Archivi del giorno: maggio 23, 2012

Irritazioni alla Pelle dei Bambini: Rimedi Omeopatici

rimedi omeopatici irritazione pelleDermatiti solari, sfoghi da sudore, morsi d’insetto: in estate la pelle dei bambini, più delicata e sensibile, è messa a dura prova dalle irritazioni. Se è vero che il più delle volte le problematiche cutanee sono temporanee e facilmente risolvibili, è altrettanto innegabile che talvolta la tendenza a sottovalutare tali manifestazioni può portare a spiacevoli sovrainfezioni favorite da un lato da un eventuale calo delle difese e dall’altro dal grattamento.
In tutti questi casi un valido aiuto arriva da “IMO Complesso D”, medicinale omeopatico, efficace alternativa ai classici antistaminici topici, che con l’esposizione al sole possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione e ai cortisonici, farmaci senz’altro efficaci ma non privi di effetti collaterali.
“Un primo aspetto da considerare è che la pelle è un emuntorio fondamentale: attraverso la sudorazione, infatti, essa consente non soltanto di regolare la temperatura corporea ma anche di espellere tossine” commenta Zora Del Buono, pediatra omeopata a Bari. “Per tale ragione la miliaria (o sudamina), reazione infiammatoria innescata dalla cristallizzazione del sudore all’interno delle stesse ghiandole che lo producono, è una delle manifestazioni estive più frequenti nei bambini, in particolare nei più piccoli: i puntini arrossati, che possono assumere anche l’aspetto di vescicole, oltre a preoccupare le mamme, possono creare disagio e favorire, attraverso il prurito e le lesioni da grattamento che ne derivano, l’impianto di germi. Accanto alle eruzioni da calore, come la miliaria, troviamo poi quelle da esposizione al sole, di cui paradigmatica è la dermatite solare”. Si tratta di un eritema che può spingersi fino alla scottatura, dovuto alla vasodilatazione, che a sua volta comprime le terminazioni nervose cutanee causando dolore, rossore, prurito, formazione di bolle e perfino febbre. Alla sintomatologia irritativa si associa poi quella legata alla riduzione del potenziale antiossidativo, che si traduce in fenomeni di degenerazione cellulare ed invecchiamento precoce e in riduzione della protezione immunitaria.

Estate significa poi, per i bambini e non solo, maggior frequenza di morsicature di insetti, che uniscono al microtrauma l’inoculazione delle sostanze irritanti presenti nella saliva dell’animale, potenzialmente responsabili di sensibilizzazione allergica” precisa Del Buono.
“Possiamo così imbatterci nello strofulo, tipico del bambino più piccolo, caratterizzato da eruzioni soprattutto sugli arti che tendono a raggrupparsi lungo il decorso dei vasi linfatici, spesso complicate da lesioni da grattamento. Dopo l’anno e mezzo d’età il bambino, che si è sensibilizzato alle zanzare tende a reagire per reattività crociata a ogni morsicatura e può così andare incontro a orticaria papulosa”. La prurigo nodulare è poi la manifestazione di una cronicizzazione favorita dal continuo grattamento, che irrita le terminazioni cutanee mantenendo il circolo vizioso del prurito e favorendo la comparsa di vescicole, eczemi e foruncolosi.
Bisogna infine ricordare che in estate si verifica una classica recrudescenza delle malattie esantematiche, in cui la febbre non fa che complicare ulteriormente sul quadro complessivo.
“La cura genera spesso ansia nei genitori” osserva Del Buono. “Gli antistaminici topici sono controindicati perché possono dare luogo a reazioni da fotosensibilizzazione e i cortisonici, per quanto efficaci sulla componente infiammatoria, sono gravati da numerosi effetti indesiderati. In tutti questi casi un supporto importante è offerto dal mondo delle piante, di provenienza locale o da paesi lontani. La Calendula, per esempio, vanta un uso antico e ben consolidato: chiamata anche Fiorarancio, è una comune pianta da giardino, appartenente alla famiglia delle Asteraceae e utilizzata sotto forma di tisane, tinture, estratti liquidi, creme o unguenti, o come componente in prodotti per la pelle e per i capelli”. Gli effetti della Calendula sono dovuti ai suoi componenti: flavonoidi, carotenoidi e xantofille, e composti triterpenici. Da secoli, i fiori di Calendula sono stati utilizzati per trattare piaghe, ustioni e ferite grazie alla triplice azione, antinfiammatoria, antisettica (dovuta a effetti antimicrobici e immunomodulanti) e cicatrizzante.
Diversi studi dimostrano che l’applicazione di Calendula favorisce la riepitelizzazione; studi in vitro provano che, applicata direttamente sulla cute lesionata, aumenta l’angiogenesi (cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni) in maniera significativa a livello cutaneo.
“Un’altra pianta importante è Cardiospermum halicacabum, rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Saponifere, molto diffuse in India, Sud America ed Africa, dove vengono usate per lavare” prosegue Del Buono. Il nome di questa famiglia di piante deriva infatti dalla caratteristica dei frutti, che messi in acqua formano schiuma, perché contengono una saponina. La pianta ha piccoli fiori bianchi e semi grandi come grani di pepe marrone scuro, con un cuore bianco (Cardiospermum); la denominazione halicacabum si riferisce alla forma dei frutti e proviene dal greco (significa “barile di sale”). L’estratto della pianta ha proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e lenitive del prurito. Riduce i mediatori infiammatori cutanei, con un effetto simil-cortisonico molto apprezzato nel trattamento di eczemi da contatto, essudativi, miliaria ed eritemi solari.
“Merita infine attenzione anche l’Echinacea, nota agli indiani che la utilizzavano per la cura di piaghe e ferite, incluse quelle provocate dal morso di serpenti” aggiunge Del Buono. “La specie più popolare, per le sue proprietà salutari, è la angustifolia, che deve il nome alle foglie molto piccole. Essa possiede una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo e favorente la rigenerazione dei tessuti, dovuta soprattutto all’inibizione dell’enzima jaluronidasi, che attacca e distrugge gli acidi jaluronici indispensabili per garantire l’elasticità dei tessuti (l’inibizione della jaluronidasi sembra ridurre la diffusione nell’organismo degli agenti infettivi). Ciò assicura la stabilità degli acidi jaluronici, con notevole attività protettiva sui tessuti”. La pianta svolge anche attività antibatterica grazie alle poliine, che presentano una notevole capacità batteriostatica.
IMO Complesso D associa queste tre piante sfruttandole sinergicamente per il trattamento di svariate alterazioni cutanee, dalle macerazioni da sudore agli arrossamenti, dal contatto con sostanze irritanti/urticanti agli eritemi solari. Un vero toccasana per ogni tipo di pelle, in particolare per quella dei bambini, che in estate paga il tributo più alto in termini di eruzioni e sovrainfezioni.

(Fonte www.benesseresalute.net)

La Vitamina B12

Molti sono i nutrienti (macro e micro) che il nostro organismo richiede per svolgere le proprie funzioni quotidiane. Molti di essi possono essere anche ricavati dal metabolismo stesso, altri invece devono essere necessariamente assunti con l’alimentazione. Tra quest’ultimo gruppo di nutrienti certamente rientra la vitamina B12 o cianocobalamina.

alimenti che contengono vitamina B12Gli alimenti a più alto contenuto di vitamina B12 sono il fegato, le carni rosse, mollluschi e pesci.  Anche i vegetali ne contengono (frutta, tuberi e verdure crude).

Molteplici sono le funzioni che questo prezioso nutriente svolge all’interno del nostro corpo: è importante nell’accrescimento dei tessuti corporei, per il deposito dei grassi, ma anche per supportare la funzionalità epatica. Un altro aspetto da evidenziare è certamente il ruolo svolto nel funzionamento del midollo osseo e, quindi, nella produzione dei globuli rossi. E’ importante anche per la produzione di proteine del nucleo cellulare e per il ricambio di carboidratilipidi e proteine. Svolge un importante funzione, inoltre, nell’ambito nella trasmissione nervosa, migliorando concentrazione, memoria, ed inoltre, l’utilizzo dell’energia per l’esercizio fisico.

Per assicurare a pieno le funzioni supportate dalla vitamina B12 sarebbe necessario assumerne circa 3 µg al giorno.

Nel caso in cui queste dosi giornaliere non possano essere garantite, si potrebbe incorrere in alterazioni ematiche come l’anemia perniciosa o anemia macrocitica, in quanto i globuli rossi sarebbero di numero ridotto ma con un diametro più grande, con un alto contenuto di emoglobina. Altre disfunzioni associate alla carenza di vitamina B12 sono la difficoltà nella produzione di succhi gastrici ed una ridotta emopoiesi (riduzione della produzione di cellule plasmatiche).

(Fonte www.alimentazione-salute.it)

Mangiare come i Gorilla Previene l’insorgenza di Tumore al Seno e al Colon-Retto

dieta per prevenire tumore al seno e colon-rettoTumori estrogeni-dipendenti, come quello al seno e al colon-retto, si possono prevenire seguendo un’alimentazione come quella dei gorilla. Studiosi americani hanno scoperto che i cibi di cui si nutrono questi animali aiutano l’organismo a proteggersi dalle neoplasie. Le sostanze contenute in questi cibi, argomento della ricerca, sono i fitoestrogeni: molecole, non steroidee, di origine vegetale, che si legano al recettore degli estrogeni modulandone l’attività. I gorilla di montagna (Gorilla beringei) e quelli rossi (colobi Procolobus rufomitratus) mangiano grandi quantità di alimenti contenenti i fitoestrogeni come soia e trifoglio rosso. Oltre a questi cibi, secondo gli scienziati, l’unico modo per proteggersi dai tumori è quello di seguire un corretto stile di vita, sia con l’alimentazione (introducendo anche gli alimenti contenenti i fitoestrogeni) sia evitando vizi come il fumo, l’alcol, le droghe e la sedentarietà.

Lo studio americano e l’importanza dei fitoestrogeni

Un gruppo di studiosi americani dell’Università della California – Berkeley, guidati dalla dottoressa Katharine Milton, insieme al dottor Michael Wasserman della McGill University di Montreal, ha condotto una ricerca sulle diete dei gorilla di montagna (Gorilla beringei) e rossi (colobi Procolobus rufomitratus), presenti in un parco nazionale in Uganda. Gli studiosi hanno evidenziato e studiato l’alimentazione di questi animali scoprendo che le piante (il 10,6% contenute nella dieta dei primi e l’8,8% in quella della seconda tipologia di animali) di cui si nutrono contengono fitoestrogeni in grandi quantità. Ma qual è il meccanismo d’azione di queste sostanze? Si comportano come gli ormoni sessuali femminili, gli estrogeni appunto. In base alle quantità presenti nel corpo possono avere effetti negativi sulla riproduttività (se prodotti in eccesso) e positivi (nelle giuste proporzioni). Studiando i gorilla si è visto come queste sostanze riescano a proteggere l’organismo dai tumori estrogeno-dipendenti, sia negli animali ma anche, sicuramente, nell’uomo. Nonostante si conoscessero le proprietà dei fitoestrogeni non si è mai eseguito uno studio che associasse questi benefici sia all’uomo che all’animale, e quindi non sottolineando l’importanza di ciò nella prevenzione dei tumori.

Prevenire i tumori con un adeguato stile di vita.

Come sottolineano gli scienziati che si sono occupati dello studio, pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology, per prevenire e proteggersi dai tumori, oltre ad assumere i giusti alimenti (ricchi anche di fitoestrogeni), occorre seguire un corretto stile di vita: evitando il fumo, facendo attività fisica, cercando di evitare il più possibile sovrappeso e obesità. È stato constatato che le persone con un peso superiore alla norma si ammalano più facilmente di neoplasie all’endometrio, al fegato, al pancreas, ai reni, all’esofago. Non esiste un unico rimedio per prevenire l’insorgenza di queste patologie, come di quelle cardiovascolari, ma seguendo delle semplici regole che racchiudono alimentazione (ricca di frutta e verdura, fitoestrogeni, carente di grassi, zuccheri e carboidrati raffinati), attività fisica, e assenza di vizi come fumo e alcol, ci si può difendere.

(Fonte www.tantasalute.it)

Lo Spuntino Ideale prima della Palestra? Il Crescione

spuntino ideale per palestraLo spuntino ideale prima di entrare in palestra è il crescione. Ma non confondetevi: non sto parlando della specialità romagnola fatta con la pasta della piadina, ma di quell’insalata dal gusto leggermente piccante imparentata con cavolfiori, cavoli e broccoli e talmente ricca di antiossidanti da proteggere il DNA dai radicali liberi che vengono prodotti durante l’esercizio fisico.

A svelare questa proprietà del crescione è uno studio condotto da alcuni esperti di sport britannici, pubblicato sul British Journal of Nutrition. I ricercatori hanno chiesto a 10 uomini giovani e in salute di mangiare tutti i giorni, per 8 settimane, 85 grammi di crescione. In seguito a tutti i partecipanti è stato chiesto di correre sul tapis roulant aumentando gradualmente l’inclinazione del tappeto. Poche settimane dopo l’esercizio è stato ripetuto senza, però, mangiare il crescione.

Confrontando campioni di sangue prelevati prima e dopo la corsa i ricercatori hanno scoperto che la dieta a base di crescione evita il danneggiamento del DNA associato all’esercizio fisico.

Mark Fogarty della Napier University di Edimburgo, primo autore dello studio, ha spiegato che

anche se siamo tutti consapevoli di quanto l’esercizio possa essere benefico per i nostri corpi, correre sul tapis roulant, alzare i pesi, o sottoporsi a livelli elevati di allenamento può avere i suoi costi. L’aumento della richiesta di energia nell’organismo può far accumulare radicali liberi che possono danneggiare il nostro DNA.

Tuttavia, il crescione aiuta ad aumentare i livelli di alcune vitamine dal potere antiossidante. Per chi non ama molto l’insalata, c’è un’altra buona notizia: secondo i ricercatori non c’è bisogno di mangiarlo tutti i giorni per proteggere il DNA mantenendosi in forma.

(Fonte www.benessereblog.it)

Le Proprietà Benefiche degli Estratti di Foglie d’Olivo

proprietà foglie olivoDalla pianta d’olivo davvero prendiamo ogni cosa: i frutti, le olive, da cui estraiamo l’olio extravergine, l’elemento principe della dieta mediterranea, e anche le foglie. Può sembrare strano, conoscendo tutte le proprietà benefiche dell’olio, ma sono proprio le foglie a contenere la maggior quantità di principi attivi, che sfruttiamo attraverso gli estratti.

La sostanza di cui le foglie sono particolarmente ricche è l’oleuropeina, contenuto anche nell’olio. È un polifenolo, con una componente glicosidica. Questo prezioso antiossidante è quello che regala quel gusto un po’ amaro sia nelle olive sia nelle foglie.  Nella fase di maturazione del frutto, per idrolisi, genera alcune molecole molte importanti, come l’Acido Elenolico (Elenolic Acid),  l’Idrossitirosolo ( Hydroxytyrosol) e la Rutina. Ma c’è di più. L’oleuropeina è definita anche sostanza “nutraceutica” perché è stata verificata la sua capacità antitumorale.

Tra le caratteristiche principali degli estratti delle foglie d’olivo, ci sono altre due importanti azioni: riduce il colesterolo LDL e la pressione arteriosa. Per giungere a questa conclusione, uno studio composto da ricercatori svizzeri e tedeschi hanno monitorato per otto settimane alcune coppie di gemelli (un fratello assumeva gli estratti, l’altro un placebo). È emerso che coloro che hanno assunto l’olivo aveva abbassato i parametri della pressione arteriosa, ma anche quelli del colesterolo cattivo. Ovviamente, l’effetto è maggiore, maggiore la quantità di estratto assunta.

Gli estratti, inoltre, aiutano anche a contrastare l`insorgenza della sindrome metabolica e dell`obesità grazie all`acido oleico e ai polifenoli, contenuti sempre nelle foglie. Stando agli studi a oggi formulati, queste sostanze sono in grado anche di ridurre i cambiamenti che una dieta ricca di grassi e carboidrati può provocare al sistema circolatorio e al metabolismo stesso.  Ma dove si possono acquistare gli estratti? Li trovate in vendita nelle erboristerie e poi in alcuni integratori in farmacia.

(Fonte www.dietaland.com)