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Primi passi per un’Alimentazione Corretta

stile di vita sanoStudi scientifici hanno dimostrato che una alimentazione corretta e uno stile di vita sano, sono fondamentali nel mantenimento della salute e nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative.

Uno stile di vita sano e una educazione alimentare atta a correggere le abitudini alimentari errate, è una priorità nelle strategie di educazione alla salute indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per iniziare il cammino verso un benessere totale di corpo mente e spirito è necessario:

  1. Conoscere le qualità nutrizionali dei gruppi di alimenti, per garantirsi un giusto apporto di nutrienti evitando squilibri nutrizionali e metabolici.
  2. Consumare cibo di ottima qualità, verificandone l’origine delle materie prime, che siano del territorio ottenute da filiera corta e rispettando la stagionalità.
  3. Consumare ogni giorno qualcosa di crudo e fresco (verdura, frutta) la cottura degli alimenti e la conservazione distruggono parte delle vitamine.
  4. Variare quotidianamente gli alimenti, in modo da assicurarsi un completo apporto di sostanze nutritive necessarie al nostro organismo (lipidi, protidi, glucidi, sali minerali, vitamine, enzimi,ecc.)
  5. Limitare l’uso di zuccheri semplici, di sale e di grassi animali.
  6. Assicurarsi un giusto apporto di acqua, molto importante come mezzo di trasporto dei nutrimenti e delle scorie metaboliche nel sangue.
  7. Fare giornalmente un po’ di  esercizio fisico quale camminata, corsa leggera a piedi o in bicicletta.
  8. Controllare la respirazione.
  9. Dormire almeno 7/8 ore per notte e andare a letto non oltre la mezzanotte.
  10. Ritagliarsi tutti i giorni uno spazio per sé stessi, per rigenerare corpo, mente e spirito.

(fonte www.alimentazione-benessere.it)

Diabete, i Cibi per Regolarizzare la Glicemia

Sono circa 3 milioni gli italiani malati di diabete e purtroppo il trend è in continuo aumento. Per contrastare questo disturbo è necessario lavorare su due livelli differenti: la dieta e l’attività fisica. Sono tanti gli approfondimenti, sul nostro sito, dedicati allo sport come medicina preventiva, per questo motivo approfondiamo un altro aspetto interessante quanto importante: i cibi che possono regolare gli zuccheri nel sangue. Esistono, infatti, degli elementi in grado di stimolare alcuni enzimi importanti nella regolazione della glicemia. La glicemia è quel valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue e, in assenza di patologie, dovrebbe essere tra i 65-110 mg/dl.

L’oscillazione della glicemia dipende dall’assunzione di carboidrati. Ricordiamo che secondo i dettami della Dieta Mediterranea, i carboidrati dovrebbero coprire il 45 percento del fabbisogno nutrizionale quotidiano. In questo modo, in teoria si può contrastare quella che in termine tecnico viene chiamata iperglicemia. È necessario quindi non solo non sforare quanto indicato dal regime italiano, ma evitare tutti i cibi con zuccheri aggiunti, preferendo quelli senza zuccheri o i prodotti integrali. Inoltre, è necessario fare molta attenzione all’alcol.

I cibi che regolano la glicemia

I cibi contro il diabete sono il carciofo, la cicoria, l’aglio, la cipolla e le mele. Tutti contengono la fibra solubile, in grado di regolare la quantità di glucosio presente nel sangue. È ovvio che questo ingrediente “magico” è contenuto in generale in tutta la frutta e la verdura, ma bisogna stare attenti a che questi vegetali non siano a loro volta troppo ricchi di zuccheri. Tenete poi in considerazione, che alcuni formaggi, come i caprini o quei tipi provenienti da ruminanti di alpeggio (fontine, asiago) sembrano essere molto utili nel migliorare la glicemia, a detta di molti e interessanti studi.

Diabete e frutta

La frutta contiene moltissimi zuccheri e ovviamente non è facile stabilire quanto sia un alimento adatto a un diabetico oppure no. Ci sono esperti che vietano il consumo e nutrizionisti che invece consigliano di evitare alcune qualità. In realtà non esiste una regola precisa, piuttosto è importante stare attenti alle quantità: mangiare mezzo caco inserito in un’alimentazione ben equilibrata può non dare fastidio, quanto invece un paio di cachi dopo uno piatto di pasta potrebbero creare gravi problemi. Una porzione ideale di frutta non dovrebbe superare i 15 grammi di carboidrati. Tenete poi in considerazione che più il frutto è ricco di fibre, minore è il picco glicemico. Evitate sempre i fichi, le banane, l’uva, la frutta secca e i cachi. Inoltre, fate molta attenzione anche ai succhi di frutta, soprattutto se contengono zucchero aggiunto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete nel 2030 diventerà la quarta causa di morte in Europa. Non c’è quindi da scherzare e questo dovrebbe essere un buon motivo per iscriversi in palestra e per fare un po’ di sano movimento. (fonte dieta.pourfemme.it)

Mangiamo troppe proteine, lo sostiene l’Efsa che ha definito le giuste quantità per una corretta alimentazione

Gli europei mangiano troppe proteine. E anche gli italiani non sono da meno, nonostante la tradizione gastronomica mediterranea ci porti ad abbondare in verdure e cereali. È quanto emerge da uno studio dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha definito i quantitativi di assunzione di riferimento per la popolazione (Pri), ossia la quantità di proteine da inserire in una corretta alimentazione.

Secondo l’Efsa, un adulto in buona salute dovrebbe consumarne in media 0,83 grammi per chilo di peso al giorno, di origine sia animale che vegetale. Seguendo questo schema la quantità ottimale per una donna di 50 kg risulta essere di 41,5 g.

Per i giovanissimi la percentuale arriva fino a 1,31 g/kg. Mentre le donne in gravidanza non devono, come si affermava una volta ”mangiare per due“,  ma semplicemente aumentare il quantitativo di 1 g al giorno per il primo trimestre, di 9 g il secondo e di 28 g il terzo . Durante l’allattamento è consigliata un’assunzione supplementare di 19 g per i primi 6 mesi e di 13 g nel periodo successivo.

Confrontando queste cifre con i consumi reali si conferma la tesi secondo cui gli europei “abusano” delle proteine. La stima dell’Efsa è di 67-114 g al giorno per gli uomini e di 59 a 102 g per le donne.

«Il valore di 0,83 g indicato dall’Efsa corrisponde a un riferimento ottimale, in pratica le proteine dell’uovo – sottolinea Andrea Ghiselli dirigente di ricerca Inran. Gli altri cibi hanno proteine di valore nutritivo minore, dovuto al diverso o inferiore contenuto di aminoacidi. Per cui ogni Stato dovrà correggere questo valore valutando la tipologia di proteine presenti negli alimenti più consumati dalla popolazione».

Per il nostro Paese, i dati di riferimento sono riportati nei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, definiti dalla Società Italiana di nutrizione umana, reperibili sul sito www.sinu.it). Le tabelle prevedono per le proteine un valore di 0,75 g per kg di peso, quindi leggermente più basso rispetto a quello europeo. Considerando però la correzione dovuta alla qualità,  si arriva a 0,95 g/kg. Questi livelli risalgono al 1996 e sono in fase di revisione: i nuovi dati dovrebbero essere disponibili in autunno.

«Le indicazioni fornite dall’Inran, ricorda Ghiselli, riguardano però la quantità massima di proteine accettabile in una corretta alimentazione, che non dovrebbe superare il 15% del fabbisogno calorico». Ragionando sulle 2000 kcal per un adulto, si arriva a 75 grammi. Per chiarire: 30 g di Parmigiano contengono  10 g di proteine, 1 panino con hamburger 13 g, un etto di pastasciutta 4,7 g.

Anche in questo caso i consumi abituali superano le quantità «Secondo i dati rilevati dall’indagine INRAN – SCAI si stimano 93 grammi di proteine al giorno per gli uomini e 76 per le  donne. In Italia – conclude Ghiselli – non ci sono carenze, anzi forse c’è il problema opposto» (fonte www.ilfattoalimentare.it/)

La Frutta che contiene Ferro per combattere l’Anemia

La frutta è un prezioso alleato per la nostra salute e, soprattutto quella secca, può essere ricca di ferro. Come suggerito dalla piramide alimentare infatti, la nostra dieta dovrebbe essere composta per la maggior parte da frutta e verdura, ricche di vitamine, sali minerali, ferro e tanti altri elementi nutritivi fondamentali. La frutta poi, in base al suo colore, può contenere svariate sostanze nutritive fondamentali. Qualche esempio? La frutta di colore giallo e arancio contiene betacarotene e le vitamine del gruppo B,C,E, oltre a sali minerali e amidi mentre la frutta blu o viola indica elementi con proprietà antiossidanti e ricchi di antocianine. La frutta di colore verde ha un basso contenuto energetico ma è ricca di folati e provitamina A.

Il ferro è fondamentale per il nostro benessere: spesso però si parla di anemia quando viene individuata una mancanza di questo elemento, molto più frequente nelle donne che nell’uomo. Per una donna il fabbisogno giornaliero di ferro si attesta sui 18 mg, mentre all’uomo bastano 10 mg. al giorno. Le donne in età fertile (per le donne in menopausa infatti la quantità è ridotta) hanno bisogno di più ferro perché questo elemento viene perso in grande quantità durante il ciclo mestruale. Come ha stabilito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si parla di anemia, quando il valore di emoglobina è inferiore ai 14 g/dl nell’uomo, ai 12 g/dl nella donna e agli 11 g/dl nella donna incinta. In generale, tra gli alimenti più ricchi di ferro ricordiamo i legumi, il tuorlo d’uovo, i mitili e la carne animale. Il ferro inoltre si distingue in ferro in forma “EME” e “NON EME”. Del primo tipo fa parte questo elemento contenuto nella carne animale e nel pesce e si tratta di un nutriente immediatamente disponibile per l’organismo. Il ferro “NON EME”, è invece quello contenuto nei cereali e nei vegetali, che però non risulta immediatamente disponibile per l’organismo e quindi poco indicato per aiutare in caso di carenze ematiche di ferro.

La frutta, in particolare quella secca può essere ricca di ferro. Per darvi un’idea, vi elenchiamo di seguito i tipi di frutta più ricchi di ferro, i cui valori si riferiscono a 100 gr di prodotto. Tra la frutta secca più ricca di ferro ricordiamo le pesche ricche anche di calcio, di beta-carotene, di vitamina B3 e di niacina. Anche i fichi secchi sono alimenti ricchi di ferro ma anche di fibre, che aiutano in modo naturale la funzionalità dell’intestino. La frutta fresca rimane comunque fondamentale quando si cura un’anemia perché il ferro viene assorbito meglio in combinazione con la vitamina C, presente in moltissimi alimenti. Importantissimo quindi arricchire la dieta con frutta e verdura fresche, in particolare fragole, kiwi, arance, limoni e agrumi, frutti di bosco, verdure a foglia verde come broccoli, spinaci e lattuga.

Pistacchi 7,3
Anacardi Pesche, secche 6,0
Albicocche, disidratate 5,3
Albicocche, secche 5,0
Feijoa 4,0
Prugne secche 3,9
Cocco, essiccato 3,6
Pesche, disidratate
Arachidi, tostate 3,5
Uva, secca Nocciole, secche 3,3
Fichi, secchi Mandorle dolci, Datteri, secchi 2,7
Noci 2,6
Noci pecan 2,4
Noci, secche 2,1
Pinoli Mele, disidratate 2,0
Castagne, secche 1,9
Cocco 1,7
Mora di rovo
Ribes 1,3
Lamponi 1,0
Ciliege, candite Castagne 0,9
Fragole Banane 0,8
Mirtilli 0,7
Ciliege Passiflora Avocado 0,6
Ananas Albicocche Fichi LitchiMango Kiwi Papaia 0,5
Amarene Uva Fichi-d’india Pesche senza buccia 0,4

Esistono, oltre alla frutta secca, tantissimi altri alimenti ricchi di ferro. Vi proponiamo un’esaustiva tabella, con l’elenco dei cibi raccomandati in caso di anemia, i cui valori si riferiscono sempre a 100 gr di prodotto.

Fegato d’oca 30,53 mg
Cioccolato fondente amaro 17,4 mg
Vongola 13,98 mg
Cacao amaro 13,86 mg
Ostrica, cotta 11,99 mg
Caviale 11,88 mg
Paté di pollo inscatolato 9,19 mg
Muesli con frutta e frutta secca 8,75 mg
Muesli 8,20 mg
Lenticchie 7,54 mg
Ostrica 6,66 mg
Farina di soia 6,37 mg
Germe di grano 6,26 mg
Pollo – coscia 6,25 mg
Ceci 6,24 mg
Patate, bollite 6,07 mg
Seppia 6,02 mg
Pinoli secchi 5,53 mg
Fagioli cannellini 5,49 mg
Fagioli borlotti freschi 5,00 mg
Fiocchi d’avena 4,72 mg
Nocciole 4,70 mg
Alici sott’olio 4,63 mg
Arachidi 4,58 mg
Grano duro 4,56 mg
Mandorle secche 4,51 mg (fonte /dieta.pourfemme.it)

Benessere: l’Alimentazione a Colori

Il colore ci aiuta ad apportare nella nostra dieta tutti i principi nutritivi di cui il nostro organismo necessita. Lasciamo per una volta che sia l’occhio e non il gusto a guidarci nella scelta di cosa mettere in tavola, ne guadagneremo in fantasia e in salute!

Verde
Il cavolo è ricco di carotenoidi e flavonoidi, due potenti antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi. Il cavolo contiene le vitamine A, B1, B2, B6, C, D, E, PP e K, che aiutano a rafforzare anche le nostre ossa. Secondo la tradizione, per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e depurative, il suo succo centrifugato, bevuto regolarmente, può curare astenia, acne, ascessi, artrosi e artriti, cistiti, emorroidi, e anche le infiammazioni delle vie aeree come faringiti, tonsilliti, laringiti, tracheiti, bronchiti e polmoniti.

Rosso
Il melograno è ricco di antiossidanti e flavonoidi, che proteggono cuore e arterie e arrivano addirittura a combattere le cellule tumorali. E’ un frutto ricco di potassio (250 mg/100g di prodotto), fosforo (22 mg/100 g di frutto), ferro, magnesio, sodio e di vitamine (A, B, C, E e K), il melograno, con il suo altissimo contenuto di acqu,a ha un apporto calorico di sole 68 Kcal per 100 g.

Arancione
La zucca possiede un alto contenuto di vitamina B6 ed è essenziale per il corretto funzionamento sia del sistema nervoso che di quello immunitario. La polpa della zucca è poco calorica, contiene molta acqua e pochi zuccheri. Ricca di fibre, di vitamina A, C e di betacarotene, contiene inoltre minerali come il potassio, il fosforo e il calcio.

Viola
La melanzana presenta un grande contenuto di potassio, poco calcio e fosforo. Contiene un alto contenuto in fibra alimentare, ideale contro la stipsi. Il valore nutritivo delle melanzane non è elevato: contengono infatti poche calorie e hanno un basso contenuto di grassi.

Giallo
La patata è un toccasana per l’apparato digestivo e intestinale. Ricca di vitamine C e quelle del gruppo B, possiede anche una buona quantità di oligoelementi e sali minerali. Le patate sono inoltre delle ottime disintossicanti e combattono la ritenzione idrica.
(fonte www.freshplaza.it)

Mangiare non equivale a nutrirsi, consigli per una Sana Alimentazione

Nel corso della nostra vita, stimando una durata di 80 anni, ingeriamo qualcosa come 30-60 tonnellate di cibo.

Mangiare, tuttavia, non sempre equivale a nutrirsi. Soddisfa la fame ma non è detto che fornisca all’organismo quello di cui ha bisogno. L’equazione alimentazione=nutrizione è stata sconvolta da diete sbilanciate e dall’abuso di cibi e bevande qualitativamente scarsi sotto il profilo nutrizionale. Pensiamo alle bevande gassate, per fare solo un esempio. Oggi, inoltre, ci alimentiamo con cibi tutt’altro che naturali. Sulle nostre tavole ci sono piatti complessi, frutto di processi industriali elaborati e che hanno subito diverse trasformazioni con la cottura, perdendo gran parte delle loro proprietà nutritive.

Il 70% del nostro apporto calorico complessivo proviene da alimenti lontani anni luce da quelli presenti nella dieta dell’uomo primitivo. Cibi, come è facile intuire, che non soddisfano affatto le esigenze nutrizionali scritte nei nostri geni. Questo si traduce nell’aumento delle malattie correlate ad un’alimentazione scorretta: dall’obesità al diabete, dalla sindrome metabolica ai tumori, dalle intolleranze alimentari alle malattie autoimmuni. Si suggerisce di adottare uno stile alimentare più naturale. (fonte www.benessereblog.it)

L’Alitosi è un disturbo diffuso e fastidioso, qualche Consiglio per Eliminarlo

L’alitosi è un disturbo estremamente diffuso, quanto mai fastidioso e anti-sociale, talvolta transitorio (può capitare a tutti di alzarsi con l’alito pesante ogni tanto), ma spesso permanente, quasi una caratteristica individuale. Cosa si può fare per prevenirlo o almeno alleviarlo? Bisogna necessariamente agire su più fronti, a cominciare dalla bocca, dall’igiene orale e dentale.

Lavarsi i denti tre volte al giorno è il primo passo, ma non è sufficiente. Intanto, per effettuare una pulizia scrupolosa, bisognerebbe preferire lo spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, che oltre ad essere consigliato dagli igienisti dentali, è anche molto più comodo da usare una volta che ci si è abituati

Ma non è finita qui, l’igiene va completata con il filo interdentale e con l’uso di un buon colluttorio.

Naturalmente, poiché il cattivo odore del cavo orale potrebbe essere originato da qualche carie nascosta, è indispensabile recarsi dal dentista almeno una volta all’anno per un controllo sulla salute di denti e gengive.

Veniamo all’alimentazione. Probabilmente tutti saprete che esistono cibi particolarmente sconsigliati quando ci sia già una tendenza all’alitosi, come l’aglio (specialmente crudo) e la cipolla, ma è soprattutto un pregresso problema di digestione che può determinare il disturbo.

Malattie come la gastrite, ad esempio, favoriscono l’alitosi, per questo è necessario curarla per bene da un bravo specialista. Mangiare frutta e verdure carnosi e crudi, però, può aiutare a purificare l’alito, come ad esempio le mele, o i finocchi, questi ultimi hanno anche un buon effetto digestivo e carminativo. Ancora, un classico consiglio è quello di masticare foglie di menta, di salvia o chicchi di caffè, me forse una delle prime cose da fare, se si soffre di alito cattivo e si è anche fumatori, è proprio dire stop alle sigarette.

La puzza del fumo è infatti terribile, e inoltre tende anche a macchiare e ingiallire lo smalto dei denti, guastando la bellezza del sorriso. Un altro accorgimento per ridurre i rischi di alitosi è quello di fare piccoli spuntini ogni tanto, magari sgranocchiare una carota o appunto un finocchio, una bella mela croccante, perché il digiuno prolungato aumenta l’attività dei batteri della bocca. Infine, evitare gli alcolici che fermentano e gli alimenti troppo elaborati o speziati per lo stesso motivo, è un grande aiuto, e inoltre farà bene anche al vostro stomaco. Insomma, qualche semplice consiglio facile da seguire, per contrastare questo antipatico disturbo! (fonte salute.pourfemme.it)

La dieta del Sorriso, cibi che migliorano l’Umore

Una forchettata di felicità istantanea, da addentare all’occorrenza, quando siamo giù di morale e abbiamo voglia di fare il pieno di buonumore senza troppi sforzi. Con la dieta del sorriso è possibile. Un regime alimentare che includa i cibi che rilassano, calmano e rilasciano sostanze positive nel nostro organismo.

Almenti ricchi di vitamina B  proteggono la guaina mielinica del cervello e prevengono l‘invecchiamento cerebrale.

Le bietole sono la scelta migliore perché sono ricche di magnesio che aumenta i livelli di energia e agisce come antidepressivo. Sì anche agli asparagi, fonte naturale di triptofano, che serve come base per la creazione di serotonina, l’ormone del buonumore.

Infine, via libera a tutti i tipi di pomodori e pomodorini, ricchi di licopene, una sostanza che contrasta l’infiammazione, principale fattore di depressione. Come dolce scegliamo il puro cioccolato fondente, una scossa di energia per il cervello ed un toccasana per l’umore. (fonte www.benessereblog.it)

Il Sodio

Il sodio è il sale minerale più diffuso nei liquidi extracellulari, a contrario del potassio che, invece, è quello principale all’interno delle cellule. Certamente il sodio è la molecola principale coinvolta negli scambi elettrolitici (influenzati dalle cariche e concentrazioni saline), e la concentrazione extracellulare è controllata dalla funzione renale, che, in caso di emergenza, è in grado di secernere anche un’urina del tutto priva di questo minerale. L’equilibrio idro-salino, quindi è un aspetto particolarmente regolato nel nostro organismo; tuttavia occorre ricordare che il sodio, nonostante sia “l’attore principale” di questo meccanismo, non è influenzato particolarmente dall’assunzione alimentare se non in associazione all’ingestione di cloro. Solo il concomitante sbilanciamento dell’assunzione di sodio e cloro può, pertanto, creare variazioni delle concentrazioni compartimentali del sodio. Il sodio è contenuto in forma solubile negli alimenti, caratteristica questa che aumenta sensibilmente la biodisponibilità dello stesso. L’assorbimento di sodio avviene nell’intestino tenue (duodeno e digiuno), mentre l’eliminazione dello stesso avviene principalmente per via renale, intestinale e con la sudorazione. Le fonti alimentari principali di sodio sono molteplici: sale da cucina, pane, pesce, carne, verdura, formaggi. Motivo per il quale a volte risulta superflua l’aggiunta di cloruro di sodio negli alimenti. Le carenze sono piuttosto gravi, soprattutto considerato l’equilibrio idro-salino che dipende dal sodio, tuttavia, sono molto rare, se non in caso di diarrea, o malattie renali. Eccessi di sodio invece, sono predisponenti per l’ipertensione arteriosa. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Dieta e Pelle Morbida e Soffice

(fonte oknotizie.virgilio.it – Viola Dante)

Già il filosofo Feuerbach a suo tempo diceva: ”Noi siamo quello che mangiamo”.

Naturalmente la frase si riferisce non soltanto all’aspetto fisico, ma anche alla coscienza di un individuo e al suo modo di pensare.

In questo articolo approfondiamo l’aspetto fisico. La bellezza può prescindere dalla alimentazione?

Ve lo svelo subito.
No!
Una sana alimentazione aiuta la pelle a mantenersi giovane, a combattere lo stress ossidativo dovuto al metabolismo (l’ossidazione del materiale organico) e a restare elastica più a lungo.

Le creme ed i prodotti estetici aiutano, ma la vera battaglia si combatte a tavola.

L’Errore Più Grande Di Alcune Diete
Uno degli errori più comuni di chi intraprende una dieta è quello di tagliare fuori dal proprio regime alimentare i grassi.

Ma i grassi non sono tutti gli stessi.
Volente o nolente il nostro organismo necessita degli acidi grassi essenziali: EFAs.

Perchè vengono definiti essenziali?

Lo sono perché supportano il sistema cardiovascolare, quello immunitario, riproduttivo e nervoso.
In parole spicciole aiutano il corpo a creare nuove cellule e a riparare quelle danneggiate.

Inoltre ci aiutano ad eliminare le tossine accumulate con il tempo.

In più posso confidarvi che studi recenti hanno dimostrato che gli acidi grassi essenziali sono molto importanti per combattere la pelle secca (disidratata) e sono di capitale importanza per dimagrire.

A molti di voi potrebbe sembrare un controsenso. Ma non lo è.
Ve lo assicuro!

Per cercare di convincervi della veridicità delle mie parole, provate a riflettere su quanto segue.

La nostra pelle è formata da cellule.
Ma per sostituire queste cellule o ripararle, il nostro corpo necessita di particolari mattoncini.
Mattoncini che non è capace di prodursi da solo. Dobbiamo essere noi a fornirglieli con l’alimentazione.

Qualora la nostra dieta fosse sbilanciata, la pelle non riuscirebbe a rigenerarsi con la giusta velocità e con il tempo perderebbe volume, umidità ed elasticità.
In termini più grossolani la pelle apparirà secca e smorta.

Mantenere La Pelle Morbida E Elastica
Per ottenere e continuare ad avere una pelle morbida ed elastica è importante fornire al corpo i giusti nutrienti.
Dopo, e solo in un secondo momento, possiamo pensare alla protezione della pelle tramite l’impiego di creme e lozioni che riducono la naturale perdita di olio e acqua – barriere naturali che il corpo auto-produce.

Ma come si perdono le protezioni naturali?

Solitamente non ci prestiamo molta attenzione, ma le tossine che sono nell’aria, i saponi che utilizziamo quotidianamente per la cura della nostra igiene e i prodotti chimici di vario genere con i quali veniamo a contatto, aggrediscono la pelle tutti i giorni e a qualsiasi ora.

Quindi è bene aiutare il corpo anche dall’esterno con l’uso di creme e lozioni che vadano ad idratare la pelle e sostenerla nella lotta contro gli agenti esterni.

Leggete i consigli che seguono.
Se li seguite, vi prometto una pelle bellissima e splendente, che irradia energia ovunque attorno a voi!

L’Alimentazione Gioca Il Ruolo Principale
Quanto detto fino ad ora non deve essere considerato come un cappello a questi consigli.
La dieta è fondamentale per la salute ed il benessere generale della pelle.
Essa deve essere equilibrata.
Con questo aggettivo voglio dire che deve contenere la giusta quantità di carboidrati, vitamine, proteine, acqua e grassi.
Non commettete l’errore di eliminare i grassi.

Le Vitamine Sono Preziose
Possiamo considerare le vitamine degli opportuni fattori di crescita senza le quali il nostro organismo comincerebbe ad arrancare per poi fermarsi definitivamente.
La parola vitamina deriva dal tedesco Vitamin, ovvero “ammina della vita” in quanto erroneamente scambiate per ammine dallo scienziato Casimir Funk.
Nel caso in cui la vostra pelle sia insolitamente secca e ruvida, probabilmente assumete pochissime vitamine A.
Anche la mancanza della vitamina B1 risulta deleteria. Infatti essa aiuta la pelle a mantenersi in salute. Una carenza di vitamina B2 o riboflavine, invece, può condurre alla formazione di una pigmentazione marrognola o ad una pelle eccessivamente oleosa.
Ma una forte deficienza di riboflavine provoca che la pelle immediatamente sotto il naso e quella che contorna gli occhi e la bocca vada in contro a squarci ed infiammazioni piuttosto dolorose.
Inoltre potremmo non menzionare la vitamina C?
Abbiamo ribadito più volte quanto sia importante nella lotta ai radicali liberi e nella formazione del collagene e di quelle proteine che legano tra di loro le cellule ed i tessuti.

Conoscete Il Lievito Di Birra?

Anche il lievito di birra gioca un ruolo importante per la salute e la bellezza della pelle.
Fidatevi dei miei consigli.
Anche se possedete una pelle normale (quindi non danneggiata), usando il lievito di birra noterete ugualmente dei miglioramenti estetici.
Comprate del lievito di birra, raccoglietene un pò in un cucchiaino e riversatelo in un bicchiere d’acqua o di succo d’agrume. Mescolate. Bevete questo elisir alla fine di tutti i pasti o durante i pasti. Io preferisco accompagnarlo con del succo d’arancia.
Gli agrumi sono molto importanti per dare alla pelle una sembianza giovane.

Maledetto Stress
Oggi giorno facciamo tutto di corsa.
Spesso non riusciamo neppure a goderci le vacanze.
Non solo ne soffriamo emotivamente, ma anche la pelle ne risente.
La pelle diventa più sensibile agli agenti esterni e possono insorgere problemi come l’acne. Odiose puntine!
Non sottovalutate questo mio suggerimento: rilassatevi ogni tanto!!

No ai troppi bagni

Se vi lavate frequentemente, cercate di ridurre il tempo che passate in vasca o sotto la doccia.
E’ importante perchè l’acqua associata al sapone finisce per rimuovere troppo l’olio prodotto dalla pelle come autodifesa.
L’acqua tiepida è da preferire alla più rilassante acqua calda.
Inoltre sarebbe meglio usare saponi poco aggressivi. Probabilmente saranno meno allettanti all’olfatto, ma la pelle vi ringrazierà.

Usare Bene L’Asciugamano E L’Accappatoio
Dopo la doccia o il bagno, non occorre strofinare la pelle per asciugarla.
Cercate di ridurre l’attrito.
Piuttosto tamponate. Picchiettate gentilmente sulla pelle.

Creme Idratanti
Cercate una crema che si adatti perfettamente alla vostra pelle (recatevi al supermercato e leggete tutte le etichette) e che la lasci idratata e soffice (non smettete mai di provare nuovi prodotti, pur mantenendo le vostre preferenze).
E’ particolarmente indicato spalmare queste creme sul corpo immediatamente dopo aver fatto il bagno ed essersi asciugati con la tovaglia.
Provate creme che contengano ossido di azoto e SPF30 (che vi protegge anche dai raggi solari cattivi).
In alternativa provate ad usare l’olio utilizzato perchè la pelle dei bambini non si irriti

Pulizia Profonda
Alle volte possiamo pensare di essere pulite, ma in realtà la pelle presenta delle impurità che finiscono per impedire la secrezione di quella sostanza sebacea che la protegge. Utilizzate dei saponi a ph neutri, picchiettate e detergere bene il corpo. (fonte oknotizie.virgilio.it)