Archivi del mese: novembre 2011

Il Kamut come mangiarlo e perchè

Abbiamo già parlato di kamut, descrivendone alcune virtù nutrizionali e non solo. E’ uno dei pochi cereali ad essere ancora coltivato secondo il metodo dell’agricoltura biologica. E’ molto digeribile ed è molto meglio tollerato rispetto al frumento. Spesso però, pur volendolo utilizzare, non si sa come trattarlo e cuocerlo. Perciò, vediamolo insieme.

Il kamut va messo in ammollo prima della cottura e va lasciato così per almeno 12 ore, perciò bisognerebbe pensarci la sera prima, per cuocerlo il giorno successivo. Poi va cotto con abbondante acqua, fredda, portando ad ebollizione e salando leggermente. Bisognerà far sobollire per almeno 60 minuti.

Non cedendo molto amido, non è adatto a preparazioni legate, tipo risotti ed i suoi chicchi risultano sempre ben separati. Va benissimo invece per le zuppe invernali, assieme ai legumi o a della verdura, per fare il pieno di vitamine e minerali. (fonte www.benessereblog.it)

Colesterolo: dieta ed effetti collaterali delle Statine

Il colesterolo, la dieta e l’uso di statine, sono tre elementi che spesso sono in stretta relazione tra loro. Una nuova ricerca dimostra che una dieta basata su vegetali, noci e alto contenuto di fibre e cereali, è in grado di ridurre significativamente i livelli del colesterolo cosiddetto cattivo, livelli che si sono dimostrati essere anche più bassi rispetto a quelli di un vegetariano, il che significa che i cambiamenti nella dieta potrebbero essere una valida alternativa ai farmaci in genere usati per tenere sotto controllo il colesterolo, le statine, che pur salvando diverse persone possono tuttavia avere degli effetti collaterali devastanti per altri. Il più comune effetto collaterale delle statine è il dolore muscolare. Un paziente può avvertire questo dolore come dolore diffuso, stanchezza o debolezza nei muscoli. Il dolore può essere un leggero fastidio, oppure può essere abbastanza grave da rendere difficili le attività quotidiane. Alcune persone potranno ben ricordare come, alcuni anni or sono, si sono avute anche delle morti riconducibili ad un alto dosaggio di statine. Le persone che avevano perso la vita, avevano subito un arresto cardiaco proprio per il devastante effetto che le statine avevano avuto sui muscoli, e il cuore e i muscoli deputati alla respirazione, non erano risultati essere immuni da questi effetti collaterali. Del resto, la dieta è stata sempre indicata essere la via maestra per ridurre gli alti tassi di colesterolo. Una dieta sana, abbinata alla giusta attività fisica. Si sa ormai da diverso tempo che un po’ di attività fisica quotidiana è in grado di ridurre significativamente il livello di colesterolo LDL e, al contempo, di incrementare l’HDL, il cosiddetto colesterolo buono, il famoso spazzino delle arterie, che contribuisce ad eliminare il colesterolo cattivo. (fonte www.freshplaza.it)

La Piramide Alimentare – Nuova e Vecchia Dieta Mediterranea

La “nuova” e la “vecchia” Dieta Mediterranea e la Piramide Alimentare

La Piramide Alimentare, ottimo metodo grafico per illustrare la composizione “ottimale” (e qui le virgolette sono d’obbligo) dei macronutrienti  ha subito una radicale trasformazione: per certi versi è come se fosse stata capovolta!
Prima di parlare di “Dieta Mediterranea” sarebbe meglio prendere visione dei cambiamenti apportati, perché qualcuno potrebbe chiedervi: “Quale? La vecchia o la nuova?”.
E non avrebbe torto. Sono profondamente diverse e qualcuno arriva oggi persino ad accusare la vecchia piramide alimentare di aver provocato grossi danni, soprattutto alla popolazione americana…

Le “vecchie” piramide alimentare e dieta mediterranea

Si è parlato molto della dieta mediterranea, anche la cosiddetta “piramide alimentare” elaborata e proposta nel 1992 dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, che si ispirava alle caratteristiche di questo tipo di dieta. L’idea era quella di ripartire in modo ottimale il quotidiano apporto calorico sui differenti nutrienti al fine di prevenire l’insorgere delle “malattie del benessere”: arteriosclerosi, infarto, diabete, ipertensione, obesità, etc.
La distribuzione dei nutrienti è:

– 60% Carboidrati (cereali e derivati)
– 30% Grassi (olio di oliva, burro, etc.)
– 10% Proteine (carni, pesci, uova, legumi, etc.)


La vecchia piramide alimentare usda

La figura geometrica, divisa in cinque aree, indica la distribuzione in frequenza e quantità di tutti gli alimenti che nell’arco della giornata devono essere assunti (i cibi alla base sono quelli che si possono utilizzare quotidianamente, mentre quelli al vertice sono quelli che è meglio limitare su base settimanale).

 

Le “nuove” piramide alimentare e dieta mediterranea

Oggi si propone invece la “nuova” Dieta Mediterranea che tiene conto delle più recenti acquisizioni in campo nutrizionale.
Anche la nuova piramide “ufficiale” del governo americano prevede per questo alcune variazioni, recependo quanto emerso negli ultimi anni, e cioè:

1) Non tutti i grassi hanno le stesse valenze nutrizionali. Nella precedente versione tutti i grassi venivano collocati verso l’apice. Ora solo i grassi saturi (per lo più di origine animale, come il burro), mantengono questa posizione, mentre i grassi di origine vegetale (ma non tutti sono uguali, meglio, ad esempio, l’olio di oliva extravergine) sono collocati verso la base della piramide, prevedendone il consumo quotidiano.

2) La classica differenziazione tra carboidrati semplici e carboidrati complessi, non è la più adeguata per una scelta corretta, perchè non tutti i carboidrati hanno le stesse valenze nutrizionali. I carboidrati complessi come pane, pasta e riso, precedentemente collocati alla base della piramide, vengono ora relegati all’apice della piramide stessa! Si tratta di un sovvertimento radicale, in quanto un gruppo di alimenti che prima rappresentava la base dell’alimentazione quotidiana, oggi viene invece classificato come “consumare in maniera limitata”. La differenziazione tra queste due categorie è dovuta alla loro differente propensione a rilasciare glucosio nel sangue (indice glicemico).


La nuova piramide alimentare usda


La nuova piramide è poi integrata da uno zoccolo inferiore che sottolinea l’esigenza di svolgere quotidianamente un adeguato livello di attività fisica e presenta, come suggerimento esterno, l’indicazione ad un moderato consumo di alcool e a supplementi di integratori vitaminici e minerali.

In sommario:

– poca carne e tanti vegetali (suggerimento: insalatone, abbondanti ma leggere e ottima fonte vitaminica).

– meno cereali e derivati e più cibi a basso indice glicemico. Meglio in caso preferire i cereali integrali quelli a basso indice glicemico (pasta, orzo, riso, etc.) rispetto a quelli con alto indice glicemico (pane, patate, etc.)

– Utilizzare spesso grassi “buoni” (olio d’oliva extravergine, pesce, frutta secca oleosa con guscio, come noci, mandorle, pinoli…)

– Insaporire ed esaltare gli aromi con abbondante uso di erbe aromatiche piuttosto che con intingoli complessi.

– mantenete un buon ritmo fame-sazietà: meglio tanti piccoli e semplici pasti nell’arco della giornata.

– variare gli alimenti nell’arco della settimana

– bere molto (1.5-2 litri di acqua al giorno, spesso e in piccole quantità. Limitare le bevande gassate e dolci)

– dolci con parsimonia (ci si può concedere un paio di piccole porzioni alla settimana di dolci semplici e non elaborati).

Questi sono i nuovi dettami, che a differenza dei vecchi dovrebbero essere più efficaci a contrastare arteriosclerosi, infarto, diabete, ipertensione, obesità e altre malattie del benessere. Anche qui ci si avvicina sempre di più ad una alimentazione di tipo paleolitico. (fonte
www.paleodieta.it)

La Stagionalità degli Alimenti

Oggi non è così scontato che i bambini e anche gli adulti, conoscano la stagionalità degli alimenti. Mentre nelle zone dove l’agricoltura è ancora viva e nei piccoli paesi i cicli della natura si conoscono, nelle città purtroppo questo non è sempre possibile.

La causa è il supermercato. Infatti mentre dal contadino che ti vende alla bancarella del mercato settimanale quello che cresce nell’orto, al supermercato durante l’anno puoi trovare veramente di tutto, anche i pomodori a gennaio.

Oggi l’uso delle serre riscaldate e del congelamento consentono di avere diverse varietà di verdure e frutta  non solo nella stagione di appartenenza ma anche nelle altre.
Ma perché è importante mangiare seguendo la stagionalità?

Principalmente per tre motivi:

Il contenuto di nutrienti

La verdura o frutta cresciute secondo la propria stagionalità contengono più nutrienti. Per esempio i pomodori cresciuti sulla sana terra (una terra non intossicata da diserbanti o rame) e non “pressati” da eccessivi trattamenti di sintesi contengono più vitamina C rispetto a quelli di agricoltura intensiva o peggio, quelli “di plastica” che trovi a gennaio al supermercato.

Inoltre alcune soggetti allergici ai pomodori non hanno nessuna reazione se mangiano pomodori coltivati con l’agricoltura biodinamica. Forse l’unica agricoltura che l’uomo dovrebbe praticare.

Energia e vitalità

I vegetali mentre crescono assorbono i raggi solari che “caricano” la pianta e suoi i frutti di energia. Quindi, oltre ai principi attivi, i vegetali ci donano energia solare e acqua biologica distillata, la migliore acqua che abbiamo a disposizione sulla terra.

La sintonia con la natura

Mangiare gli asparagi in primavera e le zucchine in estate ti sintonizza con i cicli della natura. E siccome la legge dell’alchimia recita così in alto così in basso e così’ dentro così fuori, seguendo i cicli fuori di noi, armonizziamo i nostri cicli corporei interiori. Ecco che siamo in simbiosi con il macrocosmo.

Adesso riporto, di seguito, la frutta e la verdura che madre natura fa crescere, suddivise per i dodici mesi dell’anno. Ovviamente i mesi sono variabili in base alla zona d’Italia in cui si coltiva. (fonte www.anptraining.net)

Scorzette di Arancio Amaro, una delizia per il palato e per il controllo del peso?

Le timide scorzette d’arancio amaro nascondono proprietà fitoterapiche per il controllo del peso. Non solo una delizia per il palato, ma anche per la nostra silhouette.

Chi non conosce le timide scorzette di arancio amaro ricoperte di cioccolato fondente?

Una delizia per il palato.

Ma le scorzette nascondono anche un’arma segreta che piace a chi vuole perdere qualche chilo.

Sì perchè il loro estratto, il Citrus aurantium, è conosciuto nel campo erboristico per il controllo del peso grazie al contenuto di principi attivi che vanno sotto il nome di ‘sinefrine‘.

Fin qui il suo uso empirico.

Ora una squadra di scienziati statunitensi ha deciso di verificare o meno le vantate proprietà, misurandone gli effetti su metabolismo a riposo, pressione arteriosa, ritmo cardiaco e cambiamenti d’umore dichiarati.

Nello studio effettuato rispetto ad un placebo e pubblicato su Int J Med Sci 2011; 8: 295-301 i ricercatori hanno somministrato ai partecipanti la p-sinefrina, l’alcaloide principale dell’arancio amaro, da sola (50 mg) o associata a bioflavonoidi selezionati (naringina 600 mg, esperidina 100 mg), il tutto nascosto in un succo di frutta.

Et voilà, il principio naturale ha rivelato le sue proprietà fitoterapiche: si sono osservati incrementi progressivi del metabolismo a riposo dei gruppi che assumevano p-sinefrina da sola, più naringina, e più esperidina (i 3 principi attivi insieme) rispetto ai controlli.

Ma l’aspetto inatteso che più spinge ad approfondire gli effetti del Citrus è che non ci sono stati gli effetti cardiovascolari che ci si possono aspettare dal tipo di sostanze contenute (azione adrenergica).

Merito del fitocomplesso che modula gli effetti negativi?

Forse, ma comunque occorreranno altri studi per validarne definitivamente le proprietà per la nostra silhouette.

Intanto la legislazione italiana con Circolare n.3 del 18 luglio 2002 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.188 del 12 /08/2002 riporta che “l’apporto giornaliero di sinefrina con le quantità d’uso indicate non deve superare i 30 mg, corrispondenti a circa 800 mg di Citrus aurantium con un titolo del 4% di tale sostanza. (fonte ilserpentedigaleno.blogosfere.it)

Rimedi naturali contro la Cellulite

Per combattere la cellulite si potrebbe fare a meno di creme anticellulite e diete forzate, basterebbe attenersi a delle abitudini alimentari salutari. Si sa che bere molta acqua aiuta a contrastare la ritenzione idrica ma questo non basta per eliminare la cellulite, un problema che colpisce più del 50 per cento delle donne. Alcuni consigli arrivano dal dr. Andrea Poli, responsabile, insieme alla dr.ssa Franca Marangoni, dei progetti di ricerca effettuati dalla NFI (Nutrition Foundation of Italy).

E’ sbagliato pensare che la cellulite sia un problema legato al peso, può infatti capitare che una donna magra abbia la cellulite mentre una un po’ più in carne non ne abbia. La cellulite è legata prima di tutto a fattori ereditari e ormonali, con le vecchie generazioni di pillole anticoncezionali, che presentavano livelli ormonali maggiori, ci poteva essere anche un peggioramento del problema. Attualmente un possibile peggioramento della cellulite dato dalla pillola è considerato un fattore marginale, ci sono addirittura alcune pillole come la Yaz che promettono di contrastarla. Stando a quanto affermano alcuni ricercatori la pillola anticoncezionale Yaz ha un effetto simil-diuretico in grado di prevenire la comparsa della cellulite.

Con i consigli che stiamo per darvi probabilmente non sarà possibile eliminare la cellulite, potrete però migliorare notevolmente la situazione estetica. Iniziamo col dire che non servono medicinali che promettono miracoli ne diete particolarmente restrittive, basta il buonsenso e l’integrazione nella dieta di una serie di alimenti utili per combattere l’infiammazione degli strati profondi della pelle, causa appunto della cellulite.

Per prima cosa bisognerebbe ridurre i cibi raffinati sostituendoli con alimenti semplici e ricchi di principi protettivi derivati direttamente dalla terra e dal mare. I cereali integrali sono molto importanti perché aiutano a contrastare l’intestino pigro, causa di cellulite poiché riduce il sangue che arriva agli arti inferiori. I cereali hanno poi un indice glicemico basso: rilasciano cioè lentamente gli zuccheri ed evitano picchi d’insulina che causano l’ingrossamento delle cellule adipose. In una dieta anticellulite si potrebbe quindi avere un primo piatto a base di pasta integrale, per variare va comunque bene anche riso, orzo e farro.

Come secondo si potrebbe puntare sul pesce che, rispetto alla carne e ai formaggi, ha il vantaggio di fornire iodio, minerale che aiuta a sintetizzare gli ormoni tiroidei e stimola il metabolismo favorendo la trasformazione dei grassi e degli zuccheri in energia. Andrea Poli evidenzia poi che alcuni pesci grassi, come per esempio il salmone, garantiscono un apporto di acidi grassi polinsaturi della serie omega3 che sono tra le migliori armi di cui possiamo disporre, a tavola, per combattere l’infiammazione dei tessuti del nostro organismo.

Il contorno per una dieta anticellulite prevede invece le verdure dai colori più vivaci che contengono più antiossidanti e una maggiore azione antinfiammatoria. Per quanto riguarda la frutta sono indicate le ciliegie, le fragole, i lamponi e le more, alimenti ricchi di flavonoidi e vitamina C che aiutano a rafforzare le pareti dei vasi sanguigni e ne riducono la permeabilità da cui dipende la fuoriuscita dei liquidi che gonfiano e congestionano i tessuti cellulitici.

Infine, ma non meno importante, c’è l’assunzione di acqua. Gli esperti spiegano che molte donne non sentono lo stimolo della sete e non riescono a bere quel litro e mezzo d’acqua al giorno che viene raccomandato. Una soluzione al problema potrebbe essere quella di incrementare l’apporto di liquidi attraverso la dieta con alimenti come: zucchine, pomodori, spinaci, lattuga, anguria, pompelmo e pesche. (fonte www.universonline.it)

Cannella, la spezia Antivirus

L’intestino, con la sua superficie interna di 300 metri quadrati di estensione, rappresenta la barriera di difesa più importante del corpo, contenendo circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo. Per questo soprattutto d’inverno è necessario proteggere e potenziare la capacità dell’intestino di riconoscere virus e batteri e di reagire stimolando la produzione di anticorpi.

Olio essenziale dii cannella, alleato anti influenza

A tal fine è utile la cannella che, nelle diverse formulazioni di tintura madre, estratto secco e olio essenziale, è il miglior antisettico contro le influenze intestinali tipiche della stagione fredda perché stimola le naturali difese dell’organismo. Chiamata anticamente anche cinnamomo, la cannella fu introdotta in Occidente dalla Compagnia delle Indie Orientali. È un albero che emana un intenso profumo in ogni sua parte: gli oli essenziali sono estratti sia dalla corteccia che dalle foglie. Al di là dell’uso in cucina o come aroma natalizio, la cannella val la pena di essere conosciuta anche per le sue grandi proprietà terapeutiche: la cannella rientra infatti nelle cosiddette “essenze maggiori”, quelle cioè più dotate di proprietà antimicrobiche e antivirali, e l’ olio essenziale ricavato dalla sua corteccia è tra i più ricchi di aldeide cinnamica, sostanza che ne determina un’azione ad ampio spettro su batteri, funghi e virus.

Rigenera la flora intestinale danneggiata dai virus

Durante le influenze che colpiscono il sistema gastroenterico, così frequenti d’inverno, aiutiamo l’intestino a ristabilire naturalmente il proprio equilibrio. Ogni mattina assumi un vasetto di yogurt in cui avrete aggiunto 5 gocce di tintura madre di cannella: il potere disinfettante della pianta, unito al probiotico, rigenera la flora intestinale. Tonico anche per lo stomaco, il mix di yogurt e olio essenziale di cannella aiuta la digestione a riprendere i ritmi normali.

Ideale contro gli spasmi che bloccano la digestione

 Durante le forme virali di influenza o dopo un colpo di freddo, l’intestino subisce spesso spasmi e crampi che procurano dolori anche molto forti. Per calmare le contrazioni e per un veloce effetto analgesico, la cannella può essere usata sottoforma di olio essenziale per un massaggio dell’addome. Diluisci bene l’ olio essenziale (una sola goccia per due cucchiai di olio vettore), magari scaldalo leggermente sul termosifone; poi, con movimenti circolari e verso il basso, applicalo nella zona dolorante: col calore, le proprietà della cannella penetrano nel microcircolo attraverso la pelle.

È stimolante del sistema immunitario durante la convalescenza

Dopo la fase acuta dell’influenza, continua l’azione di rafforzamento delle difese almeno per due settimane, assumendo ogni sera un decotto di cannella, che favorisce anche il riposo notturno. Prepararlo è facilissimo: metti un piccolo bastoncino di cannella (due o tre centimetri) o mezzo cucchiaino di polvere in acqua fredda. Lascia bollire il tutto per due minuti. Filtra, addolcisci con miele e sorseggia la bevanda.

Precauzioni

L’olio di cannella va sempre diluito

Per sfruttare appieno e in tutta sicurezza il grande potere curativo della cannella, vanno osservate poche ma importanti regole: va usata con cautela e non per lunghi periodi, e va evitata in gravidanza e non associata a farmaci antinfiammatori di sintesi. Per uso esterno, invece, l’ olio essenziale deve essere diluito: una goccia per due cucchiai di olio di mandorle. (fonte www.riza.it)