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Proteine Vegetali? La fonte principale sono i Legumi

La biologa nutrizionista Roberta Bartocci, ha spiegato che fra i vari prodotti dell’orto quelli che contengono la maggiore quantità di proteine sono i legumi, come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i lupini e la soia.

legumi proteine vegetali
Scendendo più nel dettaglio, 200 grammi di legumi cotti contengono, in media, 14 grammi di proteine, 30 grammi di carboidrati e pochissimi grassi. Alcune specie, però, sono ancora più ricche di proteine. La soia e i lupini, ad esempio, ne contengono una quantità pari circa al doppio della media.

C’è, poi, da sottolineare un altro punto: arricchire la propria dieta di legumi non equivale necessariamente a renderla monotona. Oltre a mangiarli “al naturale” è possibile preparare minestroni, passati, vellutate e zuppe, polpette e addirittura hamburger. Esistono, poi, piatti tipici regionali preparati proprio con i legumi, come la farinata di ceci caratteristica della Liguria e della Toscana, o il purè di fave – ottimo in abbinamento con la cicoria ripassata – più diffuso nelle regioni del Sud.

Bartocci consiglia di abituare l’intestino a digerire bene i legumi mangiandone piccole quantità e ricordando che tanto meno tempo si lascia passare dalla loro cottura prima di consumarli, tanto più sono digeribili. Se, poi, vengono ammollati in acqua prima della preparazione il risultato è ancora migliore.

Da non dimenticare, poi, che il mercato offre diversi prodotti, ottenuti soprattutto dalla soia, che permettono di assumere proteine di origine vegetale: tofu (una sorta di formaggio di soia) e tempeh (un panetto di fagioli di soia) ne sono un esempio.

(Fonte www.benessereblog.it)

Allergie, ecco i Nuovi Alimenti a Rischio

Grano saraceno, soia e proteine idrolizzate del grano: sono queste le nuove possibili cause di allergie individuate dal Réseau d’allergo-vigilance (RAV), gruppo di ricerca francese che studia i casi di allergia alimentare in Francia e nei paesi limitrofi.

grano saracenoAlla base della nuova allergia al grano saraceno ci sarebbe l’uso sempre più diffuso di questo cereale, ingrediente fondamentale delle crêpe francesi utilizzato anche in piatti tipicamente italiani, come i pizzoccheri valtellinesi.
La sua farina, più economica rispetto ad altre, viene sempre più spesso utilizzata anche nella produzione di panini, barrette di cereali e pasta asiatica.
Non solo, il grano saraceno è spesso un ingrediente di cibi per i bambini intolleranti al glutine.

Anche nel caso della soia è la crescente diffusione dei prodotti a base di questo legume a giustificare i casi sempre più numerosi di allergia. Spesso questi sono associati all’allergia alle arachidi o al polline di betulla.

Infine, le proteine del grano idrolizzate. Note anche come glutine deamidato, derivano dai processi industriali utilizzati per solubilizzare il glutine e sono utilizzate come agenti leganti ed emulsionanti. Per questo sono abbondanti nelle carni lavorate, negli insaccati industriali, nelle zuppe e nelle salse. Non solo, queste sostanze sono presenti anche in alcuni cosmetici (come i mascara, le creme viso e gli shampoo) e possono causare anche allergie cutanee.

Secondo Fanny Codreanu-Morel, medico del servizio di immunoallergologia del Centre hospitalier de Luxembourg, in questo caso

il paziente allergico è penalizzato perché non ha alcun modo per sapere se il prodotto finito contiene farina di grano naturale, alla quale non è allergico, o, al contrario, le proteine del grano idrolizzate. In effetti, la direttiva europea impone l’etichettatura dei cerali contenenti glutine, senza nessun’altra precisazione.

Codreanu-Morel ha sottolineato un altro aspetto della nuova allergia alle proteine del grano idrolizzate, spiegando che queste sostanze

dimostrano l’influenza dei processi di fabbricazione dell’industria agroalimentare sull’allergenicità naturale degli alimenti, con la comparsa di nuovi allergeni. Simbolizzano il potenziale anafilattico dei prodotti alimentari complessi della nostra alimentazione che si basa sempre di più sulla modalità pronto-al-consumo.

(Fonte www.benessereblog.it)

Con la Soia Addio Stress di Primavera

Da gustare fresca sotto forma di germogli, ma anche “trasformata” in salsa, latte, fagioli e lecitina, la soia tonifica le ghiandole e vince fatica e  stress

Lo stress della vita quotidiana aumenta sempre lo stato di allerta del nostro corpo. A farsi carico di questo surmenage sono in particolare le due ghiandole surrenali, situate come un piccolo cappuccio sul polo superiore di entrambi i reni. Esse producono, in risposta alle richieste del momento, ormoni come il cortisolo (fondamentale per il metabolismo di zuccheri e grassi) e l’adrenalina (che regola, in parte, la pressione arteriosa e la velocità di molte funzioni organiche tra cui quella cardiaca). Per supportare l’attività dei surreni in questo periodo dell’anno può essere utile integrare la dieta con la soia: questo vegetale, che è una leguminosa, è una miniera naturale di fitoestrogeni che contribuiscono a regolarizzare la funzionalità ormonale, e di lecitina, che ha un effetto ricostituente sul sistema nervoso centrale, in quanto fornisce la colina, sostanza necessaria alla neurotrasmissione e al nutrimento del tessuto nervoso.

Come usare la soia

Come lecitina: disponibile in erboristeria e nei negozi di cibi naturali, la lecitina di soia va assunta per cicli di 1-2 mesi (un cucchiaino al giorno) al cambio di stagione. Tonifica le surrenali, riduce il colesterolo “cattivo” e ha un’ottima efficacia ricostituente e anti stress.

Latte e yogurt di soia:adatti anche a chi è intollerante a latte vaccino e derivati, questi prodotti sono ricchi di calcio, ferro e vitamine del gruppo B; possono essere utilizzati freddi o anche leggermente intiepiditi a colazione, a merenda o per cucinare in alternativa a latte e panna. Hanno anche un elevato potere saziante.

I germogli nell’insalata

Disponibili nei supermercati, i germogli di soia andrebbero sempre aggiunti alle insalate primaverili per aumentarne il contenuto proteico e fare scorta di fibre preziose per l’intestino.
Si condiscono con olio extravergine d’oliva e qualche goccia di salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi di soia con frumento tostato, acqua, malto, sale e lievito.

Prova i fagioli azuki

Al posto della carne:  i fagioli di soia (detti “azuki”) sono un’ottima fonte proteica. Si fanno cuocere al vapore e poi si aggiungono alle minestre di riso (l’abbinamento con i cereali li rende ancora più nutrienti) oppure si fanno stufare con un battuto di scalogno, porri, sugo di pomodoro fresco e olio d’oliva, ottenendo un contorno (o piatto unico) che tonifica le ghiandole surrenali senza appesantire la digestione.

(Fonte Riza.it)

Vampate in Menopausa? La soluzione è nella Soia

Bastano due porzioni al giorno di alimenti a base di soia per ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate di calore tipiche della menopausa. L’efficacia di questo legume, già suggerita da diversi studi, è stata definitivamente confermata da un’analisi dei risultati ottenuti in 19 diversi studi, pubblicata sulla rivista Menopause.

Il segreto della soia è nascosto negli isoflavoni, sostanze che svolgono un’azione simile a quella degli ormoni femminili, gli estrogeni. Proprio perché la menopausa è dovuta a una diminuzione della produzione di questi ormoni, la soia può essere un valido aiuto per contrastare i suoi sintomi.

Ma quali sono le quantità da assumere per poter ottenere dei benefici? Secondo gli autori dell’analisi sono necessari almeno 54 mg di isoflavoni al giorno per 6 settimane per ridurre circa del 21% la frequenza delle vampate e del 26% la loro intensità. Se, poi, almeno 19 mg corrispondono a genisteina – uno dei principali isoflavoni – i risultati ottenuti sono ancora migliori.

Ma la vera buona notizia è che la genisteina è l’isoflavone più abbondante nella soia e negli alimenti da essa derivati. Per questo l’approccio migliore per controllare il problema delle vampate potrebbe essere mangiare cibi a base di soia piuttosto che assumere pasticche di isoflavoni. Largo, quindi al latte di soia: per assumere 50 mg di isoflavoni basta berne due bicchieri. Per gli amanti del tofu, invece, la stessa quantità di questi nutrienti è contenuta in 200 grammi di prodotto.

(fonte www.benessereblog.it)

Il Latte di Soia

Come noto e come spiegato più volte, la digestione del latte  è una funzione non sempre svolta efficacemente dal nostro organismo.

Quando questo alimento è del tutto tollerato, il latte di soia può essere considerata una buona soluzione.

La soia è un legume con un elevato contenuto di proteine (38%), delle quali tuttavia, il valore biologico non è accostabile a quello del latte o della carne. I grassi sono principalmente insaturi (grassi al 18%) e contiene sostanze potenzialmente antitumorali (isoflavoni). Essendo presenti per lo più grassi insaturi, inoltre, l’assunzione e la produzione di colesterolo sono ridotte. I carboidrati sono contenuti al 20%, le fibre al 12% e la restante quota è composta da umidità.

Molte delle aziende in commercio producono un latte di soia arricchito con altri micronutrienti preziosi, quali il calcio, il fosforovitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B9 e B12), vitamina D e vitamina E. Inoltre molto si è fatto per rendere questa bevanda sempre più gradevole e di facile accettazione dal consumatore.

L’obiettivo principale, tuttavia, è quello di creare un alimento privo di lattosio e facilitarne, in questo modo, la digeribilità.

Occorre sottolineare che la soia, è un alimento solo parzialmente accostabile al latte, che contenendo proteine ad alto valore biologico non può essere facilmente sostituito nella nostra dieta. Il latte di soia, concludendo è una buona soluzione sia in caso di intolleranza al lattosio, che nella dieta vegana ed inoltre il suo gusto è stato molto migliorato negli ultimi tempi. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Gli Alimenti più ricchi di acido Folico

È nota come acido folico oppure vitamina B9 e appartiene al vasto e ricco gruppo delle vitamine B, essendo anche una delle più importanti perché partecipa addirittura alla sintesi del DNA, è indispensabile per la formazione di proteine e altri organismi cellulari, protegge il cuore, è cruciale nella formazione del feto – ragion per cui è sempre caldamente consigliata alle donne in gravidanza– e infine influisce sul sistema nervoso.

Al contrario quando manca possono ricorrere anemia, stanchezza, inappetenza, nausea, diarrea o tachicardia, sbalzi d’umore e altri sintomi che ne rivelano la carenza. È particolarmente importante per le donne incinte, gli anziani, chi soffre di colite o fuma e beve alcol o ancora chi soffre di artrite o prende sonniferi. È però utile per tutti e scopriamo dunque quali sono gli alimenti più ricchi di acido folico.

Si trova soprattutto nel fegato ma anche nei legumi, specialmente lenticchie, ceci, soia, arachidi, fagioli, fave e piselli. Ne sono però ricchi anche i cereali integrali come riso, avena, mais e germe di grano. Si trova anche nelle verdure a foglia verde scuro come spinaci e bietole, broccoli e cavolfiore, indivia, lattuga, asparagi. Nella frutta si trova soprattutto nel melone, nell’avocado, nella banana e nell’arancia.

Quando l’alimentazione non è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero può essere utile integrarne le quantità, spesso combinando l’assunzione di acido folico con la vitamina B12, poiché il primo spesso influisce sulla quantità della seconda. Tenete conto anche che molti metodi di cottura prolungati o i cibi precotti possono ridurre fino al 70% il contenuto di acido folico degli alimento. L’ideale è consumarli, potendo, a crudo o cucinati al vapore, preferibilmente sul momento. (fonte http://www.benessereblog.it/)

La Soia, Proprietà e Benefici

La Soia è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Originaria dell’Estremo Oriente, è arrivata in Occidente solo tra il XIX e il XX secolo.
La diffusione della soia e dei suoi vari derivati, quali latte, yogurt, miso, tofu e tempeh (il tempeh è più noto come “carne di soia”), si deve al gusto, alla leggerezza e alla digeribilità di questo legume, nonché ai molteplici benefici attribuiti al suo consumo.

La Soia: Proprietà Nutrizionali

La soia è ricchissima di proteine, oltre il 35%, e contiene il 20% circa di grassi (monoinsaturi, polinsaturi e fosfolipidi quali la lecitina). Come tutti gli altri legumi, ha buone quantità di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e ferro, e di vitamine del gruppo B.

La Soia: Benefici

Da diversi anni, la comunità scientifica mostra grande attenzione per gli effetti positivi che il consumo regolare di soia ha sul nostro organismo.
Tale interesse nasce da alcuni studi epidemiologici realizzati in passato sugli abitanti dell’estremo oriente, studi che evidenziarono come alcune patologie  fossero meno comuni negli orientali rispetto a quanto avveniva presso la popolazione occidentale.
Gli esiti di tali studi indussero gli scienziati a supporre che la ragione della minore diffusione di queste malattie andasse ricercata nella dieta tipica delle popolazioni testate, in particolare nel consumo della soia e dei suoi derivati.
Così, nel corso degli anni, sono stati realizzati numerosissimi studi per verificare sperimentalmente l’influenza positiva della soia sulla salute umana.

Si sono avute diverse conferme del fatto che il consumo regolare di questo legume sia correlato ad un abbassamento dei livelli di colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e, di conseguenza, alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.

Altri benefici confermati riguardano l’efficacia della soia contro i sintomi che accompagnano la menopausa (vampate di calore, formicolii, sudorazioni notturne, irritabilità).
Questo effetto si spiega con la sua ricchezza di fitoestrogeni, in particolare di isoflavoni. Infatti, i disturbi che caratterizzano la menopausa sono provocati proprio dalla carenza di estrogeni naturali, e i gli isoflavoni sono in grado di riequilibrare tale carenza, riportando gli ormoni ai livelli corretti.

La presenza di fitoestrogeni, inoltre, pare essere in grado di esercitare un effetto protettivo contro l’insorgenza di altre patologie connesse al calo della produzione di estrogeni, come l’osteoporosi.

Infine, non mancano le ricerche che hanno evidenziato come la presenza di prodotti alimentari a base di soia nella propria dieta possa ridurre il rischio di morte e di recidive nelle donne affette da carcinoma mammario. Sempre in chiave antitumorale, negli ultimi anni ha preso sempre più corpo la presenza di una correlazione tra il consumo di soia e la prevenzione del cancro alla prostata, di quello al colon e, più recentemente, anche di quello ai polmoni.

Latte e Germogli di Soia

Il derivato più diffuso di questo legume è il latte di soia. Rispetto al latte di mucca, quello di soia ha meno calorie, è privo di colesterolo e contiene una buona quantità di grassi insaturi, detti “grassi buoni”.

Ottimi anche i germogli di soia, ricchi di minerali, vitamine ed aminoacidi essenziali e indicati per aiutare l’organismo a drenare liquidi e tossine, per stimolare la produzione di collagene e di elastina, rendendo tonica e morbida la pelle, per contrastare la fragilità di capelli e unghie e per alleviare lo stress e la stanchezza. (fonte www.megliosapere.info/)