Archivi del giorno: giugno 11, 2012

Antibiotici e Sole: i rischi per la Salute

rischi esposizione sole durante trattamento con antibioticiAlcuni antibiotici producono degli effetti collaterali in concomitanza con l’esposizione al sole.
E’ particolarmente importante, perciò, proprio ora che stiamo per entrare trionfalmente nella pienezza dell’estate, e che molti di noi potranno finalmente andare in vacanza al mare o in montagna, tenere presente che durante le cure antibiotiche il sole può diventare nostro nemico. Infatti le molecole contenute in alcuni di questi farmaci, innescano delle reazioni avverse a causa dell’azione dei raggi UV, e queste possono essere anche piuttosto sgradevoli. Dato che nessuno ama vedersi rovinata una bella vacanza, magari attesa a programmata da tempo, per un’imprudenza, meglio informarsi sugli antibiotici che sono incompatibili con l’esposizione al sole. Approfondiamo questo argomento.

Antibiotici e sole, quali ci possono creare problemi?

In estate, quando il sole “picchia”, o si va in spiaggia, gli antibiotici possono creare molti problemi alla salute, a causa di fenomeni di fotosensibilizzazione. Il fatto è che alcuni specifici principi attivi, reagiscono con la luce solare, provocando degli effetti allergici che possono essere lievi, ma anche più importanti. Gli antibiotici a cui si deve fare attenzione, sono fondamentalmente i sulfamidici, i chinolonici e le “cicline“, le cui molecole possono dare reazioni di fotosensibilizzazione o di fotoallergia. Vediamo le differenze e come comportarci.

Antibiotici e sole, le reazioni possibili

Nel primo caso, l’esposizione alla luce diretta e forte del sole, provoca una sorta di “mutazione” del farmaco, che si manifesta come irritazione cutanea. La pelle esposta si riempie di macchie rosse o iperpigmentate, e, in rari casi, di bollicine. Il secondo caso, quello della fotoallergia, il farmaco induce una reazione del sistema immunitario, con conseguente orticaria, che può interessare porzioni di cute più vaste di quelle esposte direttamente alla luce solare.

Antibiotici e sole, come correre ai ripari

Che fare? A volte ci si dimentica degli effetti che i raggi solari producono sugli antibiotici, o non si legge con attenzione il bugiardino, comunque sia, non fatevi prendere dal panico, di norma le reazioni allergiche regrediscono spontaneamente una volta che si interrompe l’assunzione del medicinale. Tuttavia, onde evitare qualunque problema, e invalidare gli effetti della cura, è sempre meglio evitare l’esposizione diretta al sole, o ai raggi UV (per esempio, disertate anche i solarium) per tutto il periodo del trattamento. Il consiglio, qualora sia per voi inevitabile trascorrere del tempo al sole (magari per lavoro), è di parlarne con il vostro medico, chiedendo se il farmaco che dovete prendere può dare reazioni di fotosensibilizzazione o di fotoallergia. In ogni caso, qualunque tipo di farmaci, non solo antibiotici, stiate assumendo (per via orale o topica), ricordatevi di evitare di andare al mare in quei giorni, a titolo precauzionale.

(Fonte salute.pourfemme.it)

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Gli Antidepressivi possono Peggiorare la Depressione e causare Problemi di Digestione

Attenzione agli antipressivi: secondo i risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori della McMaster University in alcune persone possono addirittura aumentare i sintomi della depressione e causare problemi alla digestione.

antidepressivi peggiorano depressionePer arrivare a queste conclusioni hanno esaminanto gli effetti dei farmaci inibitori selettivi della serotonina o SSRI, che sevono per gestire i livelli di serotonina nel cervello e far sì quindi che la persona si “senta bene”. Tuttavia, sembra che proprio la gestione della serotonina possa essere un’arma a doppio taglio: agisce in aree del cervello e del corpo in maniera diversa.
Il Professor Paul Andrews che ha guidato lo studio ha spiegato

Dobbiamo essere molto più cauti nei confronti dell’uso diffuso di questi farmaci !

Dall’analisi di questa ricerca che è stata pubblicata all’interno di Frontiers In Evolutionary Psychology sembrerebbe che alcuni farmaci offrano pochi benefici per molte persone che soffrono di depressione lieve e moderata mentre sarebbero in grado di offrire solamente un aiuto attivo solo ad alcuni tra quelli più gravemente malati.

Il dottor Andrews prosegue dicendo che rispetto ad una sospensione di questi farmaci

dopo un uso prolungato, il cervello compensa riducendo i livelli di produzione di serotonina.Questo cambia anche il modo in cui i recettori nel cervello rispondono alla serotonina, rendendo il cervello meno sensibile a questa sostanza

Non solo; possono infatti verificarsi anche problemi digestivi, stipsi, diarrea, indigestione e gonfiore; Nadrews ricorda anche come non sia da sottovalutare un possibile sanguinamento anormale ed eventi cardiovascolari come l’icutus nei pazienti anziani. Ecco perchè sarebbe il casodi valutare sempre bene tutti i pro ed i contro prima di proporre ad un paziente una certa cura.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Tutti i tipi di Agopuntura per combattere il Dolore

Alleviare il dolore e contrasta la nausea, aiuta la fertilità ed è sicura anche per i bambini: l’agopuntura è ormai considerata una vera e propria tecnica medica, tanto che in Italia possono praticarla solo medici e veterinari. La sua efficacia, per anni giudicata da molti il semplice risultato di un effetto placebo, è stata dimostrata da diversi studi scientifici. Proprio revisionando la letteratura scientifica l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che sono molti i casi in cui questa antica pratica cinese è efficace, dalle coliche ai dolori mestruali, passando attraverso la depressione e l’ipertensione.

agopuntura per combattere il doloreMa, in realtà, non esiste un solo tipo di agopuntura. La forma più conosciuta è senza dubbio quella nata in Cina qualche centinaio di anni prima di Cristo, ma oggi è possibile sottoporsi anche a varianti di questa pratica medica che si sono sviluppate in altri paesi. E, sorprendentemente, non tutte usano gli aghi.

In effetti parlando di agopuntura torna subito alla mente l’immagine di aghi sottilissimi infilati nella pelle. E’ proprio questa la forma tradizionale cinese, che prevede l’inserimento di questi aghi in punti specifici del corpo localizzati lungo i 12 meridiani che si estendono lungo il corpo. Questi, secondo la filosofia del Celeste Impero, corrispondono a ciascuno dei dodici “organi”. In genere vengono utilizzati dai 4 ai 10 aghi, che vengono lasciati in posizione per 10-30 minuti. Durante una seduta l’agopuntore può anche muovere leggermente gli aghi o cercare di amplificare gli effetti ottenuti applicando calore, correnti elettriche o l’erba artemisia. Un trattamento completo prevede da 6 a 12 sedute da eseguire in 3 mesi.

Esiste, però, anche una variante giapponese che prevede di inserire gli aghi meno in profondità e di non manipolarli mai durante la seduta. La forma coreana, invece, si concentra solo sulle mani e sui piedi. Un’ultima variante è l’agopressione: in questo caso non vengono inseriti degli aghi nella pelle, ma nei punti prescelti viene semplicemente applicata una pressione con un dito.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che l’inserimento causa il rilascio di endorfine, le molecole prodotte dall’organismo per contrastare il dolore. Ma l’azione degli aghi non finisce qui: in risposta al loro inserimento può essere modificata l’attività dell’area del cervello che regola la produzione di serotonina, molecola che controlla l’umore.

Tutte queste pratiche non hanno particolari effetti collaterali. L’uso di aghi usa e getta, venduti in confezioni sigillate, ha eliminato anche i rischi di contrarre infezioni come quella associata al virus dell’epatite B. E se bisogna combattere un dolore che ci tormenta, sembra proprio che bastino due precauzioni: rilassarsi e affidarsi alle mani di un medico esperto di aghi.

(Fonte www.benessereblog.it/)

Acne Rosacea: Cause, Sintomi, Terapia e Rimedi

curare acne rosaceaL’acne rosacea, impropriamente denominata semplicemente rosacea, è una forma di dermatite cronica, che si manifesta con rossore, papule e pustole simili a quelle dell’acne.

In genere interessa l’area centrale del viso (naso, guance e fronte), ma può presentarsi anche su collo e torace. Colpisce in misura maggiore le donne, soprattutto se di carnagione chiara, e tende ad insorgere negli adulti fra i 30 e i 50 anni.

Le cause dell’acne rosacea

Sino ad oggi le cause dell’acne rosacea non sono ancora state chiarite con esattezza, tuttavia secondo molti esperti sarebbe una conseguenza dell’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni superficiali provocata da un problema della microcircolazione cutanea. I globuli bianchi e gli agenti infiammatori, invece, sarebbero responsabili dell’insorgenza delle pustole.

Inoltre, la ricorrenza di casi all’interno della stessa famiglia lascia supporre una predisposizione a questa malattia di tipo ereditaria. Anche chi tende ad arrossire, per timidezza o paura, o per eccitazione, sarebbe più soggetto all’acne rosacea.

Alcuni medici hanno ipotizzato che possa esistere un legame tra la malattia e la presenza nell’organismo dell’Helicobacter pylori, un batterio responsabile di diverse patologie, in grado di liberare ossido nitrico, un potente vasodilatatore. Sembra, inoltre, che i cibi piccanti, le bevande alcoliche, il passaggio dal caldo al freddo e viceversa, e la luce del sole possano in qualche modo predisporre alla malattia. Qualunque sia la causa scatenante, l’acne rosacea è dovuta ad un progressivo ed incontrollato aumento numerico e dimensionale delle ghiandole sebacee (iperplasia e ipertrofia).

E’ vero che l’acne rosacea colpisce soprattutto le donne, tuttavia gli uomini sono maggiormente esposti ai casi più gravi, e subiscono anche più pesantemente gli effetti e le complicazioni di questa malattia infiammatoria della pelle, quali blefarite (infiammazione delle palpebre, che si gonfiano), e rinofima (ingrossamento del naso, che diventa arrossato e bozzoluto). Ad essere particolarmente interessati dall’acne rosacea, inoltre, sono le persone con carnagione chiara e capelli chiari.

Sintomi dell’acne rosacea

I sintomi dell’acne rosacea sono diversi, tra i quali possiamo trovare:

  • Rossore, papule e/o pustole (papule che contengono pus). Questi rigonfiamenti della pelle talvolta possono causare dolore.
  • Ispessimento della pelle della fronte, del mento, delle guance o di altre zone.
  • Rinofima (colpisce soprattutto gli uomini).
  • Blefarite o blefarocongiutivite (colpisce soprattutto le donne).

Inoltre, una buona parte delle persone che soffrono di acne rosacea lamentano problemi agli occhi tra cui:

  • secchezza,
  • bruciore,
  • rossore,
  • lacrimazione,
  • prurito,
  • palpebre gonfie,
  • fotobia (ipersensibilità alla luce),
  • sensazione di sabbia negli occhi,
  • vista offuscata.

Acne rosacea: terapia e rimedi

L’acne rosacea, per quanto si manifesti con una certa virulenza, non è una malattia contagiosa, e se trattata per tempo può essere curata con diverse terapie e accorgimenti, con grandi benefici per i pazienti, che vivono la propria condizione con estremo disagio. Essendo una patologia infiammatoria, infatti, tende a peggiorare con il trascorrere del tempo e quel che è certo, sebbene l’acne rosacea possa manifestarsi in modo diverso da soggetto a soggetto, se non trattata nel modo giusto si può andare incontro anche a vere e proprie deturpazioni del volto.

Le terapie, come accennato, sono diverse, tra cui:

  • Antibiotici per uso topico (pomate antibiotiche da applicare direttamente sulla pelle) o per via orale. Con questi farmaci in genere le pustole tendono a migliorare, tuttavia il rossore è più difficile da curare.
  • Interventi chirurgici (elettrochirurgia o chirurgia laser). Possono aiutare a migliorare l’aspetto della pelle, soprattutto in caso di naso gonfio e ispessito.

Tra i rimedi tampone, si può usare il fondotinta o il correttore per mascherare il rossore della pelle almeno in parte. Per gli occhi gonfi e arrossati, invece, può essere molto utile prepare degli impacchi tiepidi. Un rimedio molto veloce sono le bustine della camomilla imbevute di acqua tiepida e strizzate da applicare direttamente sulle palpebre.

L’acne rosacea, pur non essendo una malattia grave, ha un impatto psicologico e sociale non indifferente in chi ne soffre, creando un profondo senso di malessere, che deriva dalla difficoltà di relazionarsi con gli altri, frustrazione e depressione.

(Fonte www.medicinalive.com)