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La Frutta che contiene Potassio per una sana alimentazione

La frutta che contiene potassio è fondamentale per impostare una dieta corretta per tutti coloro che amano alimentarsi in modo sano. Il potassio è un elemento davvero importantissimo per il nostro benessere: la carenza di potassio, dovuta soprattutto a vomito prolungato, diarrea o a disturbi metabolici può portare stanchezza muscolare, nausea, disattenzione, ansia, sonnolenza ma anche gravi complicanze come l’aritmia cardiaca. Il potassio, come sottolineato anche da recenti studi dell’Università di Napoli, è molto importante per la funzionalità dei muscoli ma anche del cuore.

Un recente studio dell’Università di Napoli ha evidenziato come il potassio protegge il cuore e previene l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Il potassio è comunque conosciuto dalla maggior parte delle persone per la capacità di proteggere i muscoli dai crampi. Sappiamo anche che, tra la frutta, le banane sono ricchissime di potassio come anche l’uva, l’avocado, la quinoa e le bacche di goji. Il potassio, fondamentale in una dieta equilibrata, è un minerale e costituisce circa il 5 % di tutti i minerali che fanno parte del nostro organismo: è anche fondamentale nel processo di sintesi delle proteine e degli aminoacidi. Il fabbisogno di potassio giornaliero, per gli adulti è di circa 3100 mg.

La frutta più ricca di potassio

Oltre alle famose banane, contiene molto potassio anche la frutta secca: mandorle e noci, ma anche albicocche e banana disidratata. Sono ricche di potassio anche le arance, le patate e il kiwi. Vi proponiamo quindi una utile tabella, che riassume i tipi di frutta più ricchi di potassio in cui indichiamo, di seguito, i mg di potassio contenuti in 100 gr di prodotto:

Albicocche, disidratate 1260
Pesche, disidratate 1229
Fichi, secchi 1010
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Pesche, secche 950
Uva, secca 864
Prugne secche 824
Mandorle dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Castagne, secche 738
Mele, disidratate 730
Arachidi, tostate 680
Cocco, essiccato 660
Noci pecan 603
Anacardi 565
Nocciole, secche 466
Avocado 450
Olive nere 432
Kiwi 400
Castagne 395
Ribes 370
Noci, secche 368
Macadamia 363
Banane 350
Melone d’estate 333
Albicocche 320
Melagrane 290
Cocomero 280
Fichi 270
Pesche senza buccia 260
Mora di rovo 260
Cocco 256
Ananas 250
Mango 250
Nespole 250
Anona 250
Pompelmo 230
Ciliege 229
Feijoa 225
Lamponi 220
Mandarini 210
Prugne gialle 202
Passiflora 200
Arance 200
Uva 192
Prugne 190
Fichi-d’india 190
Loti o kaki 170
Babaco 169
Mirtilli 160
Mandaranci 160
Fragole 160
Guava 150
Albicocche, sciroppate 150
Litchi 150
Papaia 140
Limoni, succo 140
Limoni 140
Mele fresche – golden 132
Clementine 130
Pere fresche, senza buccia 127
Mele fresche senza buccia 125
Uva, succo, in cartone 120
Amarene 114
Pesche, sciroppate 110
Mele fresche – renette 105
Cocktail di frutta sciroppata 95
Ananas, sciroppato 79
Ciliege, candite 24

Gli alimenti più ricchi di potassio

Ed ecco invece tutti gli alimenti più ricchi di potassio, utili per integrare una dieta equilibrata. La quantità di potassio è qua di seguito indicata in mg per 100 gr di prodotto:

Salsa tomato ketchup 5901
Tè, in foglie 2160
Caffè, tostato 2020
Soia, secca 1740
Farina, soia 1660
Latte scremato 1650
Fagioli borlotti 1478
Fagioli cannellini, secchi, crudi 1411
Pepe nero 1260
Albicocche, disidratate 1260
Crusca di frumento 1160
Piselli, secchi 990
Lenticchie, secche, crude 980
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Ceci, secchi, crudi 881
Farina di castagne 847
Germe di frumento 827
Prugne, secche 824
Minestrone liofilizzato 800
Mandorle, dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Acciuga o alice, sott’ olio 700
Arachidi, tostate 680
Prezzemolo 670
Patate, fritte 660
Fagioli borlotti, freschi, crudi 650
Lievito di birra, compresso 610
Noci, secche 603
Aglio 600
Patate, crude 570
Patate, arrosto 570
Patate, bollite, con buccia 570
Patate, cotte al microonde 570
Anacardi 565
Spinaci, crudi 530
Bresaola 505
Pollo, petto, senza pelle, saltato in padella 497
Frumento, duro 494
Pollo, sovracoscio, senza pelle, cotto al forno 488
Speck 484
Agnello cotto al forno 475
Salame, Brianza 473
Rughetta o rucola 468
Nocciole, secche 466 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Contro la Degenerazione maculare la prevenzione con l’aiuto dell’Uva

La degenerazione maculare è quella malattia che determina un graduale degrado della zona centrale della retina. A lungo termine la malattia può portare anche alla cecità, soprattutto nelle persone anziane. I sintomi della degenerazione maculare consistono nella deformazione delle immagini e in una diminuzione della vista, che interessa la zona centrale del campo visivo. Le cause della patologia sono da individuare nell’invecchiamento dell’occhio, che determina un minor afflusso di sangue e quindi, con il tempo, un deterioramento dei tessuti della retina.

Si è scoperto che l’uva è un’alleata nella prevenzione della degenerazione maculare. Lo hanno messo in evidenza gli studiosi della Fordham University di New York. I nutrienti contenuti nell’uva sarebbero in grado di combattere l’atrofizzazione delle cellule, che hanno il compito di provvedere alla visione centrale.

I ricercatori hanno riscontrato grandi benefici in quei pazienti anziani, i quali avevano consumato l’uva a partire da quando erano giovani.

Sarebbe tutto merito degli antiossidanti. La ricerca scientifica ha infatti dimostrato che proprio il processo ossidativo si rivela determinante nell’incorrere nella degenerazione maculare.

Gli antiossidanti dell’uva sarebbero ancora più efficaci della luteina, che è un’altra sostanza antiossidante, in genere contenuta negli spinaci, nell’insalata verde, nei piselli e nei porri e che è considerata fondamentale per proteggere la vista, per la sua azione contro i radicali liberi e per essere capace di aumentare la densità ottica del pigmento maculare. (fonte www.tantasalute.it)

L’Uva contrasta la perdita della Vista

Per alcune persone, mangiare uva da tavola può rallentare o prevenire l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età (AMD), una patologia debilitante che affligge milioni di persone anziane in tutto il mondo. Lo sostiene la Commissione per l’uva da tavola della California, citando un nuovo studio.

 

Secondo lo studio, condotto presso la Fordham University e pubblicato in Free Radical Biology and Medicine, responsabile di questi effetti protettivi è l’azione antiossidante dei frutti.

 
Finanziato dalla sezione di oculistica del National Institutes of Health e dalla stessa Commissione per l’uva da tavola, la ricerca ha confrontato gli effetti sulla vista di una dieta ricca di antiossidanti su popolazioni di topi inclini a sviluppare danni alla retina in età avanzata, in modo più o meno simile agli esseri umani. I topi sono stati nutriti con una dieta arricchita di uva, con una a base di luteina e una normale.

 

Lo studio ha scoperto che la dieta arricchita di uva proteggeva contro il danno ossidativo della retina e preveniva la cecità. Sebbene anche la luteina sia efficace, l’uva si è dimostrata ancora più valida.
“L’effetto protettivo dell’uva in questo studio è stato evidente, offrendo un chiaro beneficio per la protezione della vista negli anziani, anche se l’uva viene consumata solo in giovane età” ha detto Silvia Finnemann (nella foto accanto), capo del Dipartimento di scienze biologiche presso la Fordham University di New York.
 
La dott.ssa Finnemann ha spiegato che il suo studio suggerisce anche come la perdita della vista correlata all’età sia il risultato di un danno ossidativo cumulato nel tempo: “Una dieta prolungata arricchita di antiossidanti naturali, come quelli dell’uva, sembra essere direttamente vantaggiosa per la salute e la funzionalità della retina” ha scritto.

“Non stiamo suggerendo di mangiare ossessivamente l’uva, ma che nutrirsi durante la propria vita di antiossidanti naturali può fare la differenza per i cambiamenti dell’occhio umano nel corso del tempo”.

 
I suoi tre anni di ricerche hanno anche dimostrato che, per essere efficace, la dieta a base di alimenti ricchi di antiossidanti dovrebbe iniziare prima dell’età avanzata, preferibilmente da ragazzi o giovani adulti.
 
I topi che sono stati nutriti con porzioni a base di uva o ricche di luteina solo al raggiungimento dell’età equivalente ai 60 anni di un uomo non hanno invece mostrato miglioramenti della retina, ha continuato. “Una volta che i cambiamenti negativi sono avviati, potrebbe essere troppo tardi per invertirli”.
 

La AMD è una malattia degli occhi progressiva, che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. E’ la principale causa di cecità negli anziani. Si pensa che il danno e lo stress ossidativo svolgano un ruolo fondamentale nello sviluppo della AMD. (fonte www.freshplaza.it)

L’Uva nella Dieta? Via libera. A patto che…

Tutti i nutrizionisti concordano sul fatto che l’uva, il frutto principe della tavola di settembre e inizio ottobre, sia un alimento decisamente straordinario: è ricchissimo di vitamine, sali minerali e zuccheri. Aiuta a stimolare l’appetito e ha proprietà diuretiche e lassative. In più, è anche molto nutriente, tanto che qualcuno l’ha addirittura ribattezzata il “latte vegetale”. Esattamente come il latte, fa bene a tutti: bambini, adulti e anziani. E allora? Possibile che non ci sia nessuna controindicazione? Come la mettiamo se stiamo seguendo una dieta?

L’importante è non esagerare
L’uva è ricca di zuccheri (in 1 kg ce ne sono ben 150 g), al punto che chi soffre di diabete dovrebbe evitarla. Ma un frutto così energetico può sposarsi alle esigenze della bilancia?
Ebbene sì. L’importante è non dimenticare mai una regola semplice, ma in questo caso fondamentale: non esagerare con le quantità. Sarebbe un grave errore privarsi di un alimento così importante per il nostro organismo, per paura di mettere su peso. E allora, atteniamoci al buon senso: nell’impossibilità di stabilire una dose media buona per tutti, limitiamoci a un grappolo di media grandezza al giorno. Vedrete, ripercussioni negative non ce ne saranno. In compenso, ci guadagnerete in salute.
Già, perché tutti gli elementi che compongono la frutta in genere, e l’uva in particolare, sono preziosi:

  • le foglie contengono i tannini, sostanze antiossidanti dalla forte azione vitaminica in grado di tonificare e proteggere i vasi capillari: potete usarle anche in cucina in varie ricette. Lavate e sbollentate in acqua salata, per esempio, sono uno degli ingredienti di un tipico piatto greco, i “dolmates” (riso avvolto in foglie di vite).
  • La polpa è la parte del frutto dove si concentrano le virtù dell’uva: ricca di zuccheri (glucosio, fruttosio, levulosio e saccarosio, molto nutrienti), di vitamine (C e del complesso B) e di sali minerali (potassio, ferro, sodio e magnesio). Questi ultimi, attivando la funzione dei reni, favoriscono l’eliminazione delle scorie dall’organismo e rallentano la corsa verso l’invecchiamento.
    • La buccia, grazie alla presenza di fermenti e cellulosa, facilita l’attività intestinale.
    • I semi (tecnicamente chiamati vinaccioli)contengono il 65% dei polifenoli totali dell’uva, la cui natura e proporzioni variano in funzione del vitigno, del terreno, del sole ecc. Insomma, ad ogni tipo d’uva corrispondono polifenoli diversi. Ma cosa sono i polifenoli e a cosa servono? Sono sostanze naturali che hanno una potente azione antinvecchiamento, in grado cioè di combattere sia la produzione dei radicali liberi sia di aiutare ogni singola cellula a proteggersi.

      Infine, quanta possiamo consumarne? Nell’impossibilità di stabilire una dose media buona per tutti, se le nostre condizioni di salute sono buone e non abbiamo particolari necessità nutrizionali, limitiamoci a un grappolo di media grandezza al giorno. (fonte staibene.libero.it)

L’Uva: un Frutto Speciale, anche in Gravidanza

L’uva, un frutto di stagione che ha una moltitudine di proprietà importantissime.

Nell’uva sono presenti una buona quantità e varietà di minerali (potassio, ferro, calcio, zinco, rame…), vitamine del gruppo B, vitamina A e C, oltre ad essere energetica, rimineralizzante, disintossicante, diuretica e lassativa.

E’ ideale da consumarsi nei casi di anemie e nelle convalescenze, in gravidanza e nel periodo dell’allattamento, durante sforzi fisici e psichici; ne traggono inoltre giovamento i sofferenti per dolori artroreumatici, gli obesi, gli stitici e tutti coloro che hanno il metabolismo rallentato.

L’uva è anche ottima per gli ipertesi, per chi ha eczemi e impurità cutanee e per mantenere giovani e attive tutte le cellule. Essa infatti stimola soprattutto i tre grandi organi (il fegato, i reni e l’intestino) che eliminano dall’organismo le sostanze inquinanti e tossiche.  (fonte www.freshplaza.it)

I sette Auper-Alimenti dell’Autunno

L’autunno porta con sé, oltre che le foglie cadenti degli alberi, anche i primi acciacchi pre-invernali (raffreddori, tossi e influenze). Abbiamo parlato tantissime volte di quanto è importante fare prevenzione in questi casi, per evitare poi di imbottirsi di farmaci nel corso dell’inverno. Ma una mano ci può essere data anche dall’alimentazione, in particolare da 7 alimenti tipici, appunto, dell’autunno.

Partiamo con la frutta. Due mandarini al giorno ci assicurano già la razione quotidiana di vitamina C, utilissima in questa stagione per il nostro sistema immunitario; i cachi sono il frutto anti-stanchezza per eccellenza, dall’effetto energizzante, ricchi in vitamine A, C e K; infine l’uva, che protegge la pelle dal freddo ed è ricca in polifenoli, che contrastano la diminuzione di elastina e collagene.

Tra gli ortaggi troviamo, invece, cavoli e simili, ufficiali armi anti-smog ed anti-anemia, grazie all’elevato contenuto in sostanze antiossidanti; i funghi che combattono lo stress, l’ansia e la tensione, poiché ricchi in vitamine del gruppo B; le cipolle, che mantengono pulito il sangue, poiché ne controllano i livelli di glucosio e la zucca, che difende in particolare la salute dei polmoni. (fonte www.benessereblog.it)

Carciofi, Uva e Pere contrastano l’Invecchiamento della Pelle

Dai carciofi alle pere, dal riso integrale al succo d’uva nera, sono questi alcuni degli alimenti con elevatissimo potere antiossidante che rappresentano preziosi alleati per contrastare l’invecchiamento della pelle.

E’ quanto afferma la Coldiretti che, nell’ambito della Biodomenica 2011, ha presentato ed esposto le ricette antirughe della cucina biologica con la prima classifica “top ten” dei cibi che aiutano l’organismo a difendersi dai radicali liberi, responsabili della formazione delle fastidiose rughe. I radicali liberi infatti – sottolinea la Coldiretti – sono favoriti, nella loro proliferazione, da una dieta sbagliata, spesso unita al fumo e dall’inquinamento. E’ quindi importantissimo oggi il ruolo del buon cibo per contrastare l’invecchiamento della pelle anche a  tavola.

I prodotti dell’agricoltura biologica – spiega la Coldiretti – si caratterizzano per un più elevato potere antiossidante che è stato possibile calcolare in modo scientifico sulla base della ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity), ossia della capacità di assorbimento dei radicali dell’ossigeno per proteggere le cellule della pelle dal danno ossidativo.

Nella speciale classifica redatta dalla Coldiretti, tra gli alimenti di stagione quelli che contengono maggior unità di ORAC (capacità antiossidante) e quindi compongono la top-10 della bellezza a tavola ci sono: i carciofi (un carciofo vale 9.828 unità ORAC), il succo d’uva nera (un bicchiere vale 5.216 unità ORAC), i mirtilli (una tazza vale 3.480 unità ORAC), le pere (un frutto vale 3000 unità ORAC), le melanzane (una bacca vale 2.463 unità ORAC), i peperoni rossi (uno vale  2.463 unità ORAC), gli spinaci cotti (una porzione per 2.042 unità ORAC), le cipolle rosse (una porzione per 1.900 unità ORAC), il prezzemolo fresco (2 grammi per 1.473 unità ORAC) e il kiwi (un frutto per 1.220 unità ORAC).

Da diverse ricerche si è rilevato che, per combattere l’invecchiamento, la quantità di ORAC da assumere giornalmente è di 2000 unità. La Coldiretti, nel corso della Biodomenica 2011, ha presentato, quindi, diverse ricette antirughe che, grazie ad una sapiente miscela di ingredienti, assicurano il giusto apporto di unità ORAC giornalieri.

La lista è lunga e va dagli antipasti al dolce. Per chi volesse subito approfittare di un’elevatissima quantità di ORAC – informa la Coldiretti – si può provare un ottimo piatto di riso integrale e polpettine di ceci che garantisce quasi 24.000 unità ORAC o una buonissima pasta al sugo di carciofi e pomodoro che assicura oltre 23.000 unità ORAC. Come contorno, invece, perfetti risultano gli spinaci ripassati che ci forniscono oltre 4.500 unità e ancora una squisita tartare di verdure con peperone rosso, sedano bianco, cipolla, pane raffermo, zenzero, aceto balsamico e insalata che ci regala oltre 3.000 unità ORAC.

(fonte www.freshplaza.it)