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Sintomi dell’Ipertensione, un aiuto dalle Fragoline di Bosco

fragoline di bosco rimedio per l'ipertensioneLe fragoline di bosco sono un grande alleato contro ipertensione e stress. Questi piccoli frutti, infatti, una delle tante varietà di fragola, dal profumo e dal sapore particolarmente intenso, sono noti soprattutto per le loro virtù diuretiche, tuttavia, sono indicati anche per chi soffre di pressione leggera e transitoria, causata da uno stress prolungato.

Le fragoline di bosco sono dei frutti davvero deliziosi, molto dolci, facili da assimilare, e anche i diabetici possono consumarne in tutta tranquillità. Sono particolarmente ricche di vitamina C, Sali minerali quali calcio, potassio, ferro, magnesio e fosforo. Inoltre, sono utili nel combattere lo stress e nel regolare i livelli ormonali.

Come accennato anche all’inizio, le fragoline di bosco favoriscono la diuresi, una delle necessità primarie di chi soffre di ipertensione, che va incontro alla ritenzione dei liquidi. Questi frutti, infatti, essendo ricchi di magnesio e poveri di sodio, hanno un effetto drenante. Per sfruttare al massimo questa proprietà, si possono usare i frutti freschi per preparare dei frullati da consumare a colazione 3 volte a settimana.

Le fragoline di bosco, inoltre, essendo anche una buona fonte di vitamina C, svolgono una spiccata azione antiossidante, contrastando l’effetto dei radicali liberi, i nemici numero 1 non soltanto della pelle, ma anche della salute in generale.

Di questi frutti tipici del sottobosco si usano anche le foglie sotto forma di infuso per favorire la diuresi, ma anche per combattere i reumatismi e le affezioni dell’apparato renale. E’ anche vero, però, che le fragoline, così come le fragole in generale, contengono salicilato, una sostanza che può far sviluppare allergie o intolleranze in soggetti predisposti o nei bambini ancora piccoli, quindi bisogna fare un po’ di attenzione. Chi è allergico farebbe bene ad evitarne il consumo, anche perché non è stato dimostrato che la vecchia tecnica di lavarle con l’aceto sia in grado di impedire una reazione allergica.

(Fonte www.medicinalive.com)

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I Benefici delle Fragole: fanno Dimagrire e contrastano Cellulite e Smagliature

Maggio è il mese delle fragole: dolci, gustose e straricche di antiossidanti, a sorpresa sono anche una miniera di principi attivi preziosi per dimagrire. Per sfruttare al meglio queste virtù, l’ideale è mangiarle fuori pasto, a colazione la mattina o come snack.

benefici delle fragolePur essendo un frutto dolce e appetibile, la fragola contiene poche calorie, appena 30 ogni 100 grammi.
Ha prima di tutto un’azione depurativa e anti-infiammatoria, attiva gli antiossidanti già presenti nell’organismo e ha una forte azione di stimolo sulle attività metaboliche.

Inoltre le fragole contengono l’acido acetilsalicilico, che riattiva le difese immunitarie e, dunque, agiscono come un’aspirina naturale, migliorando la funzionalità del microcircolo, con effetti benefici in caso di ristagni venosi, gambe gonfie, cellulite e ritenzione.

Grazie alle fragole si assumono sia vitamine del gruppo B (fondamentali per mantenere la pelle elastica) sia vitamina C (cinque fragole corrispondono alla vitamina contenuta in un’arancia), che previene cedimenti e smagliature. Inoltre, contengono calcio e magnesio (rinforzanti e antifame), ferro (rassodante e antianemico), potassio (dall’azione drenante) ma anche sodio, silice, iodio e bromo: tutti sali che risvegliano il metabolismo.

Le fragole possono essere anche consumate dai diabetici, perché lo zucchero che contengono viene eliminato facilmente dall’organismo. Non ultimo, la fragola è considerata un alimento anticancro grazie alla presenza di acido allagico che riduce l’assorbimento delle tossine tumorali introdotte con cibi e farmaci, a livello dell’intestino.

Le fragole si lavano solo prima del consumo, delicatamente sotto il getto del rubinetto oppure sciacquandole in una bacinella di acqua, ma senza lasciarle in ammollo. Meglio mangiarle appena lavate e senza aggiungere zucchero bianco che, oltre ad aumentare l’apporto calorico, neutralizza gli antiossidanti contenuti nel frutto.

Gustare le fragole con il limone o poche gocce di aceto di mele stimola la diuresi. Oppure si possono frullare con un vasetto di yogurt naturale e una foglia di menta oppure centrifugare con una mela e una banana: otterremo così una merenda nutriente, disintossicante e anti gonfiori.

(Fonte www.freshplaza.it)

Fragola, identificato un Principio Attivo salutare

Un’importante scoperta scientifica a cura dei ricercatori del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (provincia di Trento) è stata pubblicata recentemente sulloJournal of Agricultural and Food Chemistry, rivista della Società Chimica Americana.

Uno studio molto approfondito sui componenti della fragola ha dimostrato per la prima volta che in questo frutto è presente in grandi quantità l’agrimoniin, un tannino naturale appartenente alla famiglia degli ellagitannini usato largamente nella medicina tradizionale asiatica e studiato per le proprietà astringenti, antiemorragiche, antimalariche e antitumorali.

Secondo la ricerca, oggetto della tesi di laurea in Scienze farmaceutiche applicate presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Padova della studentessa trentina Elisa Pojer, l’agrimoniin è il più importante ellagitannino presente nella fragola e nella fragolina di bosco, ed  è presente nella dose di 200 milligrammi per chilogrammo di frutto.

La scoperta
Fino ad oggi l’importanza di questo principio attivo,  isolato per la prima volta nel 1982 in una pianta officinale perenne che cresce in Oriente (Agrimonia pilosa Ledeb), era del tutto inesplorata nella alimentazione umana e ignorata dalle banche dati nutrizionali. Si riteneva erroneamente che il principale ellagitannino della fragola fosse invece un’ altra struttura, denominata  “sanguiin H6”.

La ricerca
Il team di ricercatori di San Michele, nell’ambito di un progetto mirato di durata annuale, che ha coinvolto anche Graziano Guella dell’Università di Trento e Mirella Zancato della Università di Padova, ha estratto e purificato l’agrimoniin mediante tecniche di cromatografia preparativa dai frutti maturi della fragolina di bosco, la Fragaria vesca. La sua struttura è stata caratterizzata dettagliatamente attraverso esperimenti di risonanza magnetica nucleare, spettrometria di massa ed altre tecniche spettroscopiche. E’ stato sviluppato un metodo cromatografico per l’analisi del frutto, e si è potuto confermare che sia nella fragola (varietà Darselect) che nella fragolina agrimoniin è presente in quantità molto elevate (centinaia di mg/kg) e che è di gran lunga il più importante ellagitannino presente nel frutto.

L’utilità
“Si tratta di una ricerca molto importante – spiega Urska Vrhovsek del Centro ricerca e innovazione – perché ha dimostrato la presenza di un principio attivo naturale che è probabilmente l’ellagitannino più presente in assoluto nella dieta occidentale, ed è specifico delle fragole. La conoscenza della struttura di questo composto permetterà ora di studiarne la biodisponibilità, il metabolismo e i meccanismi di azione”.

Prospettive di ricerca
Per quanto riguarda gli ulteriori sviluppi sono in corso altri studi per accertarne la presenza nelle principali varietà coltivate, la sua variazione della concentrazione con la maturazione del frutto e, in collaborazione con l’Università di Milano, il meccanismo di azione in relazione alla attività anti-malarica.

(Fonte www.freshplaza.it)

Dieta di Stagione, in forma con la Frutta e gli Ortaggi di Aprile

Frutta e verdura fanno bene, consumate ogni giorno, da tre a cinque porzioni, a patto che si tratti di prodotti biologici, freschi e possibilmente a km zero. Ci sono diverse buone ragioni per acquistare ortaggi e frutta di stagione e di produzione locale. Le verdure fresche, cresciute seguendo i cicli naturali, sono più ricche di nutrienti, ne parlavamo di recente a proposito di arance e pomodori. Se coltivate con metodi biologici, inoltre, non contengono residui di pesticidi e fertilizzanti chimici, sostanze mal tollerate dal nostro organismo e di cui certo non abbiamo bisogno per nutrirci.

Scegliendo le produzioni locali, garantiremo alla nostra dieta quella biodiversità alimentareche ci protegge da diverse malattie e fattori di rischio, non dimentichiamo che la dieta mediterranea è un vero e proprio elisir di lunga vita. Senza contare che la frutta e la verdura che non hanno percorso centinaia di chilometri stivate nei tir sono più fresche, arrivano sulle nostre tavole meno danneggiate, mantengono intatte le loro proprietà e costano meno, oltre ad avere un minore impatto ambientale.

Seguire una dieta stagionale ci porterà a variare spesso il menu, garantendo all’organismo tutto quello di cui ha bisogno ed a noi quella variazione di sapori e colori che ci rende meno noioso il consumo regolare di frutta e verdura. Ad aprile, tra gli altri, possiamo portare in tavola gli asparagi, anche quelli selvatici sono ottimi per preparare frittate per un secondo nutriente e gustoso, e risotti, per un primo verde e sfizioso. Ci aiutano a depurarci ed a liberarci dalle tossine, per via delle loro proprietà diuretiche. Contengono potassio, acido folico e sono utili anche contro i dolori mestruali. Se poi per trovarli, ci avventuriamo su per i sentieri, aggiungiamo anche il beneficio dell’attività fisica all’aria aperta.

Aprile è anche il mese delle fave, utili contro il colesterolo cattivo, dalle mille proprietà salutari per via dell’alta concentrazione di fibre, ferro, fosforo, vitamine del gruppo B e proteine vegetali. Ci aiutano a depurarci, a tonificarci ed a fare il pieno di energia.

Tra i frutti che fanno la loro comparsa ad aprile non possiamo non menzionare le fragole. Consumate a fine pasto riducono il picco di grassi e di zuccheri nel sangue. Merito dell’alto livello di polifenoli, ad azione antiossidante e antinfiammatoria.

(fonte www.benessereblog.it)

Frutta di Stagione, cosa mangiare in Primavera

Con l’arrivo della primavera e quindi di giornate più lunghe e miti, cambiano le nostre esigenze alimentari e i mercati pullulano di prodotti dell’orto freschi ed invitanti.

Spesso al benessere legato all’aumento delle ore di luce, alla maggior voglia di uscire e di stare all’aria aperta si associa no anche sintomi come stanchezza ed astenia; il nostro corpo ha bisogno di ripulirsi e accumulare nuove energie. E’ importante sottolineare che consumare frutta e verdura di stagione significa mangiare cibo più sano, con meno trattamenti chimici e antiparassitari.

Nella dieta primaverili cerchiamo di introdurre più bicchieri di acqua, meno alcol e super alcolici e bevande zuccherate e gassate.

In primavera si trovano facilmente le albicocche da assaporare al naturale o in gelati e torte. Questo frutto è ricco di betacarotene e potassio e favoriscono l’abbronzatura. Sono frutti ricostituenti e ci aiutano ad affrontare stati di stanchezza e anemia.

Ad aprile possiamo consumare le fragole, ideali per depurarci perché hanno effetti diuretici. Attivano il metabolismo, contengono molta acqua , sali minerali e potassio; inoltre vantano un basso potere calorico.

Le fragole si possono coltivare anche a casa sul balcone, basterà acquistare le piantine dal fioraio durante l’estate e sistemarle poi nei vasi.

Le ciliegie sono un toccasana per chi soffre di pressione alta e facilitano la diuresi e contengono vitamina C ed E. si impiega molto anche cotta, sotto forma di marmellate e canditi.

Le amarene, si trovano raramente sui banchi del mercato ma sono molto indicate perchè leggermente lassative e diuretiche.

I kiwi quando sono giunti a maturazione hanno un effetto lassativo; aiutano il sistema cardiovascolare ehanno un’alta concentrazione di vitamina C. E’ considerato un antisettico e antianemico.

I mandarini che sono ancora reperibili per tutto aprile e hanno un sapore delizioso e fresco.

Anche se non sono piacevoli da gustare come il resto della frutta, citiamo i limoni da impiegare per condire insalate e macedonie; questo prezioso agrume aiuta a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue, fluidifica il sangue ed è molto ricco di vitamina C.

Le pesche maturano a maggio e sono una vera miniera di virtù; posseggono buoni livelli di potassio utile agli ipertesi, vitamina A e C e hanno un basso potere calorico.

La frutta è meglio consumarla cruda e fresca, un modo alternativo per assaporarla magari per uno spuntino è mischiarla allo yogurt bianco dopo averla ridotta a tocchetti. (fonte www.tuttasalute.net)

Mirtilli, Mele e Pere Riducono il rischio di Diabete

Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, mangiare più mirtilli, mele e pere riduce il rischio di diabete. Questi frutti sono ricchi di flavonoidi, un composto naturale presente in alcuni tipi di frutta, verdura e cereali, che, secondo alcune ricerche, potrebbero essere collegati a benefici per la salute, tra cui il minor rischio di cancro e cardiopatie.

Alcuni flavonoidi posseggono un effetto positivo sulla resistenza all’insulina; ciò nonostante, solo pochi studi, ad oggi, hanno valutato l’associazione tra le diverse classi dei flavonoidi stessi ed il rischio di diabete di tipo 2.

Il presente studio è stato pertanto condotto al fine di valutare l’effetto del consumo di flavonoli, flavoni, flavanoni, flavanoli e antocianine sul rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione statunitense. A tale scopo sono stati utilizzati i dati provenienti da 3 diversi studi di coorte prospettici, che avevano coinvolto un totale di oltre 200.000 adulti, nei quali l’apporto delle varie classi di flavonoidi è stato stimato attraverso la compilazione di appositi questionari di frequenza di consumo. Durante 3.645.585 anni-persona di follow-up, sono stati accertati 12.611 nuovi casi di diabete di tipo 2.

Accorpando i dati dei 3 diversi studi, l’apporto di antocianine è risultato associato ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (Hazard Ratio, o HR=0,85, comparando il più alto e il più basso quintile di consumo), mentre nessuna associazione è emersa per l’apporto totale di flavonoidi e delle altre classi di flavonoidi. Considerando i diversi alimenti ricchi in antocianine, invece, il rischio di diabete si è rivelato inversamente associato al consumo di mirtilli (HR=0,77 comparando il consumo di ≥2 porzioni/settimana con <1 porzione/mese) e di mele e pere (HR=0,77 per consumi ≥5 porzioni/settimana paragonati con consumi <1 porzione/mese).

Concludendo, i risultati di questo lavoro suggeriscono che un maggiore apporto di antocianine riduce il rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione adulta americana, supportando così l’importanza del consumo di alimenti ricchi di questa classe di flavonoidi (come i mirtilli, le fragole e l’uva nera) per la prevenzione del diabete.
(fonte www.freshplaza.it)

Una forte evidenza scientifica dimostra che mangiare Piccoli Frutti aiuta il Cervello

Esiste una forte evidenza scientifica che nutrirsi di mirtilli, more, fragole e altri piccoli frutti abbia effetti benefici sul cervello e possa aiutare a prevenire la perdita di memoria e altri cambiamenti correlati all’età. Lo riferisce uno studio sull’importanza di mangiare piccoli frutti pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry della ACS.

Nell’articolo, Barbara Hale-Shukitt e Marshall G. Miller fanno notare che i cicli di vita più lunghi stanno sollevando preoccupazioni riguardo i costi sanitari e di vite umane nel trattamento del morbo di Alzheimer e di altre forme di declino mentale. La ricerca dimostra che mangiare frutti di bosco può giovare all’invecchiamento cerebrale. Per analizzare la validità delle prove sui piccoli frutti, i due ricercatori hanno esaminato a fondo gli studi cellulari esistenti al riguardo sugli esseri umani e animali.

La loro analisi ha concluso che i piccoli frutti aiutano il cervello a rimanere in buona salute in diversi modi. Contengono alti livelli di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. I due studiosi hanno anche segnalato che i piccoli frutti cambiano il modo in cui i neuroni cerebrali comunicano. Questi cambiamenti possono prevenire l’infiammazione nel cervello che contribuisce al danno neuronale e migliorare sia il controllo motorio che la cognizione. Ulteriori ricerche dimostreranno se questi benefici sono il risultato di singoli composti comuni ai vari piccoli frutti o se le combinazioni uniche di sostanze chimiche in ogni frutto hanno semplicemente effetti simili. (fonte www.freshplaza.it/)