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Calcoli della Colecisti: la Dieta da seguire

La colecisti (detta anche cistifellea o vescicola biliare) è un piccolo organo deputato al meccanismo della digestione: questo infatti è il luogo in cui viene immagazzinata la bile prodotta dal fegato durante tale attività. La colecisti fa dunque parte del sistema biliare insieme al fegato e al pancreas. Si trova nella parte superiore destra dell’addome, sotto il fegato. I calcoli biliari sono invece delle particelle solide, che si formano dalla bile (come dice il nome) all’interno della cistifellea: possono essere grandi e dure anche come sassi e provocare molto dolore.

Le cause dei calcoli biliari (o della colecisti)
calcoli alla colecistiLa bile è un liquido prodotto dal fegato per aiutare la digestione dei grassi. Questa contiene diverse sostanze tra cui colesterolo e bilirubina, scarti della rottura dei globuli che avviene nel fegato. Quando mangiamo in modo errato, con alti contenuti di grassi aumenta il colesterolo e la sua quantità nella bile stessa. Lo stesso dicasi per chi ha patologie che comportano alti livelli di bilirubina. In conseguenza delle quantità alte e di una scarsa tonicità muscolare, tali sostanze non vengono totalmente espulse e quindi stazionano nella colecisti e alla lunga originano i calcoli. Per questo motivo per controllare e prevenire la formazione di calcoli biliari, si è soliti consigliare una dieta povera di grassi.

La dieta per prevenire i calcoli biliari
Quale è dunque la dieta migliore da seguire per evitare la formazione dei calcoli in questione? Quella equilibrata di sempre e che sia a prevalenza mediterranea: meglio fare tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio; vanno evitati pasti ricchi di grassi, soprattutto se di origine animale: l’olio extra vergine d’oliva è il condimento migliore e più salutare che possiate scegliere; evitate gli alcolici (di qualunque gradazione)ed i superalcolici. Preferite infine il consumo quotidiano ed abbondante di fibre, riducendo invece l’assunzione di uova (e derivati, latte intero (e derivati) e fritture.

I fattori di rischio per i calcoli biliari
Ma esistono anche altri fattori di rischio per la formazione dei calcoli della cistifellea oltre la dieta errata: l’appartenenza al genere femminile, sembra essere uno di questi, insieme al sovrappeso e all’obesità e di contro alle diete drastiche che favoriscono un forte e rapido calo ponderale.

Anche alcuni medicinali come la pillola anticoncezionale hanno questa caratteristica negativa, come pure, ovviamente i farmaci contro l‘iperlipidemia.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Gli Antidepressivi possono Peggiorare la Depressione e causare Problemi di Digestione

Attenzione agli antipressivi: secondo i risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori della McMaster University in alcune persone possono addirittura aumentare i sintomi della depressione e causare problemi alla digestione.

antidepressivi peggiorano depressionePer arrivare a queste conclusioni hanno esaminanto gli effetti dei farmaci inibitori selettivi della serotonina o SSRI, che sevono per gestire i livelli di serotonina nel cervello e far sì quindi che la persona si “senta bene”. Tuttavia, sembra che proprio la gestione della serotonina possa essere un’arma a doppio taglio: agisce in aree del cervello e del corpo in maniera diversa.
Il Professor Paul Andrews che ha guidato lo studio ha spiegato

Dobbiamo essere molto più cauti nei confronti dell’uso diffuso di questi farmaci !

Dall’analisi di questa ricerca che è stata pubblicata all’interno di Frontiers In Evolutionary Psychology sembrerebbe che alcuni farmaci offrano pochi benefici per molte persone che soffrono di depressione lieve e moderata mentre sarebbero in grado di offrire solamente un aiuto attivo solo ad alcuni tra quelli più gravemente malati.

Il dottor Andrews prosegue dicendo che rispetto ad una sospensione di questi farmaci

dopo un uso prolungato, il cervello compensa riducendo i livelli di produzione di serotonina.Questo cambia anche il modo in cui i recettori nel cervello rispondono alla serotonina, rendendo il cervello meno sensibile a questa sostanza

Non solo; possono infatti verificarsi anche problemi digestivi, stipsi, diarrea, indigestione e gonfiore; Nadrews ricorda anche come non sia da sottovalutare un possibile sanguinamento anormale ed eventi cardiovascolari come l’icutus nei pazienti anziani. Ecco perchè sarebbe il casodi valutare sempre bene tutti i pro ed i contro prima di proporre ad un paziente una certa cura.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Digestione Lenta con Mal di Testa e Sonnolenza: ecco Cosa Fare

prevenire digestione lentaLa digestione lenta è un malessere molto comune. Tra i sintomi più diffusi il gonfiore addominale, la pesantezza di stomaco, il mal di testa, la sonnolenza, rallentamento dei riflessi, difficoltà di concentrazione. Le cause possono essere diverse, ma il più delle volte dipende dalla combinazione sbagliata dei cibi e dal non masticare bene.

Digestione lenta mal di testa

Il cibo, prima di essere digerito deve essere non soltanto abbinato con intelligenza, ma anche masticato bene e lentamente, al fine di favorire il processo della digestione. Molti, infatti, hanno la cattiva abitudine di buttare tutto giù senza in pratica masticare, né avvertire i sapori. L’altro grosso problema, invece, riguarda le associazioni alimentari sbagliate.

Ad esempio, le proteine, che per essere digerite hanno bisogno di un ambiente acido, andrebbero consumate solo con le verdure crude o fresche, e non con gli amidi (pasta, pane, patate, cereali, ecc), che invece richiedono un ambiente alcalino. Se si consuma il pane con la carne, perciò, la secrezione precoce di succo gastrico fortemente acido bloccherà la digestione degli amidi, rendendo la digestione più difficoltosa.

Non è così infrequente, tra i sintomi della cattiva digestione, il mal di testa. I motivi, anche in questo caso, sono da imputare a errori alimentari, scarsa masticazione dei cibi, ma anche l’ansia può giocare un ruolo determinante. Inoltre, il mal di testa potrebbe essere correlato alla difficoltà per alcuni soggetti di metabolizzare determinate sostanze, tra cui le amine biogene (tiramina, istamina, ecc.) presenti in agrumi, alimenti grassi, cacao, banane, formaggi stagionati o fermentati, frutti a guscio, pomodori, yogurt, ecc.

Digestione lenta cosa fare

Per favorire il processo digestivo, allora, è importante prima di tutto associare gli alimenti in modo corretto, e poi masticare in modo accurato e lentamente, non dimentichiamo, infatti, che la prima digestione avviene proprio nella bocca. Già questi due piccoli accorgimenti risolveranno gran parte dei problemi. Inoltre, è importante fare attenzione anche al dopo pasto, da evitare assolutamente la classica pennichella, che rallenta il processo digestivo, ma anche le attività eccessivamente impegnative. Meglio concedersi una bella passeggiata.

(Fonte www.medicinalive.com)

Alimentazione, 10 Consigli del nutrizionista per una Buona Digestione

Tenere a bada bruciori di stomaco, senso di gonfiore e pesantezza, stitichezza e tutti gli altri disturbi associati alla cattiva digestione potrebbe essere più facile del previsto, almeno secondo quanto si legge sulle pagine del Thelegraph, che in un interessante articolo sull’argomento riporta i consigli di Patrick Holford, nutrizionista britannico autore di diversi libri incentrati sulla tematica del benessere.

Le regole da seguire sembrano piuttosto semplici. E dato che secondo gli esperti, a causa di uno stile di vita e un’alimentazione non propriamente salutari, sembra quasi inevitabile che capiti a tutti di dover lottare con fastidi di questo tipo almeno una volta nella vita, sapere come comportarsi per allontanarli il più possibile può essere sempre utile. Ecco, dunque, i consigli di Holford:

  • Mangiate cibi facili da digerire come le verdure, il pesce e il riso. Limitate, invece, il consumo di grano, zuccheri, cibi fritti, caffè e alcol.
  • Non mangiate nei momenti di stress: livelli troppo elevati di adrenalina rallentano la digestione. Prendetevi una pausa, sedetevi, masticate bene e godetevi il pasto.
  • Programmate 3 pasti e 2 spuntini. In questo modo il sistema digerente non sarà sovraccaricato e avrete energie a disposizione tutto il giorno.
  • Fate una colazione abbondante, perché i livelli di zuccheri nel sangue sono più bassi al mattino. La sera, cenate almeno tre ore prima di andare a dormire o, comunque, non troppo tardi.
  • Mangiate la frutta a colazione o come spuntino, ma non alla fine dei pasti principali.
  • In caso di gonfiori o pesantezza dopo i pasti, considerate la possibilità di assumere enzimi che aiutano la digestione, soprattutto prima di consumare i cibi che causano il problema.
  • Prendetevi cura dell’intestino assumendo probiotici. Ve ne servono due tipi: A per acidophilus e B per bifidobatteri.
  • Eventuali danni causati dalle infezioni, dagli antibiotici o da un consumo eccessivo di alcol possono essere curati con l’aiuto della glutammina, “il migliore amico dell’intestino”.
  • Se sospettate di avere un’intolleranza alimentare eseguite test specifici per togliervi ogni dubbio.
  • Non esagerate con gli antiacidi: possono essere utili per brevi periodi, ma a lungo termine interferiscono con l’assorbimento di vitamina B12 e calcio. Attenzione anche ai farmaci antidolorifici, che possono danneggiare l’apparato digerente.

(Fonte www.benessereblog.it)

Noce vomica o Nux vomica

Nux vomica funziona? La nux vomica ha controindicazioni?
Nux vomica,
detta anche noce vomica è un rimedio omeopatico indicato dalla moderna omeopatia e per le sue proprietà adatto alle persone mentalmente stressate che soffrono di sovraccarico psichico, nux vomica inoltre è d’aiuto contro i problemi di digestione. I semi di nux vomica che si ricavano dall’albero chiamato strychnos nux-vomica, contengono sostanze molto attive, che causano negli individui marcata ipersensibilità e irritabilità, così come crampi muscolari, debolezza e paralisi.

Secondo il principio per cui si cura il simile con il simile, l’omeopatia utilizza la preparazione con i semi contro tutti gli stati nervosi.


La Nux vomica è usata contro problemi generati da forte stress e carenza di movimento, come per esempio mal di testa, stomaco irritato, stipsi e nervosismo

Indicazioni Nux vomica (a chi è adatta)

I tipi Nux vomica sono sotto continuo stress e sembrano avere sempre fretta. Sono spesso molto agitati. Spesso questa tipologia di persone si riconosce dai capelli scuri e dalla carnagione pallida, con tendenza a macchie rosse da stress. Si sente oberato, tuttavia non vuole ridurre gli impegni. I suoi modi impulsivi ne fanno una persona complicata.

Proprietà della nux vomica

Azione terapeutica:

La noce vomica contiene alcaloidi molto potenti e velenosi, come stricnina, brucina e vomicina. In preparazione omeopatica, queste sostanze stimolano il sistema nervoso e rafforzano gli organi digerenti.

Principali campi d’applicazione:

I disturbi della digestione dovuti a un sovraccarico emotivo e uno stile di vita sregolato rispondono particolarmente bene a trattamento con noce vomica. Alcuni problemi, come allergie, asma o la pressione alta trattate con questo rimedio vengono risolte con risultati positivi. Sul piano psichico, il Nux vomica agisce in caso di nervosismo e agitazione.

Contro la stipsi cronica:

Chi rimane seduto tutto il giorno, mangia in fretta e non fa attenzione alle fibre assunte con l’alimentazione, corre il pencolo di stimolare troppo poco la peristalsi naturale dell’intestino. L’evacuazione è irregolare, e ne consegue una stipsi cronica. Le sostanze della noce vomica stimolano l’intestino a una normale attività.

Disturbi principali per i quali può venire utilizzata la nux vomica

  • Iper agitazione ed ipocondria
  • Paure e sensibilità ai rumori
  • Ipersensibilità per eccessivo consumo di eccitanti, come caffè, alcolici e sigarette
  • Incapacità di riposare
  • Sensazione di essere oberato
  • Tendenza al superlavoro
  • Tendenza alla stanchezza
  • Vertigini al mattino
  • Mal di testa con sensazione di calore al viso
  • Emicrania con nausea e vomito
  • Difficoltà a respirare con il naso, soprattutto di notte
  • Tosse secca con dolori attorno all’ombelico
  • Mal di gola con senso di costrizione
  • Bruciori e rigurgito acido
  • Crampi addominali provocati dal mangiare in fretta
  • Stipsi
  • Gonfiore e sensibilità premendo il fegato, dato da eccessivo consumo di alcolici
  • Mestruazioni irregolari
  • Tendenza a crampi dolorosi all’inizio delle mestruazioni

Avvertenze e controindicazioni nux vomica

La nux vomica non dovrebbe essere assunta da donne in gravidanza o in fase di allattamento, in soggetti sani, per un breve periodo, ed a dosaggi contenuti la nux vomica solitamente non ha controindicazioni a patto che non si consumino direttamente i semi, ma si impieghino dei prodotti basati sul suo estratto.

La nux vomica è tuttavia da sconsigliare a soggetti che assumono farmaci anti psicotici e anti convulsivi.

Possibili effetti collaterali della nux vomica ad un alto dosaggio

Qualora il dosaggio della nux vomica fosse troppo alto ed il soggetto sensibile, si possono manifestare alcuni disagi come:

  • Vertigini
  • Problemi di respirazione
  • Senso di confusione
  • Intorpidimento della muscolatura
  • Stanchezza
  • Iperventilazione

Modo d’uso e posologia della nux vomica

La nux vomica può essere consumata in due modi, a granuli oppure in gocce (tintura).I granuli (max 3 al giorno) si assumono per via sub linguale, venti o trenta minuti prima di mangiare, mentre le gocce (max 10) possono essere diluite e assunte con la stessa tempistica dei granuli.

NB: il dosaggio standard è bene suddividerlo in 3 volte durante l’arco della giornata. (fonte www.inerboristeria.com)

Disintossicarsi dopo le Feste con i rimedi naturali, lo Zenzero

Dopo gli stravizi alimentari delle feste, arriva per tutti il momento di disintossicare l’organismo e di riprendere le vecchie e sane abitudini. Tra i rimedi naturali, lo zenzero è particolarmente efficace nel purificare la bile ed eliminare il muco che intasa l’apparato digestivo. Si tratta di una radice aromatica originaria dell’Asia orientale e i suoi principi attivi sono presenti nel rizoma, ricco di oli essenziali, cellulosa, carboidrati e composti fenolici.

Lo zenzero è molto efficace per contrastare i problemi digestivi, facilita, infatti, il passaggio del contenuto dello stomaco nell’intestino e l’eliminazione degli scarti con le feci. Questa radice dalla virtù sorprendenti, inoltre, stimola la cistifellea e la regolarizzazione della secrezione della bile, evitando reflussi e gastriti provocati da un eccesso di acidità soprattutto dopo un pasto molto ricco di grassi. In India e in Cina, non a caso, lo zenzero è la base di moltissimi condimenti. In India rientra nella composizione del più noto curry, miscuglio di polveri aromatiche e piccanti usato per condire pollo e riso.

Lo zenzero è indicato anche in caso di mal d’auto poiché ha un’ottima azione anti nausea, mentre fresco o sotto forma d’infuso aiuta a combattere l’eccesso di secrezioni e la formazione di catarro.

Aggiunto ai cibi più grassi, limita l’assorbimento dei lipidi, oltre che conferire alle pietanze quel particolare gusto speziato che da quel tocco in più alla preparazione di pesci, carni, biscotti o bevande. Lo radice in polvere è particolarmente efficace per la protezione della mucosa gastrica pur esplicando anche una notevole azione antinfiammatoria, comparabile a quella dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Inoltre, contribuisce a prevenire l’ulcera gastrica: ne basta un pizzico su pesce, risotti e contorni di vario tipo.

L’infuso di zenzero, invece, impiegato in Cina già migliaia di anni prima della nascita di Cristo e tutt’oggi utilizzato dalla medicina tradizionale per favorire la digestione, come anti nausea, contro le intossicazioni da pesci e crostacei, e contro la tosse ed il catarro. (fonte www.medicinalive.com)

Effetti benefici dello Zenzero

Si avvicina il Natale e lo zenzero torna di moda. Originario dell’est dell’Asia, la culture induista e cinese lo hanno utilizzato per millenni come alleviante digestivo. Fu d’impatto in Europa e America come erba medicinale e si convertì in una bevanda apprezzata come il ginger-ale. Ad oggi India, Cina, Giappone, Indonesia , isole caraibiche e Venezuela sono i maggiori coltivatori a livello mondiale. La parte che si utilizza è la radice.
Lo zenzero ha molti effetti benefici. Tradizionalmente utilizzato per problemi dell’apparato digestivo sembra che stimoli il pancreas a produrre un enzima che favorisce la digestione. Ha un forte potere antibatterico risulta efficace per prevenire problemi intestinali derivati dalla alterazione della flora intestinale. Ottimo rimedio inoltre contro il vomito: è  ideale quindi per chi soffre di mal d’auto. Lo zenzero è importante inoltre per chi affronta cicli di chemioterapia: ingerirlo con il cibo aiuta a minimizzare la reazione del corpo al trattamento. Si dice sia un toccasana anche per le donne in gravidanza. Sembra che il suo composto antibatterico sia capace di contrastare significativamente il batterio che produce l’ulcera. Ideale per le gastroenterite soprattutto per i bambini. Uno studio danese, inoltre, ha scoperto che allieva il dolore associato a artrite reumatica. Nelle malattie circolatorie svolge una funzione di congelamento, aumenta e favorisce la circolazione favorendo la rigenerazione dei tessuti soprattutto se si combina con altri alimenti come cipolla e aglio. Ha anche una funzione di contrasto delle malattie respiratorie: bevendo un’infusione i zenzero tre volte al giorno si può combattere l’allergia alla polvere e asma o i malanni dovuti agli sbalzi di temperatura che possono causare catarro tosse e raffreddore.
Ecco infine una ricetta veloce per un infuso: sbucciate un quarto di limone e tritatelo con una fettina di zenzero. Fate bollire il composto nell’acqua. Aggiungete miele o zucchero a piacere, se non gradite il sapore speziato e quasi piccante tipico di questa spezia. (fonte /www.benesseresalute.net)

Le Combinazioni Alimentari per Digerire Meglio

Contrariamente a quanto si pensa, lo stomaco non è una lavatrice! Ingerire cibi diversi sulla base del presupposto che ‘tanto poi lo stomaco digerisce tutto’ significa compromettere seriamente le funzioni di questo organo e della salute in generale.

La digestione è un delicato processo che si basa su precise leggi chimiche. La Chimica è una scienza esatta e non ammette eccezioni. Ciò significa da un lato che se conosciamo queste leggi possiamo serenamente aver fiducia nel funzionamento del nostro corpo, e dall’altro, che se le infrangiamo, le conseguenze saranno inevitabili. Stomaco, bocca e intestino producono oltre 300 succhi digestivi; ne deduciamo che la digestione è estremamente selettiva in quanto quasi ogni categoria di cibo ha il proprio succo digestivo. Questi succhi si dividono in due grandi categorie: quelli che si attivano e funzionano in ambiente acido e quelli che – al contrario – funzionano in ambiente basico o alcalino.

Se mescoliamo una sostanza acida con una basica, l’effetto finale è molto simile a quello dell’acqua calda con quella fredda: le due si annullano. Da questo semplice principio ne consegue che se mangiamo insieme un cibo che richiede una digestione acida con uno che invece ha bisogno di un ambiente alcalino, l’effetto finale sarà che nessuno dei due verrà digerito!

La Pepsina è il succo gastrico che digerisce tutte le proteine (quindi, la carne, il pesce, i formaggi, le uova, le proteine vegetali ecc.) e richiede un ambiente acido per attivarsi (e difatti lo stomaco produce uno 0,3% di acido cloridrico). La Ptialina è il succo che digerisce gli amidi (quindi, cereali, pasta, pane, patate ecc.) e per funzionare richiede un ambiente basico. Cosa succede se ad esempio mangiamo pane e salame? Il corpo deve produrre acidità per il salame, e contemporaneamente un ambiente alcalino per il pane… le due azioni avranno come risultato un effetto nullo, con la conseguenza che nessuno dei due succhi digestivi si attiverà e né il primo né il secondo alimento verranno digeriti.

Giungiamo così al primo e più importante principio della digestione: non abbinare insieme proteine con carboidrati. Siamo consapevoli di quanto sia difficile mettere in pratica questa regola perché la nostra cucina mediterranea ha moltissime ricette che uniscono proteine con carboidrati (pane e formaggio, polenta e salciccia, pasta al ragù, pesce con patate. Possiamo rimanere increduli di fronte a ciò, ma non dimentichiamoci che in natura non esistono cibi che abbinano insieme proteine e carboidrati (ad eccezione dei legumi che difatti vengono digeriti con fatica), oltre al fatto che gli animali tendono a mangiare separatamente queste sostanze (gli uccelli ad esempio mangiano vermi o semi in pasti diversi, anche i gatti di casa separano il ragù dalla pasta).

Sempre in tema di acidità/alcalinità, un’altra regola fondamentale è di non mangiare frutta durante i pasti (pare che solo mela, ananas e papaia hanno enzimi anti-fermentanti e si possono al limite consumare assieme al pranzo, prima, durante o dopo), soprattutto con i carboidrati, perché tutta la frutta viene digerita nell’intestino, e se invece deve rimanere ferma nello stomaco per la digestione degli altri cibi, fermenta e produce ulteriore acidità che impedisce la digestione dei carboidrati, e anche rovina a lungo andare le delicate pareti dello stomaco e dell’intestino, producendo infiammazioni che se diventano croniche si trasformano in gastriti e coliti. La frutta è un’ottima fonte di vitamine, zuccheri e sali minerali, e non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione quotidiana. Il modo migliore per mangiarla è a colazione, oppure prima dei pasti.

Terza importante regola: non abbinare insieme sostanze acide con i carboidrati, sempre per la stessa ragione. Qui il problema sta soprattutto nei pomodori e nella salsa di pomodoro, usata abbondantemente per condire la pasta, la pizza ecc. Il pomodoro è un frutto acido (al pari del kiwi e degli agrumi) e non una verdura come comunemente si pensa. Usarlo in tal senso significa fare un errore grossolano con conseguenze negative per la digestione e la salute in generale. Aggiungiamo che questi frutti – se non perfettamente maturi – contengono una sostanza velenosa, la solanina, e per questo andrebbero consumati solo in stagione, ossia d’estate, e con la certezza che siano stati raccolti completamente maturi, perché è il sole che elimina questa sostanza.

L’alimentazione moderna si caratterizza soprattutto per l’abbondanza e la varierà degli alimenti a disposizione. Da un lato, ciò è una fortuna perché ci mette a disposizione una ricchezza impensabile solo un secolo fa, ma dall’altro occorre conoscere attentamente le qualità e le caratteristiche di tutti questi cibi per non combinarli in modo scorretto e rendere così estremamente difficile la digestione.

Il pompelmo

Il pompelmo oggi riveste un ruolo importante nella nostra alimentazione. La polpa è succosa, amarognola-acidula, i semi sono bianchi.

Si trovano pompelmi dalla polpa gialla e pompelmi dalla polpa rosa. I primi sono privi di semi, hanno un sapore più aspro, mentre quelli rosa sono più dolci (contengono una maggiore quantità di zuccheri), e sono ricchi di licopene, una sostanza altamente protettiva per l’organismo.

Il pompelmo rosa è utile per stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari ed ha eccezionali proprietà digestive. Particolarmente depurativo del sangue e fortemente diuretico molto più del pompelmo chiaro. Il pompelmo rosa si differenzia dalla sua variante gialla per il fatto di contenere meno vitamina C ma più fruttosio: si tratta quindi di un frutto particolarmente adatto per chi pratica esercizio fisico anche intenso e abbisogna quindi di energia subito disponibile. Data la sua maggiore dolcezza, il maggiore gradimento da parte dei bambini o da chi non ama il gusto aspro.

Il pompelmo ha capacità di intervento risolutivo in quasi ogni disfunzione organica, bellezza della pelle, zanzarifugo o spermicida.

Certamente, il pompelmo è prezioso come disinfettante e stimolante dell’apparato digerente per cui se ne consiglia l’uso al termine di un pasto abbondante, anche e soprattutto la sera, sfatando così la teoria che vuole gli agrumi nemici delle ore notturne.

In questo, l’agrume giallo è favorito anche dal basso contenuto di zuccheri, che lo fa preferire ad altri “colleghi” quali arance o mandarini.

Ricco di fibre, vitamine A, B, e C, fibre e flavonoidi (potenti antiossidanti che aiutano il fegato e prevengono malattie cardiovascolari e infiammatorie, il flavonoide più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha attività antiossidante e antitumorale) e pectine, il pompelmo ha ben presto dimostrato la sua efficacia in alcune diete dimagranti per la sua capacità di ridurre l’assorbimento dei cibi durante il transito intestinale: questo si deve all’azione della fenilalanina, un amminoacido naturale.

L’assunzione di pompelmo è suggerita in casi di inappetenza, alimentazione degli anziani, difficile digestione, disturbi del fegato, della cistifellea, insufficienza renale, capillari fragili, ed infezioni polmonari.

Il pompelmo è un ottimo frutto: migliora il sistema immunitario.

Può essere, perciò, molto indicato, iniziare la propria giornata con mezzo pompelmo rosa o con un bicchiere di succo di tale frutto, anche a colazione.

Il pompelmo è ricco di sostanze amare che hanno un’azione rafforzante sullo stomaco e sui polmoni.

Esistono importanti principi attivi contenuti nella buccia: il pinene, il limonene, il linalolo, il citrale.  A queste sostanze si riconosce generalmente un’azione antidepressiva e sulla circolazione, oltre che la capacità di stimolare la struttura del talamo nel diencefalo. Al limonene sono riconosciute anche proprietà antitumorali.

Nel pompelmo troviamo sali minerali come calcio, fosforo, potassio, magnesio, zolfo, sodio, cloro, ferro, rame.

Assunto in dosi opportune insieme alla caffeina (per esempio “correggendo” un caffè leggero con un cucchiaino di succo) è un analgesico di buona efficacia e di poche controindicazioni.

Più controverso il suo utilizzo come coadiuvante nelle terapie di disintossicazione dalle droghe pesanti: alcuni principi attivi di cui il pompelmo è ricco (bergamottina e naringenina), sarebbero in grado di calmare in parte le crisi d’astinenza, proponendosi come una sorta di blando “metadone” naturale.

Il pompelmo può presentare anche un ostacolo al funzionamento corretto di terapie basate sull’assunzione di alcune famiglie di farmaci: alcuni psicolettici (alprazolam, midazolam, triazolam ecc.), statine (regolatrici del colesterolo), ciclosporine (che stimolano l’attività immunitaria). Anche l’assunzione di pillole anticoncezionali può essere vanificata da un determinato consumo di pompelmo, sia come frutto sia come succo. In particolare, un frutto intero al giorno e un bicchiere di succo possono essere sufficienti per alterare una terapia farmacologica: trattandosi di quantitativi non esagerati, è bene consultare il parere di un medico. Sicuramente positivo, invece, l’utilizzo dei semi del pompelmo per la cura dell’ulcera gastrica.

Sono oltre 30 i farmaci che interagiscono con il succo di pompelmo.

I più diffusi farmaci sono: Gli antiaritmici amiodarone e propafenone. Gli antibiotici come la claritromicina. Gli antistaminici, il cortisone (prednisone), il viagra, alcuni antiepilettici. Le statine per abbassare il colesterolo (Zocor e Lipitor soprattutto). Meglio non mischiare il farmaco con succo dell’agrume che ne potenzia l’assorbimento portandone la concentrazione nel sangue fino a livelli tossici. Il Valium, l’antimalarico Halfan e l’ansiolitico BuSpar. Assumerli con il pompelmo equivale infatti a prenderne una dose maggiore. Il trucco sta nelle furanocumarine, sostanze di cui l’agrume è molto ricco, capaci di mettere ko un enzima che, nel fegato e nell’intestino, distrugge i farmaci prima che arrivino al sangue. Alcuni farmaci sono molto sensibili all’azione di questo enzima e vengono distrutti prima di raggiungere il bersaglio, rivelandosi quindi poco efficaci. Da qui l’idea di potenziarli, somministrandoli insieme al succo di pompelmo. Oltre che per aumentare l’efficacia di farmaci finora poco attivi, ricorrere al pompelmo permetterebbe anche di risparmiare. Attenzione, però, al fai da te.

Importanti reazioni avverse che possono essere provocate dall’interazione tra farmaci e succo di pompelmo sono:

a. l’aritmia ventricolare potenzialmente fatale da terfenadina, astemizolo e cisapride;

b. la rabdomiolisi da statine;

c. il danno renale da ciclosporina e tacrolimus;

d. l’ipotensione sintomatica e le complicazioni ischemiche da calcio-antagonisti diidropiridinici;

e. l’eccessiva sedazione da benzodiazepine e da buspirone;

f. l’atassia da carbamazepina.

Anche la buccia del pompelmo è preziosa: vi si ricava un olio, dal profumo molto gradevole che ha un’azione tonificante e può essere considerato un valido alleato per combattere l’acne. Questo olio essenziale, usato in aromaterapia (e bruciato in appositi fornelletti), ha effetti positivi sull’umore: è antidepressivo, stimolante e rivitalizzante.

La vitamina C contenuta ammorbidisce la pelle, rafforza anche le pareti di vene e capillari Durante la cottura gran parte delle proprietà di questo frutto vengono meno.

Lo Zenzero

Lo Zenzero è parente stretto delle orchidee, è originario dell’Asia meridionale, ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi, molto aromatici e dal profumo canforato, con sentore di Limone e di Citronella.

Lo Zenzero è un energico stimolante per la presenza di un olio essenziale di color giallino, dalla composizione molto complessa; la sostanza più importante è chiamata gingerolo e proprio questa dà il sapore intenso alla droga che è rappresentata proprio dal rizoma e che, per il suo profumo pungente e per il gradevole sapore piccantino, viene usato in cucina per aromatizzare e insaporire i cibi e oggi è usato anche in Europa, in focacce, biscotti, crackers, tè aromatizzati, ma anche per condire gli spaghetti, semplicemente riscaldando leggermente un po’ d’olio extravergine di oliva e versandoci lo Zenzero grattugiato e uno spicchietto di aglio, ma è usato anche in liquoreria come correttivo e per bibite dissetanti, e nella produzione della frutta candita e di confetture e anche nell’industria della birra, specie nei paesi anglosassoni. Non per niente viene definito il pepe dei pasticceri.

Lo Zenzero è usato anche come rimedio medicamentoso per svariati disturbi. Viene considerato una spezia “calda”, che stimola la circolazione, rilassa i vasi sanguigni periferici. Efficace contro la dispepsia: esso infatti è capace di agire efficacemente su tutto l’apparato digerente, nei casi di inappetenza o di digestione lenta e laboriosa, E’ la più importante erba digestiva, per rimettere in sesto lo stomaco, specie se si soffre di nausea mattutina o se si è afflitti da problemi intestinali flatulenza, meteorismo e gonfiore intestinale per le sue proprietà carminative. Lo zenzero è un antinfiammatorio generale molto efficace al riguardo Ma esso si è dimostrato efficace anche contro il mal d’auto, la nausea e il vomito in gravidanza, e come antispasmodico. attenua i sintomi delle malattie da raffreddamento, un impacco caldo di zenzero è utile in caso di artrite, di dolori muscolari, in caso di strappi, distorsioni, mal di schiena, e altre lesioni, l’infuso tiepido è efficace nell’alleviare il dolore provocato da piccole ustioni ed eruzioni cutanee determinerebbero conseguentemente un miglioramento della sintomatologia emicranica. Presenta una spiccata attività anti-ossidante aiuta ad abbassare il colesterolo. La radice polverizzata in infusione o miscelata al miele contiene molecole antistaminiche e sostanze narcotiche naturali che diminuiscono la percezione del dolore. Ne basta mezzo cucchiaino al giorno. Ha una azione stimolante degli organi sessuali. La sua attività antinfiammatoria viene sfruttata anche per preparare colliri che hanno una grande capacità decongestionante, utile in moltissimi casi di infiammazione oculare, ad esempio in caso di allergia, di blefarite, o semplicemente per lavaggi oculari rinfrescanti e igienizzanti. Infine è da sottolineare il suo potere dinamizzante ed energizzante, in tutte le condizioni di debolezza ed esaurimento fisico.

Gradevole è anche il gusto dell’infuso che può essere assunto in qualsiasi momento durante l’arco della giornata divenendo l’occasione per una piacevole pausa accompagnata da una bevanda calda.

Sarebbe meglio non consumare lo zenzero fresco a stomaco vuoto. E attenzione che a dosaggi eccessivi può provocare eruzioni esantematiche. Cautela in gravidanza e comunque per le donne incinte è più sicuro lo zenzero fresco. Prestare attenzione anche nei sofferenti di gastriti e ulcera peptica. Lo zenzero puo’ prolungare il tempo di sanguinamento e non va utilizzata in caso di litiasi biliare. Puo’ interferire con una concomitante terapia anticoagulante, antidiabetica, cardiologica e con l’acido acetil-salicilico., Non usare in presenza di calcolosi biliare.

Trova altresì impiego come componente di cosmetici e profumi che hanno fragranze dal tono maschile o orientaleggiante.

Alcuni consigliano di conservare il rizoma, immerso in un barattolo pieno di sabbia.