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Lunga Vita agli Ottimisti e ai loro Figli

Tra gli elisir di lunga vita un posto di rilievo lo occupa un’alimentazione sana.
La dieta mediterranea, nello specifico, con il suo ruolo di contrasto alle malattie croniche, è associata ad una maggiore longevità. Poi c’è lo stile di vita: sedentario, vizioso, sano, meno sano. E ancora i fattori genetici, la storia familiare di malattie e disturbi.

gli ottimisti vivono di piùMa per vivere a lungo ci vuole anche carattere. Non un carattere qualunque: una personalità estroversa, ottimista, empatica. Lo svela un recente studio pubblicato su Aging, condotto dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine e della Ferkauf Graduate School of Psychology della Yeshiva University.

La ricerca, Positive attitude towards life and emotional expression as personality phenotypes for centenarians, riporta i risultati dell’Einstein’s Longevity Genes Project, condotto su un campione di 500 ebrei over 95 e su 700 tra i loro figli e nipoti. Chi esprime apertamente le sue emozioni, anche quelle considerate negative (a torto, ricordate che bisogna sempre esprimere ogni emozione), chi ha un atteggiamento positivo verso la vita, si confida con gli altri, ha una rete sociale ampia e reputa importante ridere e divertirsi, vive più a lungo, è meno a rischio di nevrosi, disturbi psicologici ed è più consapevole. Sembra la scoperta dell’acqua calda. In realtà c’è di più.

Alcuni di questi tratti sono ereditabili: i fenotipi di ottimismo, apertura mentale, condivisione delle emozioni. Inoltre, ed è un dato certamente più inedito ed interessante emerso dallo studio, la personalità può cambiare, anche tra i 70 ed i 100 anni. Insomma, c’è ancora speranza di modificare il proprio atteggiamento verso la vita, a qualsiasi età. Certo, in questo caso non si trasmette alla prole una personalità ottimista.

Ad ogni modo conosco persone da sempre burbere che si sono addolcite invecchiando, imparando a ridere, a non prendere tutto troppo sul serio e ad essere più concilianti con gli altri. Per la serie, non è mai troppo tardi per migliorarsi, concedendosi qualche sorriso e… qualche anno di vita in più!

(Fonte www.benessereblog.it)

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Vivere e Mangiar Bene, fa Bene al Cuore

L’occasione è la IX Giornata Nazionale della Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari e Respiratorie: il 25 e 26 maggio scorsi, docenti della Sapienza e di altre Università d’Italia, hanno fatto il punto della situazione in merito al sempre più crescente rischio d’infarto, anche in relazione agli effetti depressivi che l’attuale crisi economica può avere sulla popolazione.

Abbiamo chiesto all’organizzatore dell’evento, il Prof. Carlo Gaudio , in che misura l’ipertensione arteriosa incida sui rischi d’infarto, di ictus cerebrale, d’insufficienza renale e respiratoria.

dieta per la salute del cuore“L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Purtroppo, secondo i dati dell’OMS, sono circa 240 mila i morti ogni anno nel nostro Paese per malattie cardiovascolari e ben 15 milioni di italiani ne sono affetti.
Tra gli ultra65enni, è ipertesa una persona su due.  L’ipertensione spesso è misconosciuta e frequentemente associata ad altri fattori di rischio, come il diabete o l’ipercolesterolemia, condizioni anch’esse molte volte non riconosciute tempestivamente. In questo scenario, la medicina moderna deve puntare sempre di più sulla prevenzione, anche per abbattere i costi sanitari crescenti e dare sollievo alle spese dello Stato in questo settore.”

Per la prevenzione, fondamentale è anche uno stile di vita equilibrato: oggi, purtroppo, un’eccessiva assunzione di cibo non viene compensata da adeguato movimento. Cioè mangiamo troppo e ci muoviamo pochissimo!

Per il Prof. Giorgio Calabrese, docente presso l’Università del Piemonte orientale “Avogadro”, illustre nutrizionista e divulgatore scientifico, “la dieta mediterranea, se ben equilibrata nelle quantità e nella qualità dei prodotti, può contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari: l’utilizzo di frutta e verdura, in cinque porzioni giornaliere, un aumento del consumo dei legumi e di pesce, specie se azzurro, e una giusta quantità di carni, carboidrati e cerali (non togliete la pasta dalla vostra tavola!) ci permette di avere un’alimentazione non solo gustosa ma anche molto salutare.

Ma in che modo, come si diceva all’inizio, la crisi economica può incidere sul cuore?

Ci risponde il Prof. Cesare Greco , docente di Cardiologia della Sapienza: “Stiamo vivendo un momento storico particolare, la depressione economica comporta un forte disagio psicologico della popolazione, il cuore soffre e aumentano così i fattori di rischio cardiovascolare. Un Sistema Sanitario Nazionale deve poter garantire un’assistenza adeguata per contenere questi rischi”.

(Fonte oknotizie.virgilio.it)

La Crisi cambia i Consumi degli italiani, quali sono i rischi per la Salute?

rischi per la salute dovuti alla crisi economicaLa crisi sta cambiando i consumi degli italiani, anche a tavola. In questo momento, economicamente molto complicato, in materia di dieta si stanno verificando due fenomeni: quelli più attenti e selettivi, che comprano meno per evitare di sprecare, ma che stanno molto attenti alla qualità, e quelli, invece, che cercano solo di riempire il frigorifero, sfruttando le offerte facendo incetta di prodotto ipercalorici.

È ovvio che quest’atteggiamento può essere molto pericoloso. I nutrizionisti sono mesi che indicano il fattore economico come problematico per la corretta alimentazione. Comprare quantità industriali di merendine, per sfruttare uno sconto interessante, i formaggi più scandenti e gli affettati più grassi, rinunciando invece al pesce o a prodotti di qualità in nome del risparmio, non può certamente far bene alla salute.

La crisi della Dieta Mediterranea

La prima a vivere un momento difficile è la Dieta Mediterranea, a causa dell’aumento dei prezzi di frutta e verdura. Il rapporto Osservasalute 2011 ha denunciato che in Italia è diminuito il consumo di frutta e verdura. La notizia non è assolutamente buona, tenendo conto che i vegetali a tavola sono sempre stati pochi e che ovviamente, questa tendenza, incrementa il rischio obesità. C’è stata una riduzione delle porzioni e coloro che mangiano di più sono quelli che hanno la mensa. Sembrerebbe che la mensa in questa fase giochi un ruolo particolarmente importante, perché i lavoratori tendono a seguire un’alimentazione meglio bilanciata, meno grassa e più ricca di verdura, ortaggi e frutta. È anche una questione cultura e non solo economica: preparare della verdura cotta è un impegno e porta via del tempo. Una volta a casa si tende a cucinare sempre poco.

Meno carne per gli italiani

Se la crisi sta ridimensionando la dieta, non sempre i fenomeni sono negativi. Da sempre si sostiene, anche nel nostro Paese, che i consumi di carne siano eccessivi. I problemi economici mostrano che i consumi, soprattutto di carne rossa, sono stati soppiantati  dai formaggi, ma anche dal pollo e soprattutto dal maiale. A denunciare questo dato sono proprio i macellai, al Salone internazionale Eurocarne di Verona, i macellai. Tra il 2001 e il 2011 la domanda di carne bovina ha subito un calo dell’8%: si è quindi scesi da 24,9 chilogrammi pro capite del 2008 ai 23,1 chilogrammi del 2011. Sono aumentati però i consumi di formaggi (+15%), carne suina (+7%) e carne avicola (+3%). Da un punto di vista della salute è un bene: la carne rossa andrebbe mangiata una volta la settimana, per lasciare il posto a 2/3 piatti di carne bianca (sicuramente il pollo è meglio del maiale) e di formaggio. Il motivo? Tenere controllato il colesterolo e prevenire le malattie cardiovascolari.

Cambia il modo di far la spesa

Quello che risulta più evidente dai consumi che a cambiare è proprio il modo di far la spesa. Secondo l’Osservatorio Adi-Nestlè, esistono 5 cluster di consumatori. Il profilo è stato stilato incrociando le scelte alimentari con i dati degli acquirenti. Esistono i fedeli al brand (25%), che comprano solo prodotti di marca, curano moltissimo la loro alimentazione e fanno sport, i last minute (43%), che invece cercano le offerte e non hanno un’alimentazione equilibrata (di questi più della metà si definisce obeso), i parsimoniosi (21%), che comprano solo in offerta e sostengono di seguire una sana alimentazione per sentirsi sani. La loro spesa dice però il contrario, perché riempiono il carrello di snack e patatine. Al quarto posto troviamo l’innovatore (7%), disposto a pagare di più per mangiare meglio. Infine, gli indifferenti (4%), quelli che comprano a prescindere del prezzo. Hanno un tale potere d’acquisto che tutto costa poco, per loro (ovviamente). Ovviamente il dato che maggiormente preoccupa è quello dei last minute, di cui fanno parte circa 1 italiano su due.

(Fonte www.dietaland.com)

La Dieta Mediterranea fa Bene a Corpo e a Mente

dieta mediterraneaLa Dieta Mediterranea dovrebbe essere la regina della tavola, perché propone un regime alimentare molto equilibrato e salutare. Stando a recenti studi, non aiuta solamente il benessere del nostro corpo, ma anche quello della mente. Lo ha dimostrato la ricerca, condotta dalle Università di Las Palmas de Gran Canaria e di Navarra e pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition, durante cui sono stati monitorati gli effetti della dieta mediterranea su ben 11 mila studenti. I risultati? Davvero sorprendenti.

La Dieta Mediterranea aiuta la mente

Secondo gli esperti spagnoli, la Dieta Mediterranea protegge il cervello da eventuali patologie croniche. Il motivo? Sicuramente le sostanze nutritive e antiossidanti derivanti da frutta, verdura, legumi, pesce, olio d’oliva e noci. Inoltre, limita il consumo di carne, formaggi e alcolici, sostanze che devono essere ridotte se si desidera conservare una buona qualità di vita, prevenendo il colesterolo alto e il diabete. L’autrice della ricerca, Patricia Sanchez Henriquez, ha spiegato: “Il progressivo invecchiamento della popolazione nei paesi sviluppati rende ancora più interessante scoprire quali aree dell’organismo ricevono impulsi positivi da una dieta sana. I nostri risultati hanno dimostrato che dopo quattro anni, i ragazzi che avevano osservato una regolare dieta mediterranea risultavano più sani non soltanto fisicamente ma anche psicologicamente”.

Dieta Mediterranea e sport per prevenire Alzheimer

La Dieta Med previene l’ Alzheimer? Da molti anni si discute su questo tema e ora l’ Istituto Besta ha deciso di dare il via a una nuova sperimentazione per verificarlo. Secondo ricerche precedenti, la normale dieta occidentale favorisce lo sviluppo della malattia, perché contiene troppi carboidrati complessi, zuccheri, e soprattutto grassi, che aumentano l’insorgere dell’obesità. Il Besta, con il Policlinico, Istituto dei Tumori e San Raffaele, desidera provare che seguire alla lettera un regime alimentare di stampo mediterraneo migliora le performance della mente, tenendola lontana da malattie come Alzheimer. Per i primi sei mesi sono state arruolate 20 persone, che saranno divise in due gruppi. Alberto Guglielmo, Presidente del Besta, ha dichiarato: “L’aumento delle malattie neurodegenerative, in crescita esponenziale in rapporto alla crescita delle aspettative di vita e all’invecchiamento della popolazione comporterà sempre di più il doversi misurare con enormi problemi finanziari, organizzativi e sociali, difficilmente sopportabili dalla singola famiglia, dai singoli Istituti di ricerca e dallo Stato”.

In tutto la ricerca coinvolgerà circa 350 persone, in 20 mesi (dovrebbe essere presentata per l’Expo2015) e prende spunto da alcuni studi significativi, come quello di Nikolaos Scarmeas, neurologo della Columbia University, che ha osservato 1.880 persone per un periodo medio di 4,3 anni, arrivando così alla conclusione che fare sport, un’attività fisica moderata, e mangiare Med riduce il rischio di Alzheimer del 50 percento.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Combattere il Sovrappeso con l’Aglio

combattere sovrappeso con aglioL’aglio è un importante alleato per sconfiggere l’obesità e il sovrappeso. In molte occasioni abbiamo ripetuto che la forma fisica degli italiani tende a essere un po’ troppo morbida. Purtroppo sono molte le persone che hanno problemi di chili di troppo e che non seguono correttamente la Dieta Mediterranea. Questo regime, divenuto patrimonio immateriale dell’Unesco, propone un’alimentazione molto varia, fatti di prodotti preziosi come l’aglio. Questo bulbo, infatti, riduce il rischio di tumore, i livelli alti di colesterolo e la possibilità di ammalarsi di diabete.

Aglio vs obesità

La caratteristica però più interessante (e la più nuova) è proprio quello che permette all’aglio di essere eletto come prodotto antiobesità. Com’è possibile? Al suo interno contiene tiosolfonati e polifenoli, ovvero degli antiossidanti, che agiscono sui depositi di tessuto adiposo e favorendo la loro riduzione. Gli esperti sono allo studio, perché dalle ultime ricerche si crede che queste sostanze possano essere impiegate anche per elaborare dei farmaci per contrastare il sovrappeso. Intanto quello che però si può fare è introdurlo regolarmente nella dieta, perché le persone che consumano regolarmente questa sostanza hanno meno probabilità di sviluppare obesità. È ovvio che, per come tutte le cose, sia una questione di quantità, ma in assenza di particolari patologie un consumo moderato è più che sufficiente.

Le proprietà benefiche

Come abbiamo accennato prima, l‘aglio ha diverse proprietà benefiche. È ricco principalmente di vitamine (A, B1, B2, PP e C), oligoelementi e sali minerali. Inoltre, contiene un potente antisettico, l’allicina. Queste caratteristiche permettono alle persone che lo assumono di tenere lontani molti virus, come quello dell’influenza o del raffreddore. È un antiossidante, quindi protegge il corpo dall’invecchiamento cellulare, dall’insorgere di eventuali tumori (di diversa natura) e mantiene giovane il muscolo cardiaco. Ma c’è di più, perché a differenza di quanto si creda, l’aglio ha anche proprietà digestive ed molto potente contro i parassiti intestinali.

Come consumare l’aglio?

Tante persone l’aglio non lo consumano, perché causa alitosi o trovano che abbia un gusto un po’ troppo forte. Sono molte, invece, le persone che lo mangiano essiccato, perché all’apparenza più delicato. In realtà, l’aglio andrebbe consumato crudo. Se non lo amate molto, il consiglio è quello di usarne piccole dosi e soprattutto di abituarvi al sapore un po’ alla volta. Spesso il gusto è solo una questione di abitudine. Inoltre, un metodo per fare in modo che il suo sapore si senta davvero pochissimo è non pelare lo spicchio. In cucina si dice “in camicia” e sicuramente è un ottimo modo per farlo accettare anche ai palati più raffinati.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Vino Rosso e Noci per la Memoria e un Cervello sempre Giovane

nociSecondo i risultati di uno studio spagnolo consumare olio, noci, un bicchiere di vino rosso e caffé ridurrebbe il rischio di malattie cognitive e dell’Alzheimer, migliorando l’attività della memoria e le capacità cerebrali.
La dieta meditarranea ancora una volta dimostra di essere la più indicata per i suoi benefici in termini di salute. Non dovrebbe stupirci infatti che nei paesi in cui vengono consumati alimenti tipici di questa dieta ci sia un tasso di obesità più basso e la popolazione sia più longeva.

Una dieta a base di olio, noci, un bicchiere di vino rosso e un caffè aiuterebbe quindi la nostra memoria a mantenersi in allenamento e allo stesso tempo il nostro cervello resterebbe sempre giovane e in forma. Le noci in effetti, diversamente da quanto si possa pensare,  sono un frutto secco completo e salutare. Oltre ad essere ricco di acidi grassi Omega-3 e Omega-6 che combattono il colesterolo cattivo, questo alimento contiene molte vitamine, tra le quali la vitamina B1, B2, B6 ed E,  importanti nella lotta contro l’invecchiamento e le malattie cardiovascolari.

vino rossoIl vino rosso invece è ricco di polifenoli, tra cui il resveratrolo, che ha molte proprietà benefiche tra cui la prevenzione del cancro, la protezione del cuore e del cervello fino alla riduzione delle patologie collegate all’età, agli stati infiammatori, al diabete e all’obesità. Naturalmente occorre sempre non esagerare, quindi è necessaria una consumazione da bassa a moderata. Quindi gli antiossidanti e soprattutto i polifenoli contenuti in olio, vino, caffè e noci, non devono mancare nella nostra dieta, proprio perchè sono gli molto preziosi per mantenere il cervello sano molto a lungo.

Lo studio PREDIMED (PREvencion con DIeta MEDiterranea), condotto da ricercatori dell’università di Barcellona su 450 uomini e donne fra i 55 e gli 80 anni, tutti ad alto rischio cardiovascolare, è stato pubblicato sul Journal Alzheimer Deseases.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Le Proprietà Benefiche degli Estratti di Foglie d’Olivo

proprietà foglie olivoDalla pianta d’olivo davvero prendiamo ogni cosa: i frutti, le olive, da cui estraiamo l’olio extravergine, l’elemento principe della dieta mediterranea, e anche le foglie. Può sembrare strano, conoscendo tutte le proprietà benefiche dell’olio, ma sono proprio le foglie a contenere la maggior quantità di principi attivi, che sfruttiamo attraverso gli estratti.

La sostanza di cui le foglie sono particolarmente ricche è l’oleuropeina, contenuto anche nell’olio. È un polifenolo, con una componente glicosidica. Questo prezioso antiossidante è quello che regala quel gusto un po’ amaro sia nelle olive sia nelle foglie.  Nella fase di maturazione del frutto, per idrolisi, genera alcune molecole molte importanti, come l’Acido Elenolico (Elenolic Acid),  l’Idrossitirosolo ( Hydroxytyrosol) e la Rutina. Ma c’è di più. L’oleuropeina è definita anche sostanza “nutraceutica” perché è stata verificata la sua capacità antitumorale.

Tra le caratteristiche principali degli estratti delle foglie d’olivo, ci sono altre due importanti azioni: riduce il colesterolo LDL e la pressione arteriosa. Per giungere a questa conclusione, uno studio composto da ricercatori svizzeri e tedeschi hanno monitorato per otto settimane alcune coppie di gemelli (un fratello assumeva gli estratti, l’altro un placebo). È emerso che coloro che hanno assunto l’olivo aveva abbassato i parametri della pressione arteriosa, ma anche quelli del colesterolo cattivo. Ovviamente, l’effetto è maggiore, maggiore la quantità di estratto assunta.

Gli estratti, inoltre, aiutano anche a contrastare l`insorgenza della sindrome metabolica e dell`obesità grazie all`acido oleico e ai polifenoli, contenuti sempre nelle foglie. Stando agli studi a oggi formulati, queste sostanze sono in grado anche di ridurre i cambiamenti che una dieta ricca di grassi e carboidrati può provocare al sistema circolatorio e al metabolismo stesso.  Ma dove si possono acquistare gli estratti? Li trovate in vendita nelle erboristerie e poi in alcuni integratori in farmacia.

(Fonte www.dietaland.com)