Archivi del giorno: maggio 17, 2012

19 maggio, la Giornata Nazionale del mal di testa

19 maggio giornata nazionale del mal di testa
Il 19 maggio è la Giornata Nazionale del mal di testa. Si tratta di un evento che ha l’obiettivo di sensibilizzare i più nei confronti del disturbo costituito dal mal di testa, che in realtà si dovrebbe distinguere in cefalea primaria o secondaria. In quest’ultimo caso si tratta di cefalea determinata da una specifica patologia di cui si soffre. Il mal di testa comunque può essere a buon diritto considerato anche la manifestazione di un disagio psicologico. Il mal di testa è un disturbo ampiamente diffuso e non interessa solo gli adulti, ma anche i ragazzi.

La Giornata Nazionale del mal di testa ha l’obiettivo di estendere la consapevolezza riguardo al disturbo in questione, che può mettere a rischio anche la vita sociale e lavorativa. D’altronde possiamo dire che il mal di testa rappresenta quasi un’emergenza sociale. Inoltre si vuole diffondere la conoscenza di quelli che possono essere i possibili percorsi assistenziali, grazie ai quali si può ricevere aiuto. Un altro scopo importante dell’evento consiste nel fare il punto sul carattere cronico del dolore, che spesso porta anche all’abuso non consigliabile di antidolorifici.

Le iniziative in programma

Molto interessanti le iniziative che sono in programma per la Giornata Nazionale del mal di testa. Sono previsti incontri con degli esperti, convegni specifici con la partecipazione di medici specializzati. In tutte le più importanti città si possono rintracciare dei punti di informazione, nei quali è possibile ricevere opuscoli con notizie utili sulla diagnosi del disturbo, sui centri specializzati nelle varie regioni italiane, sulla carta dei diritti del paziente e sulle associazioni di riferimento.

Le cause del mal di testa

Sono molti e diversi i fattori che possono essere considerati come la causa scatenante del mal di testa. Si va dai fattori endogeni, come il digiuno protratto nel tempo, una quantità di sonno scarsa o eccessiva, modificazioni ormonali a fattori ambientali, come i viaggi lunghi, l’altitudine, i cambiamenti del tempo, il fumo, le luci o i rumori intensi. Da non trascurare inoltre l’importanza che rivestono, in termini di cause del mal di testa, i fattori psicologici, come le emozioni intense e lo stress e gli elementi che hanno a che fare con l’alimentazione, in primo luogo cioccolato, alcool, insaccati e formaggi stagionati. Il mal di testa cronico può essere determinato anche dai denti.

(Fonte www.tantasalute.it)

Vitamina E, quella presente negli Alimenti protegge dal Cancro

Inutile affidarsi agli integratori: l’unica vitamina E che protegge dal cancro è quella presente negli alimenti. A dimostrarlo è un’analisi pubblicata su Cancer Prevention Research in cui i ricercatori della Rutgers University di New Brunswick (Stati Uniti) hanno esaminato tutti i dati raccolti fino ad oggi a tal proposito.

le noci contengono gamma e delta-tocoferoloGli esperti hanno spiegato che l’effetto antitumorale dipende dalla forma di vitamina E che si assume. Mentre la maggior parte degli integratori contiene il cosiddetto alfa-tocoferolo, gli oli vegetali (come quelli di soia, colza e mais) e le noci contengono gamma e delta-tocoferolo. Questi ultimi hanno un effetto protettivo nei confronti del cancro al colon, al polmone, al seno e alla prostata. Effetto totalmente opposto rispetto a quello dell’alfa-tocoferolo che, invece, aumenta il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

Sapere con quale forma di vitamina E si ha a che fare è, quindi, fondamentale per trarre benefici e non svantaggi dalla sua assunzione. Per questo Chung Yang, coordinatore dell’analisi, dà questo suggerimento:

per chi pensa di dover assumere integratori di vitamina E la strategia più prudente sarebbe scegliere una miscela di vitamina E simile a quella presente nella nostra dieta.

(Fonte www.benessereblog.it)

Avena, Farro, Miglio, Orzo e Kamut: Cereali poco frequenti sulle nostre tavole

Certamente la pasta, il pane ed il riso sono le principali fonti di carboidrati della nostra dieta: il grano ed il riso, sono infatti i cereali più conosciuti e consumati dalla popolazione italiana. Tuttavia esistono anche altri cereali con caratteristiche simili agli alimenti sopraelencati, molto comuni invece in altre zone del pianeta.

Elencheremo  di seguito alcune delle caratteristiche di cinque cereali facilmente acquistabili nei nostri supermercati: avena, farro, miglio, orzo e kamut.

avenaL’avena è il cereale con più alto contenuto proteico (di buon valore biologico). Ancora non è noto se essa può essere consigliata in una dieta per celiaci. Buona è la concentrazione di acido linoleico, acido grasso polinsaturo essenziale per il nostro organismo. Si pensa che essa sia ipocolesterolemizzante,  diuretica, lassativa e saziante. 100 g di avena forniscono 389 KCal.

farroIl farro è un cereale contenente glutine, e quindi non adatto ai soggetti celiaci. E’ molto spesso utilizzato per la produzione di pane e pasta. Rispetto ad cereali esso fornisce un minor apporto calorico (335 KCal/100g), mentre garantisce una buona concentrazione proteica (e di amminoacidi essenziali, quali la metionina, non prodotta dal nostro organismo). Ottimo anche l’apporto di vitamine del gruppo B.

Il miglio è un cereale molto indicato per i celiaci, in quanto non contiene glutine. I sali minerali maggiormente presenti sono il ferropotassiofosforo, zinco e calcio. Contiene vitamine del gruppo B, vitamina E ed in minor quantità vitamina K. E’ indicato nell’alimentazione per l’infanzia e per le persone con problemi di acidità di stomaco in quanto facilmente digeribile. 100 g di miglio forniscono 356 Kcal, mentre 100 g di miglio decorticato 360 KCal.

L’orzo ha un basso indice glicemico e contiene molti sali minerali quali il silicio, il fosforo, il potassio, il ferro,il magnesio e il calcio, oltre che vitamine del gruppo B e vitamina E. L’orzo contiene glutine e 100 g di farina garantisce 357 Kcal; buono è il contenuto in proteine. Il suo consumo è consigliabile negli anziani e nei bambini, in quanto i sali minerali in esso presenti sono molto utili nella formazione e nella protezione del tessuto osseo. Si ipotizzano altre possibili funzioni attribuite all’orzo, quali il miglioramento della memoria o effetti antiossidanti.

kamutIl kamut è un particolare tipo di grano  e quindi non è adatto ai celiaci, poichè esso contiene glutine, ed è quindi in grado di provocare la sintomatologia tipica della malattia celiaca. L’apporto calorico del kamut (circa 350 KCal/100g) è leggermente superiore a quello del grano di tipo 0 (340 KCal/100 g) e del grano duro (314 KCal/100g) . Selenio, magnesio e zinco sono certamente i minerali maggiormente contenuti in questo cereale,  mentre tra le vitamine la più presente è la vitamina E (antiossidante). Presenti anche buoni quantità proteiche e lipidiche. Il kamut, quindi, è un cereale molto nutriente e può rappresentare un’ottima alternativa a pane, pasta o riso.

(Fonte www.alimentazione-salute.it)

Mangiando viene il Buon Umore

Il nostro stato emotivo incide in larga misura sulle nostre scelte alimentari. Attenzione perché tale affermazione è vera anche al contrario: ciò che mangiamo ha forti influenze sul nostro umore!

Nell’individuo, lo stato emotivo e l’umore sono regolati dall’equilibrio di un certo numero di neurotrasmettitori.

La serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del sonno, della sessualità e dell’appetito ed è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici come l’emicrania, il disturbo bipolare, la depressione e l’ansia. Le beta-endorfine sono mediatori cerebrali in grado di non farci sentire il dolore e ci donano una sensazione di euforia. La serotonina è una sorta di e-mail, che manda al cervello messaggi ottimistici di buon umore.

Ma quali cibi favoriscono la sintesi della cosiddetta “molecola del buon umore“?

In genere, la serotonina aumenta mangiando gli “zuccheri semplici”. Si può evitare di ingerire cibo spazzatura alimentandoci con cibo biologico, meno calorico e più salutare. I cibi quali ortaggi, frutta, verdura e pesce possono aiutarci molto, insieme ai cereali integrali. Il cioccolato, come risaputo, è il cibo che – per eccellenza – agevola la sintesi della molecola del buon umore; non a caso chi è depresso, troppo spesso finisce ad alleviare le proprie pene con una barretta di cioccolato. Anche il latte e lo yogurt contengono triptofano, precursore della produzione di serotonina, infatti esso ci aiuta a calmare la mente, e questo spiega perché ad alcune persone piace bere un bicchiere di latte prima di dormire.

Le beta-endorfine – che come abbiamo già detto assumono una notevole rilevanza sul benessere emotivo dell’individuo – si trovano disseminati nelle strutture proteiche di alcuni alimenti, latte e frumento in particolare, e sono “liberate” in seguito a parziale digestione gastrica e intestinale. È importante sapere che per facilitare il sonno bisogna prestare attenzione all’alimentazione. Per conciliare il giusto riposo è consigliabile non cenare tardi – massimo alle ore 19 – e non mangiare troppo, evitare di assumere troppi zuccheri o bevande contenenti caffeina.

Secondo uno studio pubblicato sul British Food Journal, i fosfolipidi del latte hanno, infatti, la capacità di agire in modo positivo sul tono dell’umore, sulle funzioni cognitive e sulla risposta allo stress. Lo studio, condotto dall’università tedesca di Trier, si è svolto per tre settimane su 46 adulti e ha evidenziato come l’assunzione quotidiana di fosfolipidi del latte si sia accompagnata con un miglioramento della memoria e della capacità sia psicologica che endocrina di reagire allo stress.

Tra i fosfolipidi, che costituiscono l’1% della frazione di grassi del latte e che sono anche i principali costituenti della membrana cellulare, gli scienziati hanno analizzato in particolare la fosfatidilserina (PS) di cui è stata studiata l’utilità nei casi di calo di memoria e di attenzione. Un effetto prezioso durante tutta la vita, e in particolare mano a mano che avanza l’età, visto che con il passare degli anni il livello di questo fosfolipide diminuisce rapidamente. Visto l’interesse di questi risultati, i ricercatori hanno espresso l’intenzione di proseguire ed estendere i loro studi per indagare più a fondo gli effetti positivi del consumo di latte sull’umore e sulle funzioni cognitive.

In conclusione non dimenticate che il segreto del buon umore non è prerogativa dell’alimentazione, anzi la sintesi di serotonina viene stimolata anche dal movimento, da una bella risata o dall’amore.

(Fonte www.comunicati.net)

Con l’Assenzio la Milza ritrova Vigore

Questa pianticella dalle virtù toniche ma anche protettive e immunostimolanti è l’ideale per rinnovare sangue e difese che aiutano milza e cistifellea

Una pianta a lungo proibita…

L’ assenzio è una pianta erbacea perenne nota già agli Egizi che l’avevano consacrata a Iside, dea della magia, mentre nell’Antico Testamento veniva considerato il simbolo stesso della vita. Nel secolo scorso, soprattutto in Francia, fu molto utilizzato il liquore che veniva preparato con l’essenza di assenzio, diffuso in particolare negli ambienti artistici: l’abuso di questa bevanda, tuttavia, provocò non pochi casi di intossicazione dovuta alla presenza nell’ assenzio di un olio essenziale estremamente attivo, il tuione. Per questo l’alcol di assenzio è stato proibito in Francia dal 1915 mentre oggi le bevande a base di assenzio sono tornate in voga, sia pur con minimi dosaggi della pianta che ne rappresenta l’ingrediente principale.

…ma ricca di proprietà benefiche

L’ assenzio è utilizzato sia in campo alimentare che in medicina per la presenza tra i suoi componenti di un principio amaro, l’absintina, dalle proprietà toniche e digestive che agiscono soprattutto sulla milza e sulla cistifellea, combattendo i cali energetici, il peso digestivo e gli stati di intossicazione del sangue. Già Avicenna, noto medico dell’antichità, consigliava l’infuso di assenzio per stimolare l’appetito, poiché il principio amaro tonifica le terminazioni nervose presenti nella bocca e queste trasmettono l’eccitazione anche a quelle dello stomaco, con un aumento dell’appetito e miglioramento della funzione digestiva. Sembra che l’ assenzio, riequilibrando la milza e la sua attività di “filtro” del sangue, aumenti anche la resistenza dell’organismo alle infezioni.

Come usare l’assenzio: bastano 7 giorni !

Come tisana: Per ottenere un infuso tonico sulla milza è sufficiente un grammo di erba essicata per tazza di acqua (circa 5 grammi per litro di acqua); se ne beve una tazza al giorno. La somministrazione va interrotta non appena si riscontra un miglioramento dei sintomi e non proseguita per oltre una settimana.

In tintura mandre : ne bastano 30 gocce (15+15) due volte al dì, lontano dai pasti in mezzo bicchiere d’acqua. Anche in questo caso la cura non deve superare i 7 giorni.

N.B. A queste dosi non si sono riscontrati effetti collaterali degni di nota, ma dosaggi superiori di assenzio possono indurre cefalea, vertigini e vomito. L’ assenzio è assolutamente da evitare in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e nei soggetti che soffrono di irritazioni gastrointestinali.

(Fonte www.riza.it)