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Pesche e Susine: alleate Contro l’Obesita’

Pesche, nettarine e susine potrebbero costituire un’arma contro la diffusa sindrome metabolica, un insieme di fattori ad altissimo rischio cardiovascolare come obesità ed ipercolesterolemia, associati anche ad una vita sedentaria.

Secondo il coordinatore di un ambizioso progetto di ricerca, il professor Luis Cisneros-Zevallos dell’istituto AgriLife Research presso la Texas A&M University, questa frutta conterrebbe infatti principi bioattivi – alcuni composti fenolici – in grado di contrastare la sindrome metabolica, conosciuta anche come sindrome da insulino-resistenza, sindrome di Reaven o CHAOS.

“Negli ultimi anni – sottolinea lo studioso – l’obesità è diventata una delle principali preoccupazioni nelle società moderne a causa dei problemi di salute ad essa associati. Nei soli Stati Uniti, le statistiche mostrano che circa il 30% della popolazione è in sovrappeso o affetta da obesità, con casi che aumentano ogni anno in numero allarmante”.

Anche nel nostro paese, secondo le statistiche pubblicate dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’obesità è un problema che riguarda milioni di persone: il 10% della popolazione adulta, circa 5 milioni di italiani, sarebbe colpita da tale patologia, mentre si segnala il record negativo europeo di bambini in sovrappeso o obesi nella fascia di età che va tra i 6 ed i 9 anni.

dieta frutta contro obesità“Anche se la dieta, la predisposizione genetica ed uno stile di vita poco salutare giocano un ruolo importante nella tendenza all’obesità – sottolinea Cisneros-Zevallos – la principale preoccupazione circa questa patologia è l’associazione con una malattia nota come sindrome metabolica. I nostri studi hanno dimostrato che frutta come pesche, nettarine e susine possiede composti bioattivi potenzialmente in grado di combattere questa sindrome”.

Tra essi il ricercatore ha indicato composti fenolici con proprietà antiobesità, antiinfiammatorie ed antidiabetiche, capaci anche di ridurre l’ossidazione del colesterolo “cattivo” LDL, che spesso è associato alle malattie cardiovascolari: “Il nostro lavoro mostra che i quattro principali gruppi fenolici – antociani, acidi clorogenici, derivati della quercetina e catechine – agiscono contemporaneamente su cellule differenti (cellule adipose, macrofagi ed endoteliali vascolari) e contro vari componenti della malattia, compresa l’obesità, le infiammazioni, il diabete e le malattie cardiovascolari. E’ la prima volta che composti bioattivi di un frutto hanno dimostrato di lavorare potenzialmente su diversi fronti contro una patologia”.

La ricerca, che sarà presentata nel dettaglio al prossimo American Chemical Society di Philadelphia di agosto 2012, verrà approfondita per comprendere al meglio il ruolo di ognuno dei composti in gioco.

(Fonte www.freshplaza.it)

Prugne e susine, una nuova prevenzione alimentare dell’osteoporosi

Leggo su papille vagabonde e riporto…

In questi giorni si è diffusa la notizia di uno studio fatto da Hooshmand S e c, pubblicato sul British Journaìl of Nutrition Maggio 2011 , il quale sottolinea che 100 g. di prugne secche al giorno possono ridurre la perdita di calcio ed migliorare i parametri d’ ossificazione. La notizia non è proprio nuova ma da diversi anni le proprietà delle prugne in merito alla prevenzione dell’osteoporosi è nota, tuttavia vorrei fare due osservazioni, non è mai un alimento da solo e in una sola fase della vita che può prevenire una malattia complessa come l’osteoporosi, va valutata l’alimentazione in generale e non solo quella, in merito alle prugne, va anche detto che 100 grammi di prugne secche al giorno non sono poi così facili da inserire nell’alimentazione della terza età, hanno un contributo calorico non indifferente e in taluni soggetti sensibili come coloro che hanno la sindrome da intestino irritabile potrebbero dare dei problemi non trascurabili.
 
Non è la prima volta che parlo di osteoporosi, un argomento che affronto spesso perché è un problema che coinvolge un numero alto di persone, una malattia che richiede più attenzione quando si è giovani, per raggiungere il picco di massa ossea, ma è una malattia del quale si diventa consapevoli quando è troppo tardi per intervenire.
 
Osteoporosi e l’equilibrio acido base
L’osteoporosi è una malattia multifattoriale fattori genetici, ma anche fattori ambientali come stile di vita sedentario, infiammazioni croniche e in particolare alcuni ricercatori come Sebastian A, Harris ST, Ottaway JH, Todd KM, Morris Jr, si sono concentrati sull’ equilibrio dell’acido base del nostro organismo. Osteoporosi secondo questi ricercatori sarebbe dovuta all’alterazione dell’equilibrio dell’acido base. Per sintetizzare dirò che è un sistema fisiologico che influenza la perdita e recupero del calcio nelle ossa che viene alterato dal nostro stile di vita, dalle nostre scelte alimentari e da fattori ambientali.
Come contrastare questo squilibrio nel nostro organismo nell’alimentazione consigliano una dieta meno ricca di cibi acidificanti come proteine animali, o cibi ricchi di sale con cibi alcalinizzanti come frutta e verdura che forniscono elementi come i sali di potassio utili per l’equilibrio dell’acido base. Nonostante su questa teoria io abbia delle perplessità, ha alcuni punti che sono interessanti e potrebbero fornire delle prospettive utili, non è casuale che diversi studi epidemiologici sulla popolazione della terza età hanno messo in luce la malnutrizione della terza età,  l’eccessivo consumo di proteine animali, l’eccessivo consumo di sale e la carenza di frutta e verdura nella dieta, potrebbe esserci una relazione.
 
Latte, Calcio e Osteoporosi qualche perplessità
In merito alle proteine del latte in rapporto all’osteoporosi il Prof. Walter Willett dell’ Università di Harvard  ha dichiarato in una intervista che non siamo riusciti a trovare una relazione tra la qualità ossea nei soggetti anziani e consumo di prodotti lattiero-caseari. L’osteoporosi è un problema di crescente preoccupazione per l’invecchiamento della popolazione, ma  il latte alimentare e i suioi porodotti non è la soluzione. L’esercizio fisico abbiamo visto e scientificato provato che aiuta, ma sull’utilità del consumo eccessivo di prodotti derivati del latte abbiamo poche prove
Credo sia importante dare voce anche a queste nuove idee e punti di vista, la ricerca non deve speventarsi di fronte e nuovi possibili contributi.

Oltre a una dieta più equilibrata nella prevenzione dell’ Osteoporosi il prof. Willet raccomanda  :
– Eseguire regolarmente esercizio fisico
– Le raccomandazioni dell’attenzione al consumo di omega-3, vi ricordate le tabelle dell’omega tre , pesce, noci e anche la Chia.
– Il controllo dell’assunzione della vitamina D
–  Il controllo e  l’assunzione di vitamina K , diversi studi hanno dimostrato l’importanza della relazione tra la vitamina K e la prevenzione dell’osteoporosi.
Quindi in questa nuova prospettiva l’assunzione di prugne e susine, rientra negli apporti raccomandati di frutta e verdura, le 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere vanno considerate come minimo, ora che ci sono le prugne fresche di stagione è un ottima idea consumarle come meglio piace, perché in qualsiasi caso oltre a migliorare il transito intestinale per la loro ricchezza d’acqua e fibre, potrebbero essere utili come prevenzione dell’osteoporosi, ma inteso come più consumo di frutta e verdura
Una nota sulle prugne, ricordate che un consumo giornaliero di prugne può all’interno di una dieta equilibrata diminuire i livelli di colesterolo cattivo LDL e contribuire a prevenire l’innalzamento del colesterolo sanguigno.
Consentitemi una piccola nota storica sulle prugne, la cui diffusione in Europa della Prugna (Prunus Domestica) la si deve alla diffusione dei conventi e dei monasteri, in particolare dell’ordine benedettino, la prugna che noi oggi conosciamo deriva da un incrocio di prugne selvatiche Prunus cerasifera et Prunus spinosa nella regione del mar caspio. Alberi di prugne selvatiche sono presenti in tutti i continenti. I monaci sceglievano gli alberi di prugno perchè si adattavano facilmente ai terreni fino all’altezza di 1.500 slm, i conventi erano sempre spesso sulle cime dei monti o dei colli, gli alberi di prugne fioriscono tardi e sono meno soggetti a gelate rispetto ad altri frutti, non necessitano di molto lavoro, in più i frutti potevano essere messi a seccare e costituivano un ottima fonte di zuccheri e riserva di provviste. La prugna di Damasco, che viene classificata come una varietà di Prunus domestica  compare nei giardini europei attorno al ‘400 , e darà origine alle più note mirabelles, quelle della foto.

Prugne, tutte le varietà delle Susine

Le susine (o prugne) sono tra i frutti dell’estate più apprezzati e ricchi di proprietà benefiche. Gli alberi da frutto che le producono possiedono la capacità di resistere molto bene al freddo e alle gelate e sanno adattarsi in presenza di terreni calcarei e argillosi. Le aree di maggiore produzione a livello mondiale sono l’Europa, la Cina e gli Stati Uniti, da dove provengono le celebri prugne della California. In Italia, le regioni dove le susine vengono maggiormente coltivate sono: Campania, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Piemonte e Trentino Alto Adige.

Normalmente si parla di susine intendendo i frutti freschi e di prugne riferendosi ai frutti essiccati. La forma dei frutti è leggermente allungata e il colore della buccia può variare, a seconda delle varietà, dal giallo, all’arancio, al verde al blu violaceo. Le susine possono essere consumate al naturale oppure possono essere cotte ed utilizzate per la preparazione di marmellate, composte, sciroppi, gelatine e dolci di vario tipo. In estate risultano particolarmente gradevoli unite ad altra frutta di stagione nella preparazione di macedonie e frullati freschi.

Al momento dell’acquisto, scegliete susine non troppo acerbe, poiché questi frutti maturano a fatica una volta colti. Lasciateli fuori dal frigorifero per favorirne la maturazione. Una volta ben mature, le susine si conservano in frigorifero per una settimana circa. Le susine possono essere consumate sia con che senza buccia. A seconda della varietà, la polpa può risultare più o meno morbida e succosa e il sapore più o meno acidulo.

Le proprietà  benefiche

Le susine sono ricche di vitamina A, che possiede un forte potere antiossidante ed è dunque molto utile per combattere l’invecchiamento e contro le malattie degenerative. La vitamina A ha inoltre effetti benefici su pelle, unghie e capelli. I frutti freschi sono molto indicati in caso di stanchezza fisica o mentale, dovuta al lavoro intellettuale. Hanno inoltre proprietà diuretiche, stimolanti per il sistema nervoso e decongestionanti per il fegato. Consumati allo stato secco, i frutti aiutano il lavoro dell’intestino. Le susine sono inoltre ricche di potassio, che è necessario reintegrare nel nostro organismo in particolare d’estate e in presenza di climi afosi, quando viene più facilmente espulso dal nostro organismo attraverso il sudore. Sono inoltre ricche di magnesiocalciofosforo, indicate dunque per anzianibambini e per tutti coloro che soffrono di spossatezza all’arrivo dei primi caldi.

Le varietà  più importanti


  • Agostana: varietà di origine italiana con frutti piccoli e di colore rosso; la polpa è gialla e dal gusto gradevole, adatta per realizzare liquori e confetture.
  • Anna Spath: frutti medio grandi con buccia dal rosso porpora al blu violetto e polpa giallo verdastra, soda e zuccherina, ma non molto succosa.
  • Bella di Lovanio: frutti grandi, di forma ellissoidale e simmetrica; la loro buccia è di colore violaceo e la polpa è giallo-ambrata, non molto dolce.
  • Bianca di Milano: frutti rotondi che si distinguono per la buccia verde chiaro e per la polpa gialla e zuccherina.
  • Burbank: frutti grandi con buccia rosso scuro e polpa gialla.
  • California Blue: frutti dal colore blu, tendente al violaceo, e dalla forma tondeggiante.
  • Florentia: frutti sferici o cuoriformi, di colore giallo venato di rosso, con buccia acidula e polpa molto dolce e succosa.
  • Ozark Premier: frutti di colore rosso, grossi e tondeggianti, con polpa gialla chiara; maturano alla fine di luglio.
  • Regina Claudia: frutti di forma sferica e di colore verde, tendente al giallo a maturazione completa.
  • Rusticana: frutti piccoli, di colore rosso o giallo, che vengono spesso chiamati rusticani.
  • Ruth Gastetter: varietà che si riconosce per la buccia color viola scuro e per la polpa gialla e succosa.
  • Sangue di drago: varietà di origine italiana, dalla buccia rosso-viola e dalla polpa gialla e molto dolce.
  • San Pietro: è tra le prime varietà a maturare: la forma dei frutti è ovoidale e la buccia è di colore verde, tendente al giallo a maturazione completa.
  • Santa Rosa: i frutti di questa varietà sono grandi e di forma sferica; la loro buccia si distingue per il colore rosso scuro, mentre la polpa è di colore giallo o leggermente rosata.
  • Shiro: varietà detta anche Goccia d’Oro per l’aspetto dei suoi frutti, di colore giallo dorato; la maturazione avviene nel mese di luglio.
  • Stanley: i frutti di questa varietà sono grossi e dalla forma ovoidale; il colore che li caratterizza è il viola scuro; maturano da agosto a settembre sono ottimi anche essiccati.
  • Sugar: varietà dai frutti molto zuccherini ed adatti ad essere essiccati.
  • Verdacchia: varietà molto antica e di origine italiana; la forma dei frutti è allungata e sia la buccia che la polpa sono di colore giallo-verdastro; i frutti sono succosi e dolci solo a maturazione avvenuta (fonte  greenme.it)