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Arriva l’Inverno. Facciamo scorta di Salute

Leggo da www.riflessioni.it

Con l’inverno arrivano le giornate con poco sole e temperature sempre più fredde. Questi due elementi possono incidere in modo negativo sulla salute in quanto il sistema immunitario è sensibile al freddo, per cui è più facile indebolirsi ed essere soggetti ad infezioni di vario genere. Inoltre, il poco sole rende più deboli alcuni meccanismi metabolici fondamentali, come la sintesi della vitamina D necessaria, tra l’altro, per fissare il calcio nelle ossa. Nei primi mesi invernali non si sente ancora questa debolezza, ma se non si ricorre ai ripari, a gennaio/febbraio avremo consumato le ultime riserve e arriveranno i problemi. Cosa fare dunque? Il primo passo è senz’altro l’alimentazione. Seguire ciò che la natura ci offre in questi mesi è una scelta intelligente. Castagne, zucche, patate sono carboidrati eccellenti che producono energia e calore interno, ideale per contrastare le temperature esterne in diminuzione. Tutti i cereali sono perfetti a questo scopo, perché ‘bruciano’ lentamente nel nostro organismo fornendo energia per lungo tempo. D’estate diamo preferenza agli zuccheri semplici, come quelli della frutta che danno subito energia per il movimento, invece d’inverno, muovendoci meno, abbiamo bisogno di energia più a lungo termine, e i carboidrati sono la fonte migliore. Anche i grassi (i lipidi) svolgono questa funzione ma in modo meno efficiente, e soprattutto è più difficile regolare le quantità ottimali, con il rischio di crescere di peso. Coloro che sono già sovrappeso dovrebbero preferire decisamente i carboidrati. I cereali sono la fonte migliore di carboidrati, insieme come già detto alle castagne e alle patate (le zucche ne contengono molti meno). Quelli integrali contengono anche preziosi sali minerali e altre sostanze importanti. Gli italiani amano la pasta, ma questa è più povera del cereale a chicco intero, come il riso, il farro, l’orzo ecc. Contrariamente a quanto si pensa normalmente, le proteine non sono così indispensabili, anche se d’inverno sono meglio che d’estate in quanto tendono anche loro a produrre calore nel corpo. Richiedono una digestione lunga ed impegnativa e sono più indicate a coloro che fanno attività fisica piuttosto che ai sedentari che consumano poche proteine. Quali preferire? Quelle da fonti vegetali, pur fornendo la stessa qualità di quelle animali, sono più digeribili, più leggere e hanno meno controindicazioni per la salute. Tutta la famiglia dei semi oleaginosi, che comprende noci, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi, semi di zucca, pinoli, semi di girasole, arachidi e altri semi, sono straordinarie fonti di proteine (equivalenti se non superiori a quelle della carne), oltre che di preziosi sali minerali (sono ricche di calcio), vitamine e lipidi polinsaturi (che fanno bene perché abbassano il colesterolo). Attenzione solo alle quantità perché 100g. possono dare anche 600 kilocalorie.

I legumi sono un’altra ottima fonte di proteine, soprattutto se abbinati con i cereali perché si completano. La cucina mediterranea abbonda di ricette di questo tipo; pasta e fagioli, riso e piselli, orzo e fagioli, polenta e lenticchie, pasta e ceci… Come dicevamo all’inizio, oltre all’esigenza di produrre calore per proteggersi dal freddo, c’è anche la necessità di rinforzare il sistema immunitario. Ci viene in aiuto una sostanza preziosa: la vitamina C. Sempre più studi dimostrano la sua straordinaria efficacia come antibiotico naturale per le vie respiratorie, per tutto l’apparato digerente, e per l’intestino. Dove la troviamo? In alcuni frutti invernali: i kiwi sono i più ricchi, ma anche gli agrumi si difendono bene. Tra le verdure i cavoli ne contengono discrete quantità. Tra le rarità, le bacche di rosa canina contengono una quantità altissima di vitamina C. Frutti di bosco come mirtilli e lamponi ne contengono sufficientemente. Infine, il melograno ne è molto ricco. La vitamina C è una sostanza molto delicata. Si distrugge a contatto con l’aria, con il calore del fuoco e con la conservazione, per cui la frutta va consumata fresca. Evitate quella già preparata o i succhi di frutta che ne sono privi. Le industrie aggiungono vitamina C sintetica ma non ha gli stessi effetti. Una bella spremuta d’arancia o qualche kiwi la mattina sono un ottimo modo di cominciare la giornata. Ricordatevi anche che la frutta non va consumata a fine pasto perché rovina tutta la digestione. Cos’altro fare per rinforzare il nostro sistema immunitario? In queste ultime giornate di sole cercate di stare all’aperto e di farvi scaldare dai suoi raggi. Fate anche movimento fisico, come camminate in montagna, bici o semplici passeggiate in città, perché fa sempre bene, anche in inverno coprendosi adeguatamente. Questi semplici consigli sono una sana prevenzione ai problemi di salute tipici dell’inverno, come febbri, raffreddori, mal di schiena e dei muscoli, bronchiti e infiammazioni varie alle vie respiratorie, digestive e intestinali. Fanno bene agli adulti, ma soprattutto agli anziani e ai bambini, più fragili e soggetti a queste minacce. Fate scorta di salute e passerete indenni i mesi invernali. (Nadia e Giacomo Bo www.ricerchedivita.it)

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Dove si trova la Vitamina C

Detta anche acido ascorbico, la vitamina C partecipa a molte attività fondamentali per la buona salute del nostro organismo. Ma dove si trova? Cosa bisogna mangiare per garantire il giusto apporto di vitamina C? Quando è il caso di assumere integratori?

Ruolo della vitamina C e fabbisogno giornaliero

La vitamina C partecipa al metabolismo del glucosio, dell’acido folico e di alcuni aminoacidi, facilita l’assorbimento del ferro, ha potere antiossidante, contribuisce alla produzione di alcuni neurotrasmettitori e aiuta a rinforzare le difese immunitarie. È una vitamina essenziale; il nostro organismo non è in grado di produrla e deve dunque attingerla dall’esterno, cioè dall’alimentazione.

L’apporto giornaliero consigliato di vitamina C è pari a 60/90 mg per i bambini e a 110/120 mg per gli adulti. Chi fuma più di 10 sigarette al giorno dovrebbe assumere quotidianamente una quota maggiore di vitamina C, pari circa a 135 mg.

Fonti alimentari di vitamina C

Dove si trova la vitamina C? In generale, in tutti i tipi di frutta e di verdura crudi. La vitamina C è facilmente ossidabile e molto sensibile alla luce e al calore, dunque con la cottura e si perde.

È risaputo che tutti gli agrumi – in particolare le arance – sono ricchissimi di vitamina C; la vitamina C, però, come dicevamo, è facilmente ossidabile e dunque se le arance vengono spremute, il succo va consumato subito; non ha alcun senso, per esempio, preparare una bella spremuta la sera per consumarla il mattino a colazione; si rischierebbe di bere un succo quasi completamente privo di nutrienti.

Dove altro si trova la vitamina C?

Le principali fonti di vitamina C sono

  • kiwi, che ne sono ancora più ricchi delle arance; 100 grammi di kiwi contengono infatti 85 mg di vitamina C, contro i 50 mg di vitamina C contenuta in 100 grammi di arance;
  • patate;
  • fragole, che ne contengono una quota leggermente superiore alle arance;
  • verdura a foglia verde (rucola, lattuga eccetera);
  • peperoncini, soprattutto quelli piccanti, e peperoni;
  • fave;
  • piselli;
  • pomodori

Quando assumere integratori di vitamina C

La carenza di vitamina C è rarissima nei paesi industrializzati. Gli integratori sono necessari solo in casi eccezionali e in presenza di determinate patologie. È diffusa l’idea secondo cui la vitamina C possa avere un ruolo nel combattere l’influenza: si tratta di un falso mito che spesso porta a prendere integratori senza che ce ne sia la reale necessità. L’assunzione eccessiva di vitamina C attraverso integratori può comportare alcuni disturbi tra cui insonnia e agitazione. Assumerne un’elevata quantità attraverso l’alimentazione non presenta invece controindicazioni, quindi, una volta che abbiamo capito dove si trova la vitamina C, non resta che assicurarsene la giusta scorta per il corpo. L’alimentazione naturale è sempre la risposta migliore al fabbisogno del nostro organismo, fatta eccezione per i casi in cui, secondo il parere di un medico, sia indicata un’integrazione per la presenza di patologie.

Spesso, quindi, non è assolutamente necessario assumere integratori, basta chiedersi: dove si trova la vitamina C? E in che quota? E rispondersi, per esempio, che a un bambino può bastare anche un solo kiwi o un’arancia al giorno per assumere tutta la vitamina C necessaria al proprio organismo … (fonte www.cure-naturali.it)

Un nuovo importante ruolo per la Vitamina C

Nel mese di giugno 2011, sul Journal of Neuroscience, è stato pubblicato uno studio condotto da un team di ricerca della Oregon Health & Science University che pone in evidenza un coinvolgimento della vitamina C nel meccanismo della visione: in particolare, le cellule nervose dei nostri occhi hanno bisogno di vitamina C per poter funzionare correttamente.

Sembra infatti che le cellule nervose della retina abbiano bisogno di essere letteralmente immerse in “bagni” ad alte concentrazioni di vitamina C, sia all’interno che all’esterno di esse, per poter funzionare in maniera opportuna; e siccome la retina ha origine embrionale dal sistema nervoso centrale, la vitamina C potrebbe essere diffusa ovunque nel nostro cervello, più di quanto abbiamo mai potuto immaginare.

I neuroni del sistema nervoso centrale (di cui fanno parte encefalo e midollo spinale) sono provvisti di recettori che rispondono ad un’azione del neurotrasmettitore GABA, principalmente inibitoria, che modula l’eccitabilità neuronale. Tali recettori nelle cellule della retina cessano di funzionare correttamente quando viene rimossa la vitamina C. E’ possibile che la forte azione antiossidante della vitamina C contribuisca ad esercitare un’azione protettiva nei confronti dei recettori GABA o delle cellule stesse. E’ curioso come si comporti il nostro organismo quando si è a corto di vitamina C: la parte in cui essa è presente in concentrazioni relativamente maggiori è sempre il cervello.

L’importanza di essa quindi potrebbe andare al di là del meccanismo della visione e riguardare il sistema nervoso in un senso più ampio. Gli scienziati si spingono oltre, pensando ad uno dei sintomi che accompagnano lo scorbuto, la ben nota forma di avitaminosi associata alla carenza di vitamina C: la depressione. E non è da meno considerare le possibili implicazioni per altre malattie associate alla visione che si caratterizzano per un cattivo funzionamento dei recettori GABA nel sistema nervoso, tra cui l’epilessia.

Potrebbe una dieta ricca di vitamina C contribuire ad esercitare una protezione nei confronti della retina? A queste ed altre domande stanno ora puntando l’attenzione i ricercatori.
(fonte www.freshplaza.it)

Cinque sostanze Nutritive di cui non si puo’ fare a meno

Continua l’accanimento contro i suggerimenti riportati dal mio blog. Vi invito a trarre quanto di buono c’è … lungi da me indurvi al rischio che vi ammaliate seguendo le mie sane abitudini alimentari. Mi raccomando non siate creduloni e non fatevi trarre in inganno da me! Ma, in ogni caso, ritengo che i suggerimenti di seguito riportati siano innocui 😉 … anzi … spero benefici!!

La qualità del cibo che introduciamo nella dieta quotidiana è più importante della sua quantità. Vediamo ad esempio quali sono, secondo gli esperti, le 5 sostante nutritive di cui proprio non si può fare a meno:

1. Calcio. Il calcio aiuta a mantenere sane e forti le ossa, e anche i denti. Perciò nella dieta non deve mancare (ricavabile anche da verdure, legumi, frutta secca e cereali).

2. Vitamina C. Rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antinfiammatorie e mantiene giovane la pelle. Ne occorrono 75 mg al giorno, quindi via libera a frutta (soprattutto agrumi, ma anche fragole e ciliegie, kiwi e ananas), verdura e ortaggi (le patate novelle, per esempio, ma anche i preziosi broccoli, i pomodori e i peperoni).

3. Fibre. Almeno 25 grammi al giorno. Sono oro per l’intestino, aiutano il metabolismo e tengono a bada il colesterolo. Perciò bene consumare pane, legumi e cereali (soprattutto integrali). L’importante, come sempre, è non esagerare. Ricche di fibre sono anche frutta e verdura.

4. Potassio. Qui parliamo di come tenere sempre sano e funzionante il nostro sistema nervoso centrale, i nostri muscoli e in nostro cervello. Servono 4.700 mg al giorno di potassio, che possiamo introdurre cominciando a mangiare più banane, uva, frutta tropicale, patate, zucca.

5. Magnesio. Oltre a combattere i dolori mestruali regola nervi, muscoli, ossa e perfino l’umore, perché controlla l’eccitabilità neuro-muscolare del corpo e riduce la secrezione di adrenalina. Ne servono 300 mg al giorno e lo potete trovare nella frutta secca, nel cacao, nei cereali, nelle lenticchie e in alcune verdure.

Alzheimer, un aiuto dalla Vitamina C

La vitamina C, potrebbe essere un’alleata preziosa nella lotta all’Alzheimer. Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della Lund University, e pubblicato sul “Journal of Biological Chemistry”, sarebbe in grado di sciogliere gli aggregati di proteine tossiche che si accumulano nel cervello di chi è affetto da questa patologia.

Il cervello dei malati di Alzheimer, infatti, presenta grumi di placche di amiloidi, ovvero, aggregati di proteine mal ripiegate, responsabili della morte delle cellule nervose. Generalmente, i primi tessuti ad essere attaccati sono proprio quelli connessi alla memoria.

Come spiega Katrin Mani, docente di Medicina Molecolare dell’Università di Lund:

Quando abbiamo trattato il tessuto cerebrale di topi affetti da morbo di Alzheimer con la vitamina C abbiamo potuto vedere che gli aggregati proteici tossici si sono lentamente sciolti. I nostri risultati mostrano un modello precedentemente sconosciuto per quanto riguarda l’effetto della vitamina C sulle placche di amiloidi.

Un altro aspetto interessante, inoltre, è che la vitamina C non deve necessariamente essere assunta attraverso l’alimentazione, ovvero, consumando frutta o verdura che la contengono, ma può essere assorbita in grandi quantità anche sotto forma di acido deidroascorbico, come ad esempio, da un succo che è stato conservato in frigo.

Lo studio, potrebbe avere risvolti particolarmente interessanti nel trattamento del morbo di Alzheimer, anche perché la ricerca, attualmente, è focalizzata soprattutto su terapie e metodi per ritardare o alleviare la progressione della malattia, agendo, dunque, sui sintomi. Che la vitamina C avesse un ruolo protettivo contro una serie di patologie, è oramai risaputo, ma che fosse in grado di agire anche sull’Alzheimer, non era mai stato provato fino ad oggi. Ad ogni modo, la questione è ancora controversa, sebbene i risultati aprano nuove opportunità per la ricerca sulla malattia. (fonte www.medicinalive.com)

La vitamina C o acido ascorbico

A Febbraio il nostro corpo è indebolito per via del lungo inverno e del fatto che ha piano piano consumato tutte le riserve energetiche, chimiche e fisiche accumulate nell’estate. Ecco che ammalarsi o semplicemente indebolirsi sarà più facile, e difatti non è un caso che le persone tendano ad ammalarsi maggiormente nei primi mesi dell’anno; febbri, raffreddori, muco, tosse e problemi intestinali permangono e si intensificano proprio in questo tratto finale dell’inverno, prima dell’arrivo delle forze primaverili.

Come proteggersi quindi? Ancora una volta ci rivolgiamo alla natura che da sempre si prende cura delle proprie creature. Esiste infatti una sostanza dai poteri quasi miracolosi, che gli scienziati stanno studiano da ormai decenni continuando a scoprire virtù straordinarie. Stiamo parlando della vitamina C, o acido ascorbico. La scoperta della vitamina C risale al 1937, anno in cui Szent-Gyorgyi, la scopri e la isolò per primo, scoperta che gli valse il Premio Nobel. Si dovettero pero aspettare più di trent’anni prima che il ruolo che questa molecola gioca nel funzionamento del nostro corpo fosse compreso appieno. Negli anni 60 e 70 diversi scienziati negli USA e in Canada portarono a termine importanti ricerche cliniche e di laboratorio su questa e altre vitamine: Carl Pfeiffer, Roger William, Hans Selye, Irwine Stone, Abram Hoffer, Humphrey Osmond, Robert Cathcart, Ewan Cameron, Mathias Rath, Linus Pauling, ecc… Quest’ultimo e stato incluso dalla rispettata rivista inglese New Scientist nella sua lista dei venti più importanti scienziati di tutti i tempi; ha ricevuto due premi Nobel (per la chimica e per la pace) non condivisi con altri; ha al suo attivo alcuni importanti ed originali contributi alla biologia, chimica e fisica, un’alta militanza nelle controversie politiche durante gli anni 50 e 60, inclusa l’organizzazione di una vittoriosa campagna internazionale per bandire i test delle armi nucleari. Può essere considerato il più importante esponente di quella corrente medico-scientifica che si e sviluppata negli USA negli ultimi 40 anni, che lui stesso definì Medicina Ortomolecolare. Egli scoprì che la vitamina C era coinvolta in un gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Due delle sue maggiori interazioni sono il potenziamento del sistema immunitario e la sintesi del collagene, una sostanza molto importante che tiene unito il corpo umano. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L’uomo non può creare collagene senza la vitamina C. Se questa sostanza scarseggia, le ossa diventano fragili (osteoporosi), le articolazioni si indeboliscono (artrosi) i vasi sanguigni perdono elasticità (=ipertensione sanguigna) e subiscono lesioni di vario tipo (arteriosclerosi, infarto, ictus), la pelle diventa vecchia e rugosa, ecc… Si dice che siano i cosiddetti “segni dell’età”; ma veramente l’età non c’entra molto. Sono i segni di cronica carenza di vitamina C. Nel corso degli anni numerosi ricercatori hanno sperimentato con successo la vitamina C nei confronti delle seguenti malattie: raffreddore, influenza, attacchi virali, mononucleosi , polmonite virale, febbre da fieno, asma, allergie ambientali e alimentari, ustioni, ferite, interventi chirurgici, ansia, prestazioni sportive e altri stress leggeri, cancro, spondilite anchilosante, sindrome di Reiter, uveite anteriore acuta, artrite reumatoide, infezioni batteriche, epatite infettiva, infezioni da Candida. Come diceva lo stesso Linus Pauling: “Sarebbe opportuno assumere quotidianamente la Vitamina C, soprattutto ai primi sintomi di raffreddore o di mal di gola o di presenza di muco nel naso,nonché di dolori muscolari o di malavoglia in generale; iniziate subito ad assumerla e continuate fino alla scomparsa di questi sintomi”. Dove si trova questa portentosa sostanza? ovviamente nei cibi che la natura prepara d’inverno. Eccoli (le quantità sono espresse in mg per 100g di prodotto): rosa Canina 1250, rughetta o rucola 110, broccoli 110, kiwi 85, cavoletti di Bruxelles 8,1 lattuga 59, clementine 54, limoni/arance 50, succo di arance 44, succo di limoni 43, mandarini 42, pompelmo 40, cavolo verde 30, mango 28, kaki 23, Ananas 17, finocchi 12, carote 9, banana 9. Un’avvertenza importantissima: la vitamina C non tollera il calore, per cui gli alimenti vanno consumati crudi. Inoltre, viene ossidata dall’ossigeno, per cui una volta preparato il cibo va consumato immediatamente. Assumere quotidianamente la vitamina C attraverso i cibi (e con integratori in caso di necessità di alti dosaggi) significa difendere il nostro organismo dagli agenti patogeni presenti nell’ambiente, rinforzare il sistema immunitario e irrobustire i tessuti, ma soprattutto passare incolumi attraverso le tipiche malattie di fine inverno

La vitamina C

La vitamina C (acido ascorbico) è probabilmente la vitamina più studiata e conosciuta.

È un antiossidante idrosolubile, che protegge dall’attacco dei radicali liberi negli ambienti acquosi (liquido intracellulare, plasma). Inoltre è necessaria per la formazione, la protezione e la stabilizzazione del collagene, che è la principale proteina dell’organismo, indispensabile per la produzione del tessuto connettivo (pelle, vasi, ossa), per la riparazione dei tessuti e per mantenere sani i capillari, le gengive, i denti.

Ancora, la vitamina C è essenziale per l’assorbimento di altre sostanze nutritive (ferro, acido folico, vitamina E) e per il metabolismo di alcuni aminoacidi (fenilalanina, tirosina).

Infine, essa coopera all’utilizzazione dei carboidrati, nonché alla sintesi dei grassi e delle proteine.

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C per l’adulto sano è di 60 mg.

Le funzioni principali

– Previene e cura lo scorbuto (la malattia dovuta a carenza alimentare di vitamina C).

– Ritarda l’invecchiamento cellulare mantenendo giovani i tessuti.

– Facilita la guarigione delle ossa fratturate e delle ferite

– È utile nella cura dell’anemia (soprattutto di quella dovuta a carenza di ferro) e delle infezioni delle vie urinarie.

– Contribuisce alla produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo.

– Previene e cura il raffreddore comune e altre affezioni influenzali.

Tra le altre funzioni, sembra che la vitamina C sia in grado di ridurre il colesterolo, mantenendo l’integrità delle arterie e prevenendo le malattie cardiache e i disturbi derivati dall’esposizione a tossine (fumo, inquinamento, alcol, droghe).

Dove si trova? La vitamina C è di origine vegetale e si trova in tarassaco, ortica, ravanelli, broccoli, spinaci, bietole, cavolini di Bruxelles, asparagi e fave; ne sono ricchi inoltre tutti gli agrumi, il pomodoro, le fragole, i peperoni verdi, il ribes nero e la papaia.

Fai scorta di vitamina C consumando vegetali freschi e i relativi succhi. Ideale anche la papaia fermentata in polvere, una bustina la mattina dopo colazione per un mese.

Rispondi a questo breve test tenendo presente che anche un solo sintomo può rivelare la necessità di una piccola integrazione vitaminica. – Le gengive sanguinano spesso, i capillari sono fragili e le ferite tardano a guarire? – Hai giunture spesso gonfie o doloranti? – Banali raffreddori e influenze fanno fatica a risolversi?