Archivi del mese: marzo 2011

Olmaria: proprietà di un diuretico naturale

Se la ritenzione idrica minaccia la vostra linea e getta fosche ombre sull’imminente prova costume, è ora di cominciare a rimediare in modo da avere il tempo di rimettersi in forma. Aiuta un rimedio naturale che facilita la diuresi e dunque l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Si tratta dell’olmaria, una pianta che ha proprietà diuretiche naturali poco noto ma molto utili.

In questo modo disintossicheremo anche l’organismo eliminando le tossine in eccesso e aiutando anche la pelle ad avere un aspetto più radioso. Dell’olmeria, che cresce selvatica in luoghi umidi ma si trova anche in erboristeria, si usano foglie e fiori, ma anche il gambo, secchi oppure freschi. Grazie al contenuto di tannini offre un certo potere antiossidante oltre a quello depurativo. Si usa per preparare infusi con acqua bollente e bevendone qualche tazza per beneficiare delle sue proprietà. (fonte www.benessereblog.it)

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Invecchiamento: a 80 anni siamo più felici che a 20

Si parla sempre più spesso di invecchiamento e qualità della vita. I dati e le statistiche più recenti sulla popolazione italiana, ci dicono che i nostri anziani sono sempre più… anziani, ma che sono anche, mediamente, più sani e attivi rispetto a qualche generazione fa. Del resto non sono necessari film o programmi tv ad hoc per rendercene conto, basta dare un’occhiata agli esempi che abbiamo vicino a noi. Chi, infatti, non può vantare in famiglia almeno un nonno bello arzillo e in ottima forma fisica, come neppure un 40enne riuscirebbe?
Ci sono molte informazioni confortanti che ci giungono ormai da varie parti, a proposito di come la vecchiaia si stia trasformando un momento aureo della vita degli esseri umani, anziché “grigio”, di decadenza. Oggi vi segnalo, a proposito di questo argomento, una tesi davvero interessante, sostenuta dal prof Lewis Wolper dell’Università di Londra, in un libro dal titolo “You’re looking very well” (Hai un ottimo aspetto).
 
Secondo il docente, che per provare la sua tesi ha coinvolto 340mila persone (mi domando in quanto tempo… ), da giovani, a 20 anni, si può essere “mediamente felici” ma si tratta di una condizione destinata a durare poco. Il picco di infelicità si raggiungerebbe intorno ai 35-40 anni, a causa dello stress e delle incombenze e preoccupazioni che si accavallano. Il trend positivo, poi, riprenderebbe dopo i 45 anni, per prendere letteralmente il volo a… 80 anni! Sì, quella è proprio l’età in cui, secondo Wolper, gli esseri umani sperimentano la felicità nel senso più pieno del termine.
 
La salute psicologica, il senso di benessere e appagamento, sarebbero raggiunti non prima dei 70 anni, perché è solo da quel momento in poi che si è finalmente liberi dalle responsabilità più gravose (come il lavoro, le spese per la casa, crescere i figli, ecc.) e soprattutto si è raggiunta quella maturità necessaria per essere in grado di godere delle piccole cose. (fonte salute.pourfemme.it )

Il potassio contenuto nella frutta e verdura puo’ prevenire gli infarti

E’ primavera, sbocciano i fiori e sboccia anche l’uso di integratori.

A farla da padrone sono quelli di potassio e magnesio utilizzati molto anche dalle persone anziane.

Il potassio è importante per regolare il ritmo cardiaco, condurre gli impulsi nervosi e per la contrazione muscolare.

Ma come sempre l’ottima natura viene incontro alle esigenze degli umani e così una revisione italiana di 11 studi che hanno visto la partecipazione di 247mila persone per 19 anni, ha evidenziato che le persone che consumano cibi ricchi di potassio potrebbero avere minor rischio di infarto.

La particolarità interessante è che si parla di cibi che contengono potassio, non della sua integrazione chimica.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the american college of cardiology e il gruppo di studio di Lanfranco D’Elia, della facoltà di Medicina dell’Università di Napoli, invece ha potuto collegare l’aumento di 1640 mg nell’introito giornaliero di potassio ad una riduzione del 21% del rischio d’infarto.

Anche se il potassio potrebbe non essere l’unico fattore benefico, i dati raccolti vanno nella direzione di un maggior apporto nelle persone sane.

Via libera, senza essere una novità, a cibi freschi, frutta, verdura non sottoposti a trattamenti tecnologici di conservazione che sono fonti privilegiate di potassio. (fonte ilserpentedigaleno.blogosfere.it)

Occhi stanchi: rimediamo con il latte

Se dormite poco, non c’è soluzione che tenga a lungo prima che compaiano i cerchi scuri sotto gli occhi. Ma se la stanchezza è passeggera c’è un rimedio naturale che consente di fare molto per gli occhi stanchi che tendono a segnarsi. Succede perché la pelle perioculare è molto sottile e fragile e rivela presto i segni della stanchezza e dell’insufficienza di sonno. Provate con il latte. Usando un batuffolo o un dischetto di cotone che normalmente si usa per struccarsi, tuffatelo rapidamente nel latte, proprio quello della colazione. Picchiettate intorno all’occhio se non avete molto tempo a disposizione, tutte le sere. Ma se riuscite a concedervi qualche minuto in più per prendervi cura di voi lasciate che i dischetti imbibiti facciano il loro dovere sugli occhi chiusi, tenendoli come un impacco per un quarto d’ora, quando vi rilassate la sera. Sarà utile per reidratare e al tempo stesso lenire e nutrire la pelle tendenzialmente secca intorno agli occhi, che gli ambienti molto caldi o molto freddi, lo smog, il ritmo forsennato della vita tendono a stressare molto. I sintomi sono l’apparizione di segnetti che somigliano a piccole rughe e di quel brutto colore bluastro che chiamiamo occhiaie (fonte /www.benessereblog.it)

Antiossidanti: guerra aperta ai radicali liberi

Ne parlano tutti, ma vediamo di cosa esattamente stiamo parlando, i radicali liberi sono generati dall’organismo come conseguenza di numerose reazioni biochimiche, i radicali sono molecole (o atomi) molto reattive che danneggiano le strutture cellulari attraverso l’ossidazione di componenti delle cellule. Si accumulano per l’eccesso di proteine e grassi saturi nell’alimentazione, il fumo, l’esposizione all’inquinamento atmosferico ed alle radiazioni solari, l’abuso di farmaci o alcool e in alcune condizioni patologiche come ad esempio gli stati infiammatori e il diabete.

I radicali liberi possono danneggiare le cellule ed il DNA, portando ad un indebolimento del sistema immunitario, provocando malattie anche tumorali e accelerando i processi d’invecchiamento. Per poter tenere sotto controllo l’attività di questi elementi, le cellule possiedono un proprio meccanismo antiossidante, ma a volte non è sufficiente.

Per contrastare i radicali liberi è necessario consumare cibi ricchi di antiossidanti come: acido lipoico, aminoacidi solforati (cistina, metionina, cisteina, taurina, acido cisteico), ascorbato di potassio, betacarotene o provitamina a (carotenoide), bioflavonoidi, caffe’, catalasi, coenzima q10, e.d.t.a. (acido etile diammino tetracetico), melatonina, potassio, rame, resvetralolo, selenio, tè verde, vitamine A, C, E, zinco

Gli antiossidanti si trovano principalmente negli alimenti di origine vegetale, per cercare di quantificare il potere antiossidante degli alimenti, il Dipartimento dell’Agricoltura Americano ha elaborato una scala ORAC, basata sulla capacità di assorbimento del radicale ossigeno. Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura apportano circa 5000 unità ORAC, un quantitativo più che sufficiente per proteggersi dai radicali liberi.

I tre vegetali più ricchi di antiossidanti sono:
– Succo di uva nera 1 bicchiere = 5216 unità
– Mirtilli 1 tazza = 3480 unità
– Cavolo verde cotto 1 tazza = 2048 unità

Tra gli alimenti più ricchi di antiossidanti, secondo la scala ORAC, si annovera il pompelmo. Il pompelmo rosso in particolare apporta 1188 unità ORAC. Il pompelmo è un frutto ricco di vitamine A, B,e C e soprattutto di flavonoidi, potenti antiossidanti che aiutano il fegato e prevengono l’insorgere di malattie cardiovascolari; il flavonoide più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, valido alleato al metabolismo epatico degli acidi grassi ed essenziale per contrastare patologie metaboliche come il diabete e l’ipercolesterolemia.

Le varietà giallo e rosso si differenziano poi per la presenza di antiossidanti specifici. Il pompelmo rosso è ricco di licopene, un carotenoide con proprietà antiossidanti capace di neutralizzare i radicali liberi presenti nell’organismo. Alcuni studi hanno dimostrato che il licopene può risultare utile contro il diabete e nella prevenzione dei tumori ed è protettivo della circolazione. Il pompelmo giallo, invece, grazie alla vitamina C, rinforza le difese immunitarie, proteggendo da raffreddore e influenza. Come tutti i cibi ricchi di antiossidanti, il pompelmo, neutralizzando l’effetto negativo dei radicali liberi, rallenta i processi di invecchiamento. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Verdura a foglia verde contro i problemi vascolari

Le malattie del sistema circolatorio e vascolare sono comuni nel mondo sviluppato, e possono portare ad attacchi cardiaci, ictus e, peggio, la morte. Tuttavia, i trattamenti per queste patologie, come l’impianto di bypass e l’angioplastica, a loro volta inducono lesioni vascolari, e possono essere la causa di ulteriori limitazioni della circolazione sanguigna.

L’ossido nitrico (N-O, dove N indica un atomo di azoto e O uno di ossigeno) è una molecola importante che aiuta a mantenere la contrattilità e la salute delle cellule muscolari lisce vascolari, e diversi studi hanno collegato la patologia vascolare a una diminuzione del livello di NO nel sangue. Pertanto, le terapie che aumentano la disponibilità di NO potrebbero contribuire a proteggere la salute vascolare.

L’ossido nitrico è sintetizzato dall’arginina grazie ad un enzima chiamato ossido nitrico sintasi (NOS). In una nuova ricerca, Brian Zuckerbraun e colleghi dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, hanno stabilito che dopo il danno vascolare nei ratti, il percorso dell’enzima NOS si è interrotto, ma un percorso secondario che produceva NO dal nitrato si attivava. Inoltre, somministrare ai ratti nitrato prima di indurre un danno vascolare ha notevolmente limitato l’entità del danno, mentre una dieta a basso contenuto di nitrato lo ha esacerbato.

Poiché il nitrato è naturalmente contenuto in verdure a foglia verde, ecco che il consumo di grandi quantità di verdure potrebbe aiutare a ridurre problemi vascolari.

Nel commento che accompagna lo studio, John Cooke e Yohannes Ghebremariam della Stanford University di Stanford, California hanno puntualizzato che alti livelli di nitrati nella dieta potrebbero in parte spiegare i benefici vascolari di un’alimentazione ricca di verdure a foglia verde, ma avvertono che la supplementazione con alte dosi – ad esempio con l’uso di integratori alimentari – è fortemente sconsigliato in quanto può portare alla generazione di molecole cancerogene.

(fonte www.veganitalia.com)

Antibiotici: inutili con tosse e catarro scuro

E’ abitudine comune usare gli antibiotici in modo eccessivo, anche quando non sono necessari. Purtroppo però questo modus operandi può provocare una antibiotico-resistenza, favorendo cioè lo sviluppo di super batteri indistruttibili. Va ricordato a tal proposito che tali medicinali si usano solo in caso di infezione batterica, con i virus, come quello influenzale o della mononucleosi ad esempio, non funzionano. Ma se i sintomi sono sempre gli stessi, come fare a distinguere di cosa si tratta?
I medici dopo un’accurata visita e l’analisi della eventuale tosse ed espettorato (il catarro) in genere sono in grado di fare una diagnosi e quindi di assegnare l’adeguata terapia. Ma alcuni loro parametri sembrano essere stati confutati da una ricerca scientifica, da poco pubblicata sull’European Respiratory Journal e realizzata dagli scienziati dell’Università di Cardiff. In particolare sono stati interrogati più di 3.000 pazienti adulti in tutta Europa circa i sintomi prima e dopo la terapia antibiotica: ai pazienti che avevano una forte tosse accompagnata da muco e catarro scuri (gialli o verdognoli) sono stati prescritti tali farmaci in modo molto più frequente rispetto a quelli con espettorato trasparente. E’ una prassi comune, giustificata dal fatto che la limpidezza dell’aspetto dei muchi escluderebbe l’infezione batterica. Eppure a 7 giorni di distanza i pazienti curati con l’antibiotico, avevano avuto un miglioramento dei sintomi solo un punto in percentuale più alto rispetto agli altri: ovvero nullo.
 
Il Professor Chris Butler, che ha diretto l’analisi scientifica ha affermato:“la prescrizione di antibiotici in questa situazione, risulta inutile, se non deleteria: espone inutilmente le persone agli effetti collaterali di tali farmaci, mina il futuro della cura di sé favorendo l’antibiotico-resistenza. Gli antibiotici possono salvare la vita delle persone, ma dobbiamo tenerli lontano dalle persone che non ne beneficeranno. Quanto più li usiamo, meno sono le probabilità che funzionino”.  (fonte salute.pourfemme.it)