Archivi del giorno: giugno 4, 2012

Camminare a Piedi Nudi aiuta le Ginocchia con Artrosi

Chi soffre di artrosi alle ginocchia potrebbe avere dei benefici, secondo un recente studio, camminando a piedi nudi. L’artrosi è una patologia ossea molto diffusa che oramai colpisce non solo le persone con un’età avanzata ma anche i giovani. Tra le parti dello scheletro maggiormente colpite e articolazione piuttosto complessa, vi sono le ginocchia, la cui conformazione (menisco, cartilagine, osso, legamenti e tendini) e funzionalità sono molto spesso colpite dal deterioramento dovuto proprio alla patologia o a traumi. Per poter alleviare i dolori e i disturbi conseguenti, in commercio o convenzionati Asl, vi sono una serie di presidi (dai plantari alle scarpe ortopediche). Secondo i pareri di molti pazienti, però, tutto ciò non basterebbe, o comunque non risolverebbe il problema. Ecco perché l’artrosi al ginocchio ed i possibili rimedi sono oggetto di numerosi studi, anche recenti.

benefici camminare piedi nudiUn gruppo di ricercatori dell’Università di Otago in Nuova Zelanda e dell’Università di Costanza, in Germania, guidati dalla dottoressa Gisela Sole, fisioterapista, ha condotto uno studio per valutare l’effettiva efficacia delle soluzioni correttive nei confronti dell’artrosi alle ginocchia. Precisamente la ricerca ha rivisitato circa 19 studi che si erano occupati dei vari presidi medici e calzature consigliate per pazienti affetti dalla patologia; inoltre gli studiosi hanno anche confrontato pazienti sani e malati, notando le differenze, ma anche quali sono i potenziali fattori di rischio. Analizzando i soggetti sani i ricercatori hanno evidenziato come l’uso di scarpe “scomode”, caratterizzate da tacchi alti, strette, da ginnastica dotate di poco plantare aumentino il rischio di insorgenza di problematiche alle ginocchia. Per quanto riguarda i pazienti colpiti dalla malattia dagli studi emerge che i presidi maggiormente prescritti erano e sono dei plantari con sostegno laterale, più spesso sul lato esterno del piede, che in effetti riducono la sintomatologia dolorosa e migliorano in questo modo la camminata e la corsa. Ma per quanto riguarda le calzature, cosiddette correttive, come zoccoli, scarpe ortopediche, o sportive dallo studio risulta che non sono proprio ideali, anzi peggiorano la situazione. Ecco da qui una conclusione riassuntiva, da parte degli esperti che si sono occupati della ricerca: è molto meglio camminare a piedi nudi piuttosto che indossare certi presidi. E questa affermazione vale sia per i pazienti malati ma anche per i sani. La postura e la salute delle ginocchia sicuramente trae benefici nel camminare “naturalmente”.

I risultati dello studio visto sopra, secondo alcuni esperti ortopedici, dovrebbero essere presi come delle revisioni di ricerche passate. Come è logico pensare ogni ricerca ha dei pareri sfavorevoli da parte di altri studiosi; in questo caso condannare del tutto i presidi e le calzature prescritte nei casi di artrosi alle ginocchia non sarebbe del tutto giusto. Anche perché, come afferma il professor Roberto Rossi, docente associato di Ortopedia e Traumatologia dell’Università degli Studi di Torino, non si può pretendere di guarire dall’artrosi ma di migliorare o alleggerire la sintomatologia (sostenendo comunque che la camminata a piedi nudi è sicuramente migliore rispetto a quella effettuata indossando i plantari). Il ginocchio è un’articolazione talmente complessa che quando viene colpita dalla patologia entrano in gioco una serie di meccanismi che coinvolgono oltre che la struttura interna, anche la postura, il caricamento e il peso che le ginocchia devono sopportare, insomma una serie di fattori che non possono sicuramente essere risolti in senso assoluto con i plantari o con le calzature specifiche, dato che in alcuni casi è necessario addirittura l’intervento chirurgico.

Contro i sintomi dell’Astenia la Barbabietola

barbabietolaIn questo periodo dell’anno è facile sentirsi stanchi e senza energie, a causa del cambio di stagione, ma anche della pressione arteriosa, che con l’avvicinarsi dell’estate tende ad abbassarsi ulteriormente. Sembra, tuttavia, che il succo di barbabietola sia un prezioso alleato contro l’astenia e il merito sarebbe tutto dei nitrati.

Secondo uno studio condotto di recente dall’Università di Dexter, inoltre, il succo di barbabietola, oltre che essere un eccezionale anti-fatica naturale, sarebbe addirittura una sorta di doping naturale in grado di migliorare considerevolmente le prestazioni fisiche.

La barbabietola rossa, infatti, è una vera miniera di Sali minerali, quali potassio, calcio, sodio, ferro e fosforo, è ricca anche di antociani, preziosi antiossidanti, vitamine B1, B2 e B3, e la vitamina C. Grazie alle sue ottime proprietà rimineralizzanti è particolarmente indicata per chi soffre di anemia e per i bambini e gli anziani deboli.

I ricercatori, infatti, hanno scoperto come lo sforzo richiesto ad una persona anziana durante una passeggiata, grazie al succo di barbabietola, si fosse ridotto del 12%. Gli esperti, hanno coinvolto anche un gruppo di ciclisti, che hanno condotto diverse prove di velocità dopo aver bevuto mezzo litro di succo di barbabietola con e senza nitrati.

Dai risultati ottenuti, è emerso come le prestazioni atletiche, con il succo di barbabietola non filtrato, fossero decisamente migliorate, inoltre, i ciclisti hanno riferito una minore stanchezza.

Come ha spiegato il professor Andrew Jones sulle pagine del Journal of Applied Physiology:

I nitrati aiutano il cuore e i muscoli a lavorare meglio. Ciò è valido non solo per gli atleti professionisti ma per chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni fisiche. Inoltre questi risultati mostrano un miglioramento in termini di prestazioni che, a livello agonistico, potrebbero fare la differenza.

Se questo è valido per gli atleti, che si sottopongono a sforzi fisici molto intensi, a maggior ragione lo è per le persone anziane, con l’avanzare dell’età, infatti, la quantità di ossigeno tende a diminuire.

(Fonte www.medicinalive.com)

Ansia Cure Naturali

Contro l’ansia esistono diverse cure naturali utili come coadiuvanti.

Le situazioni che possono causare l’ansia:

rimedi naturali ansiaDurante le situazioni che possono procurare ansia, delle grandi quantità di ormoni dello stress, tra cui l’adrenalina, vengono rilasciati nel sangue. Questi ormoni, infatti, fanno aumentare il battito cardiaco. Il tuo corpo devierà l’andamento del sangue verso i muscoli ed il cervello tanto che i tuo picchi di zuccheri nel sangue si direzioneranno verso l’altro , mentre i vostri succhi gastrici diminuiranno drasticamente. Ciò è la causa dell’accelerazione del respiro e della sudorazione. Lo scopo di tutti questi cambiamenti è quello di consentire di eseguire notevoli sforzi fisici che potrebbero essere necessari per respingere un attacco o fuggire.
Ma tutto ciò in realtà è provocato solo dall’ansia. Il problema di questa risposta biologica molto complessa è che si verifica anche quando la fonte di ansia non richiede un azione fisica.

Ad esempio, quando la fonte dell’ansia è una telefonata o il capo che ci manda a cercare d’urgenza oppure quando si viaggia in aereo o ci si trova sull’orlo di una parete molto ripida. Quando l’ansia è frequente o addirittura cronica, si verifica un esaurimento surrenale e quindi avremo stanchezza, diminuzione della capacità di gestire lo stress, e una maggiore suscettibilità alle malattie di ogni genere. Ecco perché , se si soffre di ansia cronica è sempre bene consultare un medico prima di intraprendere qualsiasi tipo di cura farmacologica. Per fobie e paure irrazionali, sono consigliate varie forme di psicoterapia, come l’ipnosi (che può essere sufficiente). Prova a scegliere un terapeuta con esperienza nel trattamento delle fobie.

Cure naturali e l’ ansia:

In molte occasioni dei rimedi erboristici possono risultare efficaci nell’alleviare l’ansia. Sarebbe meglio testare l’effetto della cura erboristica scelta prima ancora del verificarsi di un evento che può provocare l’ansia, così da poter meglio regolare il dosaggio. Si deve tenere conto del fatto che, ad esempio, ad alcuni individui è sufficiente una sola tazza di camomilla per raggiungere un senso di rilassamento mentre ad altri ne servono varie tazze. Ecco perché è importante, al fine di comprendere al meglio il nostro fisico e trarre il massimo giovamento da una cura erboristica, iniziare con delle dosi molto blande di un erba per poi aumentare il dosaggio progressivamente. Inoltre, è bene sapere che laddove non ci sono effetti nocivi nel mischiare più erbe contro l’ansia, è altamente consigliato non mischiare delle cure erboristiche contro l’ansia a  cure farmacologiche, potrebbero esserci dei rischi. Se l’ansia è frequente o cronico, le erbe devono essere prese ogni giorno con regolarità. Se l’ansia si verifica solo durante una specifica attività,  prendete le erbe una mezz’ora prima di tale attività.

Erbe contro l’ansia:

  1. Avena: effetto lenitivo e nutriente.
  2. Camomilla: rilassanti e tonificanti del sistema nervoso.
  3. Tiglio: rilassante e con effetti antispasmodici che alleviano la tensione muscolare.
  4. Verbenia: Questa erba lenisce e calma il sistema nervoso.
  5. Leonurus cardiaca: E’ particolarmente utile quando l’ansia è associata a rapida frequenza cardiaca
  6. Lavanda: La lavanda allevia ansia e depressione.
  7. Hypericum perforatum: comunemente usata per trattare la depressione, questa pianta è davvero un toccasana per l’intero sistema nervoso.
  8. Luppolo: rimedio forte per rilassare il sistema nervoso centrale.
  9. Scutellaria lateriflora: E’ utile per l’ansia di tutti i tipi, in particolare per l’ansia e irritabilità associate. a forti sbalzi ormonali
  10. kawa-kawa: Una ricerca scientifica molto importante su questa erba anti-ansia e proveniente dalle isole del Sud Pacifico, ha individuato i suoi principi attivi che sono quasi speculari a quello del Valium, uno dei farmaci anti-ansia e calmanti più comunemente prescritti dalla medicina tradizionale.
  11. Valeriana: una delle piante più efficaci contro l’ansia.
  12. Passiflora: Generalmente usata per trattare l’insonnia, la passiflora è una pianta fortemente calmante.
  13. Ginseng siberiano: questa pianta ripristina le ghiandole surrenali messe sotto sforzo.
  14. Ginseng: sconsigliato l’uso a meno che non si abbia una buona conoscenza del mondo delle piante curative. Di solito viene prescritto a coloro che soffrono di ansia cronica.
  15. Liquirizia: serve per varie patologie fra cui l’ansia cronica.

Prendere dei farmaci contro l’ansia:

Se si assumono farmaci anti-ansia o farmaci antidepressivi, non aggiungere l’uso di erbe contro l’ansia. Possono verificarsi alcuni effetti collaterali negativi,  tra cui l’eccessiva sedazione.

Altri modi per moderare l’eccessiva preoccupazione (Le seguenti strategie possono aiutare a tenere a bada l’ansia.):

  • Evitare gli stimolatori dell’ansia che fanno attivare le ghiandole surrenali, come ad esempio il caffè.
  • Migliora la tua dieta e la qualità della tua nutrizione. La carenze di alcune vitamine e minerali  possono stimolare l’ansia.
  • Fare sport. L’esercizio fisico è una delle migliori tecniche di gestione dell’ansia.

L’ansia è un fattore molto comune oggigiorno ma è importante saperla gestire e conoscere quali sono i rimedi più immediati e naturali per fare fronte ad una situazione di ansia.

Considerazioni finali sulle cure naturali utili per curare l’ansia:

L’ansia è uno stato patologico molto particolare e delicato la cui cura è da scegliersi assieme al proprio professionista di riferimento, il quale in base al livello di problematica potrà suggerire la soluzione più adatta.

(Fonte www.inerboristeria.com)

Negli Spinaci una “Ricarica” per gli Ormoni

Questi ortaggi sono una vera miniera di acido folico e aiutano a tener lontani ulcera, dermatiti, anemia, disturbi endocrini e allergie

proprietà curative spinaciGli spinaci sono tra gli ortaggi più noti per il loro apporto di ferro ma, di fatto, contengono anche buone quantità di vitamina C, carotenoidi, clorofilla e luteina. Soprattutto, gli spinaci sono ricchi di acido folico (o vitamina B9), anche se forse è più corretto parlare di “folati”, dato che non si tratta di un’unica molecola ma di una famiglia con struttura e attività simile. I folati, durante l’assorbimento intestinale, vengono trasformati in acido folico che, a sua volta, viene metabolizzato dal fegato.

L’ acido folico è indispensabile per la vita dell’uomo: infatti, attraverso il suo metabolismo, si forma un enzima importantissimo, la diidrofolato reduttasi, enzima chiave per la produzione del DNA. Questo fa capire come l’ acido folico sia determinante nei processi di crescita e riproduzione cellulare. Insieme alla vitamina B12 partecipa alla sintesi dell’emoglobina ed è pertanto considerato una vitamina antianemica. Interviene nei processi di regolarizzazione dell’attività ormonale. Partecipa alla sintesi di aminoacidi come la metionina e l’acido glutammico. Ne sono necessari solo 200 microgrammi al giorno, assimilabili tranquillamente con la dieta. Gli anziani dovrebbero assumerne anche 300 microgrammi al giorno, soprattutto per nutrire il sistema nervoso.

Ecco cosa succede quando manca 

La carenza di acido folico si presenta con sintomi vari quali apatia, stanchezza, inappetenza, difficoltà mnemoniche, turbe del sonno, ulcerazioni della mucosa orale, dermatiti di aspetto variabile (tipo herpes, eczema o acne rosacea) e anche anemia. L’uso prolungato di antibiotici può causare una carenza di folati, poiché viene distrutta la flora batterica, presente nel tubo digerente, che ha la capacità di produrre acido folico.

Perché fanno bene e come utilizzarli 

La cosa migliore da fare per sfruttare al meglio le proprietà curative degli spinaci è cuocerli poco o – ancora meglio – consumarli freschi, in insalata o sotto forma di centrifugato: in questo modo si evita che il surriscaldamento della cottura ne deteriori il contenuto di vitamine e acido folico.

Abbinali alle mandorle

Se con la primavera ti assale la stanchezza, 3-4 volte alla settimana fai sbollentare per un paio di minuti 200 g di spinaci, scolali, strizzali e condiscili con un cucchiaio di pecorino (prezioso per ossa e sistema nervoso) che avrai ridotto in polvere nel frullatore con una decina di mandorle (rigenerano i tessuti cerebrali): questo contorno, leggero e saporito, è un portentoso ricostituente naturale.

(Fonte www.riza.it)