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Un super Centrifugato contro i Virus

Lo zolfo contenuto nella verza rimineralizza e rigenera i tessuti ossei; il succo di mela, ricco di potassio, drena le scorie cutanee liberandoci dalle scorie

 

Sistema immunitario sotto attacco?

Siamo solo all’inizio della stagione fredda eppure il sistema immunitario è già sottoposto all’attacco delle malattie virali. Il calo delle temperature, inoltre, peggiora gli stati infiammatori e rende più acuti i dolori osteoarticolari, che spesso si accompagnano al quadro sintomatico delle influenze, compreso il nuovo ceppo “A”. L’integratore del mese, a base di due ingredienti autunnali (la verza e la mela), svolge dunque un’azione di “copertura” globale contro gli effetti del freddo e delle patologie di stagione perché opera contemporaneamente su più fronti.

Ti aiutano verza e mela

La verza è una vera e propria pianta medicinale: contiene vitamine (A, C, D, E, K e gruppo B) e sali minerali tra i quali spicca lo zolfo, dall’azione disinfettante e riparatrice dei tessuti osteoarticolari. Il succo di verza, abbinato a quello di mela, straricco di potassio, promuove il drenaggio delle tossine attraverso i reni e risolve i processi infiammatori che sfiancano gli anticorpi e aprono la strada ai virus influenzali.                                                       

 

Come si prepara 

Prendi cinque foglie di verza lavate e asciugate e mettile nella centrifuga insieme a una mela tagliata a tocchetti; se la mela è biologica, lavala bene e centrifugala con la buccia. Bevi il succo così ottenuto ogni mattina per un mese

Se desideri una bevanda più dolce, diluisci il succo di verza in un calice di succo di mela trasparente, aggiungendo alla fine un cucchiaino di miele.

Con gli stessi ingredienti fai l’insalata antiage

Con le foglie più tenere della verza e una mela (meglio d’origine biologica) puoi anche preparare una buona insalata antiossidante da gustare per tutto il mese prima dei pasti, per stimolare la digestione e rigenerare la pelle.

Preparazione: Affetta finemente due foglie di verza e mettile in una ciotola con una mela media (tipo Granny Smith) a tocchetti; condisci il tutto con un’emulsione ottenuta mescolando un cucchiaino di olio d’oliva e uno di aceto di mele (depurativo e diuretico). Questa insalata aiuta anche a mangiare di meno e a raggiungere prima la sazietà, se devi seguire una dieta. (fonte www.riza.it)

Cannella, la spezia Antivirus

L’intestino, con la sua superficie interna di 300 metri quadrati di estensione, rappresenta la barriera di difesa più importante del corpo, contenendo circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo. Per questo soprattutto d’inverno è necessario proteggere e potenziare la capacità dell’intestino di riconoscere virus e batteri e di reagire stimolando la produzione di anticorpi.

Olio essenziale dii cannella, alleato anti influenza

A tal fine è utile la cannella che, nelle diverse formulazioni di tintura madre, estratto secco e olio essenziale, è il miglior antisettico contro le influenze intestinali tipiche della stagione fredda perché stimola le naturali difese dell’organismo. Chiamata anticamente anche cinnamomo, la cannella fu introdotta in Occidente dalla Compagnia delle Indie Orientali. È un albero che emana un intenso profumo in ogni sua parte: gli oli essenziali sono estratti sia dalla corteccia che dalle foglie. Al di là dell’uso in cucina o come aroma natalizio, la cannella val la pena di essere conosciuta anche per le sue grandi proprietà terapeutiche: la cannella rientra infatti nelle cosiddette “essenze maggiori”, quelle cioè più dotate di proprietà antimicrobiche e antivirali, e l’ olio essenziale ricavato dalla sua corteccia è tra i più ricchi di aldeide cinnamica, sostanza che ne determina un’azione ad ampio spettro su batteri, funghi e virus.

Rigenera la flora intestinale danneggiata dai virus

Durante le influenze che colpiscono il sistema gastroenterico, così frequenti d’inverno, aiutiamo l’intestino a ristabilire naturalmente il proprio equilibrio. Ogni mattina assumi un vasetto di yogurt in cui avrete aggiunto 5 gocce di tintura madre di cannella: il potere disinfettante della pianta, unito al probiotico, rigenera la flora intestinale. Tonico anche per lo stomaco, il mix di yogurt e olio essenziale di cannella aiuta la digestione a riprendere i ritmi normali.

Ideale contro gli spasmi che bloccano la digestione

 Durante le forme virali di influenza o dopo un colpo di freddo, l’intestino subisce spesso spasmi e crampi che procurano dolori anche molto forti. Per calmare le contrazioni e per un veloce effetto analgesico, la cannella può essere usata sottoforma di olio essenziale per un massaggio dell’addome. Diluisci bene l’ olio essenziale (una sola goccia per due cucchiai di olio vettore), magari scaldalo leggermente sul termosifone; poi, con movimenti circolari e verso il basso, applicalo nella zona dolorante: col calore, le proprietà della cannella penetrano nel microcircolo attraverso la pelle.

È stimolante del sistema immunitario durante la convalescenza

Dopo la fase acuta dell’influenza, continua l’azione di rafforzamento delle difese almeno per due settimane, assumendo ogni sera un decotto di cannella, che favorisce anche il riposo notturno. Prepararlo è facilissimo: metti un piccolo bastoncino di cannella (due o tre centimetri) o mezzo cucchiaino di polvere in acqua fredda. Lascia bollire il tutto per due minuti. Filtra, addolcisci con miele e sorseggia la bevanda.

Precauzioni

L’olio di cannella va sempre diluito

Per sfruttare appieno e in tutta sicurezza il grande potere curativo della cannella, vanno osservate poche ma importanti regole: va usata con cautela e non per lunghi periodi, e va evitata in gravidanza e non associata a farmaci antinfiammatori di sintesi. Per uso esterno, invece, l’ olio essenziale deve essere diluito: una goccia per due cucchiai di olio di mandorle. (fonte www.riza.it)

 

Il virus dell’influenza può galleggiare nell’aria per ore

Uno starnuto può sembrare innocuo: in realtà è una bomba ad orologeria che può sprigionare nell’aria fino a 16mila particelle di virus influenzali. Queste possono continuare ad aleggiare nell’aria anche per diverse ore, rappresentando una minaccia per chiunque le inspiri inconsapevolmente. La prova scientifica arriva grazie allo studio di un gruppo di ricercatori del Polytechnic Institute and State University, negli Stati Uniti.

Il team di studiosi ha effettuato un’analisi di campioni di aria precedentemente prelevati da contesti “a rischio”: come la sala ti attesa di una clinica, alcuni asili nido e la cabina di un aereo. Il risultato? Ben il 50% dei campioni d’aria osservati dagli esperti era “impregnato” di goccioline contenenti particelle di virus, con una media complessiva di quasi 16mila particelle per ogni campione analizzato.

Le goccioline in questione hanno un diametro compreso tra gli 0,5 e i 5 micron e sono quindi ancora più piccole delle gocce prodotte dall’aerosol. Data la dimensione e il peso molto ridotti, le “gocce infette” possono rimanere sospese nell’aria anche per alcune ore, a “portata di naso” di qualsiasi malcapitato che si trovi a inspirarle inconsapevolmente. “Con queste concentrazioni di virus – ha precisato la dotteressa Linsey Marre, a capo della ricerca – è sufficiente che una persona inali aria per circa un’ora, per contrarre l’infezione”. Dunque, fortunatamente, non basta inalare per qualche secondo le goccioline per ammalarsi, ma è necessario continuare a respirare aria infetta per almeno un’ora: una situazione che però è molto più frequente di quanto si possa credere.

Ecco alcuni consigli utili:

1. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno favorisce la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l’ingresso nelle vie aeree di germi e batteri.

2. Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani, e scegliere con cura l’abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti, che provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico.

3. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura, la differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare 10-15 gradi.
10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio.