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La Salute delle Ossa, dalla Dieta all’Esercizio Fisico consigli per Prevenire l’Osteoporosi

Ne soffre una donna su tre ed un uomo su cinque. Parliamo dell’osteoporosi, l’indebolimento delle ossa. A far diventare le ossa più fragili, esponendole ad un rischio maggiore di fratture è un insieme di fattori: l’avanzare dell’età (nelle donne il rischio sale con la menopausa), una dieta povera di calcio, uno stile di vita scorretto, caratterizzato da eccessi alimentari e poco esercizio fisico, farmaci antiepilettici e medicinali a base di cortisone.

Non bisogna sottovalutare la salute delle ossa, dal momento che la fragilità ossea può causare la frattura del femore (curabile con un intervento chirurgico), del polso, dell’òmero e fratture vertebrali irreversibili: una vertebra deformata non si può più sistemare. Per prevenire l’osteoporosi bisogna limitare l’esposizione ai fattori di rischio principali: evitare di fumare, di assumere, per quanto possibile, farmaci a base di cortisone, di eccedere con i superalcolici. Inoltre bisogna fare attività fisica regolarmente ed esporsi al sole per permettere all’organismo di produrre vitamina D.

Nello specifico, gli esercizi più indicati sono quelli di resistenza: tapis roulant, jogging, bici, pesi. Per i pesi è essenziale procedere in modo graduale, senza sottoporsi a sforzi eccessivi. Fare attività fisica riduce il dolore e la rigidità ossea e rafforza il calcio nelle ossa.

Per quanto riguarda la dieta, aiuta consumare latte, yogurt e formaggi. Tra i formaggi l’emmental ed il parmigiano sono particolarmente indicati. E ancora: legumi, soprattutto ceci, fagioli e lenticchie, verdure, in special modo indivia, rucola e lattuga. Tra le spezie la più indicata per la salute delle ossa c’è il rosmarino. Infine, bere acqua minerale aiuta a rafforzare ulteriormente le ossa.

Per quanto riguarda la prevenzione dell’osteoporosi, le donne che stanno entrando in menopausa dovrebbero sottoporsi al MOC, un esame che misura la massa ossea. In caso di esposizione eccessiva al rischio di fratture, il reumatologo può decidere di prescrivere farmaci che riducono il riassorbimento osseo e favoriscono la ricostituzione delle ossa.

(Fonte www.benessereblog.it)

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Bassi livelli di Vitamina D? Tutti al Sole

Vitamina D, sole, osteoporosi: tre parole molto connesse tra di loro ed in auge in questo particolare periodo dell’anno. Per completare il cerchio io aggiungerei: carenza di vitamina D (nelle donne soprattutto) porta a problemi alle ossa, quindi osteoporosi.

Il rimedio? Abbronzarsi ed esporsi di più ai raggi del sole. La vitamina D, infatti, aiuta a fissare meglio il calcio nelle ossa, problema molto più presente nelle donne che negli uomini, soprattutto dopo e durante il periodo della menopausa.

Bassi livelli di vitamina D non fanno male solo alle ossa, però: possono dare disfunzioni a livello muscolare ed aumentare il rischio di fratture ed altri problemi di salute. E la maggiore esposizione al sole è l’unico rimedio, perchè la vitamina D negli alimenti (carni e pesci grassi) rappresenta solo il 10% del nostro fabbisogno.

Il tutto è stato ampiamente studiato da un biochimico della London Clinic, il quale consiglia un’esposizione giornaliera di viso ed arti di almeno 20 minuti, tre volte alla settimana, e senza protezione solare in questo periodo dell’anno in cui ancora si può, senza incorrere nei pericoli di cancro alla pelle. (fonte www.benessereblog.it)

La Salvia contro l’Osteoporosi, questa semplice pianta aiuta a Combatterla

Le virtù della salvia contro l’osteoporosi, l’indebolimento osseo che nelle donne si manifesta (o meglio, può manifestarsi) come conseguenza della menopausa. Si tratta di una patologia tanto diffusa quanto insidiosa, che può portare a facili fratture e progressiva limitazione nei movimenti. Evitarla è possibile, naturalmente, innanzi tutto grazie ad una corretta alimentazione, che preveda l’assunzione di cibi ricchi di calcio come latticini, acque minerali e vegetali verdi, e regolare esercizio fisico, e in secondo luogo anche attraverso semplici integratori naturali, in questo caso fitoterapici.

Come la Salvia Milthiorriza (SM), da sempre utilizzata dalla Medicina Tradizionale Cinese per combattere le patologie cardiache, e da oggi possibile rimedio per prevenire l’osteoporosi. A scoprire questa inedita virtù della salvia Milthiorriza sono stati i ricercatori coreani del Department of Pharmacology and Institute of Cardiovascular Research presso la School of Medicine della Chonbuk National University (Corea del Sud), coordinati dal dott. Yan Cui.
 
Attraverso uno studio condotto su modello animale, si è potuto osservare che le topoline che avevano subito l’asportazione delle ovaie (quindi messe in “menopausa” forzata) e a cui erano stati somministrati proprio estratti di SM per via orale per un tempo di 8 settimane, avevano le ossa più salde e la densità era certamente migliorata, rispetto alle cavie che non avevano assunto la salvia.
 
In pratica, questa piantina avrebbe il potere di diminuire lo stress ossidativo legato alla cessazione dell’attività ovarica e inibire la produzione di osteoclasti responsabili dell’impoverimento osseo, il tutto senza, ovviamente, effetti collaterali. Aspettiamoci dunque, in un prossimo futuro, di trovare nelle erboristerie degli estratti di Salvia Milthiorriza che permettano alle donne in menopausa di prevenire l’osteoporosi, come coadiuvante delle terapie preventive tradizionali. Buono a sapersi. (fonte salute.pourfemme.it)

La Soia, Proprietà e Benefici

La Soia è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Originaria dell’Estremo Oriente, è arrivata in Occidente solo tra il XIX e il XX secolo.
La diffusione della soia e dei suoi vari derivati, quali latte, yogurt, miso, tofu e tempeh (il tempeh è più noto come “carne di soia”), si deve al gusto, alla leggerezza e alla digeribilità di questo legume, nonché ai molteplici benefici attribuiti al suo consumo.

La Soia: Proprietà Nutrizionali

La soia è ricchissima di proteine, oltre il 35%, e contiene il 20% circa di grassi (monoinsaturi, polinsaturi e fosfolipidi quali la lecitina). Come tutti gli altri legumi, ha buone quantità di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e ferro, e di vitamine del gruppo B.

La Soia: Benefici

Da diversi anni, la comunità scientifica mostra grande attenzione per gli effetti positivi che il consumo regolare di soia ha sul nostro organismo.
Tale interesse nasce da alcuni studi epidemiologici realizzati in passato sugli abitanti dell’estremo oriente, studi che evidenziarono come alcune patologie  fossero meno comuni negli orientali rispetto a quanto avveniva presso la popolazione occidentale.
Gli esiti di tali studi indussero gli scienziati a supporre che la ragione della minore diffusione di queste malattie andasse ricercata nella dieta tipica delle popolazioni testate, in particolare nel consumo della soia e dei suoi derivati.
Così, nel corso degli anni, sono stati realizzati numerosissimi studi per verificare sperimentalmente l’influenza positiva della soia sulla salute umana.

Si sono avute diverse conferme del fatto che il consumo regolare di questo legume sia correlato ad un abbassamento dei livelli di colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e, di conseguenza, alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.

Altri benefici confermati riguardano l’efficacia della soia contro i sintomi che accompagnano la menopausa (vampate di calore, formicolii, sudorazioni notturne, irritabilità).
Questo effetto si spiega con la sua ricchezza di fitoestrogeni, in particolare di isoflavoni. Infatti, i disturbi che caratterizzano la menopausa sono provocati proprio dalla carenza di estrogeni naturali, e i gli isoflavoni sono in grado di riequilibrare tale carenza, riportando gli ormoni ai livelli corretti.

La presenza di fitoestrogeni, inoltre, pare essere in grado di esercitare un effetto protettivo contro l’insorgenza di altre patologie connesse al calo della produzione di estrogeni, come l’osteoporosi.

Infine, non mancano le ricerche che hanno evidenziato come la presenza di prodotti alimentari a base di soia nella propria dieta possa ridurre il rischio di morte e di recidive nelle donne affette da carcinoma mammario. Sempre in chiave antitumorale, negli ultimi anni ha preso sempre più corpo la presenza di una correlazione tra il consumo di soia e la prevenzione del cancro alla prostata, di quello al colon e, più recentemente, anche di quello ai polmoni.

Latte e Germogli di Soia

Il derivato più diffuso di questo legume è il latte di soia. Rispetto al latte di mucca, quello di soia ha meno calorie, è privo di colesterolo e contiene una buona quantità di grassi insaturi, detti “grassi buoni”.

Ottimi anche i germogli di soia, ricchi di minerali, vitamine ed aminoacidi essenziali e indicati per aiutare l’organismo a drenare liquidi e tossine, per stimolare la produzione di collagene e di elastina, rendendo tonica e morbida la pelle, per contrastare la fragilità di capelli e unghie e per alleviare lo stress e la stanchezza. (fonte www.megliosapere.info/)

Frutta secca, Amica della Linea

Come valutare l’incidenza della frutta secca sulla dieta ed il suo contributo al mantenimento del peso corporeo? Di tale questione si è occupato uno studio pubblicato su Nutrition Research, che ha preso in esame oltre 13.000 persone, considerando nel complesso il loro tenore di vita, il regime alimentare seguito ed il peso corporeo.

E’ emerso che coloro che inserivano regolarmente nella dieta quotidiana un quantitativo di almeno 20 grammi di frutta secca, avevano nel complesso un’alimentazione più sana e regolare rispetto a coloro che non ne consumavano affatto: assicuravano infatti al proprio organismo un apporto costante di vitamine A, E, K, sali minerali e fibre e manifestavano minori problemi di sovrappeso.

Quale il motivo? Molto probabilmente la scelta della frutta secca è in grado di appagare il desiderio di dolce ed il suo consumo evita di cedere alla tentazione di cibi con più elevato quantitativo di zuccheri e dunque decisamente più calorici di mandorle, nocciole o uvetta. Un ulteriore studio pubblicato sul British Journal of Nutrition documenta che le donne in menopausa che mangiano regolarmente prugne secche raggiungono livelli più alti di densità ossea. (fonte /www.freshplaza.it)

Dieci Prugne Secche al giorno in aiuto all’Osteoporosi

Non solo tanto calcio e vitamina D. Ora per proteggere e rafforzare le ossa contro il rischio osteoporosi basta mangiare circa 10 prugne secche al giorno. Lo spiegano i ricercatori delle universita’ americane Florida State e Oklahoma State, che hanno scoperto come le donne in menopausa possano tenere lontane le fratture anche mangiando una manciata di questi frutti disidratati ogni giorno.

Un sistema semplice contro un rischio che cresce con l’aumentare dell’età delle donne, soprattutto in menopausa. “Nel corso della mia carriera – spiega Bahram H. Arjmandi, autore dello studio per la Florida State – ho selezionato numerosi frutti: fichi, datteri, fragole e uva passa, e nessuno di loro si è avvicinato agli effetti benefici per la densità ossea che hanno le prugne secche”.  (fonte
www.freshplaza.it/)

Prugne e susine, una nuova prevenzione alimentare dell’osteoporosi

Leggo su papille vagabonde e riporto…

In questi giorni si è diffusa la notizia di uno studio fatto da Hooshmand S e c, pubblicato sul British Journaìl of Nutrition Maggio 2011 , il quale sottolinea che 100 g. di prugne secche al giorno possono ridurre la perdita di calcio ed migliorare i parametri d’ ossificazione. La notizia non è proprio nuova ma da diversi anni le proprietà delle prugne in merito alla prevenzione dell’osteoporosi è nota, tuttavia vorrei fare due osservazioni, non è mai un alimento da solo e in una sola fase della vita che può prevenire una malattia complessa come l’osteoporosi, va valutata l’alimentazione in generale e non solo quella, in merito alle prugne, va anche detto che 100 grammi di prugne secche al giorno non sono poi così facili da inserire nell’alimentazione della terza età, hanno un contributo calorico non indifferente e in taluni soggetti sensibili come coloro che hanno la sindrome da intestino irritabile potrebbero dare dei problemi non trascurabili.
 
Non è la prima volta che parlo di osteoporosi, un argomento che affronto spesso perché è un problema che coinvolge un numero alto di persone, una malattia che richiede più attenzione quando si è giovani, per raggiungere il picco di massa ossea, ma è una malattia del quale si diventa consapevoli quando è troppo tardi per intervenire.
 
Osteoporosi e l’equilibrio acido base
L’osteoporosi è una malattia multifattoriale fattori genetici, ma anche fattori ambientali come stile di vita sedentario, infiammazioni croniche e in particolare alcuni ricercatori come Sebastian A, Harris ST, Ottaway JH, Todd KM, Morris Jr, si sono concentrati sull’ equilibrio dell’acido base del nostro organismo. Osteoporosi secondo questi ricercatori sarebbe dovuta all’alterazione dell’equilibrio dell’acido base. Per sintetizzare dirò che è un sistema fisiologico che influenza la perdita e recupero del calcio nelle ossa che viene alterato dal nostro stile di vita, dalle nostre scelte alimentari e da fattori ambientali.
Come contrastare questo squilibrio nel nostro organismo nell’alimentazione consigliano una dieta meno ricca di cibi acidificanti come proteine animali, o cibi ricchi di sale con cibi alcalinizzanti come frutta e verdura che forniscono elementi come i sali di potassio utili per l’equilibrio dell’acido base. Nonostante su questa teoria io abbia delle perplessità, ha alcuni punti che sono interessanti e potrebbero fornire delle prospettive utili, non è casuale che diversi studi epidemiologici sulla popolazione della terza età hanno messo in luce la malnutrizione della terza età,  l’eccessivo consumo di proteine animali, l’eccessivo consumo di sale e la carenza di frutta e verdura nella dieta, potrebbe esserci una relazione.
 
Latte, Calcio e Osteoporosi qualche perplessità
In merito alle proteine del latte in rapporto all’osteoporosi il Prof. Walter Willett dell’ Università di Harvard  ha dichiarato in una intervista che non siamo riusciti a trovare una relazione tra la qualità ossea nei soggetti anziani e consumo di prodotti lattiero-caseari. L’osteoporosi è un problema di crescente preoccupazione per l’invecchiamento della popolazione, ma  il latte alimentare e i suioi porodotti non è la soluzione. L’esercizio fisico abbiamo visto e scientificato provato che aiuta, ma sull’utilità del consumo eccessivo di prodotti derivati del latte abbiamo poche prove
Credo sia importante dare voce anche a queste nuove idee e punti di vista, la ricerca non deve speventarsi di fronte e nuovi possibili contributi.

Oltre a una dieta più equilibrata nella prevenzione dell’ Osteoporosi il prof. Willet raccomanda  :
– Eseguire regolarmente esercizio fisico
– Le raccomandazioni dell’attenzione al consumo di omega-3, vi ricordate le tabelle dell’omega tre , pesce, noci e anche la Chia.
– Il controllo dell’assunzione della vitamina D
–  Il controllo e  l’assunzione di vitamina K , diversi studi hanno dimostrato l’importanza della relazione tra la vitamina K e la prevenzione dell’osteoporosi.
Quindi in questa nuova prospettiva l’assunzione di prugne e susine, rientra negli apporti raccomandati di frutta e verdura, le 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere vanno considerate come minimo, ora che ci sono le prugne fresche di stagione è un ottima idea consumarle come meglio piace, perché in qualsiasi caso oltre a migliorare il transito intestinale per la loro ricchezza d’acqua e fibre, potrebbero essere utili come prevenzione dell’osteoporosi, ma inteso come più consumo di frutta e verdura
Una nota sulle prugne, ricordate che un consumo giornaliero di prugne può all’interno di una dieta equilibrata diminuire i livelli di colesterolo cattivo LDL e contribuire a prevenire l’innalzamento del colesterolo sanguigno.
Consentitemi una piccola nota storica sulle prugne, la cui diffusione in Europa della Prugna (Prunus Domestica) la si deve alla diffusione dei conventi e dei monasteri, in particolare dell’ordine benedettino, la prugna che noi oggi conosciamo deriva da un incrocio di prugne selvatiche Prunus cerasifera et Prunus spinosa nella regione del mar caspio. Alberi di prugne selvatiche sono presenti in tutti i continenti. I monaci sceglievano gli alberi di prugno perchè si adattavano facilmente ai terreni fino all’altezza di 1.500 slm, i conventi erano sempre spesso sulle cime dei monti o dei colli, gli alberi di prugne fioriscono tardi e sono meno soggetti a gelate rispetto ad altri frutti, non necessitano di molto lavoro, in più i frutti potevano essere messi a seccare e costituivano un ottima fonte di zuccheri e riserva di provviste. La prugna di Damasco, che viene classificata come una varietà di Prunus domestica  compare nei giardini europei attorno al ‘400 , e darà origine alle più note mirabelles, quelle della foto.