Archivi del giorno: maggio 15, 2012

Alimentazione, 10 Consigli del nutrizionista per una Buona Digestione

Tenere a bada bruciori di stomaco, senso di gonfiore e pesantezza, stitichezza e tutti gli altri disturbi associati alla cattiva digestione potrebbe essere più facile del previsto, almeno secondo quanto si legge sulle pagine del Thelegraph, che in un interessante articolo sull’argomento riporta i consigli di Patrick Holford, nutrizionista britannico autore di diversi libri incentrati sulla tematica del benessere.

Le regole da seguire sembrano piuttosto semplici. E dato che secondo gli esperti, a causa di uno stile di vita e un’alimentazione non propriamente salutari, sembra quasi inevitabile che capiti a tutti di dover lottare con fastidi di questo tipo almeno una volta nella vita, sapere come comportarsi per allontanarli il più possibile può essere sempre utile. Ecco, dunque, i consigli di Holford:

  • Mangiate cibi facili da digerire come le verdure, il pesce e il riso. Limitate, invece, il consumo di grano, zuccheri, cibi fritti, caffè e alcol.
  • Non mangiate nei momenti di stress: livelli troppo elevati di adrenalina rallentano la digestione. Prendetevi una pausa, sedetevi, masticate bene e godetevi il pasto.
  • Programmate 3 pasti e 2 spuntini. In questo modo il sistema digerente non sarà sovraccaricato e avrete energie a disposizione tutto il giorno.
  • Fate una colazione abbondante, perché i livelli di zuccheri nel sangue sono più bassi al mattino. La sera, cenate almeno tre ore prima di andare a dormire o, comunque, non troppo tardi.
  • Mangiate la frutta a colazione o come spuntino, ma non alla fine dei pasti principali.
  • In caso di gonfiori o pesantezza dopo i pasti, considerate la possibilità di assumere enzimi che aiutano la digestione, soprattutto prima di consumare i cibi che causano il problema.
  • Prendetevi cura dell’intestino assumendo probiotici. Ve ne servono due tipi: A per acidophilus e B per bifidobatteri.
  • Eventuali danni causati dalle infezioni, dagli antibiotici o da un consumo eccessivo di alcol possono essere curati con l’aiuto della glutammina, “il migliore amico dell’intestino”.
  • Se sospettate di avere un’intolleranza alimentare eseguite test specifici per togliervi ogni dubbio.
  • Non esagerate con gli antiacidi: possono essere utili per brevi periodi, ma a lungo termine interferiscono con l’assorbimento di vitamina B12 e calcio. Attenzione anche ai farmaci antidolorifici, che possono danneggiare l’apparato digerente.

(Fonte www.benessereblog.it)

Le Fibre contrastano il rischio di Cancro al Colon

Una recente ricerca firmata da studiosi della Michigan State University (USA) sostiene che i supplementi di fibre introdotti grazie ad un’alimentazione particolarmente ricca di frutta e verdura costituiscano il nutrimento necessario affinché le cellule batteriche che risiedono nell’apparato digerente siano abbastanza forti da contrastare l’azione degli agenti aggressivi come i batteri nocivi, che scatenano infiammazioni e possono, alla lunga, dar vita a neoplasie.

Jennifer Fenton, coordinatrice della ricerca pubblicata sul Journal of Nutrition, spiega: “Alcuni batteri nel nostro corpo agiscono come cellule killer del cancro, eliminando infezioni causate da altri batteri e riducendo le infiammazioni, fattori di rischio dell’insorgenza del cancro al colon. Nel nostro esperimento, ratti di laboratorio cui avevamo somministrato pillole e supplementi probiotici avevano una maggiore produzione di batteri protettivi nell’apparato digerente. Questi supplementi, come il galacto-oligosaccaride, aiutano nell’assimilare le fibre contenute negli alimenti, riducendo la colite e quindi il rischio di sviluppare il cancro al colon”.

Un’altra ricerca, del resto, stabilisce nel 40 per cento la riduzione della possibilità di sviluppare un cancro al colon se si segue una dieta equilibrata e ricca di fibre vegetali. Lo studio, dell’Università di Cambridge, ha analizzato i dati di oltre 400.000 persone di nove paesi diversi: “Abbiamo diviso i partecipanti in 5 gruppi – ha spiegato la ricercatrice Sheila Bingham – in base al loro consumo di fibre. Scoprendo, così, che per il gruppo che ne mangiava di più il rischio di cancro al colon era ridotto del 40%”.

(Fonte: www.italiasalute)

I Pistacchi Riducono i livelli di Glicemia

La frutta secca ha tante proprietà importanti, nonostante sia molto calorica. Torniamo ancora una volta a parlare dei pistacchi, già eletti tempo fa lo snack ideale per perdere peso o mantenere la linea. Secondo una nuova ricerca pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition, i pistacchi sono in grado di controllare la glicemia.

Alcuni ricercatori del Canada hanno notato che questo tipo di frutta secca, nelle giuste proporzioni, agisce sul valore della glicemia. Per giungere a questa tesi hanno preso in considerazione un gruppo di adulti in sovrappeso, ma senza problemi di salute. Durante i test, le persone hanno consumato pistacchi in abbinamento con dei carboidrati (per l’esattezza pane bianco). I volontari sono stati divisi in tre gruppi e la dieta differenziava nella dose di frutta secca: 28, 56 e 84 grammi.

È emerso che maggiore era il consumo di pistacchi, ridotta era la risposta glicemica. Stando alle analisi, c’era una riduzione del 40 percento, se i pistacchi erano mangiati con il pane, rispetto al 20 percento dato dal solo consumo della pasta o del pane. Il dato quindi arrivava al raddoppio. Donatella Caruso, professore di biochimica all’Università degli Studi di Milano, ha dichiarato:

Per capire l’importanza di questo studio è necessario ricordare che “l’indice glicemico” di un alimento misura quanto i carboidrati forniti sono in grado di aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia). Più un alimento aumenta la glicemia, maggiore e più veloce è la secrezione di insulina da parte del pancreas e questo è correlato a un maggiore rischio di sviluppare diabete.

Si crede quindi che alcuni grassi, come quelli contenuti nell’olio d’oliva e nella frutta secca, siano in grado di modificare l’assorbimento dei carboidrati. Ma c’è di più, perché come abbiamo appena accennato all’inizio, la frutta secca oleosa contiene antiossidanti e acidi grassi molto importanti per le malattie cardiovascolari e la per la riduzione del colesterolo. Ciò vuole dire che questo prodotto deve essere assolutamente introdotto nella dieta, anche se in dosi moderate, perché estremamente calorico. Ma quando conviene mangiare i pistacchi? A merenda o prima dei pasti, perché diminuiscono il senso di fame e di conseguenza aiutano a mangiare meno.

(Fonte www.dietaland.com)

La Dieta delle Verdure di Stagione

La dieta delle verdure di stagione è il segreto per chi vuole dimagrire e stare in forma: consumare le verdure che possiamo trovare nell’orto, è anche il modo migliore per assicurarsi una salute di ferro. Spesso infatti ci limitiamo a consumare solo pochi tipi di verdure, anche se in realtà esistono tantissimi tipi diversi di verdure che fanno benissimo. Qualche esempio? Ottime le rape, il sedano rapa e il cardo che si può trovare con facilità nelle nostre campagne. Queste verdure sono infatti ricchissime di minerali e vitamine e aiutano soprattutto la ritenzione idrica, diminuendo la cellulite.

Come consumare le verdure di stagione
Le verdure di stagione possono essere consumate crude o cotte: non vi resta che scatenare la vostra fantasia e creare nuove ricette con questi ingredienti. Potrete così preparare delle ottime vellutate, per la sera, o dei mix di verdure cotte per accompagnare un piatto di pesce. Perché poi, se avete un giardino, ma basta anche un balcone abbastanza spazioso, non pensare di creare un orto per avere sempre verdure fresche? Ricordate però che se decidete di consumarle cotte, le verdure di stagione perderanno un po’ delle loro proprietà, rimanendo comunque degli alimenti ottimi e indispensabili. Contengono infatti vitamine antiossidanti, tra cui la vitamina C ed E, e il betacarotene, perfetti per contrastare i radicali liberi.

Quali sono le verdure da consumare per una dieta sana
Oltre ai classici pomodori, insalata e finocchi, ci sono anche delle verdure che potrete coltivare nel vostro giardino e che sono perfette per una dieta sana e per chi vuole perdere peso. Qualche esempio? Il topinambur, che è un tubero simile alla patata, è ricco di carboidrati, ma ha pochissime calorie, solo 25 per un etto di prodotto oltre ad essere molto ricco di calcio, ferro e magnesio. Hanno pochissime calorie anche le rape che possono essere consumate fresche in insalata ma anche cotte per creare delle buonissime vellutate. Infine, il sedano rapa, ha un’ottima quantità di fibre e ha solo 22 calorie ogni etto. Se amate fare passeggiate in campagna, conoscerete senza dubbio il cardo che è ottimo per la dieta dimagrante perché questa verdura contiene solo 9 calorie ogni 100 grammi.

Esempio di dieta delle verdure
Seguire la dieta delle verdure non è difficile. Ovviamente potrete variare gli ingredienti in base alle verdure di stagione: noi vi consigliamo sempre di acquistarle ad una mercato della frutta e della verdura e di verificare che siano di origine biologica. Ecco un esempio di menu per chi vuole seguire la dieta delle verdure. Per colazione una tazza di tè o caffè con 25 grammi di muesli e una spremuta di arancia. A pranzo 80 grammi di pasta con dei broccoli e delle acciughe da accompagnare con un’insalata mista di sedano rapa. Per cena invece potrete consumare una fesa di tacchino ai ferri o del pesce bianco con un’insalata di cavolo cappuccio e una macedonia mista. (fonte dieta.pourfemme.it)

Stitichezza Cronica: Cause e rimedi

La stitichezza cronica, o stipsi, è un problema molto diffuso del quale però non si parla molto volentieri per imbarazzo.
Il problema è che nella maggior parte dei casi la situazione non è neanche lieve, con tutta una serie di conseguenze sia lavorative che sociali che si vanno a creare. Infatti, il numero di persone che si rivolge al medico per esporre il proprio disturbo è esiguo rispetto a quello reale che, invece, ne soffre. In questo modo senza una diagnosi ed una terapia adatta la situazione si aggrava creando sempre più disagio e problemi durante la vita quotidiana. Secondo recenti indagini, infatti, anche il tempo e la qualità del lavoro vengono inevitabilmente danneggiati, sempre in base alla gravità del disturbo. Tutto ciò si riflette anche sul costo economico sociale a causa dell’assenteismo e della qualità del lavoro.

Uno studio, chiamato LIRS (Laxative Inadequate Relief Survey), condotto dai ricercatori della Doxa Pharma, ha evidenziato il numero dei pazienti che lamentano problemi di stitichezza cronica e la loro qualità di vita. I dati, raccolti da 39 centri di gastroenterologia italiani, hanno evidenziato che circa il 15-20% delle persone soffre di costipazione cronica, e che solo in un caso su quattro si tratta di una forma lieve. Per quanto riguarda il sesso, a soffrirne di più sono le donne (almeno l’80%) cinquantenni. Le persone che hanno presentato il loro problema lo descrivono come una vera e propria malattia cronica (per un paziente su due la propria salute non è buona e peggiora con il passare degli anni). Lo studio ha rilevato anche l’insoddisfazione ed i problemi che questi devono affrontare, a causa della stipsi, anche sul posto di lavoro: costretti ad assentarsi (si è stimata la perdita di almeno 4 ore di lavoro alla settimana in base alla gravità) e con una riduzione delle capacità lavorative ( del 20% nei casi di stitichezza lieve, ma addirittura del 35% in quelli più seri e gravi). Come accennato prima l’assenteismo e l’ansia di dover andare a lavoro (presenteismo), che scaturisce in una riduzione della capacità e della concentrazione, si riflettono in maniera negativa sul costo economico sociale: secondo l’indagine si perdono circa 1.500 euro l’anno. Insomma un disturbo che causa una serie di problematiche sia personali che sociali, ecco perché è necessario parlarne con gli specialisti cercando di evitare tutto ciò.

Cause e rimedi della costipazione cronica

Si parla di stipsi cronica non quando si ha una riduzione nel numero di evacuazioni al giorno o alla settimana, ma quando accade che in almeno una di queste su quattro si avvertono dei fastidi o dolori: sforzo eccessivo, feci dure e aride, sensazione di pesantezza addominale o di ostruzione nonostante la defecazione. Tutto questo innesca un meccanismo di ansia e nervosismo che peggiora solamente la situazione. Infatti, il disagio che si crea, e quindi anche un coinvolgimento di tipo emotivo può causare un peggioramento della situazione. Le cause possono essere molteplici da un’alimentazione sbagliata, alla sedentarietà, a condizioni particolari di vita e lavoro, a farmaci. Per quanto riguarda i rimedi, secondo gli esperti, la cosa principale è rivolgersi per qualsiasi problema, senza aspettare e facendosi dei problemi di imbarazzo, agli specialisti del settore. Anche perché le soluzioni saranno rivolte sicuramente nel migliorare e modificare proprio le cause del problema (quindi si agirà sulla dieta incrementando l’apporto di fibre frutta e verdura, sull’esercizio fisico, sulla psicologia della persona, sulla terapia farmacologica).

(Fonte www.tantasalute.it)