Archivi del giorno: maggio 8, 2012

La Dieta per chi soffre di Transaminasi Alte

Quando le transaminasi (GOT e GPT) sono alte è indice di un di un danno al fegato o alle vie biliari, causato non necessariamente da un tumore al fegato, ma anche da un danno muscolare, malattie degenerative o da un’intossicazione alimentare. E’ d’obbligo, ad ogni modo, chiedere un consulto al proprio medico di famiglia.

Le transaminasi, enzimi che partecipano al buon funzionamento del fegato, possono essere alte per svariate ragioni. Questa condizione, infatti, può verificarsi in caso di malattie infettive, problemi muscolari, assunzione di medicinali che alterano la normale funzione epatica, all’accumulo di grassi nel fegato o all’abuso di alcol.

Le transaminasi alte, inoltre, possono essere la spia di malattie del fegato come la cirrosi epatica, o la steatosi epatica. Generalmente, non presentano dei sintomi chiari e inequivocabili, il colorito della pelle può diventare giallognolo e si può verificare un aumento della bilirubinemia, ma il più delle volte l’aumento di questi enzimi è asintomatico.

Per far scendere i valori di GOT E GPT è necessario seguire una dieta che escluda alcuni alimenti come l’alcol, le fritture e in genere i piatti molto elaborati. Ecco, qualche indicazione su quali cibi orientarsi, quali da consumare con moderazione, e quali, invece, da evitare.

Transaminasi alte cibi permessi

  • Acqua, spremute, bibite non gassate
  • Pesci e Carni magre
  • Prosciutto crudo sgrassato
  • Pasta e riso (all’olio o con sughi freschi e leggeri), pane e patate lesse
  • Latte scremato o parzialmente scremato, yogurt magro
  • Formaggi magri
  • Frutta fresca e verdura fresca
  • Dolci semplici e budini, miele e marmellata

Transaminasi alte cibi da consumare con moderazione

  • Brodo di carne
  • Pesci grassi
  • Prosciutto cotto
  • Carne di maiale, fegato
  •  Formaggi stagionati
  • Uova

Transaminasi alte cibi vietati

  • Alcolici e bibite gassate
  • Fritture e conserve
  • Panna, burro, maionese, salse
  • Carni grasse e insaccati
  • Dolci elaborati, creme e cioccolata
  • Peperoni, melanzane, funghi, cavolo e cavolfiore, piselli, fave
  • Frutta secca

(Fonte www.medicinalive.com)

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La Dieta per Dormire Bene e combattere lo Stress

Esiste una dieta per favorire il sonno. Non è una novità che la primavera o lo stress quotidiano possano avere effetti negativi sul riposo notturno. Ecco però che l’alimentazione può diventare un grande alleato per recuperare le ore di sonno perse, che causano affaticamento, calo dell’attenzione e numerosi malumori. Secondo Sara Farnetti, specialista in medicina interna e nutrizione funzionale di Roma, ha dichiarato, bisogna assumere triptofano, un aminoacido che rilassa in modo naturale. Sono poi molto importanti i minerali miorilassanti come il magnesio, il potassio e le vitamine B3, B6 e B12 per superare lo stress e a favorire il riposo notturno.

I cibi da consumare per dormire meglio

Il triptofano si trova nelle uova, nel pesce, nel latte, nello yogurt, nei legumi e nella frutta secca. Ovviamente non è sufficiente, bisogna anche consumare cibi ricchi di vitamina B6 che favoriscono l’assorbimento dell’aminoacido. In questo caso sono promossi: riso, orzo, carni bianche e banane. Vanno bene, inoltre, frutta, verdura e yogurt che contengono potassio, un minerale che regola la contrattilità muscolare e cardiaca. Una sua carenza può essere causa di insonnia. Un recente studio, inoltre, promuove le ciliegie, che spesso contengono moltissima melatonina, una sostanza naturale prodotta di solito dalla ghiandola pineale. È un ormone che ha il preciso compito di regolare i cicli sonno-veglia. Si consigliano, però, le ciliegie neozelandesi che contengono 500 nanogrammi di melatonina per grammo di frutti neozelandesi.

La cena, il pasto più importante

Il pasto più importante per riposare bene, ovviamente, è la cena. Non deve essere troppo pesante e non deve appesantire la digestione. Anche l’ora in cui si mangia è importante. Bisogna mettersi a tavola verso le 20, così il corpo ha tempo di smaltire il cibo. Inoltre, per regolarizzare i ritmi circadiani si consiglia di regolarizzare anche lo stile di vita. Evitate di saltare i pasti o mangiare troppo tardi anche a pasto, fate un po’ di movimento (la stanchezza fisica è una manna), non state alzati fino a notte fonda la sera (anche se non dormite andate a letto a leggere, non state davanti alla tv o al computer). Inoltre, non bevete alcol – soprattutto a cena – che non fa venire sonnolenza, ma semmai è difficile da digerire.

I peccati di sonno che aiutano il sonno

È possibile concedersi anche qualche piccola coccola golosa. Ci sono degli alimenti, forse non adattissimi per conservare la linea molto utili per favorire il riposo notturno. Quali? Per esempio, il cioccolato che è ricco di melatonina, magnesio e vitamine del gruppo B. Contiene, inoltre, preziosi antiossidanti, ha un effetto rilassante e libera le endorfine, dunque aiuta a risollevare l’umore. Questo non vuol dire mangiarne una barretta intera, massimo 20 grammi. Poi, i carboidrati sono più indicati della carne, perché hanno un’azione sedativa. Infine, concedetevi un po’ di frutta cotta. Sono ideali per fare la nanna la mela e il mandarino, che liberano una sostanza chiamata bromo.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

L’Olio di Avocado ha proprietà Antiossidanti

Come è ben noto l’olio di oliva ha diverse proprietà antiossidanti ed è in grado di proteggere dai radicali liberi, che ricordiamo essere tra i responsabili dell’invecchiamento della pelle; ora, secondo i risultati di uno studio condotto dalla Universidad Michoacana di San Nicolasde Hidalgo di Morelia, in Messico anche l’olio di avocado pare avere proprietà simili.
Christian Cortes-Rojo, a capo dello studio ha spiegato :

“Abbiamo utilizzato delle cellule di lievito per esaminare quelle dell’avocado. Queste cellule sono molto resistenti ai radicali liberi grazie a dei grassi che avvolgono i loro mitocondri. Questi grassi sono presenti anche nell’avocado, che in aggiunta possiende anche dei pigmenti dalle proprietà antiossidanti”

Quindi sembra proprio che un consumo costante di olio di avocado non possa che giovare alla salute.

Vediamo anche altri cibi antiossidanti che non dovrebbero mancare mai nella nostra alimentazione:

Pomodori
Spinaci
Tè verde
Carote
Broccoli
Soia

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Dieta Dimagrante: con gli Ortaggi “Dimenticati” e’ ancora piu’ efficace

La dieta dimagrante è più efficace se è a base di verdure, perché hanno poche calorie, proprietà depurative e aiutano a snellirci. Niente di nuovo sotto il sole, ma il problema è che spesso ci dimentichiamo di alcuni ortaggi che sarebbero invece indicati nella dieta. Si tratta di prodotti dalle origini antiche e dal sapore gradevole: rape, topinambur, scorzobianca, sedano rapa, cardo.

Sono autentiche miniere di minerali e vitamine. Aiutano a drenare i liquidi in eccesso, riducono la ritenzione idrica e combattono la cellulite, con un’azione che si fa ancora più efficace quando si tratta di gambe, cosce, fianchi e addome. E vanno bene sia crude sia cotte. Nel caso in cui siano crude, sono ancora più cariche di vitamine antiossidanti, come la vitamina C ed E, e il betacarotene, ottimi per contrastare i radicali liberi, concausa di un invecchiamento precoce e del rallentamento dell’eliminazione dell’adipe. Se cotte, invece, sono l’ideale per debellare i gonfiori addominali, che non sono affatto un’esclusiva delle persone in sovrappeso.

1) Il topinambur era già conosciuto dagli indiani d’America. Il suo sapore ricorda quello delicato del carciofo, e la sua consistenza lo rende simile alla patata. E’ un tubero ricco di carboidrati, contiene un tipo di zucchero che è adatto anche ai diabetici perché viene assorbito poco dall’organismo. Per questo il topinambur ha un basso contenuto calorico, ed è quindi amico di chi è alle prese con una dieta dimagrante: 25 calorie per un etto di prodotto ed è ricco di calcio, ferro e magnesio.

2) La scorzobianca ha l’aspetto tipico di una radice. La sua raccolta va da gennaio ad aprile. Forma allungata, biancastra e con un’anima fibrosa, ha un sapore amarognolo che è però sintomo di interessanti proprietà terapeutiche. E’ ricca di potassio e contiene una modesta quantità di calorie (15 ogni etto). Anche qui è presente l’inulina, lo “zucchero buono”. Chi è a dieta dimagrante è avvisato. Consumarla è assolutamente indicato. Con una raccomandazione: se la lessate non buttate via l’acqua di cottura. Bevetela: è un ottimo depurativo.

3) Anche la rape sono piuttosto avare in quanto a calorie (soltanto 19 ogni etto). Sono vere alleate per la linea, al punto che se ne possono mangiare a volontà senza temere di ingrassare. Ma chi è a dieta dimagrante deve fare attenzione al condimento. Questo perché si tratta di un ortaggio che ha il “vizio” di assorbire olio e burro con facilità.

4) Il sedano rapa, detto anche “sedano di Verona”, è una radice a tubero bianca e rotonda. Ha un sapore aromatico ma dolce, reso inconfondibile da un olio essenziale, il sedanolide. Scarseggia in quanto a vitamine e sali minerali, ma al contrario della rapa normale, alla quale assomiglia anche se in versione extra-large, contiene una buona quantità di fibre. E c’è un’altra buona notizia per chi è a dieta dimagrante: il rapporto calorico è di 22 ogni etto.

5) Il cardo, infine, è una pianta erbacea che cresce anche spontanea, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Tante le varianti. Oltre al cardo spinoso, detto anche “carciofo selvatico”, abbiamo anche il cardo mariano, le cui foglie più tenere sono ottime in insalata, mentre le radici si fanno bollire. In generale, si tratta di un ortaggio ricco di acqua, ed è piuttosto adatto per la dieta dimagrante (contiene pochissime calorie, addirittura 9 ogni 100 grammi).

(Fonte www.freshplaza.it)

Fave, Calorie e Valori Nutrizionali

Le fave fanno parte dalla famiglia delle leguminose, e crescono all’interno di baccelli lunghi mediamente 20 cm. Sono composte quasi totalmente da acqua, e in minima parte da carboidrati, proteine, e fibre.
Sono ricche di sali minerali, quali calcio, sodio, ferro, fosforo, selenio, potassio, zinco, magnesio e di vitamine del gruppo B. Le fave, inoltre, è una buona fonte di aminoacidi come arginina, tirosina, alanina e triptofano.

Fave calorie e valori nutrizionali

Calorie: 71 Kcal
Proteine: 5.47 g
Grassi: 0.22 g
Fibre: 3.7 g
Carboidrati: 12.41 g
Acqua: 80.32 g

Minerali

Calcio: 26 mg
Sodio: 453 mg
Fosforo: 79 mg
Potassio: 242 mg
Ferro: 1 mg
Magnesio: 32 mg
Zinco: 0.62 mg
Rame: 0.109 mg
Manganese: 0.288 mg
Selenio: 1.8 mcg

Vitamine

Vitamina A, IU: 10 IU
Vitamina A, RAE: 1 mcg_RAE
Tiamina (Vit. B1): 0.02 mg
Riboflavina (Vit. B2): 0.05 mg
Niacina (Vit. B3): 0.96 mg
Acido Pantotenico (Vit. B5): 0.119 mg
Piridossina (Vit. B6): 0.045 mg
Folato alimentare: 33 mcg
Folato, DFE: 33 mcg_DFE
Folati, totali: 33 mcg
Acido ascorbico (Vit. C): 1.8 mg

Fave proprietà benefiche

Tra tutti i legumi le fave sono quelli meno calorici, a fronte di un alto potere nutritivo. Grazie alla ricchezza di fibre alimentari sono alleate preziose dell’intestino, inoltre, la vitamina C presente permette l’assorbimento del ferro contenuto nelle fave stesse. Questi legumi, infatti, sono particolarmente indicati per chi soffre di anemia. Inoltre, sembra anche che siano in grado di alzare i livelli di dopamina nel cervello, una sostanza impiegata in alcuni faramaci per la cura del morbo di Parkinson.

Fave fresche e fave secche

Le fave fresche vengono mangiate così come sono, sono ottime ad esempio come contorno o accompagnate da salumi, formaggi e pane, squisite anche arrostite. Quelle secche, invece, prima di essere consumate vanno bollite senza l’ammollo, durante la cottura, infatti, si ammorbiscono fino a diventare una crema, e si consumano con le verdure amarognole, come la catalogna o la cicoria. Per alcuni soggetti, tuttavia, le fave causano effetti nocivi, per le persone che soffrono di favismo, infatti, non sono indicate.

(Fonte www.dietaland.com)