Archivi del giorno: maggio 3, 2012

Crisi Ipoglicemiche: sintomi e perchè

Esistono degli ormoni nel nostro pancreas (insulina e glucagone tra tutti) che regolano e regolarizzano i nostri livelli di zucchero nel sangue, abbassandoli quando sono troppo alti e viceversa.
Tali livelli, infatti, nell’arco di una giornata possono subire delle variazioni anche molto notevoli; ad esempio, dopo molte ore di digiuno, un’intensa attività fisica o anche dopo periodi di stress fisico.

Siccome tutte le nostre cellule, ed in particolari quelle del sistema cerebrale, i neuroni, richiedono glucosio e zuccheri per vivere al top, una scarsa presenza di zuccheri nel sangue, provoca le cosidette crisi ipoglicemiche, ovvero una serie di eventi concatenati, che provoca i seguenti sintomi: nausea, giramenti di testa, abbassamento della pressione arteriosa, sudorazione ed emicrania.

C’è da dire che non tutti percepiamo un’eventuale crisi ipoglicemica in corso: esistono persone che a volte possono anche non accorgersi di quello che sta succedendo al loro corpo, perchè gli ormoni di cui parlavamo prima hanno un’elevata capacità di “sistemare” la situazione. E soprattutto, non si sono mai capite le cause, secondo cui alcuni soggetti risultano essere più sensibili di altri.

(Fonte www.benessereblog.it)

Esiste la Depressione da Prova Costume?

Con l’arrivo dell’estate si ripresenta il dilemma prova costume, vissuto con un sorriso da alcune e con estrema ansia da altre. La scelta del bikini nuovo, infatti, spinge a fare i conti con la propria silhouette non sempre perfetta, con il rischio di mandare in depressione le donne che tendono ad amplificare il processo di auto-oggettivazione.
A sostenerlo, è un’indagine condotta dalla psicologa Marika Tiggemann della Flinders University in Australia, e pubblicata sulla rivista Sex Roles.

Come ha spiegato la dottoressa, infatti,  l’auto-oggettivazione implica un senso di estraniamento tale che la donna/ragazza comincia a considerare il proprio corpo al pari di un oggetto. Questa visione distorta della realtà è la scintilla che fa scattare un’autocritica feroce verso se stesse, tanto da diventare fonte di depressione.

L’auto-oggettivazione porta ad essere sempre preoccupate del proprio aspetto, a provare vergogna del proprio corpo, ed è spesso l’anticamera dei disturbi del comportamento alimentare, ma anche della depressione. Le reazioni, chiaramente, sono diverse da donna a donna, e questo processo può avere modalità diverse, ci sono poi circostanze che possono persino esasperare questi sentimenti, tra cui la scelta di un vestito da indossare.

La scelta di indagare quest’aspetto, infatti, non è casuale, come fa notare la Tiggermann, i vestiti sono forme del nostro aspetto su cui è possibile esercitare un controllo, cosa che non possiamo fare invece quando si tratta della forma del corpo e delle sue dimensioni.

Per testare l’impatto dell’abbigliamento sull’auto-oggettivazione la psicologa e colleghi hanno condotto 4 esperimenti. Nel primo, è stato chiesto alle partecipanti (102 giovani donne) di immaginare se stesse mentre provavano un costume da bagno in un camerino, nel secondo camminando sulla spiaggia, e negli ultimi due, sempre in uno spogliatoio e su una spiaggia ma con indosso un maglione e un paio di jeans.

I risultati hanno dimostrato che le donne erano meno a disagio con il proprio corpo quando erano vestite, piuttosto che quando erano in costume da bagno. Come ha osservato la Tiggermann:

La presenza fisica di osservatori non è chiaramente necessaria. Più in particolare, il camerino di un negozio di abbigliamento contiene una serie di caratteristiche potenzialmente oggettivanti: (spesso diversi) specchi, l’illuminazione brillante, e la domanda virtuale che impegna le donne in un’attenta valutazione del proprio corpo per valutare come i vestiti stanno indosso e quale sia l’effetto sul fisico.

Secondo la psicologa, il modo migliore per desistere alla tentazione di auto-oggettivarsi è non specchiarsi troppo, e concentrarsi su attività che danno poca importanza all’aspetto fisico, come lo yoga o le discipline orientali.

(Fonte www.medicinalive.com)

Omeopatia e Raffreddore

Aconitum napellus: indicato nei casi di rinite,laringite, tracheobronchite acuta nello stadio di esordio. E’ importante assumere il rimedio nella fase iniziale della comparsa dei sintomi tussigeni per ottenere in tempo utile la risoluzione del problema. I sintomi caratteristici elevata temperatura corporea, brividi,tachicardia, sete intensa, tosse secca, cute secca; il soggetto presenta dal punto di vista psico-comportamentale uno stato di agitazione, angoscia, paura della morte.
La sintomatologia si aggrava con il freddo intenso e verso mezzanotte.

Aconitum napellus: 9CH 2-3granuli ogni ora

Nux vomica: indicato nei casi di raffreddore , agli esordi, provocato dalle correnti fredde con starnuti spasmodici al risveglio, prurito delle narici, naso chiuso e secchezza delle mucose durante la notte.
Nux vomica 9CH: 2-3granuli ogni ora

Allium cepa: indicato nei casi di raffreddore che esordisce con numerosi starnuti, seguiti da un flusso di muco acquoso trasparente e abbondante.

Allium cepa 9CH: 2-3 granuli ogni 2-3ore

Sambucus nigra: rinite secca con ostruzione nasale completa: il paziente è obbligato a respirare con la bocca aperta.

Sambucus 5CH: 2-3 granuli ogni cinque-dieci minuti per la laringe e la dispnea, diminuire in base miglioramento.

Pulsatilla: è il rimedio indicato durante la fase di risoluzione del raffreddore acuto.

Pulsatilla 5CH: 2-3 granuli 2 volte al giorno

(Fonte www.farmaciacossolo.it)

Il Sole e la pelle, consigli d’uso

La pelle ed il sole, un binomio che già da queste giornate di primavera comincia a far parlare di se. Occorre prepararsi all’abbronzatura affinché sia quanto più perfetta e bella possibile e per farlo bisogna prestare attenzione ad alcune norme generali e ben note circa l’esposizione al sole.
L’indagine statistica My Skincheck ha evidenziato come il 56% degli italiani sia perfettamente consapevole dei danni dell’esposizione solare sulla cute, in primis, il rischio aumentato di contrarre un tumore della pelle. Per questo l’86% degli intervistati usa la crema protettiva. Eppure tanti sono gli errori che ancora si commettono nell’esporsi al sole ed altrettanti i luoghi comuni diffusi al riguardo.

Le donne si scottano al sole
Paradossalmente infatti, secondo la campagna My Skincheck, sono le donne (fototipo chiaro) tra i 40 ed i 50 anni a scottarsi maggiormente nel tentativo di abbronzarsi, anche se utilizzano con regolarità la protezione solare: è questa infatti l’età in cui si presta maggiore attenzione allo sviluppo di rughe e macchie cutanee, visto che è anche l’epoca in cui si manifestano e, si sa, l’abbronzatura selvaggia è uno dei fattori scatenanti. Queste donne usano anche cappelli ed altri accessori dell’abbigliamento in grado di proteggere la cute dall’aggressività dei raggi ultravioletti. E allora perché si scottano? Probabilmente perché il modo in cui si proteggono non è corretto rispetto al tipo di pelle.

I consigli del dermatologo per proteggere la pelle al sole
Spiega Gian Marco Tomassini, coordinatore del Gruppo Melanoma dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi): “È sempre importante ricordare di applicare la protezione solare durante tutta l’esposizione (e non solo all’inizio ndr) oltre che utilizzare un fattore di protezione adeguato. Ma non bisogna dimenticare altri accorgimenti: la protezione solare, va applicata prima dell’esposizione su tutto il corpo, prestando attenzione anche alla nuca e al dorso del piede e l’applicazione va ripetuta più volte nel corso della giornata e dopo i bagni.” Nei primi giorni di esposizione, è importante non superare i 30 minuti: occorre abituare la cute. Soprattutto è importante evitare di mettersi al sole tra le ore 12,00 e le ore 16,00. Bere ed idratarsi adeguatamente farà bene alla pelle ed aiuterà anche a prevenire il colpo di sole: la pelle va idratata da dentro e da fuori, con l’applicazione di una buona crema idratante a fine giornata dopo la doccia. Non bisogna infine dimenticare che la pelle è esposta al sole anche quando siamo in città, indaffarati nelle faccende quotidiane: è importante proteggere la pelle già da queste giornate primaverili in cui il sole si fa più intenso.

(Fonte salute.pourfemme.it)