Archivi del giorno: maggio 21, 2012

Intelligenza? Si è evoluta grazie agli Acidi Grassi

intelligenzaL’intelligenza? Secondo una recente ricerca potrebbe essersi evoluta grazie agli Omega-3 ed agli Omega-6, due importanti acidi grassi che il nostro organismo è in grado di produrre e le cui quantità possono essere incrementate grazie ad una dieta ricca di cibi che li contengono.

Lo studio che suggerisce tale eventualità è stato condotto dai ricercatori dell’Uppsala Univerisity e pubblicato sulla rivista di settore The American Journal of Human Genetics.

Sarebbe in queste particolari sostanze la chiave dell’ottimale evoluzione del nostro cervello e di quello che comunemente viene definito dalla scienza il successo evolutivo della nostra specie. Gli scienziati dell’ateneo menzionato hanno studiato a fondo i geni dei due enzimi necessari alla produzione di Omega-3 e Omega-6, ed hanno scoperto che solo gli esseri umani presentano una variante che ne garantisce un aumento della produzione.

Spiega il dott. Adam Ameur, coordinatore del team di ricerca:

Il particolare adattamento genetico finalizzato alla produzione elevata di Omega-3 e Omega-6 si trova solo negli esseri umani e non nei nostri cugini primati, come scimpanzé, gorilla e rhesus. Neanche gli uomini di Neanderthal o Denisovans, un altro tipo di specie di ominidi estinti, presentavano questa variante genetica. Sembra che circa 300.000 anni fa gli esseri umani moderni abbiano sviluppato questa capacità metabolica nella propria linea evolutiva.

Un particolare adattamento genetico che ne avrebbe consentito la “sopravvivenza” fino ad ora. Soprattutto in virtù della tipologia di alimentazione condotta dagli uomini primitivi, notevolmente scarsa in acidi grassi rispetto ad oggi. La capacità di “migliorare” a livello genetico ha consentito all’uomo di preservare la sua esistenza e di ampliare le sue capacità intellettive.

Se gli acidi grassi combinati a questo particolare aspetto della vita metabolica umana hanno reso possibile lo sviluppo dell’intelligenza così come la conosciamo, altrettanto non si può dire di questo meccanismo ai giorni nostri. L’adattamento in questione, infatti, in una situazione di “iper-nutrimento” può favorire con il suo meccanismo di funzionamento, secondo il dott. Ameur, lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

(Fonte www.medicinalive.com)

I sette Peccati capitali della Dieta occidentale

errori alimentariL’elenco dei peccati capitali della dieta occidentale è stato stilato da uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, prima firma Loren Cordain  del Department of Health and Exercise Science della Colorado State University.

  • Partiamo dal consumo eccessivo di zuccheri e cereali raffinati, responsabile di disturbi del metabolismo glicemico. Esagerare con prodotti raffinati, ne parlavamo qualche giorno fa a proposito del riso bianco, accresce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2.
  • Grassi saturi a go go. Idrogenati e di origine animale perdipiù. Sono i peggiori, responsabili di processi infiammatori nell’organismo. Facciamo invece un uso troppo esiguo di grassi polinsaturi, come quelli contenuti nel pesce, utili per mantenere sani il cuore ed il cervello.
  • Puntiamo troppo sui carboidrati per nutrirci e, vedi punto 1, non facciamo distinzione tra integrali e raffinati. Una distinzione che invece è determinante per mangiare sano.
  • Consumiamo poca frutta e verdura. Ci manteniamo al di sotto delle cinque porzioni giornaliere consigliate e questo ci causa un deficit di vitamine e sali minerali fondamentali per l’organismo quanto, se non addirittura più, degli altri nutrienti.
  • Mangiamo troppi alimenti di origine animale. Questo altera l’equilibrio acido/base che va mantenuto stabile con un maggiore apporto di frutta e verdura rispetto a grassi e proteine animali.
  • Troppo sodio nella dieta. Il sale si nasconde negli alimenti preconfezionati. Occorre controllare le etichette e ridurre anche quello aggiunto ai piatti fatti in casa.
  • Poche fibre. E ancora una volta torniamo al punto 1 che a questo punto, appare evidente, è il difetto peggiore tra quelli elencati: mangiamo troppi cereali raffinati a discapito di quelli integrali che contengono un apporto più alto di fibre e che sarebbero dunque da preferire.

Intervenire su queste cattive abitudini alimentari ridurrebbe drasticamente il rischio di numerose malattie metaboliche, come il diabete, ma anche le probabilità di insorgenza di diversi tipi di tumori. Già, perché il cancro, in almeno il 30% dei casi, è legato in qualche modo a quello che mangiamo.

(fonte www.benessereblog.it)

“Ricette” mediche, un Cibo per ogni Disturbo

un cibo come medicina
I cibi non fanno miracoli e non sostituiscono i farmaci, ma alcuni principi attivi contenuti negli alimenti possono sicuramente alleviare i sintomi di diversi disturbi e contribuire a lenire il dolore.

Basti pensare agli alimenti con proprietà antinfiammatorie. Ma la lista è infinitamente più lunga, di seguito i cibi adatti ad alleviare e prevenire diversi disturbi:

  • Contro i dolori muscolari, causati da sforzi eccessivi, pensiamo a quando ci alleniamo intensamente in palestra o andiamo a correre e torniamo distrutti, sono molto efficaci le ciliege. Uno o due bicchieri di succo di ciliege, prima e durante l’esercizio fisico, allevieranno la sensazione di spossatezza. Il succo di ciliege contiene infatti gli stessi enzimi anti-infiammatori dell’ibuprofene, senza però gli effetti collaterali tipici del principio farmacologico: affaticamento dei reni e mal di stomaco.
  • Semi di girasole. Utili contro la perdita di memoria, per via dell’alto contenuto di vitamina E, efficace contro lo stress ossidativo del cervello collegato all’invecchiamento ed al declino cognitivo.
  • Cavolo. Utile per chi soffre di disturbi della vista. I pigmenti xantofilla che danno il colore verde ai cavoli aiutano a prevenire la degenerazione maculare, un disturbo che da anziani ci porta a vedere non più nitido bensì sfocato.
  • Mele. Una mela al giorno leva la debolezza muscolare di torno, grazie all’acido ursolico contenuto nella buccia (scegliete mele biologiche, dunque, per mangiare anche la buccia in tutta sicurezza). L’acido ursolico stimola la produzione di insulina e del fattore di crescita IGF1, determinanti per la rigenerazione muscolare.
  • Aglio. Utile per tenere sotto controllo la pressione sanguigna, grazie all’allicina. L’allicina migliora inoltre l’afflusso del sangue. Il consumo di aglio, dunque, aiuta anche chi soffre di disfunzione erettile.
  • Uova. Favoriscono la concentrazione, grazie alla colina che aumenta la reattività del cervello agli stimoli esterni.
  • Arance. Rallentano l’invecchiamento cutaneo, grazie all’alto apporto di vitamina C. La vitamina C aiuta il nostro corpo a produrre collagene, una proteina che mantiene elastica e tonica la pelle.
  • Riso integrale. Utile se siamo giù di morale perché stimola la produzione di setoronina, neutrasmettitore del buonumore.
  • Pollo. Efficace contro l’insonnia, perché contiene triptofano, aminoacido che stimola la produzione di melatonina, ormone che concilia il sonno.
  • Tè verde. Utile contro gli occhi gonfi perché contrasta la ritenzione idrica, all’origine del gonfiore.
  • Menta. Efficace contro il mal di stomaco, facilita la digestione. Ottimo il tè alla menta.
  • Spinaci. Preziosi alleati dei nostri capelli, grazie alle vitamine A e C che aiutano l’organismo a produrre sebo, olio secreto dai follicoli che dona brillantezza e lucentezza alla chioma, contrastando i capelli opachi, dal colore spento.
  • Banana. Utile per fare il pieno di energie se ci sentiamo sempre stanchi. Contiene infatti magnesio e potassio, efficaci per immagazzinare energie a lungo.
  • Arachidi. Efficaci contro l’ansia, perché contengono glutammina, l’aminoacido necessario al nostro organismo per produrre l’acido gamma-aminobutirrico, un ansiolitico naturale.

(Fonte www.benessereblog.it)

Come fare il Pieno di Energie per un fine settimana da leoni

dieta per combattere stanchezzaSe vi sentite stanchi dopo una settimana di duro lavoro ed il vostro unico desiderio di attività fisica si limita ad un movimento goffo e lento dal divano al frigo, ecco sei consigli contro la stanchezza per fare il pieno di energie e sentirvi immediatamente più vitali, pronti per un fine settimana di buonumore e divertimento all’aria aperta.

  • Partiamo dalla colazione…presto che è tardi, direbbe il Bianconiglio. Anche se la tentazione di dormire fino a mattino inoltrato è forte, affrontate la flemma mattutina con un ricco pasto, a base di proteine magre, cerali integrali, frutta. Per mantenere il senso di sazietà ed evitare cali di energia a breve termine, Lona Sandon, dietologa, docente di nutrizione clinica allo University of Texas Southwestern Medical Center, consiglia di iniziare la giornata con pane integrale, banane e frutta secca.
  • Tra le verdure più energizzanti e antistress troviamo gli spinaci, ricchi di magnesio, un minerale che aiuta il nostro organismo a convertire il cibo in energia più in fretta. Secondo uno studio condotto dall’USDA’s Agricultural Research Service, chi ha livelli troppo bassi di magnesio tende a stancarsi più facilmente perché impiega più tempo a svolgere delle mansioni.
  • Non dimentichiamoci mai di mantenerci idratati. Il nostro corpo implora acqua. Se manteniamo il giusto livello di idratazione ci stancheremo meno facilmente e ci sentiremo più attivi. La Sandon ci spiega che possiamo assumere acqua anche indirettamente, consumando frutti come le arance ricchi di liquidi, tè verde, tisane, succhi di frutta (100% e senza zuccheri aggiunti, ovviamente).
  • Non eliminare dalla dieta i carboidrati. Questo ci sembra un consiglio sensato, visto che pasta e pane ormai nelle (inutili a lungo termine) diete ipocaloriche più in voga sono eccessivamente demonizzati. Per non sentirci stanchi, irritabili e affaticati, dobbiamo consumare 180 grammi di carboidrati al giorno. Scegliamo quelli integrali piuttosto che i prodotti raffinati e faremo anche il pieno di fibre, sentendoci sazi più a lungo e prevenendo i fattori di rischio delle malattie metaboliche e del cancro. Se siete intolleranti al glutine, potete sostituirli con fagioli, frutta fresca e patate dolci.
  • Ferro. Noi donne, in particolare, abbiamo bisogno di 18 milligrammi al giorno, il doppio della razione quotidiana consigliata per gli uomini. La Sandon consiglia bistecca di manzo due volte alla settimana, ma per chi non ama la carne rossa o è vegetariano pane integrale, cereali e fagioli sono un ottimo sostituto. Ed ecco una dritta davvero utile: per favorire l’assorbimento del ferro più in fretta, associamolo a cibi ricchi di vitamina C, ad esempio succo di pomodoro e succo di arancia.
  • Infine, anche se siamo stanchi e fare attività fisica è l’ultima cosa che ci passerebbe per la testa, fare esercizio fisico può farci sentire più energici. I ricercatori dell’Università della Georgia (e non solo loro) hanno appurato che durante e dopo l’attività fisica il nostro corpo rilascia endorfine per placare i dolori muscolari. Ci sentiremo meglio e più vitali, quasi come dopo aver mangiato una fetta di torta al cioccolato. E senza effetti collaterali per la linea!

(Fonte www.benessereblog.it)

Se la Frutta si Vede, si Mangia

Gli esperti sono concordi: oggi si mangia ancora troppo poca frutta e verdura. Un motivo per cui questo accade potrebbe essere perché spesso non l’abbiamo a portata di mano e, in questo particolare caso: occhio non vede voglia non viene.
La soluzione pertanto, secondo gli scienziati della St. Bonaventure University di Olean (USA), è quella di tenere sempre sott’occhio e sottomano in modo da poterla mangiare quando se ne ha voglia – o questa è stimolata dalla vista.

fruttaEcco dunque che più frutta e verdura si ha belle e pronta sottomano più si è propensi a mangiarne, con tutti i benefici del caso che invece andrebbero persi se sottomano abbiamo il solito snack.

Che sia proprio così, lo hanno testato i ricercatori Gregory J. Privitera e Heather E. Creary che hanno coinvolto 96 studenti universitari per vedere l’effetto che sortiva l’avere a disposizione delle fette di mela e carote riposte in appositi contenitori trasparenti o opachi.

Non solo, le fette di frutta e verdura oltre a essere state riposte i contenitori diversi per testarne l’effetto, sono anche stati collocati in due diverse situazioni: a portata di mano e alla distanza di due metri dai soggetti. I risultati dei test completi sono poi stati pubblicati sulla rivista Environment and Behaviour.

I partecipanti allo studio hanno seguito tutte le operazioni di preparazione: dallo sconfezionare i prodotti alla loro collocazione nei contenitori e posizionamento sui tavoli. Dopo di che sono stati informati che potevano servirsi tranquillamente dei prodotti.

Una volta conclusa questa prima fase, i ricercatori hanno lasciati i partecipanti da soli per 10 minuti. Durante questo tempo li hanno tenuti sotto osservazione scoprendo che quando mele e carote erano più vicine ai soggetti sono state consumate in maggior numero – in questo caso dunque la distanza produceva il suo effetto. Ma anche la visibilità aveva la sua influenza, infatti frutta posta in contenitori trasparenti – e quindi più facilmente visibile – è stata consumata di più rispetto alle mele nei contenitori opachi e, curiosamente, anche alle carote.

Una delle ipotesi per cui la frutta visibile sia stata preferita alla verdura visibile è che, secondo i ricercatori, tutti la considerano più dolce a differenza della verdura: questo potrebbe essere un fattore determinante le scelte.

“Le mele, a differenza delle carote, hanno lo zucchero, che è noto stimolare le regioni di ricompensa del cervello che inducono una ‘voglia’ per gli alimenti che contengono zuccheri. Per cui le fette di mela possono essere più visivamente accattivanti delle carote”, concludono gli autori. In sostanza, se abbiamo voglia di qualcosa di dolce, cerchiamo di non farci mancare un bel frutto – ne guadagneremo in salute e in linea.

(Fonte www.freshplaza.it)