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Gli Integratori amici di Pelle e Capelli

Si trovano in alcuni cibi, nelle verdure di stagione; se li dosi nel modo giusto rafforzi il sistema immunitario e rallenti l’invecchiamento

antiossidanti naturali contro invecchiamentoPer un’efficace terapia antiossidante ci vuole anche una piccola integrazione di vitamine e sali minerali.
Sono essenziali per il benessere della cute, perché rafforzano le difese immunitarie e rallentano l’invecchiamento.
Ecco quelli che non devono mancare, dove trovarli nel cibo e come inserirli nella dieta quotidiana.


I minerali rivitalizzanti

– Zinco
Lo zinco regola la rigenerazione cellulare e rinforza anche il cuoio capelluto.
Dove si trova: nell’avena, nei legumi e nella carne di vitello
Come assumerlo: consuma 50 g di fiocchi d’avena a colazione e 30 g di vitello a pranzo.

– Silicio
Il silicio neutralizza i radicali liberi e potenzia l’azione degli anticorpi
Dove si trova:
ne sono ricchi i cereali integrali.
Come assumerlo:
mangia 70 g di pasta o riso integrale a cena.

–  Manganese
Il manganese ha un ruolo importante nella sintesi del collagene e dell’elastina.
Dove si trova:
lo si trova nelle nocciole ma anche nelle noci e nel cacao amaro
Come assumerlo: consuma quattro noci o nocciole a metà mattina; a merenda, una tazza di latte con un cucchiaino di cacao amaro.

–  Zolfo
Lo zolfo favorisce la sintesi della cheratina, che compone pelle e capelli 
Dove si trova:
lo si trova nell’uovo, nelle lenticchie  e nella trota 
Come assumerlo:
a cena, mangia a sere alterne un uovo, una trota media e 100 g di lenticchie stufate.

Le vitamine che ti fanno ringiovanire

– Vitamina A: antiossidante, regola il ricambio epidermico
Dove si trova:
Ne sono ricchi i peperoni gialli, verdi e rossi, i cavolini di Bruxelles, le carote, la lattuga e tutti i vegetali a foglia verde.
Come assumerla: Consuma a pranzo tutti i giorni una delle verdure indicate qui sopra (minimo 50 grammi).

– Vitamina C: combatte i radicali liberi ed è immunostimolante
Dove si trova:
Nelle bacche di rosa canina, nelle fragole e nei frutti rossi, nel peperoncino 
Come assumerla:
Prima di coricarti, bevi un tè alla rosa canina; spolverizza le pietanze e le minestre con poco peperoncino; a colazione, gusta una ciotolina di fragole.

– Vitamina E: ha un effetto rassodante e ristrutturante
Dove si trova:
Nell’olio di germe di grano, nell’olio di mais e nella soia (fagioli, germogli, tofu).
Come assumerla: L’olio di germe di grano si assume in perle reperibili in erboristeria (2 al giorno); gli oli si usano per condire (2 cucchiaini al giorno).

–  Vitamina H: regola l’attività delle ghiandole sebacee
Dove si trova
: Soprattutto nei pomodori, nei pompelmi e nell’uva
Come assumerla: Bevi prima di pranzo e di cena un centrifugato a base di pompelmo e succo d’uva e, come contorno, mangia almeno una volta al giorno un’insalata di pomodori.

Vitamina B12: nutre la pelle e favorisce la nascita di nuove cellule
Dove si trova: È contenuta nel lievito di birra e in buone percentuali negli asparagi. 
Come assumerla:
Il lievito di birra si prende in tavolette (la dose è di due al risveglio); gli asparagi si mangiano cotti al vapore conditi con olio di oliva, due volte alla settimana.

Frutti rossi
Per fare scorta in una sola volta delle più preziose fra le vitamine antiossidanti, la A, la C e la E: more, lamponi, mirtilli, fragole, ribes, uva rossa, noti per le loro proprietà depurative e antiage; straricchi di antociani, vitamine e selenio.

(Fonte www.riza.it)

Limone più un Farmaco che un Alimento

Il limone (Citrus x limon) è uno dei tre frutti (insieme alluva e alla mela) usatissimi nella medicina popolare e tradizionale. Per le innumerevoli proprietà che possiede è ritenuto da molti esperti come uno tra i più importanti nutrimenti curativi, tanto da essere considerato più un farmaco che un alimento.

Le navi che nei tempi passati  tenevano a bordo  una certa quantità di limoni non avevano morti per scorbuto (malattia che colpisce chi non assume vitamina C), dato che il componente più noto di questo frutto è la vitamina C di cui sono conosciute le straordinarie proprietà. Altri principali costituenti del limone sono l’Acido Citrico, il Calcio, il Ferro, il Fosforo, Potassio, le Vitamine BAPP e il Citrato di Potassio. L’Acido Citrico e i citrati (sali)  sono dei regolatori naturali di acidità. Molti credono che il succo di limone sia acidificante, invece è un  alcalinizzante, quindi un antiacido gastrico con inoltre considerevoli proprietà toniche, diuretiche e antidiarroiche. Il limone è ottimo contro le malattie da raffreddamento tipo le bronchiti e contro l’asma. Ma molte altre sono le sue  proprietà medicinali, conosciute fin dai tempi più lontani, e che sono state riportate alla luce dalle attuali ricerche scientifiche.

Il limone è capace di prevenire l’arteriosclerosi perché avendo un effetto benefico sul sangue, ne  favorisce la fluidità, inoltre agisce sul fegato e sul pancreas combattendone l’ittero e l’insufficienza epatica e pancreatica e bloccando la produzione dei calcoli biliari. Il succo di limone è un antisettico ed un a battericida che in natura è tra i più potenti. Molti lo usano nelle otiti e nel raffreddore (provate a metterne 1 o 2  gocce nelle orecchie e nel naso, alcune volte al giorno e avrete subito un sollievo), ed ha una certa efficacia nella cura delle tracheiti, delle faringiti, delle afte della bocca, delle gengiviti e delle infiammazioni della lingua.
Mentre la maggior parte dei frutti è vietata ai diabetici per la quantità di glucidi, il limone ha proprietà che favoriscono il trattamento del diabete. Il succo è usato per tonificare la pelle del viso, (spalmatevi sulla faccia pulita alla sera, prima di addormentarvi, del succo di limone filtrato e iniziate avendo cura di usarlo per piccole parti alla volta, in quanto tende a bruciare) e per curare e riparare le escoriazioni del volto dovute ai danni del vento e del troppo freddo. Ottimo rimedio per mani screpolate, rovinate e macchiate. Spalmatene poche gocce prima di uscire di casa o prima di coricarvi per poi alzarsi al mattino con mani morbide e profumate di agrumi.
Molti nutrizionisti consigliano di bere a digiuno il succo di un limone per combattere l’acidità gastrica e per disinfettare l’ organismo. (fonte www.florablog.it)

La vitamina C contro l’Alzheimer

I ricercatori della Lund University hanno scoperto una nuova funzione per la vitamina C: aiuta a sciogliere gli aggregati di proteine tossiche che si accumulano nel cervello dei pazienti affetti della malattia di Alzheimer.

I risultati della ricerca, pubblicati sul Journal of Biological Chemistry, dimostrano che il cervello delle persone con malattia di Alzheimer è caratterizzato dalla presenza di grumi di placche di amiloidi, ovvero aggregati di proteine mal ripiegate. Queste placche causano la morte delle cellule nervose nel cervello e i primi tessuti a essere attaccati sono quelli connessi alla memoria.

“Quando abbiamo trattato il tessuto cerebrale di topi affetti da morbo di Alzheimer con la vitamina C – ha dichiarato Katrin Mani, docente di Medicina Molecolare dell’Università di Lund – abbiamo potuto vedere che gli aggregati proteici tossici si sono lentamente sciolti. I nostri risultati mostrano un modello precedentemente sconosciuto per quanto riguarda l’effetto della vitamina C sulle placche di amiloidi”.

Una scoperta importantissima quindi, sulla quale Mani ha aggiunto: “Un altro dato interessante è che la vitamina C non deve necessariamente provenire da frutta fresca. Nei nostri esperimenti abbiamo dimostrato che la vitamina C può essere assorbita in grande quantità anche sotto forma di acido deidroascorbico. Ovvero, ad esempio, da un succo che è stato conservato in frigorifero”.

Lo studio acquisisce maggiore importanza perché attualmente non esiste alcun trattamento per curare la malattia di Alzheimer, e la ricerca si concentra soprattutto su terapie e metodi rivolti a ritardare e alleviare la progressione della malattia, affrontandone i sintomi. Che gli antiossidanti come la vitamina C abbiano un effetto protettivo contro una serie di malattie, dal raffreddore comune ad attacchi di cuore e la demenza, è da tempo risaputo, ma “l’idea che la vitamina C potesse avere un effetto positivo sul morbo di Alzheimer è tuttavia controversa, anche se i nostri risultati aprono nuove opportunità per la ricerca sulla malattia” ha concluso il dottor Mani.

Bene ricordare dunque i cibi che ne contengono una maggiore quantità di vitamina C: arance, limoni, pompelmi, kiwi, fragole, carote e broccoli. (fonte www.freshplaza.it)

Guanabana, proprietà del Frutto Tropicale

È diventato più facile che mai trovare sui banchi del fruttivendolo prodotti di provenienza tropicale nell’arco di tutto l’anno, oltre i soliti mango, papaya e avocado. Parliamo della guanabana, un frutto dall’aria molto esotica, verde brillante e con un aspetto un po’ minaccioso, con quelle spine che lo ricoprono. È in verità un frutto dall’inaspettata dolcezza e con numerose proprietà che possiamo sfruttare a nostro favore.

Contiene altissime quantità di vitamina C e antiossidanti, capaci di rinforzare le nostre difese immunitarie e mantenere in forma i tessuti, prevenendo l’invecchiamento cellulare. Ha però anche discrete quantità di proteine, utili soprattutto per chi fa sport. Per quanto riguarda i minerali troviamo ferro, fosforo, potassio, sodio e magnesio.

È però anche un frutto noto per alcune proprietà medicinali oltre che nutrizionali. Per esempio aiuta a combattere l’ipertensione, protegge dai raffreddori e in generale dalle infezioni alle vie respiratorie, mantiene in forma il fegato e regola gli zuccheri nel sangue. Per l’alto valore degli antiossidanti infine ha anche proprietà preventive nei confronti del cancro, proteggendo le cellule. (fonte www.benessereblog.it)

Il Kiwi fa bene anche alla Pressione

Ottima fonte di vitamina C, prezioso alleato del benessere, complemento di bellezza prezioso per chi pasticcia le proprie maschere cosmetiche in casa. C’è una novità che viene dall’università di Oslo: i kiwi fanno bene anche perché sono in grado di controllare la pressione arteriosa. I risultati della ricerca si basano sull’analisi di 118 persone, parte uomini e parte donne con età media di 55 anni, ciascuno con la pressione arteriosa leggermente alta.

Divisi in due gruppi, i volontari sono stati invitati a consumare secondo i casi più kiwi o più mele. Dopo otto settimane di osservazione si è rilevato che il gruppo che aveva consumato i kiwi aveva riscontrato una decisa riduzione della pressione sanguigna a differenza dell’altro gruppo. Si aggiunge quindi ai benefici già noti questo potere sulla normalizzazione della pressione. Vogliamo comunque ricordare gli altri vantaggi del consumo di questo frutto delizioso e ormai neanche così esotico.

Ricchissimo di vitamina C, come già ricordato, apporta anche antiossidanti preziosi come la luteina e aiuta l’assimilazione del ferro contenuto negli alimenti che accompagna o dopo i quali viene consumato. Ne parlavamo giusto qualche giorno fa a proposito dei consigli per aumentare i livelli di ferro.

Contiene anche molte fibre dunque aiuta a regolarizzare l’intestino e va considerato anche il suo elevato potere diuretico. Tra i minerali è anche ricco di potassio e magnesio e agisce anche come coadiuvante nel controllo dei livelli di glucosio nel sangue. Ha di contro pochissime calorie pur essendo un frutto assai saporito. (fonte www.benessereblog.it)

Una dieta per combattere la Cistite

Cistite, un problema molto diffuso: colpisce circa il 20-30% delle donne dai 20 ai 50 anni. La cause possono essere diverse, ma i sintomi possono essere alleviati con una dieta specifica. Prima tra tutte, si nota un indebolimento delle difese immunitarie dovuto, il più delle volte, a un eccessivo stress psicofisico.

Oltre alle cure mediche del caso, andrebbero prese in considerazione tutta una serie di accortezze che possono contribuire efficacemente a ridurre la frequenza delle recidive e alleviare i fastidi dovuti a questo problema. In questo senso, una sana e corretta alimentazione che aiuta a potenziare le difese immunitarie, può prevenire l’insorgenza della cistite. Si tratta di adottare delle semplici e buone abitudini da introdurre nel regime alimentare di tutti i giorni.

Incrementare il consumo di frutta e in particolare di mirtilli, lamponi, more, uva spina e ribes per favorire il giusto apporto di vitamina C. Questa vitamina aiuta a prevenire le infiammazioni perché protegge il nostro organismo dalle aggressioni di batteri e virus oltre ad avere un’azione antiossidante e antiallergica.

È altrettanto importante mangiare verdura, cruda o poco cotta, e non esageratamente condita: lattuga, pomodori, patate, carote e barbabietole sono gli ortaggi ideali in una dieta anti-cistite. E poi è fondamentale bere molti liquidi, soprattutto acqua, almeno 2 litri al giorno per stimolare la diuresi e favorire l’eliminazione di tossine e batteri che causano l’infezione da cistite. Ridurre, invece, il consumo di alcolici di tè e caffè.

Un’altra buona pratica da seguire è quella di assumere semi di pompelmo nell’arco della giornata. Diversi studi hanno dimostrato che tali semi possiedono proprietà battericide e riescono a debellare numerosi funghi tra cui quello della candida. (fonte www.freshplaza.it)

Il Frutto del Goji e la Vitamina C

A cura del Dott. Manuel Casadei 

Chi non ha mai sentito parlare della vitamina C e dei suoi innumerevoli effetti benefici e protettivi sull’organismo?

Fortunatamente la notizia è diffusa, ma è anche utilizzata a proprio beneficio?

Purtroppo non credo. Probabilmente per pigrizia, e forse anche per superficialità, spesso non prestiamo sufficiente cura a tutti quei piccoli mezzi che sono lì per offrirci una grande protezione.

E’ il momento di vincere la pigrizia e la superficialità e prendersi un po’ più a cuore il nostro benessere, magari incominciando proprio dalla ben nota vitamina C!

Certamente quasi ogni frutto, verdura e anche integratore può rappresentare una buona fonte di Vitamina C (se ne contiene in quantità adeguate), ma perché non approfittare di una vitamina C un po’ più speciale, visto che è disponibile?

Mi riferisco a una particolare fonte naturale che offre un derivato della vitamina C che pare essere ancor più efficace.

Nel frutto del Goji (Lycium barbarum L.), troviamo una vitamina C diversa da quella più comune che possiamo assumere ad esempio, da un integratore vitaminico. Nell’integratore troveremo più comunemente la vitamina C detta AA (L-Acido ascorbico), mentre nel frutto del Goji si forma una vitamina C peculiare, dal nome più complicato: 2-O-beta-D-Glucopiranosil-L-acido ascorbico), sinteticamente AA-2betaG. 

Questa particolare vitamina C ha dimostrato in studi controllati di laboratorio diverse proprietà interessanti:

  1. Possiede una capacità antiossidante superiore (a parità di quantità) rispetto alla comune vitamina C. Nello specifico, si è dimostrata più efficace nei confronti di alcuni radicali liberi, fra cui il perossido di idrogeno (H2O2), che viene normalmente prodotto all’interno dell’organismo per vari motivi e necessita quindi di un certo controllo antiossidante, soprattutto nei momenti in cui l’organismo sta combattendo virus e batteri (influenza, infezioni, ecc.). Infatti, soprattutto in questi momenti le cellule immunocompetenti tendono a produrre più H2O2 come risposta difensiva agli agenti patogeni che si sono insinuati nel corpo.
  2. Ricopre anche il ruolo di epatoprotettore, infatti, ha dimostrato di proteggere da malattie epatiche acute i ratti sottoposti a intossicazione tramite l’uso di un agente epatotossico specifico, il tetracloruro di carbonio.

Da quanto abbiamo appena scoperto, può essere utile alternare l’uso dei più comuni integratori di vitamina C con l’uso delle bacche di Goji o succo). Personalmente utilizzo 1 grammo di vitamina C al giorno, e moltissimi medici indicano l’uso di ½ grammo, perciò, arrivare a questi quantitativi con la sola frutta e verdura è un po’ difficoltoso, e diventa sensato fare riferimento a dei supplementi alimentari per raggiungere la quota indicata.

Riferimenti bibliografici scientifici:
2011 May;34(5):801-10. Epub 2011 Jun 9
Comparative evaluation of the antioxidant effects of the natural vitamin C analog 2-O-β-D-glucopyranosyl-L-ascorbic acid isolated from Goji berry fruit.
Zhang Z, Liu X, Zhang X, Liu J, Hao Y, Yang X, Wang Y.
Source
College of Life Science, Ningxia University, Yinchuan, Ningxia 750021, China.

Arriva l’Inverno. Facciamo scorta di Salute

Leggo da www.riflessioni.it

Con l’inverno arrivano le giornate con poco sole e temperature sempre più fredde. Questi due elementi possono incidere in modo negativo sulla salute in quanto il sistema immunitario è sensibile al freddo, per cui è più facile indebolirsi ed essere soggetti ad infezioni di vario genere. Inoltre, il poco sole rende più deboli alcuni meccanismi metabolici fondamentali, come la sintesi della vitamina D necessaria, tra l’altro, per fissare il calcio nelle ossa. Nei primi mesi invernali non si sente ancora questa debolezza, ma se non si ricorre ai ripari, a gennaio/febbraio avremo consumato le ultime riserve e arriveranno i problemi. Cosa fare dunque? Il primo passo è senz’altro l’alimentazione. Seguire ciò che la natura ci offre in questi mesi è una scelta intelligente. Castagne, zucche, patate sono carboidrati eccellenti che producono energia e calore interno, ideale per contrastare le temperature esterne in diminuzione. Tutti i cereali sono perfetti a questo scopo, perché ‘bruciano’ lentamente nel nostro organismo fornendo energia per lungo tempo. D’estate diamo preferenza agli zuccheri semplici, come quelli della frutta che danno subito energia per il movimento, invece d’inverno, muovendoci meno, abbiamo bisogno di energia più a lungo termine, e i carboidrati sono la fonte migliore. Anche i grassi (i lipidi) svolgono questa funzione ma in modo meno efficiente, e soprattutto è più difficile regolare le quantità ottimali, con il rischio di crescere di peso. Coloro che sono già sovrappeso dovrebbero preferire decisamente i carboidrati. I cereali sono la fonte migliore di carboidrati, insieme come già detto alle castagne e alle patate (le zucche ne contengono molti meno). Quelli integrali contengono anche preziosi sali minerali e altre sostanze importanti. Gli italiani amano la pasta, ma questa è più povera del cereale a chicco intero, come il riso, il farro, l’orzo ecc. Contrariamente a quanto si pensa normalmente, le proteine non sono così indispensabili, anche se d’inverno sono meglio che d’estate in quanto tendono anche loro a produrre calore nel corpo. Richiedono una digestione lunga ed impegnativa e sono più indicate a coloro che fanno attività fisica piuttosto che ai sedentari che consumano poche proteine. Quali preferire? Quelle da fonti vegetali, pur fornendo la stessa qualità di quelle animali, sono più digeribili, più leggere e hanno meno controindicazioni per la salute. Tutta la famiglia dei semi oleaginosi, che comprende noci, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi, semi di zucca, pinoli, semi di girasole, arachidi e altri semi, sono straordinarie fonti di proteine (equivalenti se non superiori a quelle della carne), oltre che di preziosi sali minerali (sono ricche di calcio), vitamine e lipidi polinsaturi (che fanno bene perché abbassano il colesterolo). Attenzione solo alle quantità perché 100g. possono dare anche 600 kilocalorie.

I legumi sono un’altra ottima fonte di proteine, soprattutto se abbinati con i cereali perché si completano. La cucina mediterranea abbonda di ricette di questo tipo; pasta e fagioli, riso e piselli, orzo e fagioli, polenta e lenticchie, pasta e ceci… Come dicevamo all’inizio, oltre all’esigenza di produrre calore per proteggersi dal freddo, c’è anche la necessità di rinforzare il sistema immunitario. Ci viene in aiuto una sostanza preziosa: la vitamina C. Sempre più studi dimostrano la sua straordinaria efficacia come antibiotico naturale per le vie respiratorie, per tutto l’apparato digerente, e per l’intestino. Dove la troviamo? In alcuni frutti invernali: i kiwi sono i più ricchi, ma anche gli agrumi si difendono bene. Tra le verdure i cavoli ne contengono discrete quantità. Tra le rarità, le bacche di rosa canina contengono una quantità altissima di vitamina C. Frutti di bosco come mirtilli e lamponi ne contengono sufficientemente. Infine, il melograno ne è molto ricco. La vitamina C è una sostanza molto delicata. Si distrugge a contatto con l’aria, con il calore del fuoco e con la conservazione, per cui la frutta va consumata fresca. Evitate quella già preparata o i succhi di frutta che ne sono privi. Le industrie aggiungono vitamina C sintetica ma non ha gli stessi effetti. Una bella spremuta d’arancia o qualche kiwi la mattina sono un ottimo modo di cominciare la giornata. Ricordatevi anche che la frutta non va consumata a fine pasto perché rovina tutta la digestione. Cos’altro fare per rinforzare il nostro sistema immunitario? In queste ultime giornate di sole cercate di stare all’aperto e di farvi scaldare dai suoi raggi. Fate anche movimento fisico, come camminate in montagna, bici o semplici passeggiate in città, perché fa sempre bene, anche in inverno coprendosi adeguatamente. Questi semplici consigli sono una sana prevenzione ai problemi di salute tipici dell’inverno, come febbri, raffreddori, mal di schiena e dei muscoli, bronchiti e infiammazioni varie alle vie respiratorie, digestive e intestinali. Fanno bene agli adulti, ma soprattutto agli anziani e ai bambini, più fragili e soggetti a queste minacce. Fate scorta di salute e passerete indenni i mesi invernali. (Nadia e Giacomo Bo www.ricerchedivita.it)

Dove si trova la Vitamina C

Detta anche acido ascorbico, la vitamina C partecipa a molte attività fondamentali per la buona salute del nostro organismo. Ma dove si trova? Cosa bisogna mangiare per garantire il giusto apporto di vitamina C? Quando è il caso di assumere integratori?

Ruolo della vitamina C e fabbisogno giornaliero

La vitamina C partecipa al metabolismo del glucosio, dell’acido folico e di alcuni aminoacidi, facilita l’assorbimento del ferro, ha potere antiossidante, contribuisce alla produzione di alcuni neurotrasmettitori e aiuta a rinforzare le difese immunitarie. È una vitamina essenziale; il nostro organismo non è in grado di produrla e deve dunque attingerla dall’esterno, cioè dall’alimentazione.

L’apporto giornaliero consigliato di vitamina C è pari a 60/90 mg per i bambini e a 110/120 mg per gli adulti. Chi fuma più di 10 sigarette al giorno dovrebbe assumere quotidianamente una quota maggiore di vitamina C, pari circa a 135 mg.

Fonti alimentari di vitamina C

Dove si trova la vitamina C? In generale, in tutti i tipi di frutta e di verdura crudi. La vitamina C è facilmente ossidabile e molto sensibile alla luce e al calore, dunque con la cottura e si perde.

È risaputo che tutti gli agrumi – in particolare le arance – sono ricchissimi di vitamina C; la vitamina C, però, come dicevamo, è facilmente ossidabile e dunque se le arance vengono spremute, il succo va consumato subito; non ha alcun senso, per esempio, preparare una bella spremuta la sera per consumarla il mattino a colazione; si rischierebbe di bere un succo quasi completamente privo di nutrienti.

Dove altro si trova la vitamina C?

Le principali fonti di vitamina C sono

  • kiwi, che ne sono ancora più ricchi delle arance; 100 grammi di kiwi contengono infatti 85 mg di vitamina C, contro i 50 mg di vitamina C contenuta in 100 grammi di arance;
  • patate;
  • fragole, che ne contengono una quota leggermente superiore alle arance;
  • verdura a foglia verde (rucola, lattuga eccetera);
  • peperoncini, soprattutto quelli piccanti, e peperoni;
  • fave;
  • piselli;
  • pomodori

Quando assumere integratori di vitamina C

La carenza di vitamina C è rarissima nei paesi industrializzati. Gli integratori sono necessari solo in casi eccezionali e in presenza di determinate patologie. È diffusa l’idea secondo cui la vitamina C possa avere un ruolo nel combattere l’influenza: si tratta di un falso mito che spesso porta a prendere integratori senza che ce ne sia la reale necessità. L’assunzione eccessiva di vitamina C attraverso integratori può comportare alcuni disturbi tra cui insonnia e agitazione. Assumerne un’elevata quantità attraverso l’alimentazione non presenta invece controindicazioni, quindi, una volta che abbiamo capito dove si trova la vitamina C, non resta che assicurarsene la giusta scorta per il corpo. L’alimentazione naturale è sempre la risposta migliore al fabbisogno del nostro organismo, fatta eccezione per i casi in cui, secondo il parere di un medico, sia indicata un’integrazione per la presenza di patologie.

Spesso, quindi, non è assolutamente necessario assumere integratori, basta chiedersi: dove si trova la vitamina C? E in che quota? E rispondersi, per esempio, che a un bambino può bastare anche un solo kiwi o un’arancia al giorno per assumere tutta la vitamina C necessaria al proprio organismo … (fonte www.cure-naturali.it)

Un nuovo importante ruolo per la Vitamina C

Nel mese di giugno 2011, sul Journal of Neuroscience, è stato pubblicato uno studio condotto da un team di ricerca della Oregon Health & Science University che pone in evidenza un coinvolgimento della vitamina C nel meccanismo della visione: in particolare, le cellule nervose dei nostri occhi hanno bisogno di vitamina C per poter funzionare correttamente.

Sembra infatti che le cellule nervose della retina abbiano bisogno di essere letteralmente immerse in “bagni” ad alte concentrazioni di vitamina C, sia all’interno che all’esterno di esse, per poter funzionare in maniera opportuna; e siccome la retina ha origine embrionale dal sistema nervoso centrale, la vitamina C potrebbe essere diffusa ovunque nel nostro cervello, più di quanto abbiamo mai potuto immaginare.

I neuroni del sistema nervoso centrale (di cui fanno parte encefalo e midollo spinale) sono provvisti di recettori che rispondono ad un’azione del neurotrasmettitore GABA, principalmente inibitoria, che modula l’eccitabilità neuronale. Tali recettori nelle cellule della retina cessano di funzionare correttamente quando viene rimossa la vitamina C. E’ possibile che la forte azione antiossidante della vitamina C contribuisca ad esercitare un’azione protettiva nei confronti dei recettori GABA o delle cellule stesse. E’ curioso come si comporti il nostro organismo quando si è a corto di vitamina C: la parte in cui essa è presente in concentrazioni relativamente maggiori è sempre il cervello.

L’importanza di essa quindi potrebbe andare al di là del meccanismo della visione e riguardare il sistema nervoso in un senso più ampio. Gli scienziati si spingono oltre, pensando ad uno dei sintomi che accompagnano lo scorbuto, la ben nota forma di avitaminosi associata alla carenza di vitamina C: la depressione. E non è da meno considerare le possibili implicazioni per altre malattie associate alla visione che si caratterizzano per un cattivo funzionamento dei recettori GABA nel sistema nervoso, tra cui l’epilessia.

Potrebbe una dieta ricca di vitamina C contribuire ad esercitare una protezione nei confronti della retina? A queste ed altre domande stanno ora puntando l’attenzione i ricercatori.
(fonte www.freshplaza.it)