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Dimagrire Velocemente con Legumi e Cereali

Fibre, carboidrati e proteine verdi, un mix che attiva il metabolismo, regolarizza l’intestino e fa dimagrire. Praticamente questo è il riassunto dei benefici di legumi e cereali. Le proteine, anche quelle vegetali, hanno un effetto notevole sul dispendio calorico, perchè l’organismo è costretto a utilizzare un’elevata quantità di energia per assorbirle e metabolizzarle. Vale adire: su 100 kcal fornite dalle proteine, solo 70-75 vanno a pesare sul bilancio energetico; le altre 25-30 vengono immediatamente bruciate dal nostro corpo (è un po’ come non le mangiassimo).

Diverso è il discorso per le calorie contenute negli zuccheri e nei grassi, che incidono quasi interamente (92-94 per cento i primi e 96 per cento i secondi) sul nostro bilancio calorico. Ovvero: tutte quelle che ingeriamo, vengono immagazzinate.

dimagrire con legumi e cerealiÈ ormai accertato che il consumo di legumi non solo aiuta a dimagrire favorendo la perdita di peso ma, soprattutto, aiuta a smaltire i chili accumulati sull’addome, favorendo una significativa riduzione della circonferenza del grasso ostinato, come quello che pesa sui fianchi e vita. Già conosciuti come alimenti anti diabete e anti colesterolo, i legumi sono anche ricchi di fibre e sono sazianti e rassodanti grazie alle proteine e ai minerali che stimolano il metabolismo.

Per questio fagioli, ceci, lenticchie, piselli, ecc, costituiscono una salutare alternativa alla carne e aiutano a tenere sotto controllo il peso corporeo e le patologie che spesso sono correlate al sovrappeso, come diabete e disturbi cardiovascolari.

I piatti della tradizione, come riso e lenticchie, sono adatti per il metabolismo, perchè forniscono all’organismo tutti gli aminoacidi essenziali per nutrire i muscoli che fanno bruciare di più. Piselli, fagioli, lenticchie, lenticchie rosse, ceci, ma anche fagiolini rossi di soia, cannellini ecc. Sono tutti adatti per chi vuole dimagrire. E, grazie alle loro fibre, ti fanno assorbire meno grassi e zuccheri.

Variare a tavola ti aiuta a perdere peso facilmente
Da un punto di vista immunologico un giorno in cui variare quello che si mangia durante il resto della settimana permette di ridurre lo stato infiammatorio dovuto alle intolleranze alimentari, spesso causa di rallentamento del metabolismo.

Proprio per questo prevedere nella settimana un giorno di astinenza dai grandi gruppi alimentari che si consumano con maggiore frequenza è il modo migliore per mantenere un metabolismo attivo.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

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Avena, Farro, Miglio, Orzo e Kamut: Cereali poco frequenti sulle nostre tavole

Certamente la pasta, il pane ed il riso sono le principali fonti di carboidrati della nostra dieta: il grano ed il riso, sono infatti i cereali più conosciuti e consumati dalla popolazione italiana. Tuttavia esistono anche altri cereali con caratteristiche simili agli alimenti sopraelencati, molto comuni invece in altre zone del pianeta.

Elencheremo  di seguito alcune delle caratteristiche di cinque cereali facilmente acquistabili nei nostri supermercati: avena, farro, miglio, orzo e kamut.

avenaL’avena è il cereale con più alto contenuto proteico (di buon valore biologico). Ancora non è noto se essa può essere consigliata in una dieta per celiaci. Buona è la concentrazione di acido linoleico, acido grasso polinsaturo essenziale per il nostro organismo. Si pensa che essa sia ipocolesterolemizzante,  diuretica, lassativa e saziante. 100 g di avena forniscono 389 KCal.

farroIl farro è un cereale contenente glutine, e quindi non adatto ai soggetti celiaci. E’ molto spesso utilizzato per la produzione di pane e pasta. Rispetto ad cereali esso fornisce un minor apporto calorico (335 KCal/100g), mentre garantisce una buona concentrazione proteica (e di amminoacidi essenziali, quali la metionina, non prodotta dal nostro organismo). Ottimo anche l’apporto di vitamine del gruppo B.

Il miglio è un cereale molto indicato per i celiaci, in quanto non contiene glutine. I sali minerali maggiormente presenti sono il ferropotassiofosforo, zinco e calcio. Contiene vitamine del gruppo B, vitamina E ed in minor quantità vitamina K. E’ indicato nell’alimentazione per l’infanzia e per le persone con problemi di acidità di stomaco in quanto facilmente digeribile. 100 g di miglio forniscono 356 Kcal, mentre 100 g di miglio decorticato 360 KCal.

L’orzo ha un basso indice glicemico e contiene molti sali minerali quali il silicio, il fosforo, il potassio, il ferro,il magnesio e il calcio, oltre che vitamine del gruppo B e vitamina E. L’orzo contiene glutine e 100 g di farina garantisce 357 Kcal; buono è il contenuto in proteine. Il suo consumo è consigliabile negli anziani e nei bambini, in quanto i sali minerali in esso presenti sono molto utili nella formazione e nella protezione del tessuto osseo. Si ipotizzano altre possibili funzioni attribuite all’orzo, quali il miglioramento della memoria o effetti antiossidanti.

kamutIl kamut è un particolare tipo di grano  e quindi non è adatto ai celiaci, poichè esso contiene glutine, ed è quindi in grado di provocare la sintomatologia tipica della malattia celiaca. L’apporto calorico del kamut (circa 350 KCal/100g) è leggermente superiore a quello del grano di tipo 0 (340 KCal/100 g) e del grano duro (314 KCal/100g) . Selenio, magnesio e zinco sono certamente i minerali maggiormente contenuti in questo cereale,  mentre tra le vitamine la più presente è la vitamina E (antiossidante). Presenti anche buoni quantità proteiche e lipidiche. Il kamut, quindi, è un cereale molto nutriente e può rappresentare un’ottima alternativa a pane, pasta o riso.

(Fonte www.alimentazione-salute.it)

Alimenti senza Glutine: quali sono e quali proprietà hanno

Gli alimenti senza glutine sono ormai diventati molto comuni, anche perchè la malattia che ne provoca l’intolleranza, ovvero la celiachia, sta diventando un vero e proprio fenomeno sanitario globale. I numeri ufficiali ci dicono che l’incidenza di questa patologia allergica a livello planetario è pari all’1% della popolazione, ma il trend sarebbe in aumento. Di fatto, si tratta dell’intolleranza alimentare più diffusa al mondo già adesso, e sempre più lo diventerà. E’ bene, tuttavia, prima di entrare nel merito dell’argomento glutine e alimenti che lo contengano, sapere che molti si stanno ponendo il quesito sulla reale diffusione del problema.

Perché se è vero che tante persone sono celiache e non lo sanno, perché non sono ancora arrivate a ricondurre i propri sintomi morbosi a questo disturbo, è altrettanto vero il contrario. Sono sempre in crescita anche coloro che “decidono” di essere allergici al glutine pur senza averne avuto reali riscontri medici attraverso i necessari esami, e che quindi eliminano del tutto arbitrariamente e senza averne bisogno i cibi contenti glutine dalla propria dieta.

Il nostro consiglio è perciò sempre quello di usare la prudenza sia che si parli di celiachia, che di intolleranze alimentari tout court. Ad effettuare la diagnosi deve essere il medico, a seguito di analisi e accertamenti specifici. Detto questo vediamo di chiarire qualche punto, a partire da che cosa sia il glutine.

Il glutine: cos’è e a chi fa male

Prima di parlare di alimenti privi di glutine, dobbiamo specificare di che tipo di sostanza stiamo parlando. Anzi, in realtà si dovrebbe parlare di sostanze, perché a formare il glutine sono un gruppo di proteine naturalmente presenti in alcuni cereali, che sono innanzi tutto il frumento, e in secondo luogo l’orzo, il farro, la segale e l’avena. Tali proteine si distinguono in due gruppi: le prolammine e le gluteine, e sarebbe soprattutto la principale delle prolammine, la molecola detta gliadina, a determinare la reazione immunitaria alla base della celiachia. In generale, queste sostanze servono per permettere alle farine (ad esempio il frumento di cui è fatto il pane), di lievitare e assumere la consistenza che caratterizzano le preparazioni da forno. La maggior parte della persone è perfettamente in grado di digerire e metabolizzare il glutine, ma nei celiaci queste proteine non vengono assorbite a livello intestinale. Il glutine si trasforma in antigene, ovvero sostanza percepita come “velenosa” dall’organismo, che scatena una serie di reazioni immunitarie infiammatorie a livello sistemico, che quindi coinvolgono non solo l’intestino ma anche altri organi del corpo. Una sintomatologia che può comprendere anemia, deficit di crescita nei bambini, problemi ossei e depressione. La celiachia è una malattia da cui non si guarisce, ma con cui si può convivere semplicemente eliminando dalla dieta il glutine e gli alimenti che lo contengono. Vediamo perciò quali cibi sono naturalmente privi di questa proteina.

Alimenti naturalmente senza glutine

Ecco una lista di tutti gli alimenti, bevande incluse, che sono naturalmente del tutto privi di glutine, e quindi possono entrare senza limitazioni nella dieta dei celiaci:
Cereali:

  • Riso in chicchi
  • Mais (o granoturco) in chicchi
  • Grano saraceno in chicchi
  • Amaranto in chicchi
  • Manioca
  • Miglio in semi
  • Quinoa in semi
  • Sorgo in chicchi
  • Teff in chicchi

Carne, pesce e uova:

  • Tutti i tipi di carne, pesce, molluschi e crostacei (freschi o congelati) “in purezza”
  • Pesce conservato al naturale, sott’olio, affumicato, ma senza altri additivi e conservanti
  • Uova
  • Prosciutto crudo

Latte e derivati:

  • Latte fresco (pastorizzato), a lunga conservazione (UHT, sterilizzato, ad alta digeribilità) senza aggiunte o altri aromi
  • Latte formulato per la prima infanzia
  • Yogurt naturale(magro o intero)
  • Panna fresca (pastorizzata), panna a lunga conservazione (UHT) senza altri ingredienti eccetto la carragenina (E 407)
  • Tutti i formaggi freschi e stagionati

Verdure e legumi:

  • Tutti i tipi di verdura fresca, essiccata, congelata, surgelata, liofilizzata
  • Verdure conservate: in salamoia, sott’aceto, sott’olio, sotto sale
  • Funghi freschi, secchi, surgelati e conservati
  • Tutti i legumi (freschi, secchi e in scatola): ceci, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia
  • Preparati per minestrone (surgelati, freschi, secchi) costituiti unicamente da ortaggi

Frutta:

  • Tutti i tipi di frutta fresca e surgelata
  • Tutti i tipi di frutta secca con e senza guscio anche tostata e salata
  • Frutta disidratata, essiccata senza farina (datteri, prugne, uva sultanina, fichi ecc.)
  • Frutta sciroppata

Bevande:

  • Nettari e succhi di frutta senza aggiunta di vitamine o altre sostanze a esclusione di: acido ascorbico (E300) e acido citrico (E330)
  • Bevande gassatee frizzanti
  • Bustina e filtri di: caffè, caffè decaffeinato, camomilla, the, the deteinato, tisane
  • Vino, spumante
  • Caffè, caffè decaffeinato, caffè in cialde
  • Distillati (cognac, grappa, rhum, tequila, whisky, gin, vodka) puri (senza altre aggiunte)

Dolci e dolcificanti:

  • Miele e zucchero (sia bianco che di canna)
  • Radice di liquirizia grezza
  • Maltodestrine e sciroppi di glucosio, incluso il destrosio

Condimenti e spezie:

  • Burro, lardo, strutto
  • Oli vegetali
  • Aceto Balsamico DOP, aceto non aromatizzato, aceto di mele
  • Passata di pomodoro, pomodori pelati e concentrato di pomodoro senza aggiunte ad esclusione di acido ascorbico (E300) e acido citrico (E330)
  • Pappa reale
  • Pepe, sale, zafferano, spezie ed erbe aromatiche
  • Estratto di lievito
  • Lievito fresco, liofilizzato, secco (di birra)
  • Agar Agar in foglie

Alimenti e prodotti confezionati senza glutine

Oltre agli alimenti e alle bevande che nascono già in origine senza glutine e che quindi i celiaci possono mangiare senza problemi, in commercio è possibile trovare anche cibi confezionati e freschi a base di farine senza glutine. Molti di questi sono acquistabili in farmacia e mutuabili dal Servizio Sanitario nazionale, inoltre, ormai per il celiaco è possibile anche andare fuori (al ristorante o in pizzeria) a mangiare, perché sono sempre di più gli esercizi che inseriscono nei loro menù proprio pietanze preparate con ingredienti senza il glutine. A guidare i celiaci nell’acquisto è il bollino gluten free, con la spiga barrata, che indica proprio l’assenza di questa sostanza nell’alimento confezionato, e che è uguale nel mondo. E’ molto importante fare attenzione a questi avvisi, qualora non si sia troppo sicuri della innocuità di un cibo, meglio non rischiare e acquistare solo cibi delle aziende che si conoscono o che recano appunto il simbolino gluten free.

Alimenti senza glutine, proprietà e come consumarli

Molti si chiederanno cosa comporti, per la salute, mangiare alimenti senza glutine, se si debba in qualche modo compensare questa mancanza. In realtà, le proteine del glutine non sono indispensabili al nostro corpo per crescere meglio o più sano, per questo eliminarli non comporta chissà quali carenze, a patto di seguire qualche semplice accorgimento nel consumo degli altri cibi, specialmente se stiamo parlando di bambini o ragazzi nell’età dello sviluppo. Ad esempio i cereali e gli amidacei, di cui il celiaco può mangiare solo il riso, il mais, il grano saraceno e il miglio, oltre alle patate, che contengono fibre e vitamine del gruppo B, non devono mai mancare nella dieta quotidiana. Perciò i prodotti che li contengono, anche nei derivati (ad esempio, la pasta o il pane di mais), devono essere consumati da 2 a 4 volte al giorno, in abbinamento con i cibi proteici (carne, uova, pesce e legumi) e le verdure. Per quanto riguarda poi gli altri alimenti naturalmente privi di glutine, come il latte e i latticini, piuttosto che il pesce, gli ortaggi e la frutta, sappiamo bene quanto siano fondamentali per il nostro benessere, e per quelli non esistono limitazioni! Quindi la cosa che il celiaco deve fare è stare attento a variare l’ alimentazione, proprio come chiunque altro, e privilegiare i prodotti cerealicoli senza glutine che ormai in commercio sono tantissimi e davvero ottimi. (fonte salute.pourfemme.it)

I Cereali

Noi italiani siamo abituati a pensare soltanto alla pasta quando si parla di cereali, e invece questo è un mondo ben più ricco!
I cereali che mettiamo in tavola devono essere variati, in qualsiasi negozio di alimentazione naturale potremo trovare l’avena, l’orzo, il grano saraceno, il riso, il farro, il miglio, il mais, il kamut® e i più rari amaranto e quinoa.
Si possono mangiare in minestra ma anche in insalata, ricette facilissime, rapidissime e ricche di nutrienti preziosi.L’uso eccessivo di farine raffinate ha portato ad un deficit di vitamine (gruppo B), minerali (calcio e magnesio) e oligoelementi (selenio e zinco) che sono contenuti nella parte più esterna del chicco, per cui largo ai cereali integrali da alternare con gli altri!
(fonte www.altrasalute.it/)

La Dieta Mediterranea fa bene anche all’Amore

La dieta mediterranea non solo fa bene alla linea e alla salute ma anche all’amore.
Secondo un recente studio infatti, i cibi che fanno parte della dieta mediterranea sarebbero anche afrodisiaci.

La dieta mediterranea ha un effetto anti ossidante e proprio per questo migliora anche le performance a letto. Non ci sono quindi più scuse per chi desidera stare meglio, anche sotto le coperte! Le indicazioni in questo senso arrivano dal Convegno Medicina della Riproduzione, ad Abano terme, dove Katherine Esposito, dell’ Università di Napoli, ha spiegato i benefici di questa alimentazione.
“I cibi freschi della cucina mediterranea, favorendo il benessere generale, possono concorrere a una buona vita sessuale: le loro proprietà antiossidanti hanno effetti benefici sulle salute delle arterie e, di conseguenza, sulle prestazioni sessuali: mangiare mediterraneo migliora la performance nel maschio e aiuta la donna a sentirsi meglio con la propria sessualità”, dice Katherine Esposito, del Dipartimento di geriatria e malattie del metabolismo alla II universita’ di Napoli.

Come dice l’esperta infatti la dieta mediterranea “è caratterizzata da un modello nutrizionale – spiega l’esperta – rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie. Il tutto accompagnato da vino o infusi”  sono ottimi antiossidanti e aiutano anche a migliorare le performance a letto. (fonte dieta.pourfemme.it)

La Dieta giusta per difendersi dal Freddo e Non Ingrassare punta su Verdure e Cereali integrali

Quando fa molto freddo come in questi giorni, abbandoniamo la dieta e tendiamo tutti a “compensare” con un apporto calorico maggiore l’abbassamento della temperatura esterna. Sentiamo il bisogno di riscaldarci, e ci sembra che mangiando di più, o prediligendo cibi più consistenti e conditi, magari ricchi di grassi e zuccheri, la nostra salute ne avrà un giovamento e saremo meno preda dei malanni stagionali come la temuta influenza. In realtà, sappiatelo una volta per tutte, non è affatto vero che in inverno, quando fuori nevica e spira vento di tramontana, abbiamo bisogno di più calorie.

Il succo è questo, come rivela (non senza sgomento da parte nostra), la dott.ssa Elena Casiraghi, nutrizionista: “Il costo energetico di un determinato gesto rimane invariato sia che lo eseguiamo al caldo o al freddo”. Il che equivale a dire, anche se ci sembra esattamente il contrario, che darci alla pazza gioia (culinaria) quando fa freddo, convinte che tanto bruciamo tutte le calorie in eccesso, ci farà solo ritrovare all’appuntamento con la temuta prova costume con un bel po’ di cuscinetti in più tra fianchi, cosce e pancia. E allora?

Allora per difenderci dal gelo e soprattutto dai virus che possono metterci ko e che proliferano in questo periodo, non bisogna mangiare di più, ma semplicemente in modo più “mirato”. Purtroppo per noi, visto che il prezzo di frutta verdura in questo periodo, causa disagi da neve e problemi di trasporto, è schizzato alle stelle, sono proprio questi gli alimenti che non possiamo far mancare sulla nostra tavola. Sono una riserva preziosa di antiossidanti vitamine, e parliamo di vegetali come le crucifere (broccoli, cavoli e verze) o spinaci, e di frutti come gli agrumi o i mirtilli, ma anche mele e kiwi.

Ma senza spendere un capitale possiamo alternare anche con delle ottime verdure surgelate, che in abbinamento con cereali (meglio se integrali sotto forma di pasta e riso) senza trascurare farro orzo, possono andare ad insaporire gustose zuppe e minestre da consumare bollenti.  Anche i legumi vanno consumati un po’ di più in questo periodo, dai ceci alle lenticchie, alla soia, forniscono proteine vegetali, fibre e saziano a lungo.

Un trucco per sentire meno i morsi della fame accentuati dal freddo è quello di concedersi i due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio, basta un frutto (magari qualche mandarino, ad esempio) e riscaldarsi con delle buone tisane bollenti.

Insomma, non c’è bisogno di scolarsi un litro di vino (come molti pensano, ma che invece fa malissimo, sempre) o mangiarsi mezzo salame a merenda per combattere il freddo! Seguendo queste semplici regole alimentari vi ritroverete più in forma anche quando questo gelo sarà finalmente passato. (fonte www.pourfemme.it)

Cereali, Glutine e Celiachia

Intolleranza al Glutine
Per paleodieta una delle considerazioni più importanti è che i cereali ed i loro derivati sono stati introdotti, in quantità importanti, solamente molto tardi nell’alimentazione umana. Il glutine è una proteina contenuta in molti cereali (grano, orzo, segale, avena…) con poche eccezioni (riso, miglio, mais…).
Col termine glutine, si indica genericamente un gruppo diverso di proteine. Il “glutine” del grano è quindi diverso dal “glutine” dell’orzo o dell’avena.
L’intolleranza al glutine, può essere presente in misura più o meno marcata, in persone che non hanno mai considerato che potessero creare problemi al loro corpo con l’assunzione di alimenti che ne contengono. Ricerche recenti mostrano che l’intolleranza al glutine è in aumento, e che spesso questo viene completamente ignorato.

Celiachia Nascosta:
Alcune persone hanno una vita caratterizzata da disturbi di varia natura, piccoli dolori o fastidi, e magari nessuno specialista sembra in grado di aiutarli, nonostante l’impegno, le ricerche e la competenza. Esse trascorrono la loro vita avendo un’alimentazione normale come tutte le altre persone. Dopo la morte accade poi, magari in seguito ad una autopsia,di rilevare un’intolleranza al glutine che però non si manifestava apertamente, quindi la persona inconsapevolmente continuava nell’assunzione, il che continuava a provocavare i disturbi. Si può anche provare ad adottare una dieta che elimini in maniera totale (altrimenti non ha senso), gli alimenti contenenti glutine per qualche mese (il processo è lungo) e vedere cosa succede. Alcune persone riportano una serie di benefici già dopo poche settimane. Altrimenti è possibile fare dei test e togliersi il dubbio.  La paleodieta non cotempla comunque l’impiego di alimenti contenenti glutine se non in modo occasionale.

Cenni storici:
La prima moderna descrizione della celiachia venne fatta da Samuel Gee, un medico inglese. Gee non si considerò come lo scopritore della malattia infatti aveva preso le sue conoscenze riguardo la malattia da alcuni scritti antichi.

Che cos’è la celiachia:

La celiachia è una intolleranza permanente alla gliadina del frumento e alle corrispondenti proteine dette prolamine come l’avena e l’orzo.
La celiachia può apparire sia nel bambino sia nell’adulto. Nel bambino predomina la steatorrea alla quale si associa la perdita di peso, distensione addominale, segni di deficenze vitaminiche, neuropatie. Nell’adulto invece, la steatorrea e la perdita di peso sono molto lievi, mentre hanno maggior rilievo alcuni segni e sintomi di malnutrizione secondaria. Secondo alcuni studi la differenza maggiore tra la persona predisposte alla celiachia e una che non lo è
stia nei geni di un sitema particolare chiamato HLA che è molto importante perchè è il sistema che identifica gli agenti esterni che vengono immessi nel corpo. Una persona predisposta alla celiachia individua come estraneo il glutine, ma non tutte le persone predisposte alla celiachia sono intolleranti al glutine. Il celiaco, una volta che intraprende una dieta senza glutine, torna a una condizione di salute normale. La celiachia ha due facce: malattia grave se si mantiene una dieta con il glutine, normale condizione se si fa una dieta che non lo prevede.

Celiachia subsonica o atipica:
La celiachia può essere atipica in quanto sono presenti dei sintomi extra-intestinali. La celiachia subclinica è più difficile da diagnosticare e se non curata può intaccare la funzionalità di altri organi e apparati.
Anche uno solo dei sintomi sotto riportati può essere segnale della celiachia:

  • anemia resistente alla somministrazione di ferro;
  • alterazione dello smalto dei denti;
  • astenia spesso associata a pressione bassa;
  • diarrea;
  • distensione e dolore addominale;
  • anoressia;
  • nausea;
  • vomito;
  • osteoporosi;
  • osteomalacia;
  • crampi e crisi tetaniche;
  • edemi periferici;
  • disturbi neurologici gravi come neuropatie periferiche, schizofrinia, demenza organica, particolari forme di epilessie associate a calcificazioni endocraniche occipitali;
  • alterazioni dermatologiche come dermatite erpetiforme, fragilità di unghie e capelli, lesioni cutanee.
  • Nella donna: disturbi della sfera sessuale e della fertilità, menarca tardivo, menopausa precose, amenorrea, sterilità, aborti ripetuti, parti prematuri.
  • Nell’uomo: impotenza, alterazioni della mobilità e della morfologia degli spermatozoi.

    Anche il sovrappeso è una condizione compatibile con la celiachia.

Celiachia silente e potenziale:
In assenza di sintomi ma in presenza di alterazioni della mucosa intestinale si parla di celiachia silente. In questo tipo di celiachia l’organismo trova un suo equilibrio nella malattia che però continua ad agire. La celiachia silente non curata può portare gravi patologie in cui il celiaco non risponde più alla dieta priva di glutine e può provocare il linfoma intestinale e tumori.
Si parla della celiachia potenziale quando  vengono trovati nel sangue dei marcatori sierologici della celiachia. I soggetti in questione vengono privati del glutine ma sottoposti a controlli periodici per valutare lo stato di avanzamento della malattia.

Diagnosi della celiachia:
I soggetti che presentano i sintomi della celiachia o quelli che appartengono alle categorie a rischio, sono sottoposti all’analisi degli anticorpi specifici nel sangue. Vengono ricercati:

  • Anticorpi anti-gliadina (AGA)
  • Anticorpi anti-endomisio (EMA)
  • Anticorpi anti-transglutaminisi (tTG)

Se questi anticorpi sono presenti, si procede a una biopsia intestinale. La biopsia viene ripetuta a circa un anno di dieta senza glutine per controllare l’effetto teraupetico. In caso di dubbio, come ulteriore conferma, si esegue una prova chiamata “Challenge”. Si riespone il soggetto per circa 3 mesi al glutine e si esegue la biopsia se la mucosa intestinale si presenta normale si continua con la dieta libera per circa 2 anni quando poi si riesegue una biopsia. Una volta ottenuta la diagnosi di celiachia la persona può ottenere gratis gli alimenti senza glutine per il proprio sostentamento.

(fonte www.paleodieta.it)