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Consumatori di Succo di Amarene e Ciliegie mostrano benefici legati al Sonno

Gli americani in cerca di una buona notte di sonno potrebbero trovare sollievo nel succo di amarene e ciliegie, secondo un nuovo studio nell’European Journal of Nutrition. Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto che quando un individuo adulto beve due bicchieri al giorno di succo di amarenee ciliegie, può guadagnare una media di 39 minuti di sonno in più e avere un aumento fino al 6% della capacità complessiva di sonno (il tempo impiegato per addormentarsi diminuisce significativamente), rispetto a quando si beve una qualsiasi altra bevanda di frutta.

In uno studio condotto alla Northumbria University, venti adulti sani hanno bevuto due porzioni di succo di amarene concentrato (30 ml di succo concentrato di amarene di Montmorency puro al 100% per porzione, diluito in circa 300 ml di acqua, fornito da CherryActive, Sunbury, Regno Unito) oppure una bevanda di frutta diversa per sette giorni consecutivi alla volta – una porzione al risveglio e un’altra prima di andare a dormire.

I ricercatori hanno analizzato le abitudini dei partecipanti nell’addormentarsi, e hanno scoperto che, dopo aver bevuto il succo di amarene, vi erano miglioramenti significativi nei comportamenti legati al sonno. In particolare periodi di sonno più lunghi, meno sonnellini durante la giornata e una capacità generale di sonno maggiore (il rapporto tra il tempo passato nel letto senza dormire e tempo di sonno effettivo), in confronto a quando avevano bevuto il succo di altri frutti.

I ricercatori hanno attribuito i benefici alla melatonina presente nei frutti rossi: un potente antiossidante, determinante nella regolazione del ciclo sonno–veglia. Ogni porzione del succo di amarene concentrato conteneva l’equivalente di 90-100 amarene, fornendo un livello significativo di melatonina nel succo e quindi nell’organismo dei partecipanti.

Secondo i centri di controllo e prevenzione per le malattie (Centers for Disease Control and Prevention), ricerche precedenti hanno confermato i benefici delle amarene nella regolazione del sonno; beneficio che potenzialmente avrebbe un’applicazione ad ampio raggio, visto che quasi un terzo degli americani soffre di disturbi del sonno che vanno a compromettere salute e benessere.

Al giorno d’oggi, i cittadini americani spendono ogni anno più di 84 milioni di dollari per farmaci da banco contro insonnia e problemi legati al sonno, rinunciando a cercare metodi migliori per trattare la loro condizione. E’ necessario che la ricerca vada avanti prima che venga riconosciuto a livello medico professionistico l’utilizzo delle amarene come unico trattamento contro i disturbi del sonno, ma gli scienziati concordano nel dire che il succo di amarena concentrato potrebbe essere un valido “intervento aggiuntivo contro i disturbi del sonno per un consistente numero di situazioni. (fonte www.freshplaza.it)

La melatonina

Negli ultimi anni è moltiplicato in modo esponenziale l’uso di Melatonina. Da molti conosciuto come elisir di lunga vita o come arma imbattibile per combattere l’insonnia, la Melatonina ha guadagnato sempre maggiore notorietà. Infatti, migliaia di persone ricorrono ad integratori di questo ormone per migliorare la propria salute e lo stato di benessere. Tuttavia, gli effetti benefici della Melatonina sono controversi e gli studi a riguardo risultano ancora insufficienti e contraddittori.

La Melatonina
La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla Ghiandola Pineale (detta anche Epifisi) che svolge un ruolo fondamentale nel ciclo sonno-veglia ed è coinvolta in un gran numero di processi cellulari, neuroendocrini e neurofisiologici. La secrezione di Melatonina viene pressoché inibita durante il giorno e, viceversa, viene stimolata durante la notte, con un picco che si raggiunge tra le 2 e le 5. Attraverso la Melatonina, la Ghiandola Pineale informa il cervello sulla durata delle ore di buio e di luce; in altre parole è il motore del nostro orologio biologico. Negli anziani, la produzione di melatonina è spesso insufficiente e questo può causare disturbi del sonno. Integratori di Melatonina potrebbero essere utili per “ri-sincronizzare” l’orologio interno e per ritrovare un buon sonno.

Carenza di Melatonina
La melatonina non viene considerata un nutriente essenziale e per questo non vi è nessuna definizione sulla dose giornaliera raccomandata. Tuttavia, i ricercatori hanno notato che le persone con problemi di salute (soprattutto problemi cardiaci) avevano livelli di Melatonina inferiori alla media.

Chi viaggia molto o lavora su turni a rotazione spesso soffre di disturbi del sonno causati dai cambiamenti nella produzione di Melatonina. Ricerche recenti hanno suggerito che l’esposizione prolungata a campi elettromagnetici potrebbe inibire la produzione di Melatonina.

Uno studio condotto al MIT nel 1993 ha dimostrato che la melatonina può essere un aiuto efficace per combattere l’insonnia e altri disturbi del sonno. La melatonina viene anche utilizzata per rafforzare il sistema immunitario, per combattere le infezioni batteriche e virali, per regolare il bioritmo, per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e tumori e per stimolare la libido.

Melatonina, Insonnia e Jet Lag
In caso di insonnia, la melatonina potrebbe essere efficace nell’indurre il sonno con controindicazioni praticamente nulle rispetto ai sonniferi, anche se gli studi a riguardo non sono molto chiari. La Melatonina si è rivelata particolarmente utile nel trattare l’insonnia nelle persone anziane dove la secrezione di Melatonina da parte della Ghiandola Pineale era fortemente ridotta. Diversi studi su esseri umani hanno dimostrato che l’assunzione di Melatonina somministrata per via orale 30-120 minuti prima di coricarsi favorirebbe il sonno negli anziani.

Anche nei bambini con problemi neuropsichiatrici (ritardo mentale e autismo) la Melatonina è risultata efficace per combattere i problemi del sonno.

Numerosi riscontri scientifici si hanno per quanto riguarda l’efficacia della Melatonina nel combattere il Jet Lag. Diversi studi dimostrano che la somministrazione orale durante il giorno del viaggio e continuativa per alcuni giorni a seguire ridurrebbe il numero di giorni necessari a ristabilire un modello di sonno-veglia normale.

Melatonina: L’elisir di lunga vita e giovinezza
Oltre 100 studi in laboratorio concordano sulla proprietà di questo ormone nel preservare il DNA, proteine e lipidi dai danni causati dai radicali liberi.

15 anni fa, Walter Pierpaoli, uno dei più noti ricercatori anti-invecchiamento, presentò i risultati di uno studio che dimostrò che la Melatonina prolungherebbe del 15% la vita dei topi usati nell’esperimento. Da allora, esperimenti su colture cellulari e animali suggeriscono che la melatonina potrebbe effettivamente avere dei benefici su alcuni aspetti dell’invecchiamento e delle malattie ad esso associate. Di particolare interesse sono i possibili benefici della melatonina sul sistema nervoso centrale e sulle implicazioni nelle malattie neurodegenerative legate all’invecchiamento, come l’Alzheimer e il Parkinson.

Il mandarino

Il mandarino è un agrume di piccola grandezza, tondeggiante, di colore arancione con buccia butterata. Come tutti gli agrumi è composto da spicchi, di colore arancione. Ha sapore dolce, succoso, molto dissetante.

Ne esistono molteplici varietà, fra le quali ricordiamo:

  • mandaranci: si ottengono incrociando i mandarini con le arance;
  • clementini: si ottengono incrociando i mandarini con le arance amare;
  • mapo: si ottengono incrociando i mandarini con i pompelmi.

I mandarini sono ricchi di vitamina A, B, C (ingrediente essenziale per mantenere il nostro cervello attento, agile, reattivo e sveglio e per prevenire il raffreddore e protegge mucose e capillari), P (combatte la ritenzione idrica e favorisce la diuresi) contengono anche calcio, fosforo, ferro, potassio, magnesio, selenio e acido folico e carotene.

I mandarini sono sono ricchi di fibre particolarmente utili per il benessere dell’intestino.

Del frutto non si butta nulla: la sua buccia infatti è piena di limonane (principio antiossidante) che aiuta a combattere i radicali liberi ed ostacola l’invecchiamento cellulare ed ha la caratteristica di ritardare l’invecchiamento della pelle e sempre dalla buccia si estrae un olio essenziale in grado di calmare l’ansia e combattere insonnia e ritenzione idrica. Il mandarino stesso per per l’elevato contenuto di bromo possiede proprietà calmanti, infatti è ritenuto un sedativo del sistema nervoso centrale ed è per questo motivo aiuta a conciliare il sonno.

Viene indicato nelle diete perché si presenta come un frutto nutriente e facilmente digestivo.

A differenza di altri agrumi, i semi del mandarino, anche se masticati, non solo non fanno male ma apportano vitamine.

Per l’abbondanza di selenio e di vitamina C è ideale:
–  per rinforzare le difese immunitarie in quanto aumenta la produzione di anticorpi;
– combatte efficacemnte i sintomi influenzali e da raffreddamento;

antiinfiammatori naturali
– combattere i dolori articolari;
– stimolare il metabolismo degli ormoni tiroidei;
 – inibire l’anormale crescita cellulare e prevenire il cancro.
Gli scienziati del National Institute of Fruit Tree Science e anche altri studi paralleli sostengono che il mandarino avrebbe proprietà antitumorali (sembra che bere un bicchiere di succo di mandarino al giorno riduce il rischio di sviluppare il tumore del fegato) e proteggerebbero il cuore. I ricercatori australiani sostengono, inoltre, che il consumo di arance e mandarini ridurrebbe del 50% le probabilità di cancro del tratto digestivo e del 20% di ictus.

Il mandarino ha sulla pelle un effetto depurativo e drenante ma non solo: l’olio di mandarino è utile anche per combattere la ritenzione idrica e gli inestetismi della cellulite. Infatti utilizzando la buccia del mandarino viene creato un olio con il quale si può effettuare un salutare massaggio sulle gambe che facilita il riassorbimento dei liquidi e riduce la cellulite. Sono anche note le sue proprietà emollienti, purificanti e stimolanti particolarmente importanti per il corretto funzionamento del metabolismo. L’olio di mandarino (biologico al 100%) è quindi molto efficace per i massaggi corporei; a fine trattamento viene completamente riassorbito lasciando la pelle vellutata ed idratata.

Antiossidante con la nobitelina un flavonoide che conferisce il colore arancio al frutto.

Dormire aiuta la memoria

Uno studio recente suggerisce che il sonno migliora la memoria. Lo studio, che è stato condotto presso la Northwestern University, si è sviluppato nel modo seguente:

Sono state mostrate 50 immagini sparse in uno schermo del computer ai partecipanti alla ricerca.

Ad ogni immagine era stato abbinato un suono.

Ai partecipanti veniva chiesto di cercare di memorizzare la posizione di ogni immagine e poi di fare un sonnellino.

Durante il sono ai partecipanti venivano presentati 25 dei suoni che avevano udito durante il precedente apprendimento spaziale.

Al risveglio, prove di memoria hanno dimostrato che i suoni erano penetrati nel cervello addormentato. Ciascuno dei partecipanti, in media, ricordava leggermente meglio le posizioni delle immagini per le quali aveva ricevuto segnali audio durante il sonno.

Gli alimenti che aiutano il sonno

Che cosa mangiare la sera per favorire, o almeno non ostacolare, il sonno? È una domanda che si fa chi di notte spesso passa il tempo a girarsi e rigirarsi senza poter chiudere gli occhi. Risponde, Andrea Ghiselli, nutrizionista e ricercatore dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) nonché responsabile del forum Nutrizione di Corriere.it. Alcune regole sono ovvie: se si ha difficoltà ad addormentarsi meglio evitare caffè, Coca Cola, cioccolato e tutto ciò che – per vari motivi – “sveglia” l’organismo. FRUTTA E VERDURA – In generale, come intuibile, la sera è bene consumare un pasto leggero. La digestione infatti dà torpore ma se è troppo lunga impegna l’organismo causando delle difficoltà. «È bene fare pasti ricchi di frutta e verdura, che servono a diminuire la densità calorica della dieta» spiega Ghiselli. E gli alcolici? «Danno sonnolenza nel’immediato, ma poi l’alcol viene metabolizzato e a quel punto prevalgono gli effetti negativi sullo stomaco – dice il nutrizionista -. Dunque possono essere ammessi in piccola quantità, ma non bisognerebbe andare oltre i due bicchieri». Non ci sono grandi vantaggi con le bevande “zero alcol”, in quanto contengono comunque una notevole quantità di calorie. Ma ci sono altri elementi da tenere in considerazione. Per esempio il sovrappeso: chi ne soffre ha difficoltà respiratorie che possono rendere molto faticoso il sonno.  (fonte il corriere)

Come scrive poi l’igienista Valdo Vaccaro nel suo blog “Per dormire meglio è utile rispettare i cicli metabolici circadiani, mangiando possibilmente fruttariano dalle 4 di mattino alle 12 (ciclo eliminativo), mangiando vegano tendenzialmente crudista dalle 12 alle 8 di sera (ciclo appropriativo o alimentativo), e non mangiando dalle 8 di sera alle 4 di mattina (ciclo assimilativo). Basilare infine una eliminazione radicale delle bevande nervine e di ogni tipo di farmaco.
Dormire sempre con una finestra socchiusa per il ricambio notturno dell’aria.
Dormire possibilmente con la testa rivolta al Nord magnetico.”

La Serotonina

La serotonina, una sostanza naturale essenziale, è uno dei più potenti modulatori corporei di umore, appetito, sonno e percezione della sofferenza ed ha un potente effetto sul cervello: fluttuazioni della sua disponibilità possono causare depressione, ansia, frenesia alimentare, insonnia, mal di testa e altri problemi comuni della vita di tutti i giorni. La serotonina viene prodotta nel cervello e nel sistema nervoso degli esseri umani e degli animali grazie all’assunzione delle sostanze nutritive presenti nel cibo che consumiamo. Milioni di persone prendono antidepressivi ogni giorno per compensare il loro basso livello di serotonina, senza sapere che basterebbe apportare i giusti cambiamenti alla dieta e allo stile di vita per modificare radicalmente il loro umore: dieta ed esercizi, un nuovo modo di alimentarsi e riposarsi; esposizione alla luce del sole, praticare attività fisica. Un programma che permette di aumentare il livello di serotonina in modo naturale, apportando benefici alla salute e al benessere.

La serotonina – nota anche come “ormone del buonumore”, 5-idrossitriptamina o 5-HT – è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall’amminoacido essenziale triptofano. La serotonina è coinvolta in numerose e importanti funzioni biologiche, molte delle quali ancora da chiarire; infatti, come tutti i mediatori chimici, agisce interagendo con vari e specifici recettori, espletando un effetto diverso in base alla regione corporea considerata. Possiamo quindi paragonare la serotonina ad una chiave, che per esercitare la propria azione ha bisogno di interagire con specifiche serrature, rappresentate dai suoi recettori; l’interazione tra chiave e serrature consente l’apertura di porte che presiedono al controllo dell’attività cerebrale e dell’intero organismo.

Come precursore della melatonina, la serotonina regola i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia con le fluttuazioni endocrine quotidiane. Nel sistema cardiovascolare, la serotonina agisce sulla contrazione delle arterie, contribuendo al controllo della pressione sanguigna; stimola inoltre la contrazione della muscolatura liscia dei bronchi, della vescica e dei grossi vasi intracranici (una massiccia vasocostrizione delle arterie cerebrali sembra innescare l’attacco emicranico al pari di un’eccessiva vasodilatazione). La serotonina è presente anche nelle piastrine, di cui stimola l’aggregazione esercitando un’attività vasocostrittrice e trombogena in risposta alla lesione dell’endotelio vasale (ad esempio in risposta ad un trauma).

La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà , una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita. Non a caso, molte persone che avvertono un calo dell’umore (ad esempio una depressione pre-mestruale) avvertono un bisogno importante di dolci (ricchi di carboidrati semplici) e cioccolato (contiene e favorisce la produzione di serotonina, perché ricco di zuccheri semplici, oltre che di sostanze psicoattive). Non a caso, dunque, alcuni farmaci anoressizzanti utili nel trattamento dell’obesità, come la fenfluramina, agiscono aumentando il segnale della serotonina.

L’ingestione di molti carboidrati stimola la secrezione di insulina, un ormone che facilita l’ingresso dei nutrienti nelle cellule, compresi gli amminoacidi ad eccezione del triptofano. Di conseguenza, dopo la massiccia secrezione insulinica in risposta all’iperglicemia, i livelli relativi di triptofano nel sangue aumentano (perché calano quelli degli altri aminoacidi). L’aumento relativo del triptofano agevola il suo passaggio nel sistema nervoso centrale, dove incrementa la produzione di serotonina; ciò scatena un classico meccanismo feed-back negativo che diminuisce il desiderio di assumere carboidrati. Con un meccanismo analogo, i livelli di serotonina aumentano anche durante uno sforzo fisico (il che spiega in parte gli effetti antidepressivi dell’attività motoria); l’eccessivo aumento di questa sostanza durante uno sforzo strenuo e prolungato è coinvolta nella percezione della fatica.

Il sistema serotinonergico è coinvolto anche nel controllo del comportamento sessuale e delle relazioni sociali (bassi livelli di serotonina sembrano collegati ad ipersessualità e comportamenti aggressivi antisociali). Non a caso alcune droghe che aumentano il rilascio di serotonina e/o l’attività dei suoi recettori, come l’ecstasy, inducono euforia, senso di aumentata socialità ed autostima. Oltre che sul comportamento sessuale, la serotonina ha effetti inibitori sulla sensibilità al dolore, sull’appetito e sulla temperatura corporea.

A livello del sistema nervoso centrale, la serotonina presente in difetto è infatti causa di cali patologici dell’umore; una mancanza di serotonina può quindi causare depressioni, ma anche stati di ansietà ed aggressività. Molti antidepressivi (come il prozac) agiscono bloccando il riassorbimento di serotonina, quindi ripristinando e potenziando il suo segnale, che nelle persone depresse è particolarmente scarso; la stessa azione è ricoperta dall’iperico (o Erba di San Giovanni). Alcuni di questi farmaci aumentano contemporaneamente il segnale della serotonina e quello della noradrenalina (effetto serotoninergico e noradrenergico, tipico della duloxetina e della venlafaxina). Anche alcuni farmaci con proprietà antiemicraniche aumentano il segnale della serotonina (sono agonisti dei recettori serotinonergici, come il sumatriptan), mentre altri medicinali assunti con le medesime finalità hanno un effetto opposto (pizotifene e metisergide)

La serotonina regola la motilità e le secrezioni intestinali, dov’è cospicua la presenza di cellule enterocromaffini contenenti serotonina; determina diarrea se presente in eccesso e stitichezza se presente in difetto. Quest’azione, in particolare, è sensibile all’interrelazione tra il “sistema nervoso enterico” ed il cervello  (Sistema Nervoso Centrale – SNC) e spiega come mai importanti stress psicofisici abbiano molto spesso ripercussioni sulla motilità intestinale. Un eccesso di serotonina provoca nausea e vomito e non a caso questo è uno dei principali effetti collaterali di vari farmaci antidepressivi, come il prozac (la nausea insorge nella prima settimana di terapia per poi regredire); l’ondansetron, farmaco che si comporta come un antagonista dei recettori della serotonina, è invece un potente antiemetico (impedisce il riflesso del vomito, particolarmente forte durante cicli di chemioterapia).

E’ possibile aumentare la serotonina nel cervello, anche senza usare i farmaci.
Un modo è il cibo. Ad esempio il cioccolato fondente (anche per non ingrassare) produce un enzima similare alla serotonina. Mangiare cioccolato produce un senso di benessere.

L’erba di San Giovanni o chiamato Iperico produce un senso di benessere leggero, e viene usato in casi di depressioni leggere. Il mosto di san Giovanni è stato usato per secoli nei casi di nevralgia o di malattie mentali, e, come sedativo, nei casi di punture di insetti o di malaria. Anche Ippocrate lo cita come medicina. Nuovi studi hanno mostrato la sua efficacia nel trattare depressioni leggere. Uno studio del 1996 nota che “gli estratti di hipericum sono molto migliori del placebo danno effetti simili agli antidepressivi classici”. Il mosto di San Giovanni si trova normalmente sul mercato e si consiglia come dosaggio 300 mg tre volte al dì.

Prima di andare a dormire usare il latte caldoe miele, nel latte caldo ci sono sostanze che aiutano a produrre la serotonina.

In erboristeria possiamo provare anche luppolo e genziana.

Cercare di gestire lo stress per quanto possibile, non farsi avvolgere troppo dal senso di responsabilità tipo vita o morte, come la fabbrica dei soldi ci fa credere.

Una vita sana, senza fumo, alcol, troppi grassi, quindi una corretta alimentazione senza abbondare in un certo tipo di cibi, giusto riposo, giusta attività fisica.

Alcuni sostengono che la pasta contenga sostanze che danno benefici all’umore.

Mangiare molti vegetali aiuta la produzione di serotonina, per via dell’aminoacido triptofano che viene aumentato nel suo assorbimento.

L’insalata contiene triptofano, e mangiarne tanta fa sicuramente bene.

Tra gli alimenti che contengono triptofano ricordiamo in ordine di quantità: uova e formaggi freschi; carne bianca; legumi secchi; semi oleosi e frutta in guscio; pesce di mare; cereali integrali o semintegrali; alcuni vegetali (indivia, spinaci, patata, cavoli, asparagi, funghi, bietola, lattuga); tra la frutta banana e ananas.

La Rodiola è in grado di aumentare del 30% circa i livelli di serotonina nel Sistema Nervoso Centrale, sostanza in grado di svolgere azione sedativa-antiansia.

La Rhodiola tibetana migliora la resistenza fisica e le capacità mentali, compreso l’aumento di memoria.

La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente, destressante sul sistema nervoso, riequilibra la pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo, stimola appetito e digestione, ha effetti antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie, agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l’insonnia, da impulso all’attività fisica e intellettuale, etc.

Un ultimo consiglio: la secrezione di serotonina non è legata solo al cibo, ma anche all’attività fisica, alla luce solare e perfino all’innamoramento. Avere una persona che ci vuole bene vicino fa sicuramente stare meglio tutto il corpo e la mente.

Per chi ha problemi di motibilità intestinale dovuti a stress e ansia, è quello di mangiare molta crusca, che è in grado di stimolare la peristalsi intestinale.

Il triptofano è il precursore della serotonina, che si trasforma in presenza di vitamine del gruppo B. E’ molto importante, quindi, privilegiare alimenti ricchi di vitamina B, tra cui pesce, cereali, agrumi, lattuga, broccoli, spinaci, avocado e prugne. Non dimenticare il miele, ricchissimo di vitamina B, e quindi ideale per far riportare il sorriso nella nostra giornata.

Per la vitamina B3 bisogna scegliere latte, orzo, legumi e pomodori; per la B6 optare per pesce, carote e patate. Mantenendo un’alimentazione a base di alimenti ricchi di vitamine del gruppo B si dovrebbe riuscire ad assicurare all’organismo un livello di serotonina tale da resistere ai disturbi dovuti agli sbalzi di temperatura e agli eventi imprevisti.

Basta un semplice dolcetto, come la mousse di castagne oppure una banana o una fetta di ananas, per stimolare direttamente la produzione di serotonina, che può essere convertita dall’ organismo in melatonina, importantissima nella regolazione del ciclo sonno- veglia.
Sette pistacchi al giorno e dormi bene, ricchi di tritofano, i pistacchi sono utili per rasserenare l’ umore e ridurre l’ ansia, purchè consumati al naturale, senza sale aggiunto o le castagne.

La pera, grazie all’ apporto di fruttosio e di glucosio, può costituire una valida riserva di energia per il nostro corpo, da sfruttare in maniera particolare contro la spossatezza tipica dall’ autunno.

E’ stato dimostrato che piccole dosi di 5-htp migliorano l’umore, riducono l’ansia, rendono più stabile il sonno e aiutano a curare le forme moderate di depressione. Questo elemento si trova nel formaggio e nei gallinacei.

E infine il litio è conosciuto come cura delle depressioni bipolari, ma è molto valido, come minerale, per permettere al corpo di aumentare le funzioni cerebrali. e’ oggi indicato anche come elemento di prevenzioni dell’Alzheimer, ed ha dimostrato di essere capace di bloccare molti dei canali che causano la demenza. E’ un prodotto molto economico e non ha particolari controindicazioni, anche se è consigliabile prendere alcuni grassi acidi per eliminare qualsiasi effetto tossico. La dose consigliata è di 10-20 milligrammi al giorno