Archivi del giorno: Mag 4, 2012

La Tanoressia: quando l’Abbronzatura diventa Ossessione

La tanoressia è una “moderna ossessione” o se vogliamo una vera e propria malattia psichica che colpisce chi, guardando la propria carnagione, non la vede scura a sufficienza.

Il termine deriva dalla lingua inglese ed è stato coniato dai ricercatori dell’Università del Texas, che hanno effettuato studi sulla dipendenza dal sole (che sta prendendo sempre più piede in America).
Il termine Tanoressia è composto dalla parola “tan” che significa e da “anoressia”.

E’ infatti paragonabile all’anoressia: così come gli anoressici non si vedono abbastanza magri, i tanoressici non si considerano mai abbastanza abbronzati e sono alla costante ricerca di un colorito bruno.

La causa è spesso la scarsa sicurezza in sè stessi, la mancata accettazione della propria immagine ed addirittura autolesionismo.

Chi ne è affetto non si interessa delle avvertenze dei medici, resta al sole per ore restando ben lontano dall’ombra, preferisce non spalmare creme protettive quando si espone al sole o alle , dato che l’abbronzatura è un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, anche a discapito della salute
(Fonte www.yourself.it)

Dimagrire con la Dieta del Sonno

Per dimagrire occorre seguire la dieta del sonno! Potrebbe sembrare uno scherzo ma a quanto pare non lo è; a spiegare questo nuovo metodo è stato il dottor Nathaniel Watson che insieme ad altri colleghi ha condotto uno studio su oltre 1000 gemelli sia identici che non. Dai risultati è emerso che dormire parecchio aiuta a perdere i chili di troppo.

Già precedenti studi avevano esaminato il rapporto che c’è tra sonno e peso ma questa nuova ricerca va ad esaminare il ruolo della genetica.

Il sonno dei partecipanti che avevano un’età media di 37 anni veniva considerato breve se era meno di sette ore a notte, normale se le ore di sonno erano 8,9 e lungo se dormivano più di nove ore; la media del sonno era di 7,2 ore a notte. Lo studio ha messo in luce come coloro che dormivano più la notte avevano più basso indice di massa corporea (BMI), in base al peso e altezza, rispetto a quelli dormire di meno; viceversa le persone che dormono meno aumentare il loro rischio genetico di un elevato BMI (Indice di Massa Corporea). Inoltre, sembra che per chi dorme sette alle nove ore, il 60% della variazione sia dovuto a fattori genetici; altri fattori che influenzano l’Indice di Massa Corporea comprendono quelli ambientali.

Gli scienziati da diversi anni sono a conoscenza che la privazione del sonno aumenta i livelli di un ormone della fame e diminuisce i livelli di un ormone che fa sentire piena; gli effetti del non dormire possono portare al sovrappeso e aumento di peso. Per evitare di andare incontro all’obesità sarebbe quindi il caso di dormire qualche ore in più.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Le Malattie Sessualmente Trasmesse più Diffuse

Bruciori, difficoltà di minzione, vescicole, secrezioni, dolori, arrossamenti o pruriti ai genitali.

Se nei giorni precedenti si è avuto rapporti non protetto o con partner occasionale potrebbe trattarsi di una malattia sessualmente trasmessa (Mst).
In quei casi è consigliabile non dimenticare di usare sempre il preservativo.

Le cause possono essere batteriche, virali, micotiche (Candida).

L’infezione batterica più diffusa è l’infezione da Clamydia, causata da un parassita che dopo 1-3 settimane dal rapporto provoca cistiti, secrezioni vaginali e prurito nelle donne; secrezioni biancastre bruciori e irritazioni nell’uomo. Può essere causa di infertilità e interessare occhi, articolazioni, e polmoni.

Il batterio da Neisseria Gonorrea ha 2-10 giorni di incubazione provoca secrezioni giallastre maleodoranti, febbre difficoltà di minzione.

Anche la Sifilide colpisce ancora.

L’infezione da Herpes genitale ha 4-5 giorni di incubazione presenta piccole vescicole ai genitali.

Le infezioni da Papilloma virus determinano escrescenza di carne cioè i condilomi.

Infine la Gardnerella si manifesta con odore molto sgradevole (pesce marcio) delle secrezioni vaginali che sono di colore biancastro o giallognolo ,talvolta accompagnate da striature di sangue. Irritazione vaginale accompagnata a prurito intenso . Mal di schiena forti,crampi addominali e dolori muscolari. Bruciore intenso durante l’orinazione e i rapporti sessuali.

Al fine di rafforzare le difese immunitarie riguardo a queste infezioni, è utile prioritariamente vivere in un regime alimentare sano e che apporti elementi necessari allo scopo.

Importante consumare molto aglio che risulta essere un ottimo antibiotico naturale e per le persone sensibili all’odore è possibile trovarlo in capsule inodore.

L’alimentazione deve apportare anche un buon contenuto in sali minerali e particolarmente ricca di vitamina B complessa e vitamina C,E,A.

Tisane toniche ottenute mescolando consolida maggiore e paglia d’avena.

Queste piante medicinali oltre ad essere considerate delle ottime purificanti sono anche ricche di proteine,vitamine e sali naturali.

In riferimento al prurito e all’irritazione vaginale,le pazienti possono usare dei balsami di consolida maggiore o di iperico direttamente sulle labbra vaginali e nelle cavità al fine di ridurre considerevolmente questi disagi provocati dall’infezione.
O spruzzare polvere yoni quotidianamente per alcuni giorni, direttamente sulle parti vaginali irritate o applicare dello yogurt direttamente sulle parti irritate.

Bere più di 1 litro di succo di mirtillo non zuccherato al giorno risulta essere molto salutare in quanto aumenta l’acidità nel sangue favorendo la guarigione.

L’aglio è un ottimo rimedio se aggiunto ad 1 litro di acqua calda unitamente a 2 cucchiai di aceto di sidro di mele;la soluzione cosi ottenuta si utilizzerà direttamente per lavaggi vaginali.

Scopri i Cibi Anti Cefalea

Se il mal di testa è provocato da uno squilibrio dell’organismo, è possibile affrontarlo con i cibi giusti che scacciano la crisi in poco tempo

È cosa piuttosto nota che la cefalea o mal di testa sia frequentemente influenzata da fattori psichici (come lo stress) e da disequilibri organici (come le difficoltà digestive, un affaticamento epatico e la sindrome premestruale) che coinvolgono l’intero organismo.
La cefalea, che si presenta con una sintomatologia e una ricorrenza variabili, richiede anzitutto un’alimentazione mirata: consumare un cibo sbagliato può scatenare l’attacco, mentre una dieta attenta aiuta a ridurre la forza e la frequenza dei sintomi.

Espansiva o contrattiva?  Scopri il tuo “tipo” di mal di testa e troverai la cura

Chi soffre di cefalea lo sa bene: il mal di testa può variare di intensità e durata a seconda delle circostanze in cui si presenta. Per curarsi bene è necessario tenerne conto: solo così è possibile mettere in campo risorse mirate e veramente efficaci contro la cefalea, sia in sede preventiva sia quando è necessario intervenire per curare. Ecco una classificazione semplice ma puntuale: individua a che tipologia appartiene la tua cefalea e segui i consigli personalizzati.

Cefalea espansiva

La cefalea espansiva compare all’improvviso. Può essere provocata dalla tosse, dallo sforzo o dall’ingestione di bevande o alimenti ghiacciati, alcool, succhi di frutta.  

Come la riconosci: L’esordio è molto rapido. Hai la sensazione che il dolore sia davvero forte.

Cefalea contrattiva

Questo tipo di cefalea, che riconosce varie cause, affligge gravemente la persona a volte con dolori intensi localizzati alle tempie, a un occhio oppure a tutta la testa, variando in frequenza, intensità e durata.

Come la riconosci: In genere l’attacco è scatenato da una forte e continua tensione muscolare (soprattutto al tratto cervicale), da una condizione di irritazione nervosa o in alcuni momenti tipici del mese (è il caso della cefalea premestruale) o della settimana (in genere, nel week end).

I segreti alimentari per curare ciascuna tipologia senza usare i farmaci

Il rapporto tra alimentazione e cefalea è stato indagato da numerose ricerche internazionali. Spesso si arriva però a conclusioni che vengono facilmente date per acquisite: per esempio, è piuttosto frequente sentir consigliare il caffè come rimedio di pronto effetto per la sua azione vasocostrittrice, senza tener conto di alcuna variabile individuale. In realtà, la validità di una prescrizione si basa proprio sulla valutazione della sua adeguatezza caso per caso: così, la stessa caffeina, che può giovare a qualcuno, può essere invece nociva per un’altra tipologia di paziente.

Come identificare il proprio “tipo”

Per chi soffre di cefaelea, dunque, è determinante capire a quale tipologia appartiene il proprio disturbo. Oltre a verificare la corrispondenza tra il proprio caso e le caratteristiche indicate nel riquadro qui sopra, è possibile ricorrere a un semplicissimo trucco: mangiare, appena inizia l’attacco, un pezzetto di prugna Umeboshi (reperibile nei negozi di alimentazione naturale). È un alimento salato, quindi contrattivo: perciò, se non cambia nulla o se il sintomo migliora la cefalea è di tipo espansivo. Se peggiora, è contrattiva o legata al fegato.

Le regole base

Una volta determinata la tipologia di cefalea, è utile adeguare la dieta al disturbo, eliminando i cibi che possono scatenare o peggiorare la sintomatologia. Si ragiona seguendo un criterio di similitudine: chi soffre di cefalea contrattiva dovrà evitare gli alimenti che creano costrizione dei vasi sanguigni; a chi, viceversa, soffre di cefalea espansiva sono sconsigliati quelli che causano dilatazione.

 

I “no” della cefalea contrattiva…

Se la cefalea è contrattiva, è bene evitare il sale, le uova, la pancetta, la carne, il pollo, il pesce e alcuni latticini (formaggi salati e a pasta dura, yogurt e ricotta).  

… quelli della cefalea espansiva…

Al bando lo zucchero, i succhi di frutta, alcuni ortaggi (pomodori, lattuga e patate. Ma soprattutto, state alla larga dal caffè e dall’alcool, che causano una vasodilatazione importante.

… e per tutti, la dieta depurativa

Per tutti, disintossicare il fegato è determinante. L’obiettivo è facilmente raggiungibile consumando preferibilmente ortaggi e minestre (escludendo gli ortaggi eventualmente sconsigliati), cereali (riso, pane e pasta, meglio se integrali) e proteine vegetali (legumi e derivati della soia).

1.     Cefalea espansiva:
Gomasio e umeboshi, i rimedi pronto effetto

Come abbiamo visto, le cefalee espansive coincidono con le cefalee acute, quindi, spesso con l’ingestione di alimenti espansivi come l’alcool e i cibi molto zuccherati. In questo caso i rimedi sono il gomasio e l’Umeboshi, appropriati per due motivi: oltre ad essere contrattivi, tamponano l’acidità presente nei tessuti a causa dello stress e della cattiva alimentazione.

Gomasio (sale di sesamo)

È un condimento tipico della cucina macrobiotica. Puoi trovarlo già pronto nei negozi di alimentazione biologica o prepararlo in casa. La ricetta: procurati una tazza di semi di sesamo tostati. Tritali e aggiungi due cucchiai di sale marino.

Come usarlo: Porta con te uno scatolino con il gomasio e prendine un pizzico ai primi accenni di mal di testa. Puoi anche usare il gomasio come sostituto del sale, per insaporire le pietanze (insalate, verdure lesse, minestre).  

Prugne umeboshi

Per la loro capacità di riequilibrare il fegato, sono tradizionalmente usate dalla medicina cinese nella cura della cefalea. Si tratta di una speciale varietà di prugne, messe sotto sale per un anno.

Come usarle: Mangiane un pezzetto come snack, oppure come rimedio di pronto soccorso quando avverti i primi sintomi.

Dalle Umeboshi si ricava anche un aceto, che puoi usare per condire le insalate. Tieni conto però che l’aceto di Umeboshi è già salato, quindi per completare il condimento è sufficiente aggiungere poco olio d’oliva.

2.     Cefalea contrattiva:
lo zenzero analgesico funziona in 30 minuti

Le cefalee contrattive coincidono prevalentemente con quelle croniche e quindi dipendono da stress, tensione, superlavoro ma, anche, da eccessiva ingestione di alimenti salati e carne e carenza di liquidi. I rimedi per queste cefalee consistono in sostanze fredde, liquide e dolci, quali:

Zenzero sulle pietanze 

Per la medicina cinese, questa radice ha virtù espansive, proprio quello che ci vuole per contrastare la cefalea contrattiva. Una qualità confermata anche da una ricerca danese: secondo lo studio, lo zenzero blocca il dolore in 30 minuti. Preso con regolarità, è un buon alleato nella prevenzione.

Come consumarlo: Procurati la radice, puliscila e grattugiala. Usala al momento per insaporire le tue pietanze: carne, verdure lesse, frutta cotta. In alternativa, procurati in erboristeria le capsule di zenzero e bevine una al giorno per prevenire, tre per curare.

Succo di albicocca 

Compensa la carenza di liquidi che spesso favorisce una cefalea contrattiva. In più, ha un buon effetto depurativo, capace di eliminare le tossine accumulate con una dieta iperproteica.

Come consumarlo: La scelta più azzeccata è prepararlo fresco con la centrifuga. In ogni caso, è possibile sfruttarne i benefici bevendone con costanza almeno quattro bicchieri al giorno: a colazione, a metà mattina, a merenda e dopo cena.

Il consiglio in più: bevanda anti-emicrania

Se il sintomo prevalente è l’emicrania, il disturbo in genere dipende da un sovraccarico del fegato. Da un punto di vista dietetico, sono validi i rimedi indicati per la cefalea contrattiva. In più, è indicata una speciale bevanda, da gustare tutti i giorni.

La ricetta: Mescola una tazza di tè al limone con un cucchiaino di sciroppo di acero. Aggiungi 1/2 cucchiaino di zenzero. Bevi caldo.

(Fonte riza.it)

Dolcificanti: Aspartame Cancerogeno, le Indagini di Report

Quanto sono sicuri i dolcificanti artificiali e nello specifico l’aspartame?
Non è la prima volta che questa sostanza viene messa sotto accusa dalle Associazioni dei Consumatori e dalle stesse organizzazioni che si occupano della sicurezza alimentare. E a parlare dell’argomento, è stato Report, il programma d’informazione condotto su Rai Tre dalla giornalista Milena Gabanelli.

Molte le “zone d’ombra” intorno al dolcificante in questione, che pare possa provocare crisi epilettiche, tremori e addirittura il cancro, al cervello nell’uomo e al seno nella donna.

Infatti se la Food and Drug Administration (FDA), l’organismo americano che si occupa di vigilare sui prodotti alimentari e i medicinali in commercio, ne ha definito i livelli minimi consentiti negli alimenti e nei farmaci, è pur vero che l’assunzione giornaliera è del tutto fuori controllo.

L’aspartame è infatti contenuto nelle bevande light, in alcuni tipi di chewing gum, caramelle e dolci preconfezionati, oltre che in specifici farmaci anche di età pediatrica. Diventa così, complicato poterne definire con precisione quanto se ne consuma e oltre un certo dosaggio, gli effetti possono essere anche molto pericolosi per l’organismo.

Report, infatti, pone l’attenzione sui molteplici test scientifici condotti sugli animali che assumevano regolarmente questa sostanza, alcuni dei quali sviluppavano il , malattie ai nervi, fino alla morte improvvisa. Molte di queste cavie, inoltre, non venivano sottoposte a ulteriori esami medici, per essere soppresse prima del dovuto.

(Fonte www.yourself.it)