Archivi del mese: aprile 2012

C come cibi, D come vitamina, E come esposizione al sole

Parliamo ancora della vitamina del sole, con la speranza di evocarlo. La vitamina D in realtà non è una: sono cinque. D1, D2, D3, D4 e D5: un gruppo di pro-ormoni (precursori degli ormoni) liposolubili, ovvero che si sciolgono nel grasso. L’esposizione alla luce solare e l’assunzione di alcuni cibi più di altri garantisce al nostro organismo il giusto apporto di vitamina D. La vitamina D3, il colecalciferolo, è quella presente nei mammiferi. Diventa biologicamente attiva solo quando viene trasformata, tramite un processo di idrossilazione, in calcitriolo, reazioni che avvengono al livello di reni e fegato. Sulla nostra pelle si trova una provitamina, deidrocolesterolo, che deriva dal colesterolo.


Assorbendo l’energia solare viene sintetizzata in colecalciferolo, ecco perché abbiamo bisogno del sole per produrre vitamina D.

A questo punto abbiamo finalmente la forma biologicamente attiva della vitamina D che svolge una funzione importante nel nostro sistema immunitario. Livelli bassi di vitamina D nel sangue ci espongono ad un rischio maggiore di ammalarci e contrarre infezioni. La vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa, perché favorisce l’assorbimento del calcio e del fosforo. La razione quotidiana consigliata è di 5 microgrammi al giorno sia per gli uomini che per le donne adulte. Varcata la soglia dei cinquant’anni l’apporto quotidiano dovrebbe salire a 10-15 microgrammi.

Superare i 50 microgrammi al giorno è vivamente sconsigliato. L’eccesso infatti è deleterio quasi quanto la carenza. I valori norma, rilevati tramite specifiche analisi del sangue, vanno da un minimo di 10 a un massimo di 47 ng/ml (nanogrammi, miliardesimi di grammo, per millilitro). Ad essere misurati sono i livelli di calcidiolo, un preormone prodotto dal fegato che serve a convertire la vitamina D. I suoi livelli nel sangue, più o meno elevati, possono dunque suggerire anche i valori di vitamina D.

(Fonte ww.benessereblog.it)

Benefici delle Fragole, poche calorie per un concentrato di Antiossidanti e Vitamina C

Le fragole contengono poche calorie, dunque sono particolarmente indicate nelle diete dimagranti, anche perché soddisfano il nostro desiderio di un frutto dolce e sfizioso senza incidere sulla linea.

Le fragole contengono appena 27 calorie ogni 100 grammi. L’apporto di vitamina C è di 77 milligrammi, quello di acido folico si attesta sui 20 microgrammi. Inoltre, contengono 1,1 grammi di fibre.
Le fragole aiutano a depurare l’organismo da scorie e tossine. Cenando a base di fragole, ad esempio, potremo porre rimedio a precedenti eccessi alimentari.

I benefici delle fragole, validi anche per le fragoline di bosco, sono dovuti in particolare all’alto contenuto di vitamina C ed antiossidanti. L’acido ellagico, inoltre, è un anticancro naturale: inibisce la crescita dei tumori. L’acido salicilico, infine, aiuta a mantenere la pelle sana.

Le fragole favoriscono l’assorbimento del ferro nell’organismo e svolgono un effetto antinfiammatorio. Secondo alcuni studi possono prevenire i fattori di rischio del cancro al colon-retto.

(Fonte www.freshplaza.it)

Due Gocce d’Origano in Difesa del Cavo Orale

In olio o in infuso, quest’erba dal sapore piccante ha una buona azione germicida e  aiuta a risolvere anche mal di gola e cattiva digestione

L’ origano è una pianta aromatica largamente impiegata in cucina: sparso sul cibo insaporisce i piatti e, in più, esplica un’importante azione come pianta medicinale; infatti è ottimo contro tutti i disturbi correlati alla cattiva digestione, che vanno dall’emicrania alla flatulenza.
Il nome dell’ origano deriva dal greco oros (“monte”) e ganos (“splendore”).

Origano significa dunque “monte splendido”, perché quando fiorisce le sue corolle rosate ricoprono le colline, donando una visione di estrema bellezza.

Neutralizza l’azione di germi, funghi e batteri

L’ origano, però, non possiede solo virtù digestive ma è un ottimo antibatterico, antisettico e antifungino. Queste proprietà sono dovute all’azione dell’olio essenziale presente nella pianta. Opportunamente diluito con un olio base, come olio di mandorle dolci o olio di jojoba, può essere impiegato con successo contro il piede d’atleta, un’affezione fungina che colpisce il piede determinando dolorose spaccature tra dito e dito. Se aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale a un bicchiere di acqua depurata, meglio se bollita di fresco, possiamo ottenere un collutorio antibatterico assai utile in caso di gengiviti, infiammazioni del cavo orale e della gola. Lo stesso collutorio è un ottimo rimedio anche contro il mal di denti.

Da bere o da massaggiare, combatte afte e stomatiti

L’infuso di origano è particolarmente efficace contro le infezioni del cavo orale (afte e stomatiti) ma anche contro il mal di gola e la tosse, poiché associa un’azione sedativa a una fluidificante. Si prepara ponendo in infusione per 10 minuti 15 grammi di origano (sommità fiorite) in un litro di acqua, quando questa ha raggiunto l’ebollizione. Alla fine si filtra e se ne bevono 2-3 tazze al giorno, dolcificando eventualmente con un cucchiaino di miele. E se, come spesso accade in primavera, si soffre di sanguinamenti delle gengive, dopo il lavaggio è utile massaggiare sul colletto dei denti una goccia di olio essenziale d’ origano: oltre a rinfrescare l’alito, ha un’azione antibatterica e rinforzante sulle mucose della bocca.

(Fonte www.riza.it)

L’Avocado salutato come nuovo Super Alimento Anti Invecchiamento

I ricercatori messicani hanno salutato l’avocado come il nuovo super alimento che potrebbe aiutare milioni di persone a combattere il processo di invecchiamento, il diabete e il cancro.

Una ricerca all’avanguardia dimostra infatti che l’olio di questo frutto è fondamentale nella lotta contro i dannosi radicali liberi che, distruttivi e instabili, causano l’invecchiamento e diverse patologie.

E’ noto che i fattori ambientali – come l’inquinamento, il fumo di sigaretta e le radiazioni – possono indurre la cessione dell’ossigeno presente nei mitocondri (i produttori di energia delle cellule), per la formazione dei radicali liberi. Queste molecole distruggono le cellule normali, come le proteine, devastando le cellule sane, e portando così all’invecchiamento e al cancro.

Già altri studi sugli antiossidanti presenti in verdure, come carote e pomodori, avevano rivelato che essi sono in grado di entrare nei mitocondri, ma questa ricerca ha scoperto che l’olio di avocado è in grado di aiutare la sopravvivenza delle cellule esposte a concentrazioni elevate di radicali liberi.

Il professor Christian Cortes-Rojo e il suo team dell’Università Michoacan di San Nicolas de Hidalgo in Messico hanno usato cellule di lievito – simili a quelle per la produzione di vino e birra, e più facili da studiare – per esaminare le proprietà dell’olio di avocado.

I risultati hanno dimostrato che l’olio di avocado consente alle cellule di lievito di sopravvivere all’esposizione di alte concentrazioni di ferro, che produce un’enorme quantità di radicali liberi. L’effetto protettivo funziona anche quando il lievito viene esposto a livelli superiori di radicali liberi rispetto a quelli che si trovano in alcune malattie.

Cortes-Rojo ha aggiunto: “Avremo bisogno di confermare che quanto osservato nei lieviti possa verificarsi negli organismi superiori come gli esseri umani”.

Precedenti ricerche avevano dimostrato che l’avocado può abbassare la concentrazione nel sangue di colesterolo e grassi in alcuni malati di diabete.

L’effetto è simile a quello dell’olio di oliva, tanto che l’olio di avocado potrebbe essere indicato come l’olio d’oliva delle Americhe.

Un portavoce della fondazione mondiale degli alimenti più salutari ha commentato: “i risultati sono impressionanti” e saranno presentati questa settimana all’American Society for Biochemistry and Molecular Biology.

(Fonte www.freshplaza.it)

Depressione in Aumento e Cibi Sani in Diminuzione, è la crisi economica

La salute degli italiani è sempre più a rischio, anche e soprattutto a causa della crisi economica che complica le possibilità di alimentarsi con cibi sani ed in modo equilibrato, allontana le possibilità di fare una minima attività motoria e schiaccia la psiche con la depressione. La cronaca più recente  parla chiaro al riguardo: è boom di suicidi e sono in netto aumento le vendite dei farmaci antidepressivi. Ad evidenziare il tutto, il Rapporto Osservasalute 2011 presentato presso il Policlinico A. Gemellidi Roma.I dati raccolti, riferiti allo scorso anno, riguardano come sempre lo stato di salute della popolazione in relazione alla qualità dell’assistenza sanitaria nelle varie regioni, da Nord a Sud, ma stavolta, ciò che è emerso con più rilevanza rispetto al passato è il bilancio delle famiglie, quello economico, in stato di crisi totale, a tal punto da favorire il taglio delle spese necessarie ad uno stile di vita sano, come ad esempio la palestra o comunque le attività sportive, ma anche l’acquisto di frutta e verdure fresche, arrivate ormai a dei costi insostenibili nel quotidiano della maggior parte degli italiani. E’ diminuito infatti il consumo medio delle porzioni che è passato dal 5,7% (cifra già non altissima) al 4,8%. Ma non solo. Le pressioni psicologiche che la crisi economica comporta, con le effettive carenze di lavoro o lo stato d’ansia dovuto al rischio di perderlo, all’incertezza, hanno provocato un innalzamento dei disturbi legati alla sfera mentale da cui è risultato un aumento del consumo di farmaci antidepressivi. Pensate che negli ultimi 10 anni, l’impiego di queste medicine è quadruplicato! La questione si fa ancora più complessa se si pensa ai tagli effettuati sulla sanità pubblica, come spiega Walter Ricciardi direttore dell’Osservasalute, oltre che dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli:

“Le ultime manovre economiche hanno portato al ridimensionamento dei livelli di finanziamento dell’assistenza sanitaria già dal 2012, all’introduzione di ulteriori ticket, a tagli drastici circa i fondi per la disabilità, l’ infanzia e altri aspetti che vanno a incidere sulla nostra salute”.

Il professor Ricciardi sembra molto critico al riguardo perché come si sottolinea anche nel Rapporto, i tagli alla spesa sanitaria degli anni passati hanno solo contribuito ad aumentare la spesa privata del cittadino/paziente (o del paziente cittadino?) con la partecipazione maggiore alle spese per le cure ed i farmaci, ma non hanno risolto la questione degli sprechi. Eppure prevenire è sempre meglio che curare, o no?

(Fonte www.medicinalive.com)

Prevenire e Curare Allergia ai Pollini con l’Omeopatia

Che si tratti di continui starnuti, di occhi rossi e lacrimanti, tosse o difficoltà di respirazione con asma è ormai chiaro che si può trattare di allergia primaverile. Usiamo questo termine perché di fatto esistono dei pollini altamente allergizzanti che circolano nelle nostre città e campagne anche in inverno o in estate. In generale le allergie ai pollini, o pollinosi, rappresentano una patologia fortemente in crescita: la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha infatti evidenziato come nell’ultimo trentennio il numero degli allergici ai pollini sia praticamente raddoppiato. In Italia, circa il 20% della popolazione ne soffrirebbe, essenzialmente in età pediatrica. L’omeopatia si pone come rapida ed efficace soluzione terapeutica, sia per ciò che riguarda la prevenzione che gli attacchi acuti: i rimedi omeopatici infatti, non hanno effetti collaterali (a differenza dei farmaci antistaminici che possono ad esempio provocare sonnolenza) e soprattutto non sono tossici e quindi si dimostrano particolarmente adatti anche ai bambini. Piuttosto i prodotti omeopatici possono affiancare le tradizionali cure per l’allergia ai pollini. Ma in che modo? Come scegliere e quale posologia?

La terapia preventiva deve iniziare almeno un paio di mesi prima del periodo critico, ovvero quello in cui è prevista una grande circolazione di pollini a cui si è allergici. Vanno assunte diluizioni omeopatiche del polline a cui si risulta allergici: 5 granuli al giorno in diluizione 9 CH, mentre se la pollinosi è multipla (dovuta cioè a più piante) cosa orai ampliamente frequente, una soluzione può essere l’assunzione di Pollensì, un preparato ad hoc comprendente in diluizione 30 CH pollini di gramigna, nocciolo, parietaria, artemisia, ambrosia, betulla bianca ed erba mazzolina. In questo casi i 5 granuli vanno assunti solo una o due volte la settimana, ma sempre per almeno 60 giorni dalla prima pollinazione. I rimedi omeopatici per combattere i sintomi dell’allergia ai pollini Spiega il Dott. Attilio Speciani, allergologo e immunologo clinico, esperto di omeopatia e terapie naturali: “Alla comparsa dei primi sintomi, suggerisco di assumere 5 granuli di Sinalia, anche fino a 6 volte al giorno se necessario. Si tratta di un preparato contenente 6 diversi medicinali omeopatici, selezionati specificatamente per la loro azione sui sintomi, sia quelli che colpiscono gli occhi, sia quelli tipici della rinite:

  • •Allium cepa (5 CH),
  • •Ambrosia artemisiaefolia (5 CH),
  • •Euphrasia officinalis (5 CH),
  • •Histaminum muriaticum (9 CH),
  • •Sabadilla officinarum (5 CH)
  • •Solidago virga aurea (5 CH).

Se invece si ha solo il tradizionale sintomo della rinorrea le soluzioni terapeutiche sono diverse a seconda dei casi, l’assunzione deve essere frequente (all’occorrenza anche ogni ora), di 5 granuli e va ridotta la frequenza della somministrazione al miglioramento dei sintomi:

  • Sabadilla 9 CH (rinorrea non irritante);
  • Kalium iodatum 9 CH (rinorrea chiara e che colpisce anche gli occhi);
  • Allium cepa 9 CH (rinorrea bruciante).

Per il “naso chiuso” invece uno dei medicinali più indicati è Sticta pulmonaria 9 CH, da assumere ogni sera. In caso di starnuti frequenti, è indicata Nux Vomica 9 CH, 5 granuli ogni ora, da associare volendo ad Histaminum 9 CH (medesimo dosaggio).“ Se il naso invece è tutto rosso e gonfio? “In questo caso è possibile ricorrere ad Homéoplasmine, pomata da applicare localmente mattina e sera”. Per la congiuntivite allergica con lacrimazione, gonfiore, prurito, bruciore ed occhi rossi?, “Consiglio il collirio Euphralia, a base di Euphrasia officinalis e Chamomilla vulgaris: 2 gocce quattro volte al dì. Buono anche per chi porta le lenti a contatto.”.

(Fonte www.medicinalive.com)

Vitamina C, 6 bicchieri di Succo d’Arancia Riducono la Pressione

La vitamina C, nutriente essenziale già noto per le sue benefiche azioni nei confronti del sistema immunitario, della pelle, dei muscoli e delle ossa, svolge anche un’altra importante funzione: ridurre la pressione sanguigna.

Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, basta assumerne ogni giorno la quantità contenuta in 6 bicchieri di succo d’arancia per contratsare l’ipertensione. Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno confrontato i risultati ottenuti in 29 diversi studi.
L’analisi definitiva, pubblicata sulle pagine dell’American Journal of Clinical Nutrition, ha svelato che una dose di 500 mig di vitamina C al giorno (pari a circa 5 volte l’assunzione giornaliera raccomandata) riesce a ridurre di 3,84 punti la cosiddetta pressione massima. Non solo, in chi soffre di ipertensione la pressione minima si alza di circa 5 punti. Un risultato significativo se si tiene conto che è sufficiente una riduzione di 3 punti della massima per diminuire la probabilità di ictus. L’effetto, spiegano i ricercatori, potrebbe essere associato all’azione diuretica di questa vitamina, che permette ai reni di eliminare più sodio e di acqua. Questo fenomeno aiuta le pareti dei vasi sanguigni a distendersi, con conseguente riduzione della pressione arteriosa. L’assunzione di vitamina C rappresenta, quindi, una possibile alternativa naturale ai farmaci contro la pressione alta. Meglio, però, assumerla arricchendo la dieta di frutta e verdura che ne contengono elevate quantità piuttosto che assumere degli integratori. Edgar Miller, coordinatore dello studio, ha infatti precisato:

la nostra ricerca suggerisce un effetto di riduzione della pressione arteriosa in seguito all’assunzione di vitamina C, ma prima di poter raccomandare degli integratori per il trattamento dell’ipertensione sono necessarie altre ricerche.

Se questi risultati dovessero essere confermati frutta e verdura abbondanti di vitamina C potrebbe diventare uno strumento complementare all’esercizio fisico, alla perdita di peso e ai cambiamenti del regime alimentare (come, ad esempio, la riduzione del consumo di sale) per contrastare l’ipertensione.

(Fonte www.benessereblog.it)