Archivi tag: vitamine

Raw Food, la filosofia del Crudismo

Raw Food è molto più di una semplice dieta, è una filosofia alimentare che nasce dal regime vegetariano e si basa sul consumo di frutta e verdura cruda. Per questo motivo, in Italia, è chiamata semplicemente crudismo. Arriva dagli Stati Uniti e ha conquistato il cuore di molte star, tra i seguaci troviamo anche Demi Moore, Mel Gibson, Prince, Uma Thurman, Carol Alt. A differenza di quanto si possa credere, il Raw Food non è una semplice moda, ma un modo di interpretare il benessere: mangiare cibo crudo vuol dire rispettare l’ambiente, non inquinare e possibilmente acquisire tutti i nutrienti all’interno del frutto. È ovvio che, nonostante i buoni propositi, anche questo tipo di alimentazione ha i suoi limiti.

La prima considerazione da fare è di tipo storico: l’uomo, prima scoprire il fuoco, aveva già un’alimentazione Raw food. Si nutriva, infatti, di frutta e bacche, ovviamente consumate in modo crudo. È successivamente alla scoperta del fuoco che diventa onnivoro, inizia a consumare carne e cambia totalmente la sua alimentazione. Il fuoco, infatti, rende il cibo più morbido e saporito, ma ne altera anche le proprietà. Come abbiamo detto in molte occasioni, la cottura può danneggiare la struttura dell’alimento. Spesso si disperdono le vitamine, si distrugge il contenuto enzimatico oppure si sviluppano sostanze dannose (vedi il classico annerimento durante la griglia, dagli esperti considerato cancerogeno).

Chi sono i crudisti?

I crudisti sono convinti che i cibi non debbano essere mai cotti sopra ai 40° perché gli alimenti sono vivi e a temperature diverse li uccideremmo. È stato dimostrato, per esempio, che l’uso del microonde provoca una riduzione del 30-40 per cento del contenuto di vitamina B12 del latte. E’ tanto comodo la mattina mettere la nostra tazza nel fornetto e questo è il risultato. Di base hanno rivalutato la composizione dei piatti: siamo abituati a considerare la frutta e la verdura come un semplice contorno o uno spuntino. I crudisti, invece, pongo proprio al centro dei loro piatti questi due ingredienti.

Il crudismo fa bene?

Il crudismo fa bene e non è dannoso per la salute, ma deve essere seguito con un po’ di attenzione. Esattamente come per la dieta vegetarianail consiglio è quello di non smettere all’improvviso di mangiare carne e basta, ma di andare da un esperto, un nutrizionista vegetariano e/o vegano, per stabilire una dieta ben equilibrata. Sicuramente il Raw Food permette di contrastare il rischio obesità, ipertensione, ma anche le malattie cardiovascolari. Bisogna però stare molto attenti a non creare delle carenze alimentari: il corpo ha bisogno anche di proteine ed è importante che quelle animali siano sostituite con quelle vegetali, ma con consapevolezza. Il rischio più grave è la mancanza di ferro, calcio, vitamina B12 e D. Inoltre, non fate questa scelta solo per imitazione: non è l’esempio di un amico o di un vip che può spingervi verso una decisione simile. Ci vogliono ragioni più profonde e maturate dentro di sé.

 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Piselli tante proteine di qualità con Poche Calorie

La pianta del pisello (Pisum sativum) può essere nana o rampicante, le foglie sono composte con i fiori bianchi o gialli, e i frutti, chiamati baccelli, caratterizzati dalla forma curva, contengono al loro interno i semi di colore verde (fino a dodici per baccello), che sono la parte commestibile della pianta. La provenienza non è molto chiara, ma sappiamo che la loro origine è sicuramente orientale. La tesi più avvalorata è che la loro origine sia la Mesopotamia, intorno al III millennio a.C. e che da qui sarebbero giunti nell’area mediterranea, entrando a far parte in modo stabile della dieta dei Greci e dei Romani. Oggi sono largamente coltivati in tutta l’Europa Centrale e in quella Meridionale, e sono diffusissimi in Italia, dove si possono trovare nelle varietà lisce o rugose, gialle o verdi, interi o sgusciati o spezzati. Insieme alle lenticchie, fagioli, ceci e la soia fa parte della famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), che hanno in comune una caratteristica, contengono un’elevata quantità di aminoacidi, al punto da essere i vegetali che ne sono più ricchi; sono carenti solo di metionina e cisteina che si trovano invece negli aminoacidi dei cereali, che a loro volta mancano di lisina, la quale è contenuta nei legumi. Per questo motivo legumi e cereali si completano a vicenda, dando origine a un contenuto proteico di alta qualità.

Il pisello è un ortaggio che ha una composizione nutrizionale molto interessante. Ricco di carboidrati, aminoacidi, fibre, vitamine e sali minerali, contiene invece una una modesta quantità di calorie (80 kcal ogni 100g). Il contenuto di carboidrati varia a seconda del grado di maturazione, minimo e con molta acqua all’inizio, alto e perfino altissimo quando è secco. Le fibre solubili sono tante, rappresentano circa il 4-6% del peso totale del pisello e sono molto  efficaci per i problemi intestinali e per la stitichezza;  è stato inoltre dimostrato che un’alimentazione a base di cibi ricchi di fibre solubili permette di ridurre i livelli di colesterolo e, restando più a lungo nello stomaco, stabilizzano la glicemia. Alto è anche il valore proteico dei piselli, maai quali mancano gli aminoacidi essenziali che si trovano però nei cereali, quindi usare il pane durante il pasto con i piselli è un modo di ottimizzare l’uso delle proteine. Anche le vitamine sono presenti nei piselli in notevole quantità, fra queste tutte le vitamine del gruppo B escluso la B12, la vitamina C e la vitamina E.
Essendo ricchi di vitamina C, rafforzano le difese naturali dell’organismo. I piselli non contengono colesterolo, e sono pertanto consigliati anche per chi soffre di alti valori di lipidi, contengono invece una modesta quantità di fitoestrogeni, generalmente usati per abbassare i sintomi della menopausa. Importante è anche l’elevato contenuto di minerali, ferro e fosforo in particolare, presenti in questi legumi. Contenendo poche calorie e assenza di colesterolo, i piselli, si rivelano un ottimo alimento per regimi dietetici che vogliono perdere peso, sono deliziosi e danno velocemente il senso di sazietà. Contengono meno amidi degli altri legumi e perciò sono assai più digeribili. Hanno un effetto benefico nella prevenzione di infezioni virali dell’intestino.
I piselli sono tra i legumi più comunemente consumati e sono di norma ben tollerati, ma in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie. (fonte www.florablog.it)

I Cereali

Noi italiani siamo abituati a pensare soltanto alla pasta quando si parla di cereali, e invece questo è un mondo ben più ricco!
I cereali che mettiamo in tavola devono essere variati, in qualsiasi negozio di alimentazione naturale potremo trovare l’avena, l’orzo, il grano saraceno, il riso, il farro, il miglio, il mais, il kamut® e i più rari amaranto e quinoa.
Si possono mangiare in minestra ma anche in insalata, ricette facilissime, rapidissime e ricche di nutrienti preziosi.L’uso eccessivo di farine raffinate ha portato ad un deficit di vitamine (gruppo B), minerali (calcio e magnesio) e oligoelementi (selenio e zinco) che sono contenuti nella parte più esterna del chicco, per cui largo ai cereali integrali da alternare con gli altri!
(fonte www.altrasalute.it/)

Cetrioli, Proprietà e Benefici

La pianta del cetriolo, nome scientifico Cucumis Sativus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, cresce generalmente in paesi con clima caldo o temperato; il cetriolo è originario probabilmente dell’ Himalaya dove appunto si hanno notizia delle prime coltivazioni di questo ortaggio.
Il cetriolo si presenta con una forma allungata la cui lunghezza può arrivare a 30 cm., la buccia è di colore verde scuro ricoperta da piccole protuberanze mentre la polpa è di colore verde chiaro con all’interno i semi bianchi.
Le varietà più diffuse in Italia sono il Parigino, il Verde Lungo d’Italia, il Marketer ed il Mezzo Lungo Bianco; le regioni in cui viene maggiormente prodotto il cetriolo sono invece Lazio, Veneto e Puglia.

I cetrioli contengono il 96,7 % di acqua, il 2,1% di carboidrati, zuccheri, ceneri, proteine, grassi, fibre ed amido; i minerali contenuti nel cetriolo sono il calcio, il potassio, il fosforo, il sodio, il magnesio ed il fluoro. In piccolissima percentuale troviamo invece zinco, rame e manganese.Sul fronte delle vitamine citiamo: vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, k e J; presente in bassissima percentuale anche la vitamina E; gli zuccheri presenti nei cetrioli sono destrosio e fruttosio.
Questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, cistina, fenilananina, glicina, isoleucina, lisina, leucina, serina, treonina, valina e prolina.

I cetrioli sono molto ricchi d’acqua e per questo motivo posseggono proprietà depurative e rinfrescanti in grado quindi di apportare benefici ai reni; grazie al loro apporto calorico molto basso e soprattutto al loro contenuto di acido tartarico, i cetrioli sono spesso inseriti in svariate diete dimagranti. L’acido tartarico ha infatti la proprietà di impedire che i carboidrati immessi nel nostro organismo si trasformino in grassi.Oltre a queste caratteristiche il cetriolo ha proprietà antinfiammatorie e diuretiche ed è in grado di contrastare la gotta e l’artrosi; il suo consumo è consigliato anche per la prevenzione dei calcoli ai reni ed alla vescica e, in quanto quasi privo di zuccheri, è un alimento indicato per tutti quei soggetti con glicemia alta ed a rischio diabete.In ultimo la sua assunzione si è rivelata utile anche in casi di febbre, raffreddore e disturbi legati al raffreddamento in generale; i suoi semi hanno rivelato vere e proprie proprietà vermifughe, in particolar modo della tenia, anche se ultimamente, a causa delle condizioni igieniche migliorate, questa patologia è molto più rara rispetto al passato.

Il cetriolo contiene inoltre sostanze in grado di attenuare e contrastare le infezioni della pelle, per questo motivo viene spesso utilizzato per la produzione di maschere di bellezza ed è quindi molto indicato per la cura della pelle.
I dermatologi consigliano il suo impiego anche in caso di scottature dovute all’esposizione ai raggi del sole e, se utilizzato in modo costante, pare sia in grado di rallentare l’insorgere delle rughe. Con la polpa del cetriolo si ottengono maschere rinfrescanti, con i semi si preparano invece maschere rassodanti mentre il succo è utilizzato per fare impacchi a carattere lenitivo su pelli particolarmente irritabili.

Un vecchio “rimedio della nonna” sostiene che per ridurre il gonfiore degli occhi, ravvivare le sguardo e ridurre le borse sotto agli occhi è necessario applicare due fette di cetriolo sugli occhi per un quarto d’ora.

L’acido tartarico presente nei cetrioli come abbiamo visto svolge un ruolo importante nel metabolismo del corpo umano; questo acido viene però distrutto dal calore della cottura e per questo motivo è indispensabile mangiare i cetrioli crudi. Siccome la digestione dei cetrioli crudi risulta difficile nella maggior parte dei casi c’è chi consiglia di tagliarlo a fette e di metterlo sotto sale qualche ora prima di consumarlo per ovviare a questo “inconveniente”.

Dopo l’acquisto i cetrioli possono essere conservati in frigorifero per un periodo non superiore ai dieci giorni.

I cetrioli con dimensioni più piccole vengono generalmente utilizzati per la conservazione sott’ aceto. (fonte http://oknotizie.virgilio.it)

Menopausa: i rimedi Naturali

Per molte donne il cammino verso e attraverso la menopausa può essere difficile, accompagnato da sintomi spiacevoli, fisici, mentali ed emotivi.

Fluttuazioni ormonali, aumento del peso corporeo, sbalzi di umore, depressione, notti insonni, dolori articolari e vampate di calore sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano la cosiddetta sindrome premenopausa, ma che fortunatamente possono essere agevolmente controllati ed alleviati ricorrendo a vitamine e minerali che si possono assumere attraverso una sana e corretta alimentazione composta soprattutto da frutta e verdura.

E’ risaputo inoltre che il fabbisogno di alcuni nutrienti aumenta durante la menopausa, ed è spesso pertanto necessaria una loro integrazione specifica. Tra questi nutrienti si ricordano la vitamina D, il calcio, il magnesio e lo zinco.

Vitamina D. Il principale ruolo della vitamina D è il mantenimento di adeguati livelli plasmatici di calcio, in grado di proteggere le ossa dalla demineralizzazione e quindi prevenire l’osteoporosi.

E’ noto che durante la menopausa il processo di demineralizzazione delle ossa accelera enormemente, ed è proprio per questo che l’integrazione della dieta con vitamina D viene sempre raccomandata dalla maggior parte dei medici. Una quotidiana esposizione al sole assicura una buona dose di vitamina D.

Calciomagnesio e zinco. Il calcio rappresenta il principale minerale dell’organismo ed è presente in massima concentrazione nei tessuti duri delle ossa e dei denti.

Oltre ad un ruolo strutturale nella composizione delle ossa, il calcio svolge numerosi altri ruoli nell’organismo, tanto che una sua carenza può condurre, oltre che all’osteoporosi e ad un aumentato rischio di fratture ossee, a debolezza muscolare, palpitazioni cardiache, insonnia, irritabilità e fragilità delle unghie.

La perdita di calcio dalle ossa inizia in genere dopo i 30 anni di età, ed è particolarmente marcata nelle donne durante la menopausa. E’ per questo che la dieta dovrebbe essere arricchita con alimenti ad alto contenuto in calcio (tra i vegetali si trova in quelli a foglia verde, fagioli, soia, lenticchie, piselli e patate).

Per favorire l’assorbimento intestinale del calcio, è utile inoltre ricorrere ad un’integrazione con zinco e magnesio, quest’ultimo efficace anche ad alleviare l’instabilità di umore, l’irritabilità, nonchè i disturbi del sonno.

Il magnesio lo si trova nel mondo vegetale nelle verdure a foglia verde, frutta seccalegumi, funghi, cereali integrali e banane.

(fonte www.viveremeglio.it)

Denti, Gengive e Alimentazione

La carie è il principale problema dentale negli Stati Uniti. La maggior parte delle carie è causata dal consumo continuo di zuccheri raffinati e amidi, che si mischiano alla saliva formando un acido che corrode lo smalto dei denti.
Si possono controllare le carie evitando cibi a base di carboidrati raffinati, seguendo una dieta nutritivamente equilibrata, e con un’attenta igiene orale, che comprende la spazzolatura dei denti e delle gengive. Oltre ad un’igiene insufficiente la carie può essere causata anche da infezioni, da malattie del sangue e da endocrinopatie. La pulizia degli spazi interdentali con il filo dentale dopo i pasti e le merende è una precauzione supplementare che permette di prevenire la perdita dei denti dovuta a malattie delle gengive.
Benché la carie costituisca la principale malattia dentale, un disturbo conosciuto come periodontite è responsabile della perdita di un numero maggiore di denti della carie. Tre americani su quattro vengono colpiti da problemi alle gengive di diverso tipo. L’infiammazione delle gengive inizia con la placca, un miscuglio di cibo, batteri e muco che si infiltra negli spazi tra i denti e le gengive. Questa sostanza, se non viene asportata dalla base dei denti con lo spazzolino, col filo interdentale o con la pulizia effettuata dal dentista, si indurisce e forma il tartaro che irrita e infetta le gengive.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. I bioflavonoidi, presenti negli alimenti ricchi di vitamina C sono benefici in caso di gengive che sanguinano.
Benché tutti i minerali e le vitamine siano necessari per la formazione e la salute dei denti, un’assunzione adeguata di vitamina C è specialmente utile per la prevenzione della gengivite e della piorrea dato che una carenza di questa vitamina può causare l’indebolimento e la rottura dei denti. Si ritiene che la vitamina A controlli lo sviluppo e la salute generale delle gengive: una carenza di questa vitamina sfocia spesso nell’infezione gengivale. La vitamina A è necessaria anche per lo sviluppo dentale dei bambini. I minerali importanti per la salute dei denti sono il sodio, il potassio, il calcio, il fosforo, il ferro e il magnesio. La vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio. 

Una dieta variata a base di frutta fresca, verdure a foglia verde, verdure crude, e pane integrale fornirà ai denti, alle gengive e all’organismo le vitamine e i minerali essenziali per la salute dei denti.

Il fumo raddoppia il rischio di gengiviti perché deprime il sistema immunitario.
Le erbe indicate sono la larrea divaricata (per gli sciacqui in caso di mal di denti, carie e gengiviti), le foglie di salvia, la tintura di mirra (si trova nei dentifrici), i semi di cardamomo (da masticare), l’altea (infusione per i dolori alla bocca e alle gengive), la romice (gengiviti), la mirica (gengive spugnose), le foglie di noce e le foglie di aloe vera fresca sfregate direttamente sulle gengive (per irritazioni causate da dentiera o altro). I rimedi omeopatici sono Hypericum per le nevralgie, Phosphorus 6C, Salvia officinalis per l’alveolite e Mercurius solubilis 6c. I rimedi per il dolore sono Chamomilla, la tintura di Plantago majus, l’Hypericum e la Belladonna.
L’aromaterapia per la gengivite include il cipresso, la mirra e la melaleuca. (fonte www.laleva.cc)

La Pelle d’inverno ha bisogno della Buona Tavola!

Gli sbalzi termici mettono a dura prova la salute della pelle: la sola idratazione cosmetica non basta a proteggerla è necessario anche mangiare con molta intelligenza

La cute di viso, mani e collo durante l’inverno è sottoposta ad una situazione di forte stress: il freddo e soprattutto gli sbalzi termici (il passare di frequente da un ambiente caldo ad uno freddo) provocano una continua alternanza di vasocostrizione e vasodilatazione, questo continuo passaggio provoca sfiancamento delle pareti delle arteriole con comparsa di couperose, ovvero dell’inestetismo che rende la pelle del viso arrossata su zigomi e naso.

Il calore favorisce l’evaporazione dell’acqua dalla pelle rendendola secca e arida, mentre il freddo la rende opaca e poco tonica.

I soli trattamenti cosmetici di idratazione pur necessari, da soli non bastano a proteggere e a mantenere la pelle luminosa ed elastica, serve anche un’alimentazione corretta ed equilibrata.
Per la salute della pelle è indispensabile una dieta ricca di vitamina C, che concorre a rafforzare la cute e a riparare i danni tissutali determinati dalla temperatura e dallo smog. La vitamina , è anche indispensabile alla produzione di collagene per questo nelle giornate invernali non devono mancare mandarini, arance e kiwi, come pure è necessario privilegiare frutti come il ribes ricco di bioflavonoidi con azione protettiva sui vasi sanguigni.
A colazione, sarebbe una buona abitudine consumare succo di pompelmo (ricco di vitamina C) con fette biscottate integrali, ricche di vitamina E importantissima per la pelle.

D’inverno, vista anche l’ampia disponibilità, vanno inseriti regolarmente nel menù settimanale i broccoli e le carote ricchi di vitamina A, una vitamina in grado di riparare i danni cellulari indotti dalle avverse condizioni atmosferiche.

Almeno una volta a settimana sarebbe bene consumare omega-3, acidi grassi che svolgono un’importante azione anti età.
Un’ottima abitudine è anche quella di eliminare le bevande zuccherate e alcoliche che non giovano alla salute della pelle e neppure alla silhouette. (fonte salute.it.msn.com)