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Esercizio Fisico, un Antidolorifico Naturale contro il Dolore Neuropatico

esercizio fisico antidolorifico naturaleL’esercizio fisico allevia il dolore neuropatico riducendo le sostanze infiammatorie prodotte dall’organismo a seguito di un trauma. Lo rivela un recente studio pubblicato su Anesthesia & Analgesia, rivista ufficiale della Anesthesia Research Society International (IAR). I ricercatori della China Medical University di Taichung (Taiwan), hanno svelato l’enorme potenziale antidolorifico dell’attività fisica, peraltro già appurato da diversi studi, concentrandosi sul dolore causato da lesioni ai nervi.

La ricerca, coordinata dal professor Yu-Wen Chen, ha esaminato gli effetti dell’attività fisica sul dolore neuropatico indotto da una lesione del nervo sciatico. La sperimentazione è stata condotta su topi di laboratorio. Alcuni animali con il nervo sciatico lesionato, nelle settimane successive al trauma, sono stati sottoposti a sessioni di allenamento, aumentando gradualmente lo sforzo settimana dopo settimana. Nello specifico hanno svolto nuoto e si sono allenati sul tapis roulant.

A seguito dell’attività fisica costante e regolare il dolore neuropatico si è ridotto notevolmente. L’esercizio fisico ha infatti smorzato la reazione eccessiva dell’organismo al trauma, diminuendo la secrezione di alcuni tipi di citochine: le citochine proinfiammatorie. Si tratta di sostanze che stimolano l’infiammazione a seguito di un danno al nervo e scatenano il dolore neuropatico, esasperando la risposta dell’organismo alla lesione subita.

Il dolore neuropatico provoca una fastidiosa sensazione di bruciore e di intorpidimento, contro cui i farmaci antidolorifici convenzionali possono poco o niente. Spesso vengono prescritti antidepressivi ed antiepilettici, con tutti gli effetti collaterali connessi. L’esercizio fisico, invece, allevia naturalmente il dolore, riducendo dal 30 al 50% i sintomi dell’infiammazione.

(Fonte www.benessereblog.it)

La Dieta Migliore è quella classica: più Sport e Meno Grassi

Per dimagrire davvero la dieta migliore è quella classica, ovvero un’alimentazione sana ed equilibrata, che prevede più sport e meno grassi. Addio alle diete di moda dunque, molto spesso lanciate dai loro inventori solo per guadagnare. Ci sono senza dubbio diete di moda che vi consentono di perdere molti chili subito, ma il peso viene ripreso in pochissimo tempo. “Non seguite le tendenze. I risultati si ottengono solo con i sistemi della vecchia scuola” ammoniscono i ricercatori dell’Università di Boston che hanno condotto una recente ricerca. Ecco quindi tutti i consigli per un’alimentazione equilibrata e il fitness migliore per ottenere risultati visibili ma anche che durino nel tempo.

La dieta classica per dimagrire davvero
Molti lo sospettavano da tempo, ma ora arriva anche uno studio condotto a Boston dal Beth Israel Deaconess Medical Center e dalla Harvard Medical School che sottolinea come, le diete di moda e quelle delle star siano esempi da non seguire perchè totalmente inutili e spesso anche pericolose. Il modo migliore per dimagrire e per non riprendere i chili persi velocemente è quello tradizionale, ovvero l’esercizio fisico combinato con una dieta ipocalorica. Niente diete miracolose, che secondo i ricercatori non esistono, ma un po’ di sacrificio, pasti ipocalorici e tanto movimento. Addio quindi alle diete, più dannose che altro, amate dalle star ma anche a pillole e beveroni che prometterebbero un dimagrimento rapido e senza sacrifici.

La scienza dimostra che le diete alla moda non funzionano
I ricercatori di Boston, guidati da Jacinda M. Nicklas hanno così preso in esame i dati di 4.021 persone obese che avevano preso parte, tra il 2001 e il 2006, al programma governativo chiamato “National Health and Nutrition Examination Survey”. Si trattava di una ricerca, svolta dal Centers for Disease Control and Prevention, che aveva come protagonisti giovani obesi con un indice di massa corporea pari o superiore a trenta. Il 63% degli obesi, da più di un anno, cercava una dieta per perdere i chili di troppo. Ogni persona seguiva una dieta diversa: iperproteica, con pillole e bevande dimagranti e anche diete equilibrate e sane. “Con il nostro studio abbiamo voluto valutare il grado di produttività delle diverse strategie di dimagrimento, nell’obiettivo di identificare quelle più efficaci”, ha detto Nicklas, la coordinatrice dello studio. Come previsto, i dati finali hanno confermato che la dieta migliore è quella tradizionale, ovvero un mix di alimentazione equilibrata e fitness. “La maggior parte dei ‘dimagriti’ – ha detto la ricercatrice – aveva conseguito il risultato mangiando meno grassi e facendo più sport, piuttosto che ricorrendo a diete particolari o al consumo di prodotti dietetici e pillole senza prescrizione medica”.

La dieta che funziona davvero
E’ stato dunque scientificamente dimostrato che la dieta che funziona davvero è quella classica, un mix di alimentazione equilibrata e sport. Christina Wee, co-direttrice del Dipartimento di Medicina Generale e Assistenza Primaria del Beth Israel Deaconess Medical Center ha infatti sottolineato: “In giro ci sono tantissime diete alla moda e costosi medicinali da banco il cui funzionamento è ancora tutto da provare. È fondamentale che chi ha intenzione di intraprendere un percorso di dimagrimento ne parli prima con il suo medico, così da evitare inutili perdite di tempo, salute e denaro”. Non esistono scorciatoie o metodi miracolosi per chi vuole perdere peso ma solo tanta costanza, movimento e qualche rinuncia a tavola!

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Diabete, i Cibi per Regolarizzare la Glicemia

Sono circa 3 milioni gli italiani malati di diabete e purtroppo il trend è in continuo aumento. Per contrastare questo disturbo è necessario lavorare su due livelli differenti: la dieta e l’attività fisica. Sono tanti gli approfondimenti, sul nostro sito, dedicati allo sport come medicina preventiva, per questo motivo approfondiamo un altro aspetto interessante quanto importante: i cibi che possono regolare gli zuccheri nel sangue. Esistono, infatti, degli elementi in grado di stimolare alcuni enzimi importanti nella regolazione della glicemia. La glicemia è quel valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue e, in assenza di patologie, dovrebbe essere tra i 65-110 mg/dl.

L’oscillazione della glicemia dipende dall’assunzione di carboidrati. Ricordiamo che secondo i dettami della Dieta Mediterranea, i carboidrati dovrebbero coprire il 45 percento del fabbisogno nutrizionale quotidiano. In questo modo, in teoria si può contrastare quella che in termine tecnico viene chiamata iperglicemia. È necessario quindi non solo non sforare quanto indicato dal regime italiano, ma evitare tutti i cibi con zuccheri aggiunti, preferendo quelli senza zuccheri o i prodotti integrali. Inoltre, è necessario fare molta attenzione all’alcol.

I cibi che regolano la glicemia

I cibi contro il diabete sono il carciofo, la cicoria, l’aglio, la cipolla e le mele. Tutti contengono la fibra solubile, in grado di regolare la quantità di glucosio presente nel sangue. È ovvio che questo ingrediente “magico” è contenuto in generale in tutta la frutta e la verdura, ma bisogna stare attenti a che questi vegetali non siano a loro volta troppo ricchi di zuccheri. Tenete poi in considerazione, che alcuni formaggi, come i caprini o quei tipi provenienti da ruminanti di alpeggio (fontine, asiago) sembrano essere molto utili nel migliorare la glicemia, a detta di molti e interessanti studi.

Diabete e frutta

La frutta contiene moltissimi zuccheri e ovviamente non è facile stabilire quanto sia un alimento adatto a un diabetico oppure no. Ci sono esperti che vietano il consumo e nutrizionisti che invece consigliano di evitare alcune qualità. In realtà non esiste una regola precisa, piuttosto è importante stare attenti alle quantità: mangiare mezzo caco inserito in un’alimentazione ben equilibrata può non dare fastidio, quanto invece un paio di cachi dopo uno piatto di pasta potrebbero creare gravi problemi. Una porzione ideale di frutta non dovrebbe superare i 15 grammi di carboidrati. Tenete poi in considerazione che più il frutto è ricco di fibre, minore è il picco glicemico. Evitate sempre i fichi, le banane, l’uva, la frutta secca e i cachi. Inoltre, fate molta attenzione anche ai succhi di frutta, soprattutto se contengono zucchero aggiunto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete nel 2030 diventerà la quarta causa di morte in Europa. Non c’è quindi da scherzare e questo dovrebbe essere un buon motivo per iscriversi in palestra e per fare un po’ di sano movimento. (fonte dieta.pourfemme.it)

Le 3 regole fondamentali per Salvare la Schiena

Al contrario di quanto si possa pensare, si può fare molto per limitare il rischio di soffrire di mal di schiena. Che cosa? Anzitutto, intervenire sotto tre aspetti fondamentali.

Correggere la postura: soprattutto al lavoro, alla scrivania dell’ufficio come in qualunque altra attività professionale, si sottopone la colonna vertebrale a posizioni scorrette, asimmetriche e faticose, che costringono i muscoli a restare contratti per ore. Quando si lavora alla scrivania, per esempio, bisogna sempre controllare che l’altezza della sedia sia giusta: né troppo bassa (perché obbligherebbe la colonna vertebrale a incurvarsi) né troppo alta. Al computer, è sempre bene assicurarsi che lo schermo sia al centro della scrivania, per evitare che schiena e collo si sbilancino nel tentativo di leggere meglio.

Fare attività fisica: la vita sedentaria influisce negativamente sulla salute della nostra schiena. Camminare e nuotare sono le attività più idonee a salvaguardare la colonna vertebrale. Chi non sa stare senza la palestra dovrà preferire un corso di discipline dolci che aiutino ad allungare la muscolatura (per esempio lo stretching e lo yoga): il modo ideale per mantenere allineate le vertebre.

Controllare la mente: lo stress è il principale nemico psicologico della nostra salute.

E anche nei confronti della schiena influisce molto negativamente, perché tende a farci irrigidire la muscolatura del corpo e in particolare quella collegata alla colonna vertebrale (schiena, collo). Ecco perché è importante cercare di limitare quanto più possibile le situazioni che generano ansia, essere meno perfezionisti e testardi, ma più malleabili ed elastici: anche la schiena, proprio come la psiche, ne risentirà positivamente. (fonte staibene.libero.it)

Serotonina e Cibo

Come molti sanno, esiste una ben nota e documentata relazione tra serotonina ed assunzione di cibo, così come tra alimentazione ed umore. Basti pensare al diffuso stato di nervosismo che accompagna i primi giorni di dieta ferrea, o al senso di benessere associato all’assunzione, e ancor prima alla vista e alla percezione dell’aroma, del cioccolato o di altri cibi particolarmente graditi.

La serotonina è un neurotrasmettitore che agisce su diversi sottotipi recettoriali, esibendo in tal modo un ampio ventaglio di funzioni che influenzano un’altrettanto ampia serie di attività organiche. Tra tutte, la serotonina è particolarmente nota per la capacità di promuovere il buon umore e la tranquillità, diminuendo tra l’altro l’assunzione di cibo.
In riferimento a quest’ultimo punto, si ritiene che la serotonina: determini un’insorgenza precoce del segnale di sazietà riduca l’appetibilità del cibo e la quantità totale di alimenti ingeritiriduca l’ingestione dei carboidrati ed aumenti l’ingestione delle proteine;non incida sull’assunzione dei grassi e sulla frequenza dei pasti.

Non a caso, i farmaci agonisti del sistema serotoninergico – come la fluoxetina (prozac) – inducono un immediato e rilevante calo dell’assunzione di cibo. Questi farmaci sono utilizzati nella terapia della depressione, in quanto – aumentando i livelli di serotonina a livello delle sinapsi nervose – migliorano l’umore dell’individuo. Trovano inoltre indicazione nel trattamento della bulimia nervosa, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da frequenti abbuffate, spesso compensate dal vomito autoindotto o dall’abuso di lassativi.

Un agonista del sistema serotoninergico, la fenfluramina, è stato a lungo utilizzato nel trattamento dell’obesità, dato il ben documentato ruolo nell’aumentare la trasmissione serotoninergica ed indurre il senso di sazietà, sia negli uomini che negli animali. Purtroppo, l’autorizzazione all’immissione in commercio è stata ritirata nel 1997, sotto la spinta di crescenti segnalazioni di casi di ipertensione polmonare e valvulopatie. Viceversa, gli antagonisti serotoninergici – con effetto opposto rispetto ai precedenti, e come tali impiegati nel trattamento dell’emicrania – provocano un aumento dell’appetito. La serotonina sopprime l’assunzione di cibo interagendo soprattutto con un particolare tipo di recettori post-sinaptici, concentrati nell’estremo laterale del nucleo ipotalamico ventro-mediale. La sua azione anoressizzante può essere legata anche alla riduzione della sintesi e della liberazione del neuropeptide Y, che aumenta la ricerca del cibo, in particolare di carboidrati. Per lo stesso motivo, la concentrazione cerebrale di serotonina può essere modificata con la scelta del cibo; ad esempio, i cibi ricchi di zuccheri semplici e triptofano, come il cioccolato, aumentano i livelli di serotonina. E’ quindi del tutto fisiologico e naturale ricercare cibi ricchi di zuccheri quando l’umore è basso e si è alla ricerca di serenità e tranquillità. Tuttavia, la protratta introduzione di glucidi ad alto indice glicemico crea insulino-resistenza, situazione che predisposizione al diabete di tipo II e più in generale ad un quadro dismetabolico indicato con il nome di sindrome X o metabolica. Fra le varie conseguenze si ha anche un ossessivo bisogno di introdurre zuccheri (carbohydrate craving), dovuto ad un transitorio aumento di serotonina, determinato proprio dall’insulina, che migliora lo stato dell’umore.

Per aumentare i livelli di serotonina con il cibo, senza correre il rischio di ingrassare, è necessario assumere cibi a bassa densità calorica, ricchi di triptofano ma poveri di altri amminoacidi come leucina e fenilalanina.

Purtroppo, tale caratteristica è soddisfatta parzialmente soltanto da alcuni frutti, come papaya, banane e datteri. Un altro modo per aumentare i livelli di serotonina è quello di praticare attività fisica, dal momento che i muscoli utilizzano soprattutto gli amminoacidi a catena ramificata, risparmiando maggiormente il triptofano. Tali strategie sono controindicate in presenza di emicrania, dato che in simili circostanze elevare i livelli di serotonina contribuirebbe ad aggravare ulteriormente il problema. Nei disturbi dell’umore lievi è anche possibile – previo consenso medico – ricorrere all’integrazione specifica di triptofano, o meglio ancora del suo derivato 5-idrossitriptofano, presente negli alimenti in quantità irrisorie. Questo derivato amminoacidico, capace di attraversare la barriera ematoencefalica, viene proposto come antidepressivo, un valido aiuto contro l’insonnia (la serotonina può essere convertita in melatonina) ed anoressizzante (inibitore dell’appetito, in particolar modo del bisogno smodato di cibi dolci). (fonte www.disabiliabili.net)

Benefici di mezz’ora di Camminata veloce al Giorno

Mezz’ora di cammino al giorno leva il medico di torno. Questa frase, che richiama un noto proverbio, cela quattro benefici che migliorano lo stile di vita.

–  mezz’ora di camminata veloce è innanzi tutto un ottimo antidepressivo: una corsetta allieta l’animo, oltre a irrobustire il fisico

– la corsa leggera contribuisce alla diminuzione della pressione sanguigna, riducendo di molto il rischio di ipertensione

– il diabete di tipo 2 trova nel footing leggero un duro avversario

– il cammino a passo spedito diminuisce il rischio di cancro al seno di quasi un terzo e protegge dagli attacchi di cuore

Una recente ricerca ha sottolineato che un quarto d’ora di esercizio può allungare la vita di tre anni. Non è detto che mezz’ora la allunghi di sei, ma i quattro effetti positivi sopra elencati sono comunque considerevoli. I medici non smettono mai di sottolineare i vantaggi dell’esercizio fisico, più che mai ora che l’obesità segna tassi crescenti in tutto il mondo occidentale. Volersi bene significa anche disabituare il corpo alla sedentarietà: un’educazione al moto va coltivata sin dalla giovane età e portata avanti cono costanza finché il fisico lo consente. (fonte www.benesseresalute.net)

Frutta, Verdura e Sport: il segreto della Longevita’ e’ una corretta Alimentazione

Il segreto della longevità è una corretta alimentazione. Parola della fondazione Umberto Veronesi che in collaborazione con l’Istituto europeo di oncologia e con Axa Mps e Axa Assicurazioni prosegue l’impegno in materia di ricerca e educazione sui rischi. Se ne è discusso in occasione dell’Italian Axa Forum, incentrato quest’anno sui nuovi scenari della longevità e il possibile ruolo delle assicurazioni.

In particolare, secondo un’indagine condotta da Episteme per l’Italian Axa Forum, la longevità è un’aspirazione condivisa dalla maggioranza del campione, ma la qualità della vita ne diviene il principale metro di giudizio. Per i nostri connazionali, infatti, la grande paura sta nella perdita dell’autosufficienza.

Quanto alla pianificazione della “fase di lunga vita”, un italiano su 3 è consapevole dell’importanza di attivarsi individualmente ed emerge un’apertura verso il settore privato e, nello specifico, verso le assicurazioni, quali interlocutrici sulle tematiche legate alla longevità, ruolo riconosciuto loro dal 51,3% campione.

In questo scenario, il ruolo dell’alimentazione è fondamentale perché mangiare seguendo indicazioni sensate e supportate dalle scoperte della scienza è come stipulare un’assicurazione. Per questo all’Italian Axa Forum sono state diffuse le 10 buone regole del vivere in salute.

  1. Frutta e verdura sono alimenti indispensabili per mantenerti in salute. Consumane più porzioni ogni giorno, anche per assicurarti l’apporto corretto di vitamine, sali minerali e fibre.
  2. I cereali oltre che fonte di fibra, sono “energia allo stato puro”: pasta, riso, orzo, farro, ecc. (meglio se integrali) non devono mai mancare sulla tavola.
  3. Limita il consumo di carne rossa (manzo, maiale e agnello), evita i salumi. Preferisci legumi e pesce.
  4. Limita al massimo il consumo di sale e utilizza spezie e erbe aromatiche.
  5. Evita le bevande zuccherate e gassate.
  6. Per condire i tuoi piatti scegli l’olio d’oliva extravergine.
  7. I grassi sono preziosi alleati di salute: privilegia però quelli vegetali presenti nel pesce, negli oli, nella frutta secca.
  8. Non fumare e limita il consumo di alcool.
  9. Pratica regolarmente attività fisica (30 minuti al giorno).
  10. Seguendo questi consigli sarà facile mantenerti normopeso, indice di massa corporea tra 18 e 25. (fonte www.freshplaza.it)