a mantenere stabili tutti i parametri del nostro organismo e quindi anche il pH. Se però il pH è molto basso, saremo stanchi e affaticati e per evitare crampi e recuperare in breve tempo le forze, dovremmo fare inizialmente ricorso a integratori aliemntari naturali alcalinizzanti. Tra le piante consigliate abbiamo l’Ortosiphon, l’Uva ursina, la Betulla meglio se assunte sotto forma di tisane da bere in giornata: queste piante facilitano l’eliminazione delle tossine attraverso le urine.

Il coenzima Q10 e l’emicrania

Il coenzima Q10 (CoQ10) migliora il metabolismo energetico ed è efficace nella prevenzione dell’emicrania. Un’equipe di ricercatori svizzeri dell’Headache and Pain Unit dell’University Hospital Zurich ha verificato l’azione del coenzima Q10 (alla dose di mg 100 x 3 v/die) durante uno studio (*) in doppio cieco, randomizzato contro placebo, in 42 soggetti sofferenti di emicrania. Il trattamento con il coenzima Q10 è risultato efficace e ben tollerato: nel corso dei tre mesi di integrazione, il coenzima Q10 è risultato superiore al placebo riguardo alla frequenza degli attacchi, al numero di giorni con emicrania e a quelli con nausea. (fonte http://guide.supereva.it)

La terapia Gerson, un metodo naturale per stare bene

Il Dottor Max Gerson ha osservato che, correggendo le turbe del metabolismo basale, che permettono lo sviluppo delle malattie croniche, tutti i sistemi dell’organismo possono venire riportati al giusto funzionamento.

Il corso di alcune malattie croniche, cancro incluso, può essere invertito.

La terapia proposta può essere modificata per il trattamento di alcune malattie croniche non maligne.

Il Dottor Gerson riscontrò che, negli anni venti, quando si iniziò a fertilizzare il suolo con sostanze chimiche, il potassio delle verdure e della frutta diminuiva. I processi di conservazione degli alimenti modificano ulteriormente l’equilibrio minerale naturale. Infatti notevoli quantità di sodio vengono aggiunte per conservare ed insaporire. Di conseguenza viene ridotta la riserva di potassio dell’organismo che, contemporaneamente viene costretto ad eliminare notevoli eccessi di sodio. Il Dottor Gerson spiega che questa variazione del metabolismo minerale viene seguita da variazioni del PH delle cellule che, a loro volta, agiscono sulla formazione e sulla riattivazione degli ormoni, delle vitamine e, soprattutto, dei diversi sistemi enzimatici ossidanti. A questo punto egli presume che le cellule “anormali” più deboli, esistenti in ogni organismo, siano le prime a risentirne e, nella loro lotta per sopravvivere, cambiano il loro metabolismo, trasformandolo da ossidante in fermentativo. Esse sopravvivono distruggendo il tessuto circostante con i loro prodotti metabolici tossici, finendo con l’uccidere il corpo che le ospita.

Allo scopo di aiutare l’organismo ad acquisire i minerali e le vitamine che gli occorrono, in forma facilmente digeribile, vengono somministrati ai pazienti notevoli quantitativi di succhi di frutta e di verdura biologici freschi.

Vengono somministrati anche frutta e verdure, crude o cotte, e insalate verdi biologiche.

La prima fase della terapia è la disintossicazione. Questa viene realizzata somministrando ai pazienti uno speciale passato, preparato di fresco con verdure ed erbe specifiche, che Ippocrate dava ai malati di cancro. Questo passato serve a stimolare l’eliminazione delle sostanze tossiche attraverso i reni.

Per le prime sei settimane vengono eliminate tutte le proteine animali, per permettere al pancreas, la cui capacità di decomporre le proteine è già ridotta, di tentare di sopprimere e digerire il tessuto canceroso.

I succhi stimolano inoltre il fegato ed i reni ad eliminare le tossine accumulate.

Il trattamento esclude tutti gli alimenti lavorati, in scatola, salati, sott’aceto, imbottigliati, congelati, raffinati. Sono esclusi anche gli stimolanti di ogni genere e le sostanze tossiche, come le tinture per i capelli e i medicinali. Sono vietati anche i grassi ed il fluoro e, temporaneamente, sono vietati anche formaggio, uova, pesce, carne, latte e panna.

Contro l’Emicrania Acido Folico e Vitamina B

Distorsioni nella vista, senso di nausea e dolore in un solo lato della testa. Sono solo alcuni dei sintomi dell`emicrania, la più comune forma di cefalea primaria che colpisce il 10-15% della popolazione, con la massima incidenza nella fascia tra i 35 e i 45 anni di età. Accanto ad antinfiammatori e analgesici, che costituiscono oggi i rimedi più comunemente utilizzati contro il “cerchio alla testa”, arriva ora dalla Griffith University di Queensland (Australia) una nuova terapia a base di acido folico e vitamina B
Lo studio. Il 19% di coloro che soffrono di emicrania, spiegano gli scienziati australiani, presentano mutazioni del gene MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi), che generalmente causano un incremento dei livelli di omocisteina, amminoacido considerato tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Somministrando regolarmente a un campione di 52 pazienti affetti da emicrania dosi di vitamina B e acido folico, i ricercatori di Queensland hanno registrato la diminuzione dei livelli di omocisteina e la conseguente riduzione della gravità e della frequenza dei sintomi legati all`emicrania. 
L`acido folico. Anche detto folato o vitamina B9, non viene prodotto dall`organismo ma deve essere assunto con il cibo. Riconosciuto negli ultimi decenni quale fattore essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente per quelle a carico del sistema nervoso, rappresenta anche una sostanza essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue. Tra gli alimenti ad alto contenuto di folato vanno ricordate le verdure a foglia verde come lattuga, spinaci, rape verdi, prezzemolo, broccoli e cavolfiori, ma anche il fegato e i legumi. La dose giornaliera consigliata per gli uomini e le donne di età superiore ai 14 anni è di 400 microgrammi al giorno.
Vitamine del gruppo B. Intervenendo nel metabolismo cellulare, questo gruppo di vitamine presenta proprietà utili per il funzionamento del sistema nervoso e del sistema immunitario, per la salute di occhi, pelle e capelli e soprattutto per la corretta conversione dei carboidrati in glucosio, utilizzato dall`organismo per produrre energia. Gli alimenti ad alto contenuto di vitamine B sono, tra gli altri, lievito di birra, tacchino, fegato, tonno, peperoncino, lenticchie, banane, patate, latte, uova, ma anche cereali come avena e orzo e i frutti con guscio come noci, nocciole e mandorle.(fonte salute24)