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La ricetta magica della Longevità

La medicina del XXI secolo si concentrerà a pilotare il processo di invecchiamento per renderlo il meno faticoso possibile, prolungare la fase di salute, cercando di abbinare longevità e qualità della vita.
Un buon modo per comprendere meglio cosa incide sulla durata e la qualità della vita è quello di studiare gli ultracentenari; la popolazione di Okinawa è un esempio di longevità e salute, recentemente sottoposti a studi, ne è emerso che” la causa di questa longevità sia da ricercare in una particolare interazione tra predisposizione genetiche e stili di vita.

Nella ricetta magica dell’elisir di lunga vita, di pololazioni ultrcentenarie, sono presenti ingredienti sorprendenti:

1.Movimento:

L’uomo è fatto per stare in movimento, ma con moderazione, non forzando oltre i propri limiti, a lungo andare porta un logorio eccessivo di muscoli, articolazioni e tendini.

Il giusto movimento, come una camminata a passo sostenuto, un giro in bici, o seguire un programma fitness tarato sulle proprie esigenze, è la miglior cosa da fare con regolarità tutti i giorni. Attività fisica vuol dire anche occuparsi del giardino, fare i lavori di casa, ecc, l’importante è di non farsi mai sopraffare dalla sedentarietà.

2.Socialità:

Molto importante per invecchiare bene è il rapportarsi con gli altri, scambiare idee, circondarsi di persone positive che amano la vita, che consentano dei rapporti socialmente utili ed appaganti., dove sentirsi sicuri, protetti, ma anche con un ruolo attivo.

3.Sole:

Di fondamentale importanza è stare alla’aria aperta, poter godere giornalmente della luce del sole, prezioso per fissare la vitamina D, dalle proprietà protettive.

4.Cibo giusto:

Dare prevalenza nella dieta a cibi di origine vegetale, riducendo cibi animali.

Mangiare meno, mantenendo un equilibrio tra peso corporeo, necessità energetiche( secondo dell’attività che si svolge) e cibo ingerito e solo di ottima qualità.

Gli alimenti che aiutano ad invecchiare bene e in salute sono:

  • Cereali integrali
  • Verdura a foglia verde e crucifere( cavoli, cavolfiore, verze ecc)
  • Legumi
  • Noci e mandorle, datteri
  • Olio di oliva extravergine
  • Pesce, come sgombro, merluzzo e alici ricco di omega 3
  • Carne bianca, pollo coniglio e agnello
  • uova

Ridurre

  • Carni rosse
  • Latticini

Eliminare

  • Zucchero e farine bianche
  • Grassi idrogenati

“Ridurre le calorie introdotte e aumentare i nutrienti, è il modo migliore per aumentare la longevità e prevenire le malattie degenerative della vecchiaia. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

Frutta di Stagione, cosa mangiare in Primavera

Con l’arrivo della primavera e quindi di giornate più lunghe e miti, cambiano le nostre esigenze alimentari e i mercati pullulano di prodotti dell’orto freschi ed invitanti.

Spesso al benessere legato all’aumento delle ore di luce, alla maggior voglia di uscire e di stare all’aria aperta si associa no anche sintomi come stanchezza ed astenia; il nostro corpo ha bisogno di ripulirsi e accumulare nuove energie. E’ importante sottolineare che consumare frutta e verdura di stagione significa mangiare cibo più sano, con meno trattamenti chimici e antiparassitari.

Nella dieta primaverili cerchiamo di introdurre più bicchieri di acqua, meno alcol e super alcolici e bevande zuccherate e gassate.

In primavera si trovano facilmente le albicocche da assaporare al naturale o in gelati e torte. Questo frutto è ricco di betacarotene e potassio e favoriscono l’abbronzatura. Sono frutti ricostituenti e ci aiutano ad affrontare stati di stanchezza e anemia.

Ad aprile possiamo consumare le fragole, ideali per depurarci perché hanno effetti diuretici. Attivano il metabolismo, contengono molta acqua , sali minerali e potassio; inoltre vantano un basso potere calorico.

Le fragole si possono coltivare anche a casa sul balcone, basterà acquistare le piantine dal fioraio durante l’estate e sistemarle poi nei vasi.

Le ciliegie sono un toccasana per chi soffre di pressione alta e facilitano la diuresi e contengono vitamina C ed E. si impiega molto anche cotta, sotto forma di marmellate e canditi.

Le amarene, si trovano raramente sui banchi del mercato ma sono molto indicate perchè leggermente lassative e diuretiche.

I kiwi quando sono giunti a maturazione hanno un effetto lassativo; aiutano il sistema cardiovascolare ehanno un’alta concentrazione di vitamina C. E’ considerato un antisettico e antianemico.

I mandarini che sono ancora reperibili per tutto aprile e hanno un sapore delizioso e fresco.

Anche se non sono piacevoli da gustare come il resto della frutta, citiamo i limoni da impiegare per condire insalate e macedonie; questo prezioso agrume aiuta a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue, fluidifica il sangue ed è molto ricco di vitamina C.

Le pesche maturano a maggio e sono una vera miniera di virtù; posseggono buoni livelli di potassio utile agli ipertesi, vitamina A e C e hanno un basso potere calorico.

La frutta è meglio consumarla cruda e fresca, un modo alternativo per assaporarla magari per uno spuntino è mischiarla allo yogurt bianco dopo averla ridotta a tocchetti. (fonte www.tuttasalute.net)

Cosa Mangiare durante la Pausa Pranzo per stare bene e in forma

Parliamo della pausa pranzo, croce e delizia di tutti i lavoratori (che non possano contare su una mensa aziendale). Insomma, è sempre il solito enigma: portarsi il cibo da casa, magari le classiche insalate di pasta o di riso, trangugiare due tramezzini al bar più vicino, mangiare al ristorante, o… saltare del tutto l’appuntamento con il pasto di mezza giornata? Tutte le opzioni presentano dei pro e dei contro, ma sicuramente ce n’è una assolutamente VIETATA (a meno che non vogliate rischiare seriamente di andare in down mentale e fisico, cosa che peraltro pregiudicherebbe anche la qualità del vostro lavoro): non mangiare nulla.

Ovviamente non potete rimanere digiuni, neppure se avete una pausa pranzo super compressa e magari del lavoro da finire. Ma, allora, come gestire questo momento così importante della nostra giornata? Affidiamoci ai consigli del nutrizionista Michele Carruba del Centro Studi e Ricerche dell’Università di Milano

Pausa pranzo: cose da NON fare

Cosa non fare durante la pausa pranzo? Innanzi tutto sottovalutarla, pensando che basti sgranocchiare una barretta energetica in pochi minuti o un semplice frutto, perché tanto poi faremo una lauta cena una volta rientrati a casa. Questo tipo di scelta è deleterio per il nostro organismo, perché non ci fornisce quelle calorie necessarie per affrontare il resto della nostra giornata e gli impegni mentali e fisici che ci aspettano ancora. Specialmente sbagliato è eliminare i carboidrati complessi, quelli contenuti nel pane, nella pasta, nel riso, che ci forniscono energia a lento assorbimento, che quindi dura nel tempo. Ecco cosa afferma il prof. Carruba: “La pausa pranzo e’ un momento molto importante perché è il perno del ciclo fame-sazietà che deve essere necessariamente regolare e scadenzato, per evitare squilibri all’organismo, proprio come il ciclo sonno-veglia. I carboidrati in particolare servono al cervello per funzionare”. Altra cosa da evitare (e questo tipo di errore lo commettiamo praticamente tutti) è quella di “liquidare” la pausa pranzo in pochi, rapidi minuti, magari continuando a lavorare al pc mentre mastichiamo, invece di approfittare per fare davvero un break e rilassarci un po’. “E’ fondamentale staccare mentre si mangia, rilassarsi, masticare con calma, in un certo senso concentrarsi sull’atto del mangiare. Quindi no al pranzo davanti al computer, e no al mangiare camminando o stando in piedi. E soprattutto, niente fretta “, spiega l’esperto. E veniamo ai cibi su cui dobbiamo puntare per mantenerci svegli mentalmente, fare un pieno di energia senza appesantirci, e naturalmentemantenere la linea.

Pausa pranzo: i cibi NO

Cosa NON mangiare, è presto detto: niente “schifezze” del genere junk food, cibi unti, fritti, dolciumi confezionati o panini pieni di salse grasse come la maionese. Anche le classiche pizzette, i calzoni e i tramezzini comprati al bar sarebbe meglio relegarli solo a qualche occasione ogni tanto, giusto per toglierci uno sfizio. E sarebbe meglio anche tralasciare bevande zuccherate, cole, energy drinks. Al limite, ogni tanto meglio una mezza birra o un bicchiere divino.

Pausa pranzo: cosa mangiare

Cosa mangiare? Intanto, distinguiamo la pausa pranzo lunga, che prevede la possibilità di usufruire dei ticket restaurant, da quella breve o effettuata nello stesso luogo di lavoro (ufficio, negozio eccetera). Nel primo caso, ecco i consigli del prof. Carruba: “Ormai e’ pieno di locali, tavole calde, ristoranti, che offrono pasti veloci ma nutrienti per la pausa pranzo. Consiglio un bel piatto di pasta al sugo, magari al pesce, e poi insalata e macedonia. E’ importante, come dicevo, mangiare carboidrati, anche poco”. Chi, invece, preferisce portarsi il pranzo pronto da casa, cosa deve scegliere? “La pausa pranzo fai da te presenta dei rischi: per esempio quello di portarsi, per la fretta, un panino, o una pizza ripiena, che di per sé non sono totalmente da eliminare, ma certo non possono costituire tutti i giorni il pasto principale. Poi il piatto, va da sé, sarà freddo, mentre ogni tanto e’ positivo mangiare un bel piatto caldo. In ogni caso l’ideale in questo caso e’ portarsi una bella insalata condita con buon olio d’oliva, con dentro magari del petto di pollo, o del tonno o sgombro al naturale, e un po’ di pane integrale”. Insomma, alla fine non è proprio difficile fare, di questo momento così importante della nostra giornata lavorativa, un piccolo e salutare rito. (fonte salute.pourfemme.it)

I Popcorn miniera di Antiossidanti, ne hanno piu’ di frutta e verdura. Ma i Grassi dove li mettiamo?

I popcorn conterrebbero più polifenoli, sostanze dal prezioso potere antiossidante, rispetto a frutta e verdura. Queste, almeno, le conclusioni di uno studio condotto da un team americano e presentato al 243mo Meeting dell’American Chemical Society (Acs), a San Diego.

Joe Vinson della Scranton University in Pennsylvania, pioniere nell’analisi dei componenti salutari presenti in cioccolato, noci e altri alimenti, ha spiegato – dopo aver condotto test accurati e confronti – che i polifenoli sono più concentrati nei popcorn, rispetto a quanto accade nelle verdure e nella frutta, dove sono più diluiti in acqua.

Inoltre nella parte ‘dura’ del popcorn, quella che tende a incastrarsi nei denti, c’è la più alta concentrazione di polifenoli e fibre in assoluto.

Sarà anche così, ma di sicuro la tabella nutrizionale per 100 grammi di popcorn cotti con olio (vedi qui sotto) lascia pochi dubbi su cosa sia preferibile tra una bomba ipercalorica come questa oppure frutta e verdura:

(fonte www.freshplaza.it)

Frutta e Verdura, i 7 trucchi per mangiarne di più

Scegliere di mettere nel piatto frutta e verdura è una delle strategie migliori per mantenersi in buona salute. Purtroppo, però, riuscire a metterla in pratica può non essere così semplice e raggiungere le 5 porzioni al giorno raccomandate dagli esperti può essere un’impresa ardua.

I motivi? Primo fra tutti, i prezzi, spesso paragonabili a quelli di un gioielliere. Il consiglio è scegliere prodotti di stagione e a Km0. Ma in genere, si tratta solo di vecchie abitudini, pigrizia e poca dimestichezza con frutta e verdura.

Esistono, però, semplici trucchi per riuscire ad aumentare il consumo di questi prodotti senza troppi sforzi.  A suggerirli sono gli esperti di Harvard.

  • iniziate ad aggiungere un frutto o una verdura in più rispetto alle vostre abitudini. Una volta che vi sarete abituati, aggiungetene un altro e così via;
  • aggiungete carote o zucchine tritate al sugo per la pasta, al polpettone o allo stufato;
  • non limitatevi alla ’solita’ frutta: al posto di una mela provate un mango, un ananas o qualche altro frutto esotico che stuzzica la vostra curiosità;
  • sbizzarritevi con succhi, frullati e frappè, aggiungete la frutta fresca allo yogurt o a un’insalata, intingetela nel cioccolato e non sottovalutate la possibilità di trasformare le verdure, ad esempio gli spinaci, in purè o in salsine spalmabili;
  • scegliete frutta e verdura anche a colazione, preparandovi un’omelette o aggiungendo ai cereali fragole, mirtilli o frutta secca;
  • non limitatevi ai prodotti freschi: rendete più vario il menù con verdure al forno o alla griglia e condite con le spezie che preferite;
  • se il vostro maggior problema è la pigrizia, comprate verdura – ad esempio insalata – già pronta all’uso.

Seguendo questi semplici consigli sarà più facile riempire il piatto di frutta e verdura. Il che significa mantenere sotto controllo più facilmente la pressione e i livelli di colesterolo, proteggere le ossa, mantenere arterie flessibili e proteggere a salute di occhi, cervello, apparato digerente e chi più ne ha, più ne metta. (fonte www.benessereblog.it)

Colorito della Pelle Pallido e Spento? Prova con Frutta e Verdura!

Il consumo regolare di frutta e verdura ci regala un colorito della pelle meno spento. La conferma di quanto ipotizzato da precedenti studi arriva da un recente studio pubblicato su PLoS ONE, a cura dei ricercatori dell’Università di St Andrews, in Gran Bretagna. Secondo gli autori, che hanno studiato la dieta di 35 persone, il segreto di un colorito meno pallido e spento è nei carotenoidi, pigmenti che si trovano in molti tipi di frutta e verdura. Queste sostanze sarebbero in grado di dare una tonalità più luminosa e sana alla pelle.

Gli autori hanno esaminato il colorito del volto dei pazienti prima e dopo una dieta basata su frutta e verdura durata 6 settimane. Dal confronto è emerso che il giallo ed il rosso del colorito avevano tonalità più vivide dopo la dieta a base di frutta e verdura. Insomma, consumare frutta e verdura ci rende non solo più sani, ma anche più attraenti, eliminando quel colorito pallido, spento e malaticcio che certo non ha sex-appeal.

Secondo i ricercatori dovremmo tornare ad alimentarci come i nostri antenati per migliorare non solo la salute ma anche il nostro aspetto. D’altra parte, ne parlavamo appena qualche giorno fa, la nostra dieta oggi è lontana anni luce da quella degli uomini primitivi. Dovremmo tornare a soddisfare le richieste nutrizionali scritte nei nostri geni per evitare le malattie dovute agli squilibri alimentari. E aumentare il consumo di frutta e verdura è sicuramente un passo nella giusta direzione. (fonte www.benessereblog.it)

Prevenzione Cardiovascolare, l’importanza dei Flavonoidi

I risultati di uno studio pubblicato sull’autorevole American Journal of Clinical Nutrition indicano che ad un alto apporto di flavonoidi nella dieta corrisponde un minore rischio di gravi malattie cardiovascolari.

Ma gli italiani assumono regolarmente cibi che contengono flavonoidi e in che quantità? Gli specialisti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno condotto un’indagine su 7645 individui (4681 femmine e 2964 maschi) di età superiore ai 18 anni, per valutare il consumo medio pro-capite di flavonoidi.

Gli alimenti mediamente più ricchi di flavonoidi sono il tè, il vino rosso e la frutta (in particolar modo gli agrumi), ma i flavonoidi si trovano, ad esempio, anche nella verdura, nell’olio (soprattutto d’oliva) e nel cioccolato. Il tè viene consumato dal 30% circa della popolazione, con una prevalenza nel sesso femminile (32% verso il 25,5%). Sicuramente maggiore è il consumo di caffè (80% della popolazione, senza differenza tra i sessi) ma il contenuto di flavonoidi nel caffè e’ inferiore rispetto a quello del tè.

Il vino rosso è consumato dal 55% della popolazione, con prevalenza nel sesso maschile (65% contro il 48%). La frutta, e in particolar modo gli agrumi, sono consumati dal 60% della popolazione. Tuttavia, le porzioni di frutta consumate sembrano essere inferiori rispetto a quelle consigliate dalle linee guida per una sana e corretta alimentazione; infatti, si è stimato che il consumo medio di frutta pro capite sia di circa 250 g, mentre l’apporto consigliato è di 400 g (circa 3 frutti).

Dati ancora più critici riguardano l’apporto di verdura: si stima infatti che il consumo medio pro capite sia di 175 g al giorno, lievemente superiore nelle donne. Secondo le linee guida per una sana e corretta alimentazione andrebbe consumata una porzione di verdura da almeno 200 g ad ogni pasto.

“Ancora una volta ci troviamo a ribadire l’importanza dei capisaldi della dieta mediterranea – ha commentato Michela Barichella, Presidente di Brain and Malnutrition Association e responsabile della Struttura Semplice di dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano – raccomandando il consumo di almeno una porzione di verdura a pasto e di circa tre frutti al giorno, preferendo sempre frutta e verdura crude, fresche e di stagione. E’ consentito un consumo moderato di vino rosso (circa un bicchiere al giorno), di caffè (due-tre tazzine al giorno) e soprattutto di tè. Anche in questo caso, la dieta mediterranea consente un adeguato apporto di flavonoidi, importanti per la prevenzione cardiovascolare”. (fonte www.freshplaza.it)