Archivi del mese: febbraio 2012

Per prevenire il Diabete, un grande aiuto arriva dalla Pasta al Germe di Soia

Sport alimentazione sana: ecco i semplici segreti per prevenire il diabete, una malattia strettamente legata all’obesità di cui soffrono molte persone. Alcuni utili consigli per chi vuole saperne di più arrivano dal convegno dal titolo «Alimentazione e sport» che si è svolto a Perugia. Un convegno per promuovere lo sport come buona pratica da adottare ad ogni età ed in ogni situazione. Un po’ di movimento ed una dieta ipocalorica, sana e povera di grassi sono i segreti per mantenersi in forma a lungo e scongiurare anche il pericolo di malattie come il diabete.

Il professor Gabriele Perriello, della struttura di medicina interna e scienze endocrine e metaboliche dell’ospedale S.Maria della Misericordia ha relazionato i presenti sul tema “La dieta negli sportivi. quantità e qualità dei nutrienti e non nutrienti”.

La pasta al germe di soia, è un ottimo alleato per combattere questi disturbi come sottolineato dal dottor Carlo Clerici, dirigente medico della gastroenterologia: «(…) La pasta al germe di soia per la presenza di pregiati carboidrati complessi per la sua alta digeribilità, per il suo potente potere antiossidante e per la sua azione antinfiammatoria rappresenta una alternativa per una corretta dieta de chi pratica sport sia a livello professionistico che martoriale».

Sottolinea questa importanza anche il prof. Kenneth Setchell, direttore del dipartimento di pediatria dell’Università Cincinnati Ohio (Usa): «Attraverso un particolare processo di pastificazione studiato scientificamente, alcuni enzimi contenuti nella semola di grano duro stimolano l’attività’ biologica degli isoflavoni composti naturali benefici presenti nel germe di soia in forma inattiva».

Da notare anche che, come dicono gli esperti, «la pasta al germe di soia possiede un indice glicemico più basso rispetto a quella convenzionale, aumenta l’elasticità dei vasi sanguigni, riduce la pressione arteriosa, riduce l’omocisteina e il colesterolo Ldl-ossidato (responsabile della sua deposizione nei vasi sanguigni), aumenta la capacità antiossidante totale». (fonte dieta.pourfemme.it/)

Mal di Stomaco, la cura con i rimedi Omeopatici

La vita frenetica, lo stress, il lavoro, la cattiva alimentazione, sono spesso causa di mal di stomaco. Così in tanti soffrono di colite, meteorismo, stitichezza, bruciori di stomaco, ulcere. Molti i rimedi che l’omeopatia mette a disposizione per curare il mal di stomaco, senza però mai trascurare un controllo medico, necessario per evitare che il male peggiori o si trasformi in qualcosa di serio. Ma le cause di questo disturbo possono essere svariate, fra cui l’abuso di caffeina e di alcol, eccessiva assunzione di bevande gassate, intolleranze alimentari.

Per stimolare la digestione e attenuare i bruciori che affliggono lo stomaco, la fitoterapia propone rimedi naturali semplici, ma efficaci, da utilizzare sempre dopo una visita specialistica evitando il fai da te. Vediamo alcuni rimedi omeopatici.

Liquirizia: il suo estratto, che ha un benefico effetto cicatrizzante, può essere d’aiuto, ma deve essere preso in piccole dosi, senza eccessi, perchè potrebbe peggiorare la ritenzione idrica in persone predisposte o provocare rialzi della pressione nelle persone che soffrono di ipertensione.

Lavanda: anche gli oli essenziali, gli estratti aromatici delle piante, possono apportare effetti positivi nel trattamento della gastrite. Per esempio, l’applicazione locale con un delicato massaggio, sulla parte compresa tra lo sterno e l’ombelico, di un estratto di lavanda favorisce la digestione.

Biancospino: se la gastrite è associata ad agitazione cardiaca (un aumento del battito cardiaco) può essere efficace il biancospino, che ha un effetto calmante.

Carciofo: è caratterizzato da principi attivi organici, che lo rendono un ottimo digestivo. Stimola la produzione della saliva e dei succhi gastrici, attiva la funzione dell’intestino e del fegato. Infine, il carciofo agisce sull’assimilazione e sulla metabolizzazione delle sostanze grasse, quindi aiuta a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue.

Tarassaco: al di là delle proprietà diuretiche universalmente note, il tarassaco, in particolare il suo rizoma e la radice, aumentano la produzione della bile e il suo deflusso dal fegato all’intestino. I suoi estratti vengono pertanto utilizzati come purificanti, decongestionanti e disintossicanti epatici. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà digestive. Inoltre stimola l’attività del pancreas, quindi tende ad abbassare il livello di zuccheri e colesterolo nel sangue.

Ignatia e Lachesis: è particolarmente utile se la gastrite è dovuta a una componente nervosa, mentre Lachesis è consigliabile a soggetti particolarmente irritabili, che soffrono di problemi digestivi notturni e che non riescono a tollerare l’alcol. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Ictus, per le donne arriva la cura degli Agrumi

Alcune sostanze presenti in limoni, arance e pompelmi possono rappresentare un argine all’ictus per le donne. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su “Stroke: Journal of the American Heart Association”.
I composti in questione sono una sottoclasse di flavonoidi presenti anche nel vino rosso, negli ortaggi e nel cioccolato fondente, precisano gli esperti dell’università di East Anglia a Norwich, nel Regno Unito.
Lo studio ha preso in considerazione dati di follow up relativi a 14 anni di una precedente indagine, che ha incluso 69.622 donne.
Erano disponibili dettagli quali-quantitativi sulla dieta seguita da queste persone.
I ricercatori hanno così potuto esaminare la relazione fra sei sottoclassi principali di flavonoidi e il rischio di ictus ischemico, emorragico e totale. I ricercatori hanno scoperto che le donne che mangiano grandi quantità di flavanoni, presenti negli agrumi, corrono un rischio inferiore del 19% di ictus ischemico rispetto alle donne che ne consumano la minore quantità. «Si pensa che questi composti – spiegano gli autori – proteggano in particolare la funzionalità dei vasi sanguigni e abbiano un effetto anti-infiammatorio». (fonte www.online-news.it)

Mai utilizzare più volte lo stesso Olio per friggere, è altamente tossico

L’olio che usiamo per friggere può diventare pericolosamente tossico se riscaldato più volte, per questo motivo dovrebbe essere sempre sostituito. In generale, come già in effetti si sapeva, la frittura non è certo da annoverarsi tra i metodi di cottura più salutari (specie per pesci, carni e verdure).
Il motivo risiede nel fatto che l’olio vegetale (specialmente quelli a più basso punto di fumo, che quindi tendono a “bruciare” prima) quando raggiunge elevate temperature, sprigiona delle sostanze chiamate aldeidi, considerate nocive se inalate, le quali possono trasmettersi ai cibi.

Partendo da questa certezza, i ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi (Spagna), hanno effettuato degli esperimenti per vedere se queste tossine rimanessero nell’olio usato, e si riproponessero in una seconda frittura. “Si sapeva che alla temperatura di frittura gli oli rilasciano aldeidi che inquinanol’atmosfera e possono essere inalate – ha spiegato la dott.ssa Maria Dolores Guillen, coautrice dello studio – Così abbiamo deciso di condurre una ricerca per appurare se queste rimangono negli oli dopo che sono riscaldati, e lo fanno”.

I ricercatori hanno usato tre tipi di olio per il loro esperimento – extravergine d’oliva, di girasole, e di lino (non usato per cucinare ma ricco di Omega3) – il tutto per un tempo di 40 ore così distribuite: 8 per l’olio d’oliva, 8 per quello di girasole e infine ben 20 per quello di lino. Alla fine, è emerso che le aldeidi non solo rimangono negli olii una volta usati per friggere, ma si trasmettono agli alimenti, e quando questi vengono di nuovo riscaldati la loro tossicità aumenta.

Pensate che queste sostanze, originate dalla degradazione degli acidi grassi vegetali, sono considerate responsabili di indurre patologie degenerative del sistema nervoso centrale (tra cui il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer), e anche alcune forme di tumori. Ergo, cercate di friggere meno che potete (anche se lo sappiamo tutti che fritta è buona anche la suola di scarpa!), e soprattutto non riscaldate né l’olio già usato, né i cibi fritti. Lo studio spagnolo è stato pubblicato sulla rivista Food Chemistry. (fonte salute.pourfemme.it)

Benefici della Papaya

Quali sono i benefici della  papaya?  Questo frutto esotico è considerato come un vero toccasana per il benessere. La papaya, scientificamente definita Carica Papaya, è un frutto che è considerato un alimento dalle straordinarie proprietà benefiche per l’organismo; cerchiamo dunque quali sono le sue principali caratteristiche nutrizionali.

La papaya è un frutto che esteriormente è molto simile al classico melone, e che è originario di diversi paesi tropicali del Centro America; dal punto di vista nutrizionale, tuttavia, le caratteristiche di questo alimento sono ben differenti dal cocomero che siamo abituati a gustare in estate.

Non è affatto un caso, d’altronde, se moltissime aziende di settore hanno realizzato degli integratori di papaya, ovvero degli integratori alimentari realizzati prevalentemente con questo prezioso frutto ed ideati per venire incontro a diversi tipi di esigenze.

Veniamo allora al dunque: quali sono i benefici della papaya?

Questo frutto è anzitutto ricchissimo di antiossidanti, ovvero di sostanze che contrastano in maniera mirata i radicali liberi, e che dunque mantengono le cellule giovani e perfettamente integre.

La papaya ha anche un’azione proteolitica, utilissima per chi ha dei problemi di digestione: pare infatti che la papaya agevoli non poco l’apparato digerente nelle sue quotidiane attività di assimilazione dei cibi.

In particolare, inoltre, la papaya contiene la Papaina, un principio attivo che favorisce l’assimilazione delle proteine.

La papaya contiene inoltre numerose vitamine e sali minerali, senza dimenticare neppure il calcio, utilissimo per mantenere le ossa forti e per scongiurare la comparsa di patologie quali l’osteoporosi.

Alcuni benefici della papaya non sono ancora riscontrati dal punto di vista scientifico: sebbene infatti si sono verificati evidenti miglioramenti tra le persone che si sono nutrite con costanza con questo frutto, non si può escludere l’influenza di un eventuale effetto placebo.

Ad ogni modo, questo alimento è molto prezioso, ed i benefici della papaya sono davvero notevoli; mangiare questo frutto in abbondanza, inoltre, non può comportare alcun tipo di problema. (fonte www.viveremeglio.it

Sudore e Geloni secondo Valdo Vaccaro

Leggiamo dal blog dell’igienista Valdo Vaccaro

“La traspirazione non è altro che un meccanismo riequilibrante azionato dalle ghiandole sudorifere e sebacee che emettono un surplus di umori liquidi e volatili. Negli individui robusti e negli sportivi il superiore funzionamento della pelle va a beneficio dell’armonia idrica interna. In una partita di calcio, un giocatore che si impegna davvero può perdere facilmente 2-3 kg di peso. Un ciclista ne può perdere il doppio in una gara di montagna. Normalmente si disperdono 30-40 cc di sudore al giorno, ma ci sono persone che ne emettono 10 volte tanto tra giorno e notte.

Il sudore è un liquido acidino simile all’orina (acqua 99%, urea, ammoniaca, acidi grassi caprilico e capronico, sali minerali, ecc), preparato dalle ghiandole sudorifere nella quantità di quasi un litro al giorno, ad alleviamento dell’improbo lavoro dei reni nell’espulsione del materiale tossico, ed anche con funzioni termoregolatrici. Col sudore vengono eliminati, oltre l’acqua anche varie sostanze di rifiuto e il cloruro di sodio in particolare.

La produzione del sudore è regolata dalla sezione vagale del sistema neurovegetativo. Sudare intensamente sovraccarica l’attività del fegato in azione antitossica. Ecco l’importanza di essere vegani e di puntare ai cibi crudi, per mantenere nella massima efficacia fegato, cistifellea e reni. Fanno sudare il lavoro, gli esercizi, il vapore, i bagni caldi, gli stati febbrili, le emozioni, l’isterismo, l’ipertiroidismo, i turbamenti psichici. Il sudare rientra anche nelle cure disintossicanti e dimagranti.

Se il bilancio idrico non viene rispettato durante il giorno, è ovvio che il corpo espella il sovraccarico idrico durante la notte, mediante l’iperidrosi notturna, con sudori abbondanti che a volte bagnano letteralmente le lenzuola. In questi casi, oltre una doccia tiepida, occorre anche liberarsi prontamente del pigiama e delle lenzuola bagnate.

Sudorazione e sudore non sono malattie contro le quali scagliarsi, ma fenomeni naturali e sintomi di problemi a monte. Assurdo dunque l’uso di prodotti antisudoriferi. Sarebbe come scatenarsi contro la febbre a suon di tachipirina. Occorre piuttosto osservare una dieta leggera e correggere gli errori di comportamento nella propria vita giornaliera. Un infuso alla menta, addolcito con un cucchiaino di miele, preso dopo i due pasti principali può attenuare l’odore della traspirazione.

Sia un difetto che un eccesso di sudorazione possono avere anche origine patologica, ed in questi casi occorre risolvere sempre le cause a monte, più che pensare all’uso di prodotti diaforetici (tarassaco, sambuco, tiglio, alloro) o antidiaforetici (frassino, giusquiamo, quercia, noce, salvia).
Una eccessiva sudorazione può significare tiroide superattiva o bassi zuccheri nel sangue (ipoglicemia). Ci può essere pure qualche anormalità nei meccanismi neurovegetativi.

In generale, il caso più comune è lo stato di ansietà, di panico, di disordine fobico, di isterismo. di menopausa, di ipocondria, di obesità, di disfunzioni linfatiche. Anche l’eccitazione sessuale può produrre maggiore traspirazione, e in questi casi occorre fare esercizi di rilassamento e di respirazione.

Il problema dell’odore non si risolve affatto coi deodoranti e con gli antitraspiranti. L’odore del corpo è una questione di chimica interna, e di squilibri costituzionali, oltre che alimentari. Chi mangia carne, e soprattutto chi consuma pesce, non può non emettere odore sgradevole. Idem chi fa uso di integratori scarsamente assimilati, dove il corpo manda fuori pesantissimo odore di chimica senza che il soggetto coinvolto se ne accorga nemmeno. Idem chi usa aglio, chi usa salse al curry, chi fuma e beve caffè.

Per paradosso, le erbe che stimolano la sudorazione possono essere la chiave risolutrice di tutti i problemi. La gente infatti produce cattivi odori perché soffre di insufficienza escretoria, causata da inefficienza degli organi emuntori. Stitichezza e ritenzione di urina sono dunque i motivi classici del cattivo odore corporale. Niente di meglio allora che il radicchio fresco, le comuni cicorie crude, e il tarassaco stesso, chiamato dai francesi “pisselit”. Stesso discorso per carciofi crudi e centrifugati di carote, sedani, bietole ed ananas (o mele). Stesso discorso per il succo non pastorizzato di mirtilli.

Tutto sommato pelle e rene sono i due grandi organi emuntori dell’organismo, gli organi che ripuliscono il sangue, lo filtrano e ne tolgono le scorie. Dovremmo rallegrarci del nostro sudare, più che lamentarci sempre. Le ghiandole del sudore sono dei sottili e lunghi tubicini arrotolati come dei gomitoli, similmente ai tubuli renali chiamati glomeruli di Malpighi (Marcello Malpighi, biologo e medico, 1628-1694, continuatore dell’opera di Andrea Cesalpino, 1519-1603, veri scopritori della circolazione del sangue e dei capillari, in anticipo su William Harvey 1578-1657, considerato a torto autore di tutte le scoperte circolatorie). Ed è attraverso la lunghissima estensione di tubicini raggomitolati che si filtra il sangue portato al rene dai grossi vasi, e alla pelle dai capillari.

Per limitare l’eccessivo sudore ai piedi si possono fare dei pediluvi caldi ogni sera, bollendo per 10 minuti in 4 litri d’acqua 200 grammi di foglie di noce. Per i sudori troppo abbondanti si potrà bere ogni sera una tazzina di decotto di salvia tiepida, ottenuto facendo bollire per due minuti in un litro d’acqua 40 grammi di foglie di salvia.

Per eliminare gli sgradevoli inconvenienti di una eccessiva sudorazione, sarà utile lavarsi accuratamente con acqua calda e sapone alcalino. Per togliere l’odore di sudore si usi una spugna imbevuta di acqua e aceto aromatico. Volendo proprio andare sul farmaceutico, oltre al talco, giova pure prendere delle gocce di tintura di hidrastis del Canada.

Il problema dei geloni è sicuramente connesso con quello della sudorazione. Siamo sempre in regime di freno a mano tirato, di ritenzione idrica, di linfatismo, di costipazione e surriscaldamento intestinale (febbre viscerale che richiama sangue e congestiona la zona ventrale, anemizzando le zone periferiche, per usare i concetti di Manuel Lezaeta), di circolazione sanguigna rallentata, di anemia e raffreddamento stabile nelle parti periferiche del corpo.

Alla fine, per risolvere sudore, cattivo odore e geloni, occorre combattere contro la pigrizia del sistema linfatico, intensificando il consumo di frutta e di verdure crude, respirando correttamente (vedi esercizi di respirazione yoga al ritmo 1-4-2, 2-8-4, 3-12-6, ecc), facendo più movimento e più esercizi aerobici, prendendo più sole, e stando alla larga dalle bevande nervine, dalle cole, dalle bibite dolcificate, dai latticini, dalle salse piccanti, da tutti i farmaci possibili e dagli integratori.

Le farmacie non servono? Servono eccome, ma soltanto come negozietti di emergenza. Altro che liberalizzare e ampliare la diffusione dei farmaci, che rimangono droghe legalizzate, ma non per questo innocenti o diverse da quelle demonizzate dalla legge.
I medici, la chirurgia non servono? Servono eccome, ma soprattutto nei pronto-soccorso e nelle emergenze. Quanto alle cure e alle prevenzioni, sia mediche che extramediche, andiamoci piano e con tutta la prudenza e la diffidenza anti-invasiva che ogni caso richiede. In linea generale, nessuno al mondo è più bravo a curarci del nostro sistema immunitario, della nostra Natura Sovrana Medicatrice di tutti i mali (Ippocrate docet).”

Sicurezza alimentare: in Europa i supermercati e le autorità sanitarie mettono in rete l’elenco dei prodotti ritirati dal mercato. In Italia no

Riportiamo fedelmente da Il fatto alimentare:

Lettera aperta al ministero della Salute e alle catene di supermercati

Ogni anno una catena di supermercati italiana di grandi dimensioni ritira dagli scaffali 400/500 prodotti alimentari. I motivi sono i più disparati: data di scadenza poco leggibile, problemi rilevati dall’azienda in fase di produzione, imperfetta chiusura della confezione, diciture errate, presenza di corpi estranei…

Le segnalazioni arrivano dal produttore ma spesso anche dai dipendenti del punto vendita che, mentre sistemano le confezioni sugli scaffali scoprono involucri troppo fragili, pasta con farfalline, confezioni bombate, buste di prosciutto saldate male, conserve in scatola ammaccate…  Segnalazioni preziose arrivano dai consumatori quando aprono o assaggiano la confezione. I supermercati più scrupolosi dopo 2 reclami relativi allo stesso alimento fanno scattare il ritiro immediato dagli scaffali e avviano i controlli.

L’anno scorso l’Italia ha inviato al Sistema di allerta alimentare europeo (Rasff) 553 segnalazioni (su un totale di 3.736) relative a prodotti ritirati dal mercato (importati o esportati in ambito europeo). I problemi più diffusi riguardano la presenza di Salmonelle, seguita dalla Listeria nel salmone affumicato e l’Anisakis nel pesce fresco.

Tutti gli alimenti ritirati dal mercato sono codificati dalle imprese, dai supermercati e dal ministero e quindi, diramare un bollettino settimanale per informare i cittadini, sarebbe un’operazione abbastanza semplice e a costo zero. È vero che le aziende hanno l’obbligo di segnalare i casi ai consumatori (l’ultimo avviso è della Sperlari che ha ritirato i cioccolatini Granperle per la presenza di corpi estranei) ma poche lo fanno e nessuno controlla. Anche i supermercati dovrebbero informare i clienti ma succede raramente. Il sito del ministero pubblica in mod o discreto le notizie, ma solo quando c’è un pericolo grave come nei casi di Botulino.

L'unico supermercato in Italia che avvisa i propri clienti dei ritiri è il "Gros Cidac" di Aosta. Questa è la schermata del proprio sito con gli elenchi degli alimenti ritirati.

Perchè il ministero della Salute e le catene di supermercati non diffondono l’elenco dei prodotti ritirati? È un gesto di correttezza nei confronti dei cittadini.

In altri Paesi europei, molti supermercati pubblicano regolarmente la lista dei prodotti. L’elenco delle insegne si trova nel sito di di Phyllis Entis, una blogger inglese che propone una rassegna stampa quotidiana degli alimenti tolti dagli scaffali. In Italia l’unico punto vendita che segue questo esempio è il supermercato Gros Cidac di Aosta. Sarà un caso, ma anche la Regione Valle d’Aosta è l’unica che indica nel proprio sito il nome, il marchio, il lotto e il punto vendita dove sono stati venduti gli alimenti ritirati.

 Roberto La Pira