Archivi del giorno: giugno 22, 2012

Il Cetriolo, l’Ortaggio che fa Bene ai Reni

I cetrioli sono ricchi di acqua: ideali, quindi, per uno spuntino e un pasto estivo. Con pochissime calorie, hanno proprietà depurative e dimagranti.

dieta per proteggere reniI cetrioli sono anche ricchi di vitamine e sali minerali, quali potassio, ferro, calcio, iodio e manganese. L’alto contenuto di acqua e i sali minerali aiutano i reni ad eliminare i liquidi e le tossine, migliorano l’attività del fegato e del pancreas. Gli enzimi contenuti nel cetriolo aiutano anche l’organismo ad assimilare le proteine, purificano e disintossicano l’intestino.

Gli antichi utilizzavano il cetriolo come antipiretico e per curare malattie come la gotta, patologia dovuta ad un accumulo eccessivo di acido urico nel sangue e nei tessuti  (che fa rigonfiare gli arti).

Il cetriolo è anche un ottimo alleato per la bellezza della nostra pelle. Ricco di zolfo, infatti, è l’ortaggio indicato per schiarire le macchie dell’età, per alleviare e curare il bruciore delle scottature solari e, se utilizzato costantemente, il cetriolo combatte i segni dell’invecchiamento. Tagliato a fette e posizionato sugli occhi, il cetriolo allevia il gonfiore, i segni di stanchezza, le occhiaie e le borse.

(Fonte www.freshplaza.it)

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La Maggiorana, scudo Anti Stress

La maggiorana cresce spontanea nei terreni più esposti al sole: i suoi fiori e foglie sono ricchi di proprietà utili a combattere lo stress e saporiti i piatti

In cucina è il tocco in più…

maggiorana anti stressLa maggiorana è una pianta aromatica universalmente nota: simbolo di felicità, serenità e fortuna, viene così descritta da un antico trattato: “È forse per la piacevolezza del suo odore che è pianta tanto grata alle donne, che non ve n’è quasi alcuna che non la pianti e curi con diligenza negli orti o in vasi… Il succo distillato aspirato per il naso purifica e conforta il cervello”.
La maggiorana è un’erbacea dalle piccole foglie di forma ellittica e fiori a grappolo di colore bianco-rosato, appartenente alla famiglia delle Labiate e originaria del Medio Oriente. Nel Mediterraneo cresce spontanea o coltivata su terreni calcarei ben drenati ed esposti al sole, dal quale assorbe tutto il calore e l’energia vitale. La maggiorana non solo è un prezioso aiuto in cucina per dare un tocco in più ai nostri piatti, ma possiede anche qualità medicamentose utili per la salute. Della pianta si utilizzano le sommità fiorite e le foglie, raccolte in estate, le quali emanano un gradito aroma canforato e contengono un olio essenziale (ricco in terpeni), flavonoidi, tannini e oligoelementi.

..e fa bene alla salute

Ansia, agitazione, irritabilità, nervosismo, angoscia e soprattutto insonnia sono manifestazioni ben note dello stesso male: lo stress. La maggiorana è di grande aiuto e conforto, poiché ha un effetto riscaldante che rilassa, distende e armonizza. Il meccanismo che contribuisce a tali proprietà calmanti è la riduzione della pressione arteriosa ottenuta per vasodilatazione attraverso la regolazione dell’attività del sistema nervoso autonomo (inibizione del simpatico e stimolazione del parasimpatico) e per stimolazione della diuresi. La maggiorana favorisce, inoltre, il rilassamento muscolare e la regolazione dei livelli degli ormoni responsabili del nostro stato di serenità o di stress (adrenalina e serotonina). Anche il forte effetto sedativo fa sì che la maggiorana sia un toccasana contro l’ansia, l’insonnia, il nervosismo e l’eccitazione psichica.

La maggiorana in cucina

Digestione difficile? Mettete un pizzico di maggiorana sui piatti  pesanti: pizze, frittate, carni. Oppure, condite con un olio medicato (50 g d’erba in un litro di olio extra vergine d’oliva, a macerare per 15 giorni)

A tavola esalta pizze e insalate

In cucina si può usare la maggiorana fresca o essiccata;  poiché sensibile al calore,  va aggiunta a crudo o solo negli ultimi  istanti di cottura, in modo tale da conservare integre le sue proprietà aromatiche ed organolettiche. È il condimento ideale per pizze, insalate miste, aceti e oli aromatici, primi piatti estivi, minestre, zuppe, uova e carne o pietanze che richiedono un aroma deciso  ma delicato.

Infuso, tintura e olio: stop alle tensioni

Nei periodi di tensione la maggiorana sostiene il sistema nervoso senza sovraccaricarlo e risolve le somatizzazioni dello stress. Chiedete l’olio essenziale in erboristeria. L’erba secca si trova in erboristeria; fresca, dal fruttivendolo.

Infuso calmante: Se vi sentite nervosi e affaticati, mettete un cucchiaino di maggiorana secca in una tazza d’acqua bollente, lasciate riposare per 8-10 minuti, filtrate e bevete. La dose ideale è di due-tre tazze al dì.

Olio essenziale antinsonnia: Prendetene 4-6 gocce su una zolletta di zucchero un’ora prima di coricarvi.

L’aroma dell’olio essenziale di maggiorana manda in fumo il mal di testa

Quando si è sotto pressione, il mal di testa è uno dei disturbi più comuni. La maggiorana, grazie al suo effetto rilassante, è in grado di risolvere il problema, aumentando così i livelli di attenzione e concentrazione. Ideale un massaggio al centro della fronte con una goccia di olio essenziale. Quando la cefalea si accompagna a sinusite o raffreddore, sono consigliabili i fumenti con l’infuso ancora bollente: aspirate l’aroma dell’erba per 20 minuti, coprendo il capo con un asciugamano.

Che benefici per reumi e muscoli!

A volte lo stress dà origine a fastidiose contratture muscolari o peggiora i dolori reumatici preesistenti. Le frizioni o i bagni alla maggiorana, oltre a rilassare, sviluppano un effetto tonificante e rivitalizzante:

Frizioni antireumatiche: Sciogliete 10-20 gocce di olio essenziale di maggiorana in 100 ml di alcol e massaggiate il preparato sulle articolazioni dolenti.

Bagni anticontratture: Aggiungete all’acqua del bagno 10 gocce di essenza, oppure l’infuso (ottenuto con due manciate di erba in un litro d’acqua). Immergetevi per almeno 10 minuti, massaggiando la muscolatura.

(Fonte www.riza.it)

Colesterolo più Basso con la Dieta Ipocalorica

come abbassare il colesteroloIl colesterolo è un parametro fondamentale per la nostra salute e spesso ci dimentichiamo di controllarlo periodicamente. Avere i livelli troppo alti, vuol dire, mettere a dura prova la salute del cuore, delle arterie e aumentare anche il rischio di sviluppare il diabete. In che modo è possibile assicurarsi un colesterolo nei parametri? Ovviamente dipende da tanti fattori differenti: ci sono l’ereditarietà, lo stile di vita, la dieta ben bilanciata e il movimento. Nella maggior parte dei casi, l’anello debole è proprio la dieta non ben equilibrata.

Sono molte le persone che cercano inutilmente di perdere peso con regimi alimentari inventati o dell’ultimo momento. È un errore, soprattutto, quando per correggere alcune abitudini sbagliate, se ne introducono dell’altre. Quali? Per esempio mettere al bando i carboidrati e, al tempo stesso, continuare ad assumere troppi grassi, per via delle diete iperproteiche.

La dieta sbilanciata favorisce il colesterolo alto

Un recente studio svedese ha dimostrato che la dieta sbilanciata è molto diffusa e crea davvero gravi problemi alla salute. Secondo lo studio, negli anni Settanta nel Nord del Paese molte persone avevano problemi cardiovascolari e proprio qui la possibilità di morire di ictus, per gli uomini, era tra le più elevate al mondo. Nel 1985 quindi si è deciso di mettere in atto un progetto chiamato «Västerbotten Intervention Programme», con cui si diffuse un’educazione alimentare di spessore. Le persone impararono a mangiare meglio e considerare il cibo non solo come nutrimento, ma anche come ingrediente forndamentale per conservare la salute. I risultati sono stati tangibili: sono diminuiti i consumi di grassi, soprattutto il burro e prodotti analoghi (sostituiti con cibi spalmabili light) e si è di conseguenza abbassato il livello dicolesterolo.

Meno carboidrati? Ok, ma anche meno grassi

Un altro importante step è stato quello di ridurre la quantità di carboidrati. Non sono stati quindi totalmente eliminati, ma contenuti in porzioni più piccole. Le persone che non hanno ridotto i grassi, però, non hanno beneficiato di questo sacrificio. Ingegerd Johansson, coordinatore della ricerca svedese, ha infatti spiegato: “Le diete a basso contenuto di carboidrati e alto introito di grassi possono pure essere efficaci per perdere peso nel breve termine, ma nel lungo periodo il dimagrimento non viene mantenuto e a causa dell’incremento del colesterolo nel sangue c’è un peggioramento del profilo di rischio cardiovascolare”. Ne vale la pena? Questo studio dimostra davvero diversi fattori, il primo è che per dimagrire bisogna recarsi da un medico. È davvero inutile, se non controproducente, fare il fai da te. Inoltre, non bisogna guardare al dimagrimento come unico risultato di una dieta, meglio vedere gli effetti dell’alimentazione a lungo termine. Infine, va bene ridurre la quota di carboidrati, se in eccesso, ma non bisogna certo dimenticare di tagliare altrettanto i grassi.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Raggi UVA e UVB Pericolosi per la Pelle: ecco perchè

Raggi UVA e UVB Pericolosi per la PelleI raggi UVA e UVB, in quantità elevate e nel tempo, sono molto pericolosi per la pelle. Quest’ultima nonostante sia uno degli organi più resistenti, non per niente rappresenta la “barriera dell’organismo”, può subire dei danni ed essere vittima di patologie. Con l’arrivo della stagione calda e l’inizio delle vacanze, in particolar modo al mare, sorge la necessità di proteggere la pelle dai raggi solari. Questi ultimi, responsabili dell’abbronzatura cercata dalla maggior parte dei vacanzieri, sono anche la causa di malattie come cheratosi attiniche e melanomi, tumori cutanei. Patologie di questo tipo sopraggiungono dopo esposizioni prolungate che causano delle lesioni precancerose e danni profondi, sino al derma. C’è comunque da fare una distinzione tra i raggi solari, sul tipo e sulla loro azione a livello dell’epidermide.

I raggi UVA, ultravioletti A, sono meno potenti di quelli UVB, ma non per questo meno pericolosi. Gli esperti li considerano subdoli, agiscono lentamente e silenziosamente, senza nessun sintomo, e raggiungendo gli strati più profondi del derma. A livello superficiale stimolano la produzione della melanina, molecola con funzione, principalmente, pigmentaria. Il colore che da alla pelle è transitorio, ossia svanisce con la mancanza di esposizione. Oltre all’abbronzatura transitoria, che sicuramente non è un fattore negativo, tra i danni che gli UVA possono causare vi sono l’invecchiamento precoce, e l’insorgenza di lesioni tumorali, come i melanomi (che possono dipendere o da alterazioni di nei preesistenti o ex novo). I raggi UVB, invece, che sono gli ultravioletti B, sono pericolosi, con una forte carica energetica, e con effetti, in particolare, sugli strati superficiali dell’epidermide. Da qui arrossamenti, scottature o eritema solare, e ustioni. I raggi UVB stimolano la produzione di melanina, ed un’abbronzatura progressiva, a differenza dei raggi UVA. Quindi le differenze principali sono gli strati dell’epidermide sulla quale agiscono (i raggi UVA in profondità e quelli UVB in superficie), e la loro potenza (i primi sono meno potenti dei secondi).

Come proteggersi dai raggi UVA e UVB

Il consiglio degli esperti è quello di non esagerare con l’esposizione al sole, quindi esporsi in modo intelligente. Innanzitutto la quantità e il tempo, occorre sempre non esagerare. In secondo luogo gli orari: scegliere un’ora in cui i raggi non sono esageratamente forti (preferire la mattina presto, sino alle 10, e la sera dalle 18, in poi, ed evitare le ore del primo pomeriggio). Dopo di che la protezione: utilizzare sempre delle creme protettive con un giusto fattore di protezione (SPF) adeguate e giuste per il proprio tipo di pelle, e applicarle almeno ogni 2-3 ore. La carnagione chiara, quindi povera di melanina, necessiterà, sicuramente, di una protezione molto più forte rispetto ad una pelle scura. Inoltre, ricordiamo che le creme devono avere una doppia protezione, sia nei confronti dei raggi UVA che di quelli UVB.

(Fonte www.tantasalute.i)