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Meno Carne, piu’ Frutta Secca: cosi’ si protegge la Memoria

E’ stata recentemente pubblicata su Annals of Neurology una ricerca del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston (USA), diretta dalla dottoressa Olivia Okereke. Gli studiosi hanno preso in esame i dati del “Women’s Health Study”: circa 40.000 donne statunitensi di età superiore ai 45 anni.

come proteggere memoria
Dopo un esame preliminare, si è passati ad un’indagine approfondita su un campione di 6.000 donne over-65 anni. Il periodo di osservazione ha evidenziato come la dieta facesse la differenza nelle funzioni cerebrali delle donne esaminate.
Le volontarie che avevano consumato grandi quantità di grassi trans e saturi mostravano un declino cognitivo evidente, mentre quelle che avevano puntato sui grassi monoinsaturi avevano funzioni mentali più efficienti.

Perciò, la dottoressa Okereke consiglia di selezionare bene gli alimenti. I grassi saturi e trans si trovano nella carne rossa, nel burro e nello “junk food” (cibo spazzatura). Perciò, tali prodotti vanno consumati in quantità limitate. Invece, i grassi monoinsaturi sono abbondanti in oli vegetali, semi oleosi e frutta secca, che devono essere così molto presenti nella dieta.

Conclude la capo-ricercatrice: “Se si osservano i cambiamenti nelle funzioni cognitive, quello che abbiamo scoperto è che la quantità totale di grassi non ha importanza, ma ne ha il tipo di grasso. I nostri risultati hanno significative implicazioni per la salute pubblica. Sostituire il grasso buono al posto del grasso cattivo è una modifica abbastanza semplice nella dieta che potrebbe aiutare a prevenire il declino della memoria”.

(Fonte www.freshplaza.it)

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Memoria e Odori, il Cervello Ricorda il Profumo delle Emozioni

memoria e odoriEmozioni, memoria, sapori ed odori sono strettamente correlati. I nostri primi ricordi sono spesso associati ad un odore particolare. Non a caso le emozioni che abbiamo vissuto nei primi anni di vita si ripresentano, anche a distanza di anni, evocate da una fraganza o da un sapore particolare.

Non tutti gli odori ed i sapori richiamano però alla mente emozioni e sensazioni del nostro passato. Solitamente accade con odori percepiti prima dei cinque anni di età e con fragranze insolite, che non sono comuni nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, l’odore di barbecue tipico di un campeggio, un profumo raro, un cibo assaggiato per la prima volta molti anni prima e da allora mai più assaporato.

Ma cosa si nasconde dietro a queste associazioni ricordi/odori? Se ne parla in un recente articolo pubblicato su Psychological Science: il nostro bulbo olfattivo è collegato sia all’amigdala (centro delle emozioni) sia all’ippocampo, area del cervello coinvolta nella memoria.

Nella storia biologica dell’uomo gli odori ed i sapori da sempre sono stati associati alla sopravvivenza, perché ci consentono di evitare i cibi avariati e velenosi. Ecco perché l’associazione odore buono/ricordo positivo, odore cattivo/ricordo negativo avviene dunque piuttosto velocemente nel cervello. Ed ecco perché alcuni odori influenzano, più di altri, il nostro stato d’animo.

D’altra parte, ne parlavamo a proposito della psicologia dell’attrazione, in diverse culture alcuni odori sono stati associati ad esperienze negative ed ancora oggi influenzano nella scelta di un partner. In Giappone, ad esempio, la lunga tradizione dei matrimoni combinati che portava a stare a stretto contatto con estranei, spesso poco attraenti, ha reso particolarmente sgradevoli ai giapponesi gli odori corporei, in particolare l’odore del sudore.

(Fonte www.benessereblog.it)

“Ricette” mediche, un Cibo per ogni Disturbo

un cibo come medicina
I cibi non fanno miracoli e non sostituiscono i farmaci, ma alcuni principi attivi contenuti negli alimenti possono sicuramente alleviare i sintomi di diversi disturbi e contribuire a lenire il dolore.

Basti pensare agli alimenti con proprietà antinfiammatorie. Ma la lista è infinitamente più lunga, di seguito i cibi adatti ad alleviare e prevenire diversi disturbi:

  • Contro i dolori muscolari, causati da sforzi eccessivi, pensiamo a quando ci alleniamo intensamente in palestra o andiamo a correre e torniamo distrutti, sono molto efficaci le ciliege. Uno o due bicchieri di succo di ciliege, prima e durante l’esercizio fisico, allevieranno la sensazione di spossatezza. Il succo di ciliege contiene infatti gli stessi enzimi anti-infiammatori dell’ibuprofene, senza però gli effetti collaterali tipici del principio farmacologico: affaticamento dei reni e mal di stomaco.
  • Semi di girasole. Utili contro la perdita di memoria, per via dell’alto contenuto di vitamina E, efficace contro lo stress ossidativo del cervello collegato all’invecchiamento ed al declino cognitivo.
  • Cavolo. Utile per chi soffre di disturbi della vista. I pigmenti xantofilla che danno il colore verde ai cavoli aiutano a prevenire la degenerazione maculare, un disturbo che da anziani ci porta a vedere non più nitido bensì sfocato.
  • Mele. Una mela al giorno leva la debolezza muscolare di torno, grazie all’acido ursolico contenuto nella buccia (scegliete mele biologiche, dunque, per mangiare anche la buccia in tutta sicurezza). L’acido ursolico stimola la produzione di insulina e del fattore di crescita IGF1, determinanti per la rigenerazione muscolare.
  • Aglio. Utile per tenere sotto controllo la pressione sanguigna, grazie all’allicina. L’allicina migliora inoltre l’afflusso del sangue. Il consumo di aglio, dunque, aiuta anche chi soffre di disfunzione erettile.
  • Uova. Favoriscono la concentrazione, grazie alla colina che aumenta la reattività del cervello agli stimoli esterni.
  • Arance. Rallentano l’invecchiamento cutaneo, grazie all’alto apporto di vitamina C. La vitamina C aiuta il nostro corpo a produrre collagene, una proteina che mantiene elastica e tonica la pelle.
  • Riso integrale. Utile se siamo giù di morale perché stimola la produzione di setoronina, neutrasmettitore del buonumore.
  • Pollo. Efficace contro l’insonnia, perché contiene triptofano, aminoacido che stimola la produzione di melatonina, ormone che concilia il sonno.
  • Tè verde. Utile contro gli occhi gonfi perché contrasta la ritenzione idrica, all’origine del gonfiore.
  • Menta. Efficace contro il mal di stomaco, facilita la digestione. Ottimo il tè alla menta.
  • Spinaci. Preziosi alleati dei nostri capelli, grazie alle vitamine A e C che aiutano l’organismo a produrre sebo, olio secreto dai follicoli che dona brillantezza e lucentezza alla chioma, contrastando i capelli opachi, dal colore spento.
  • Banana. Utile per fare il pieno di energie se ci sentiamo sempre stanchi. Contiene infatti magnesio e potassio, efficaci per immagazzinare energie a lungo.
  • Arachidi. Efficaci contro l’ansia, perché contengono glutammina, l’aminoacido necessario al nostro organismo per produrre l’acido gamma-aminobutirrico, un ansiolitico naturale.

(Fonte www.benessereblog.it)

Ecco la Dieta Salva Memoria

PREDIMED(PREvencion con DIeta MEDiterranea), lo studio pubblicato sul Journal Alzheimer Deseases, che mette in evidenza i benefici che alcuni alimenti della dieta mediterranea hanno sulle nostre funzioni cognitive.

Olio extravergine d’oliva, vino rosso, noci o nocciole e caffè. Questi sono gli ingredienti migliori per salvaguardare la nostra memoria, grazie agli antiossidanti (soprattutto polifenoli) in essi contenuti.

Una ricetta ottenuta grazie ad una ricerca (PREDIMED appunto) svolta su 450 soggetti, sia maschi che femmine, di età compresa fra i 55 e gli 80 anni, e tutti con un rischio cardiovascolare elevato. La dieta mediterranea ed, in particolare i cibi su menzionati, tiene a bada il rischio di deficit cognitivo.

Un risultato importante in termini di prevenzione, salute e spesa pubblica. Gli ammalati di Alzheimer sono sempre più, circa il 3.5% della popolazione è affetta da questa malattia ed ogni anno sono centinaia di migliaia i nuovi casi.

Ecco perché anche i geriatri della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria(SIGG), sottolineano l’importanza di questo studio. (fonte www.tuttasalute.net)

Il Profumo delle Patate al Forno rende Felici

L’aroma delle patate cotte al forno ha il potere di sollevare l’umore delle persone, stimolando ricordi piacevoli e buonumore, come suggerisce il dottor Avinash Kant coautore di un curioso studio di cui riporta notizia il Daily Mail.
Ai partecipanti all’indagine è stata presentata una patata del tipo Piper Maris cotta per un’ora in forno.
Tutti hanno reagito più o meno allo stesso modo:
ai soggetti è stato infatti domandato se e cosa ispirasse loro la vista, ma soprattutto, il profumo emesso dalle patate cotte al forno. Per la maggioranza, l’aroma evocava ricordi felici legati all’infanzia, ai nonni o i pranzi in famiglia.

A tale proposito, il dottor Kant ha descritto questo fenomeno come “effetto Maillard“.  “Il riconoscimento di aromi e profumi è una funzione complessa del cervello, che solo di recente abbiamo iniziato a capire – ha spiegato Kant – Gli aromi composti che si formano durante il processo di cottura sono inconsciamente riconosciuti in base ai nostri ricordi precedenti.
La memoria attivata dipende dall’esperienza che si è avuta la prima volta che abbiamo mangiato una patata al forno. Per la maggior parte dei nostri soggetti tale esperienza è associata con una memoria positiva – la casa dei nonni, una cena con la famiglia o una notte con falò.
La patata può certamente offrire una piacevole e ricca esperienza sensoriale”, conclude il dottor Simon Bull. Il tipico profumo di patate al forno si sprigiona soltanto quando le patate sono cotte a temperature adeguate e piuttosto alte: circa 130/140 gradi centigradi. Il microonde, in questo caso, non funziona.

(fonte  www.freshplaza.it)

Alzheimer, preservare la Memoria grazie alla Dieta Mediterranea

Combattere i problemi di memoria relativi all’Alzheimer attraverso la dieta mediterranea: è questo il suggerimento derivante da studio recentemente condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Barcellona e recentemente rilanciato dagli esponenti medici della Società italiana di Gerontologia e Geriatria. Mangiare bene per una prevenzione efficace e duratura. Ed il segreto è negli alimenti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista di settore Journal Alzheimer Deseases, illustra come gli cibi contenuti in questo percorso alimentare rappresentino uno dei fattori principali di scudo per il nostro organismo, sia dalle malattie cardiovascolari e dal cancro, sia nei confronti di malattie neurologiche come ad esempio l’Alzheimer.

Essenzialmente condurre un’alimentazione equilibrata e ricca di antiossidanti consente di mantenere sana la memoria e ridurre il rischio di deficit cognitivi tipici delle patologie neurodegenerative. Lo studio in questione è stato condotto su un gruppo di anziani considerati a “forte rischio cardiovascolare”. Un campione di 450 persone di entrambi i sessi di età compresa tra i cinquantacinque e gli ottanta anni, nei quali si è analizzato “il profilo del genotipo di apolipoproteina E”, protide deputato a trasportare il colesterolo nel sangue il cui alto livello viene generalmente correlato ad un maggiore rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Le conferme del beneficio derivante dalla dieta mediterranea sono arrivate attraverso l’analisi dell’alimentazione condotta dai volontari e dai livelli di polifenoli nelle urine degli stessi, confrontata ovviamente con i test cognitivi e di memoria condotti sugli stessi. In particolare è stato rilevato che i cibi maggiormente adatti ad apportare benefici sono l’olio di oliva, in grado addirittura di migliorare la memoria a breve termine e di riuscire insieme al caffè a fissare i concetti ed i pensieri sul lungo periodo e le noci, spettacolari nel sostenere la persona per ciò che concerne la “memoria del lavoro” e il punteggio nei test cognitivi.

Gli scienziati spagnoli nell’articolo, e quelli italiani in seguito rilanciando i risultati dello studio, hanno quindi sottolineato l’importanza della prevenzione attraverso un’alimentazione sana e corretta che miri a salvaguardare il benessere psicofisico della persona. (fonte www.medicinalive.com)

Una forte evidenza scientifica dimostra che mangiare Piccoli Frutti aiuta il Cervello

Esiste una forte evidenza scientifica che nutrirsi di mirtilli, more, fragole e altri piccoli frutti abbia effetti benefici sul cervello e possa aiutare a prevenire la perdita di memoria e altri cambiamenti correlati all’età. Lo riferisce uno studio sull’importanza di mangiare piccoli frutti pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry della ACS.

Nell’articolo, Barbara Hale-Shukitt e Marshall G. Miller fanno notare che i cicli di vita più lunghi stanno sollevando preoccupazioni riguardo i costi sanitari e di vite umane nel trattamento del morbo di Alzheimer e di altre forme di declino mentale. La ricerca dimostra che mangiare frutti di bosco può giovare all’invecchiamento cerebrale. Per analizzare la validità delle prove sui piccoli frutti, i due ricercatori hanno esaminato a fondo gli studi cellulari esistenti al riguardo sugli esseri umani e animali.

La loro analisi ha concluso che i piccoli frutti aiutano il cervello a rimanere in buona salute in diversi modi. Contengono alti livelli di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. I due studiosi hanno anche segnalato che i piccoli frutti cambiano il modo in cui i neuroni cerebrali comunicano. Questi cambiamenti possono prevenire l’infiammazione nel cervello che contribuisce al danno neuronale e migliorare sia il controllo motorio che la cognizione. Ulteriori ricerche dimostreranno se questi benefici sono il risultato di singoli composti comuni ai vari piccoli frutti o se le combinazioni uniche di sostanze chimiche in ogni frutto hanno semplicemente effetti simili. (fonte www.freshplaza.it/)