Archivi del giorno: maggio 7, 2012

Gardnerella: Sintomi Cause e Cure Naturali

La gardnerella è una infezione la cui cura dei sintomi può essere fatta anche con semplici rimedi naturali.

La gardnerella è il nome di un microrganismo presente in quantità minime nella vagina in condizioni normali, un calo della normale acidità vaginale (innalzamento del ph) può provocare l’aumento della proliferazione di questo microrganismo che causa l’insorgere di una delle più comuni infezioni vaginali che è anche trasmissibile sessualmente (malattie veneree).

Sintomi gardnerella

  • Il sintomo principale che si manifesta è una condizione di odore molto sgradevole (pesce marcio) delle secrezioni vaginali.
  • Perdite vaginali di colore biancastro o giallognolo ,talvolta accompagnate da striature di sangue.
  • Irritazione vaginale accompagnata a prurito intenso .
  • Mal di schiena forti,crampi addominali e dolori muscolari.
  • Bruciore intenso durante l’orinazione e i rapporti sessuali.

Molto spesso i sintomi da gardnerella possono indurre in errore per la diagnosi in quanto molto simili a quelli dovuti ad una infezione da Trichomonas; in realtà la differenza sostanziale si nota analizzando le perdite vaginali che risultano essere di differenti colorazioni e composizione.

Le perdite per Trichomonas sono verdastre e spumose mentre quelle per gardnerella sono biancastre – grigio e più cremose.

Cause gardnerella

  • La causa più comune di infezione da gardnerella è la trasmissione sessuale. Lo sperma abbassa l’acidità vaginale favorendo la prolificazione di questo microrganismo.
  • Un’altra causa determinante questa infezione è l’indebolimento delle difese immunitarie femminili dovuto a varie circostanze ovvero stress,mancanza di riposo,nervosismo,una alimentazione povera.
  • Igiene intima non corretta.
  • Uso frequente di anticoncezionali vaginali (spirale).
  • Eccesso di antibiotici che favoriscono l’abbattimento della flora batterica.

Le cure natururali per la gardnerella

Al fine di rafforzare le difese immunitarie riguardo a questa infezione, è utile prioritariamente vivere in un regime alimentare sano e che apporti elementi necessari allo scopo.

Alimentazione

L’ alimentazione deve essere ricca di proteine per combattere efficacemente l’infezione in quanto migliorano la sintesi di anticorpi.

E’ anche molto importante consumare molto aglio che risulta essere un ottimo antibiotico naturale e per le persone sensibili all’odore è possibile trovarlo in capsule inodore.

L’alimentazione deve apportare anche un buon contenuto in  sali minerali e particolarmente ricca di vitamina B complessa e vitamina C,E,A.

Rimedi naturali

Un ottima cura erboristica si può considerare l’assunzione da parte delle donne che soffrono di questo disturbo di una tisana tonica ottenuta mescolando consolida maggiore e paglia d’avena.

Queste piante medicinali oltre ad essere considerate delle ottime purificanti sono anche ricche di proteine,vitamine e sali naturali.

  • In riferimento al prurito e all’irritazione vaginale,le pazienti possono usare dei balsami di consolida maggiore o di iperico direttamente sulle labbra vaginali e nelle cavità al fine di ridurre considerevolmente questi disagi provocati dall’infezione da gardnerella.
  • Altro rimedio erboristico consiste nello spruzzare  polvere yoni quotidianamente per alcuni giorni,  direttamente sulle parti vaginali irritate .La polvere costituita da erbe medicinali,curerà la parte malata e contemporaneamente ridurrà il forte odore sgradevole emanato dalla vagina malata.
  • Lo yogurt è considerato anche un ottimo rimedio per curare questa patologia ginecologica;bisogna applicarlo direttamente sulle parti irritate e anche nella cavità vaginale con le dita o utilizzando un tampone. Le parti trattate inizialmente potrebbero bruciare data l’acidità dello yogurt ma è una sensazione molto temporanea che lascerà posto ad un gradevole sollievo . Questo rimedio si può considerare un veloce curativo.
  • Bere più di 1 litro di succo di mirtillo non zuccherato al giorno risulta essere molto salutare in quanto aumenta l’acidità nel sangue favorendo la guarigione.
  • L’aglio è un ottimo rimedio se aggiunto ad 1 litro di acqua calda unitamente a 2 cucchiai di aceto di sidro di mele;la soluzione cosi ottenuta si utilizzerà direttamente per lavaggi vaginali.

Considerazioni finali sulla gardnerella

Infine, unitamente ai suddetti consigli è bene ricordare che quando è in atto una infezione da gardnerella è bene astenersi da rapporti sessuali non protetti in quanto questa malattia si trasmette velocemente in questo modo ed è una patologia che non riguarda solo le donne ma anche gli uomini.

(Fonte www.inerboristeria.com)

Dolore al Seno e Cure Naturali

Per alcune donne, il dolore al seno è così forte che anche un leggero sfregamento della camicetta sul seno provoca un dolore intenso. Questa condizione chiamata anche mastalgia, la cui diagnosi è definita come seno fibrocistico, che di solito è accompagnato da uno o più noduli al seno.  La mastalgia è generalmente provocata dallo sbalzo ormonale che avviene nel periodo premestruale e di solito sparisce con l’arrivo del mestruo.

Infatti, prima del mestruo avvengono dei normali cambiamenti nel tessuto mammario provocato dalle oscillazioni dei livelli di estrogeni e di progesterone che provocano un aumento delle ghiandole e dei condotti del seno.

Ecco perché anche la sensibilità del seno aumenta ed a volte provoca dolore. Il dolore al seno, inoltre,  può verificarsi anche quando c’è un cambiamento del livello ormonale delle ovaie durante la pubertà, la gravidanza, l’avvicinarsi della menopausa e durante una terapia di estrogeni. Può anche verificarsi a ridosso dell’allattamento, in seguito ad una gravidanza. Solitamente scompare appena si inizia ad allattare. Spesso però, proprio l’allattamento crea tensione mammaria e si verifica quindi un forte dolore al seno. Infine, la mastalgia si verifica anche a causa dell’assunzione di farmaci per il cuore o la pressione. Solo in rari casi il dolore al seno è dovuto ad un cancro del seno.

Cure naturali per il dolore al seno:

Enagra:
L’olio di questi semi contiene acido gamma linolenico (GLA). Questo olio aumenta il livello di un particolare tipo di prostaglandine che aiuta a combattere l’ infiammazione. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che il GLA contribuisce in modo significativo ad alleviare il dolore al seno, mentre altri studi  hanno dimostrato che non è così. Pare, infatti, che questo olio vada bene solo per dolori poco acuti. dosaggio tipico: capsule per un totale di 3.000 a 4.000 milligrammi al giorno.

Agnocasto:
questo frutto agisce sul livello ormonale del corpo normalizzando l’attività del progesterone. Serve a togliere la gran parte dei sintomi premestruali compreso il dolore al seno. Tuttavia, prima di vedere i primi risultati è bene prendere l’agnocasto per almeno 3 mesi. Tipico dosaggio: 200 milligrammi di un estratto standardizzato contenenti 0,5 per cento di agnocasto.

I vari modi per ottenere il vostro acido gamma linolenico:

L’olio di primula è un ottimo elemento da integrare nella dieta con acido gamma-linolenico, ma può essere costoso. Dunque si può ovviare usando altri alimenti che ne contengono una buona quantità. Infatti, l’acido linoleico si trova anche nell’olio di  soia e nell’olio di semi di lino. Condire un insalata piena di fibre e sostanze nutritive con uno di questi oli gioverà notevolmente alla vostra salute.

Quattro consigli veloci per ridurre o eliminare il dolore al seno:

Queste strategie potrebbero non funzionare per tutte le donne, ma sono tutte non-invasiva, relativamente poco costose, e naturali.

  • Fai un piccolo investimento che gioverà molto al tuo seno e compra dei buoni reggiseni. Ti sorprenderà il giovamento che avrai al tuo seno.
  • Prova un trattamento termico. Molti erboristi consigliano impacchi caldi  di olio di ricino sul seno  che sembrano aiutino molto il dolore al seno.
  • Mangia più sano con meno grassi. Pare che una maggiore quantità di cibo grasso contribuisca a far venire maggior dolore al seno.
  • Taglia il consumo di caffeina, che è contenuta anche in molte bevande come alcune bevande gassate e nel tè. Non tutti i dottori concordano su questa cosa, ma meglio provare.

In sintesi, il dolore al seno come sopra descritto non è altro che un fattore legato, quasi sempre, ad una situazione ormonale alterata. Tuttavia, ci sono vari rimedi naturali che possono aiutare ad eliminare o diminuire drasticamente tale sintomo, se presi con costanza.

(Fonte www.inerboristeria.com)

Il Sole in Gravidanza

Come evitare il rischio “macchie solari” – il cosiddetto cloasma gravidico – e alcuni consigli pratici per godersi in tranquillità le vacanze, anche col pancione!

Sei in dolce attesa e non sai se rinunciare all’esposizione solare? La pelle in questo periodo è particolarmente delicata, e va quindi protetta con attenzione. In gravidanza, poi, il rischio “vene varicose” aumenta in modo considerevole nel caso un’esposizione sconsiderata ai raggi solari.
Rinunciare alle vacanze al mare o ai viaggi, allora? Sicuramente è bene fare attenzione, e selezionare attentamente mete e comportamenti: vediamo come.

Niente macchie sotto il sole!
Avrai forse sentito parlare del rischio “macchie scure” in gravidanza: si tratta del cosiddetto cloasma gravidico, un disturbo dovuto ai cambiamenti ormonali in atto in questi nove mesi. Durante la gravidanza aumenta infatti la produzione di melanociti (che contengono la melanina, responsabile dell’abbronzatura). Complici, appunto, i cambiamenti ormonali, a partire dal 4° mese è possibile la comparsa di macchie brune principalmente su zigomi, naso e fronte (i cambiamenti di pigmentazione interessano ad esempio anche l’areola mammaria, intorno ai capezzoli). Solitamente queste chiazze scompaiono naturalmente dopo il parto (solitamente entro 2-3 mesi). L’azione dei raggi solari, però, pur non essendo direttamente responsabile della comparsa delle macchie, aumenta la produzione di melanina da parte dei melanociti, rendendo quindi le macchie più frequenti e più evidenti.

Tra l’altro, l’abbronzatura può rendere più evidenti anche i segni delle smagliature, che insorgono frequentemente in gravidanza.

Ecco perché è bene esporsi al sole con le dovute precauzioni, utilizzando sempre un protettore solare con fattore di protezione molto alto (50+) ed evitando le ore più calde della giornata (meglio la mattina entro le 11 o il pomeriggio dopo le 16). L’uso di un cappello di cotone o paglia a tese larghe ti aiuterà a proteggere anche viso e spalle.

Gambe sempre in forma
La gravidanza rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie venose, soprattutto nelle donne che già presentano una certa familiarità per questi disturbi (che hanno, cioè, genitori o parenti stretti già colpiti da tali patologie). L’aumento degli estrogeni provoca, infatti, una dilatazione delle piccole arterie, che diventano spesso più visibili anche ad occhio nudo; stanchezza, senso di pesantezza e tensione agli arti inferiori, formicolii notturni sono sintomi comuni tra molte donne incinte.

L’esposizione al sole, soprattutto per periodi troppo lunghi o con temperature troppo elevate, tende ad amplificare questi disturbi, perché i raggi solari provocano un impoverimento del tessuto sottocutaneo, che viene sostituito da tessuto fibroso, poco elastico, che a sua volta favorisce una maggiore sporgenza delle vene verso l’esterno.

Che fare, quindi? Anche in questo caso, meglio evitare la spiaggia durante gli orari più caldi della giornata, e fare lunghe camminate sul bagnasciuga per favorire la circolazione. Altri sport consigliati per avere gambe in forma anche in dolce attesa? Nuoto, danza, acquagym.

Qualche consiglio in più

  • Evita di nuotare in acqua troppo fredda – il freddo stimola le contrazioni
  • Non sforzarti troppo: dai la preferenza alle attività fisiche più dolci, perché in gravidanza hai meno energia, ed è facile stancarsi
  • Cerca di limitare gli spostamenti troppo lunghi, in macchina o in aereo, che ti obbligano a stare seduta o ferma troppo a lungo; in viaggio, comunque, indossa abiti e scarpe comodi, che favoriscono la circolazione del sangue
  • Informati sulle strutture sanitarie a disposizione nel paese in cui ti recherai in vacanza: evita le zone a rischio malaria, così come i paesi in cui sono necessarie le vaccinazioni (quasi sempre controindicate per le donne incinte).

(Fonte www.benvenutosole.it)

Le Proprietà Dimagranti della Carnitina

Con l’arrivo della bella stagione e dell’inevitabile prova costume, inizia anche il classico bombardamento in tv di diete miracolose, creme anticellulite, tisane drenanti, e chi più ne ha ne metta. Tra gli integratori più usati per perdere peso c’è senza alcun’ombra di dubbio la L-Carnitina, chiamata più semplicemente anche carnitina.

La carnitina è un aminoacido utilizzato dal nostro organismo (che la sintetizza nel fegato con l’aiuto di ferro, metonina, vitamine B6 e C) per convertire i grassi in energia, ed è contenuta naturalmente soprattutto negli alimenti di origine animale come la carne di manzo, il pollo, ma anche nei prodotti lattiero-caseari come appunto il latte (intero), il formaggio. E’ contenuta, inoltre, nel merluzzo, nel pane, negli asparagi, nell’avocado, nei carciofi, nei cavoletti di Bruxelles, nei legumi, nel grano saraceno, nell’aglio, nelle banane, nella farina d’avena, nella crusca, nelle albicocche, nelle noci, e nel germe di grano.

La carnitina è guardata con un certo interesse da chi vuole dimagrire poiché favorisce la combustione dei grassi, Molti studi hanno dimostrato la sua efficacia nella perdita di peso, forse quello più noto è stato realizzato dall’Università di Lipsia, in Germania, dal Dr. Detlef Mueller, secondo il quale la mancanza di questo aminoacido nella dieta ha il potere di rallentare il metabolismo dei grassi, contribuendo all’aumento del tessuto adiposo.

Non tutti gli studiosi, però, sono d’accordo con quanto affermato dalla ricerca tedesca, e contestano la sua utilità come integratore dimagrante. Ma la carnitina, ha anche altre importanti proprietà, ad esempio è in grado di migliorare la funzione cardiovascolare e le prestazioni sportive.

Gli effetti collaterali della carnitina sono abbastanza rari, tuttavia, se assunta a dosaggi molto elevati può anche causare nausea, crampi addominali, vomito e diarrea. Inoltre, non è indicata per chi soffre di disturbi della tiroide e per i pazienti con epilessia.

(Fonte www.dietaland.com)

Pepe Nero, un prezioso Alleato contro il Grasso

La proprietà salva-linea del pepe nero è la sua capacità di farci bruciare più calorie dopo un lauto pasto.

Secondo un recente studio, pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, il pepe nero contrasta infatti attivamente la formazione di nuove cellule adipose. Una vera e propria spezia antigrasso, dunque. Tutto merito della piperina, la sostanza che dà il caratteristico sapore piccante al pepe nero.

La piperina interferisce con l’attività dei geni che controllano la formazione di nuove cellule adipose, impedendo l’accumulo del grasso. Inoltre, proprietà già nota, riduce i livelli di grassi nel sangue. Il pepe nero e la pianta del pepe nero, non a caso sono stati utilizzati per secoli nella medicina tradizionale orientale per curare disturbi gastrointestinali, dolori, infiammazioni ed altri disturbi.

Certo, con il pepe nero non possiamo esagerare perché ne basta un pizzico per insaporire i piatti ed aggiungerne grandi quantitativi coprirerebbe eccessivamente il sapore degli altri cibi. Tuttavia, ora che conosciamo queste sue proprietà anticiccia, magari lo useremo più spesso e non ci dimenticheremo di portarlo in tavola.

Ma la vera svolta potrebbe arrivare dalla ricerca medica. Scoperto il meccanismo con cui la piperina interferisce nella formazione del grasso, i ricercatori pensano infatti di ricavare farmaci contro l’obesità a base di estratti di piperina.

(Fonte www.benessereblog.it)