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Bassi livelli di Vitamina D? Tutti al Sole

Vitamina D, sole, osteoporosi: tre parole molto connesse tra di loro ed in auge in questo particolare periodo dell’anno. Per completare il cerchio io aggiungerei: carenza di vitamina D (nelle donne soprattutto) porta a problemi alle ossa, quindi osteoporosi.

Il rimedio? Abbronzarsi ed esporsi di più ai raggi del sole. La vitamina D, infatti, aiuta a fissare meglio il calcio nelle ossa, problema molto più presente nelle donne che negli uomini, soprattutto dopo e durante il periodo della menopausa.

Bassi livelli di vitamina D non fanno male solo alle ossa, però: possono dare disfunzioni a livello muscolare ed aumentare il rischio di fratture ed altri problemi di salute. E la maggiore esposizione al sole è l’unico rimedio, perchè la vitamina D negli alimenti (carni e pesci grassi) rappresenta solo il 10% del nostro fabbisogno.

Il tutto è stato ampiamente studiato da un biochimico della London Clinic, il quale consiglia un’esposizione giornaliera di viso ed arti di almeno 20 minuti, tre volte alla settimana, e senza protezione solare in questo periodo dell’anno in cui ancora si può, senza incorrere nei pericoli di cancro alla pelle. (fonte www.benessereblog.it)

I benefici del Calcio per la salute delle Ossa

Il calcio aiuta a mantenere le ossa sane e forti, per questo è fondamentale assumere grandi quantità di calcio nella nostra dieta, ancora di più lo è per i bambini e gli sportivi e per prevenire l’osteoporosi. Sono il latte ed i suoi derivati a contenere il calcio, ma, cosa sconosciuta a molti, ci sono alimenti che ne sono ugualmente ricchi, con il vantaggio che non contengono grassi e danno meno intolleranza. La quantità ideale da assumere quotidianamente, secondo studi fatti, sarebbe di 750 mg., tenendo conto che questo prezioso minerale, con il passare degli anni, si consuma silenziosamente.

I migliori alimenti che contengono calcio, oltre ai formaggi, sono i vegetali a foglia verde ed i legumi, fra cui broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavoli verdi, crucifere, bietole, coste. Fanno eccezione gli spinaci, che contengono egualmente molto calcio ma tendono a trattenerlo, impedendone un efficace assorbimento.

I legumi sono cibi semplici molto ricchi di calcio, basti pensare che un piatto di fagioli contiene oltre 100 mg di calcio, buone quantità si trovano anche nei ceci e tofu, questi ultimi contengono, fra l’altro, magnesio, che, insieme al calcio, contribuiscono alla salute delle ossa.

Il prezioso minerale si può assumere anche da succhi di arancia o mela, che contengono un’alta concentrazione di calcio, ben 300 mg in 250 cc di succo.

Il calcio si trova anche nel sesamo, con un alto valore di 783, mentre la soia, le ciliegie e le mandorle, il prezzemolo, il crescione arrivano tra i 280 e i 200 mg. per 100 gr . I  fichi secchi 74 mg. per 40 gr.

(fonte www.mondobenessereblog.com)

Rinforza le Ossa con 10 Mandorle al Giorno

Come olio, latte o seme da mangiare intero, questo frutto ricco di magnesio rinforza 
lo scheletro e aiuta a prevenire l’osteoporosi.

La mandorla è un prezioso seme ricco di vitamine e soprattutto di minerali che risultano essere un vero toccasana in primo luogo per il benessere delle ossa (in particolare contro l’osteoporosi) ma anche per mantenere stabile la glicemia in chi soffre di diabete.

Le mandorle sono ricche di magnesio, ferro, calcio, fosforo, vitamina E, B1 e B2

Ciò è possibile grazie all’alto contenuto di magnesio, un minerale importantissimo per la nostra salute e il nostro equilibrio psicofisico: il magnesio favorisce la fissazione del calcio nelle ossa, promuove la produzione di energia a partire da zuccheri e grassi, blocca la penetrazione di sostanze tossiche dall’esterno all’interno delle cellule.


La mandorla, uno scrigno di sostanze benefiche

In momenti di particolare stress per l’organismo si può avere fuoriuscita di magnesio dalle cellule e ingresso di calcio, con conseguenti fenomeni di contratture a livello muscolare. In questi casi il consumo di mandorle può aiutare a ristabilire l’equilibrio organico. Oltre al magnesio nelle mandorle sono presenti ferro, calcio, fosforo, vitamina E, vitamina B1 e vitamina B2. Inoltre le mandorle sono ricche di grassi, soprattutto insaturi, proteine, carboidrati e fibre utili per regolarizzare la funzione intestinale, lubrificare il sistema digerente e depurare il sangue.

Al mattino rimineralizzano le ossa

Una bevanda particolarmente digeribile, energetica, immunostimolante e adatta agli ultimi freddi è il latte di mandorla. Si prepara con mandorle dolci e zucchero. Lemandorle vengono immerse in acqua bollente per togliere la pellicina che riveste il seme. Una volta spellate vengono pestate e lasciate a riposare per circa dodici ore in un contenitore di terracotta, coperte da acqua fredda. Trascorse queste ore si filtra il composto ottenuto e si porta a ebollizione con lo zucchero per 10 minuti. Oggi in commercio si trova dell’ottimo latte di mandorle biologico: è uno scrigno di sali rimineralizzanti. Bevine un bicchiere la mattina, caldo o tiepido, per colazione.

Con lo yogurt sono anti stipsi

Le mandorle sono anche delle valide alleate in caso di stipsi e di pigrizia intestinale: un’evacuazione non regolare, infatti, riempie l’organismo di tossine che poco per volta migrano nei tessuti periferici ma anche nelle ossa, nel midollo e nel connettivo, favorendo i fenomeni infiammatori ma anche una minore resistenza al freddo. Per ottenere questo effetto riattivante e depurativo, durante l’inverno a merenda abituati a mangiare un vasetto di yogurt bianco naturale (senza zucchero) con una decina di mandorle pestate e, se lo gradisci, un cucchiaino di miele grezzo: fai scorta di fibre, enzimi e fermenti, ripulisci la mucosa dell’intestino e incameri calcio prezioso per le ossa. (fonte www.riza.it).

Ecco perché la Vitamina A è importante nell’Alimentazione

Le vitamine sono un gruppo di sostanze fondamentali per il corretto sviluppo dell’organismo. In tutto sono 13 ma oggi vogliamo parlarvi dell’importanza della Vitamina A, la prima in ordine alfabetico della lista! Quest vitamina aiuta a formare e mantenere la salute della pelle, dei denti, del tessuto scheletrico e di quelli molli come le mucose. E’ anche definita retinolo in stretta relazione terminologica con la retina: è la vitamina A che produce i pigmenti necessari alla retina dell’occhio! Favorisce la buona visione anche in presenza di scarsa luminosità ed è importante in caso di riproduzione e nell’allattamento.
Possono trasformarsi in vitamina A anche i carotenoidi (presenti nei vegetali di colore scuro) e tra questi c’è il famoso beta-carotene, antiossidante capace di contrastare i radicali liberi e dunque i primi cenni dell’invecchiamento. Le giuste quantità di vitamine assunte quotidianamente aiutano a vivere a lungo ed in salute: per ciò che riguarda la vitamina A in media ne sono raccomandati negli adulti tra i 700 ed i 900 mcg al giorno, a seconda dei casi. Una scarsa assunzione può portare danni agli apparati sopra citati, agli occhi, alle ossa, alla pelle. Attenzione però perché anche gli eccessi sono pericolosi, si rischia una ipervitaminosi.  (fonte /salute.pourfemme.it)

Bastano 20 minuti di Sole al Giorno per rinforzare le nostre Ossa

Siamo talmente abituati a demonizzare il sole, da dimenticare che le ossa, così come in generale il nostro stato di salute, debbano moltissimo alla stella più luminosa della nostra galassia. Insomma, con un po’ di prudenza, naturalmente, esporsi al sole è un vero toccasana, soprattutto per prevenire malattie come l’osteoporosi, vero spauracchio di tutte le donne che entrano in menopausa. I medici britannici della National Osteoporosis Society, hanno emanato alcune indicazioni utili rivolte soprattutto alla popolazione anziana, che è a rischio di fragilità ossea a causa dell’età.
Secondo i medici inglesi, un’esposizione ai raggi solari senza protezione (suppongo intendano non in spiaggia, sotto il sole mediterraneo, perché davvero sarebbe quanto mai imprudente non proteggere adeguatamente la pelle) per un tempo variabile tra i 10 e i 20 minuti al giorno (in primavera e in estate) sarebbe già sufficiente per prevenire il rischio di osteoporosi. Questo è possibile perché è proprio attraverso l’azione dei raggi solari che avviene la sintesi di vitamina D nelle nostre ossa, necessaria per renderle forti.
 
Viceversa, una carenza di esposizione agli effetti benefici del sole, ha un effetto deleterio sulla densità ossea. A proposito della validissima indicazione degli specialisti britannici, mi permetto una precisazione, penso che per considerarsi ottimale, questa quantità di sole giornaliera, sia anche quella che si può prendere tranquillamente passeggiando anche in città, magari non nelle ore di punta, o stando in un terrazzo o punto in cui i raggi arrivino bene.
 
Inoltre, questa è sempre una mia supposizione, il consiglio si intenderebbe rivolto ai cittadini britannici, per i quali trovare occasioni per accumulare un po’ di sole nelle ossa non è così facile come per noi. L’Inghilterra ha un clima piovoso, certo non soleggiato come l’Italia, ecco perché quel “senza protezione” assume un significato ben preciso (senza cappellino o indumenti troppo coprenti) che da noi forse è mano valido. Ma il suggerimento è sempre da tenere presente, perché spesso anche i nostri anziani se ne stanno troppo chiusi in casa, e questo non è salutare. Sole, quindi, con prudenza! (fonte salute.pourfemme.it)

Vitamina K, alleata del benessere osseo

Avere ossa sane? Il segreto consta nel mantenere sempre buoni livelli di vitamina K nell’organismo e quindi consumare una dieta che favorisca questo particolare tipo di apporto. Inutile dire che le ossa sono importanti per noi perché rappresentano la nostra struttura, ciò che ci tiene in piedi.

Essere affetti da malattie che le riguardano rappresenta un grave problema per il nostro corpo. Basta pensare all’osteoporosi ed alle conseguenze che la stessa reca con sé. Non solo perché se un osso si rompe sia comunque difficile riaggiustarlo man anche perché se sistemarlo non è possibile, si rischia di rimanere disabili e non avere un tenore di vita dignitoso.

La vitamina K viene considerata come una vitamina “salva-ossa” che se assunta regolarmente è in grado di migliorare la densità ossea. A provarlo scientificamente ci ha pensato una ricerca condotta dagli scienziati spagnoli della Human Nutrition Unit presso l’Universitat Rovira i Virgili di Reus, coordinati dalla dottoressa Monica Bullo.

Lo studio è stato condotto su 200 tra uomini e donne con un’età media di 67 anni. Pubblicata sulla rivista Bone, la ricerca ha dimostrato che elevati apporti di vitamina K corrispondevano ad un aumento della densità ossea minerale, a prescindere dalla tipologia di test utilizzato per rilevarla. Spiega il team di ricercatori:

I risultati del presente studio hanno evidenziato, per la prima volta, una associazione diretta tra l’assunzione con la dieta di vitamina K e le misurazioni quantitative a ultrasuoni del calcagno, il che suggerisce che la vitamina K ha un ruolo diretto nelle caratteristiche qualitative dell’osso con la densità minerale ossea, in una coorte di soggetti anziani caucasici con abitudini alimentari sane

La vitamina K è perlopiù contenuta in alimenti come le verdure a foglia. Parliamo di spinaci, lattuga, broccoli e cavolo. Ma sono le erbe aromatiche a contenerne le quantità più alte: salvia, prezzemolo, timo, origano, maggiorana. Tra di loro figura anche il basilico, chi ha una particolarità: contiene maggiori livelli di vitamina K  quando essiccato (fonte www.medicinalive.com)

Il magnesio

Il magnesio è un elemento essenziale alla vita, di cui gran parte della popolazione è carente.

È utile nella vita di tutti i giorni e nelle attività sportive.

Una funzione fondamentale della vita e della natura in genere (comprese le masse cosmiche) è il meccanismo di contrazione/espansione. Come criterio generale possiamo dire che nell’organismo il magnesio sovrintende alla fase di espansione.

Sono state individuate nell’uomo più di 300 reazioni biochimiche (enzimatiche) che l’utilizzano, ed è fondamentale nella produzione di energia (a partire dal glucosio) e nella sintesi proteica.

Per questo la sua carenza a livello subclinico (che non dà una patologia diretta) è cofattore, e spesso elemento primario di molte patologie.

Questa lista, apparentemente eterogenea, acquista un significato semplice esaminando le principali caratteristiche del magnesio.

Iniziamo la relazione con lo stress, l’elemento centrale delle patologie moderne.

Sotto stress(o meglio distress) l’organismo lo usa massicciamente, a causa della sua capacità calmante ed equilibrante. D’altra parte, in un circolo vizioso, con la sua carenza, il livello di stress aumenta.

In naturopatia la carenza di magnesio è ben conosciuta, e all’indagine iridologica si rivela nettamente. L’iride presenta degli archi di cerchio ampi, di una forma che richiama le smagliature. Questi hanno un nome molto azzeccato: anelli di crampo.

Infatti il magnesio gioca un ruolo primario nel mantenere l’elasticità delle cellule, che in particolare si riflette anche a livello della tensione i muscoli, soprattutto in stato di riposo (tono muscolare).

Uno dei primi sintomi della sua carenza è una sensazione di tensione muscolare, spesso lievissima, di cui non ci si accorge se non ce la fanno notare, ma sottilmente irritante.

Questa può sfociare poi in veri propri crampi.

L’effetto stress e tensione muscolare portano a dolori, anche delle ossa, esaurimento, ipereccitabilità ecc.

È nota anche che il magnesio ha la funzione di regolazione del battito cardiaco e più in generale la sua azione è importante nel corretto funzionamento di tutto il sistema cardiovascolare.

Il magnesio ha un ruolo importante nel sistema nervoso col suo forte effetto calmante sulle cellule neurali; in carenza, le cellule nervose non trasmettono bene i messaggi, ed entrano in uno stato di ipereccitabilità.

Nella produzione di energia e nella sintesi proteica, la carenza di magnesio provoca debolezza, fino all’astenia, ed inappetenza.

Un altro ruolo molto importante è la relazione con il potassio (elemento importante per l’accrescimento, i muscoli e l’equilibrio del sodio) e del calcio. Dunque il magnesio è importante anche nel sistema osteoarticolare.

È molto utile anche nella sindrome premestruale, SPM, per il suo effetto calmante, tonico ed energetico.

L’effetto di mantenimento del tono vascolare lo rende utile anche per le cefalee muscolotensive.

Il magnesio viene consumato, e quindi va riequilibrato,  in patologie come il diabete, ipertiroidismo, iperattività surrenalinica.

È ovviamente indicato per le attività sportive e fisiche.

Il magnesio forma con il calcio e con il fosforo il tessuto osseo, mentre solo una piccola quota è localizzata nei liquidi intracellulari e nel plasma. Il fabbisogno giornaliero per l’uomo adulto ammonta a 300-500 mg ed è facilmente soddisfatto grazie alla sua presenza in numerosi alimenti come: noci, cacao, semi di soia, fagioli, grano intero e tutti i vegetali verdi (il magnesio è infatti parte integrante della clorofilla).

L’assorbimento avviene a livello dell’intestino tenue ed è favorito dal contenuto plasmatico di vitamina D, mentre è inibito da elevate concentrazioni di calcio, proteine, fosfato della dieta, da diarrea e da alcolismo cronico.

Mentre il Magnesio non ostacola l’assorbimento del Calcio, il Calcio inibisce l’assorbimento del Magnesio.

L’eliminazione di magnesio si ha con le feci e con l’urina. I diuretici, alcuni antibiotici e il diabete mellito aumentano notevolmente l’escrezione renale di magnesio. In queste condizioni o per scarso assorbimento si può avere ipomagnesemia che si manifesta con anoressia, nausea vomito, aumento dell’eccitabilità muscolare, vasodilatazione, aritmia e coma.
Al contrario un aumento del magnesio plasmatico determina depressione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) causando torpore, prostrazione, disturbi dell’attività cardiaca e respiratoria (evenienza piuttosto rara che verifica quando la quota di magnesio eliminata con l’urina aumenta a causa di una scarsa funzionalità renale o surrenale accompagnata ad una diminuita secrezione di aldosterone).

Tuttavia la cottura dei cibi riduce sensibilmente la presenza di magnesio negli alimenti.
Il tipo di alimentazione che spesso mantengono gli adolescenti e i ragazzi più giovani, è un buon motivo per questo tipo di carenze: panini, pizze e pranzi veloci sono veri e propri nemici di una dieta sana e bilanciata. I primi sintomi sono insonnia, nervosismo e a tratti stati depressivi.

Basta prestare maggiore attenzione alla dieta, evitare l’ uso e l’ abuso di lassativi, alcol e diuretici.

In cardiologia è usato nella terapia della torsione di punta, una aritmia mortale, infatti il esplica una attività anti aritmica.

E’ usato anche nell’infarto acuto e riduce in modo sensibile la mortalità.

Studi hanno anche dimostrato la sua importanza prevenzione e terapia del diabete di tipo II.

Aiuta anche a regolare l’equilibrio acido-alcalino dell’organismo.

Aiuta inoltre ad utilizzare le vitamine del complesso B e le vitamine C ed E.

E’ di aiuto durante la crescita ossea ed è necessario per un buon funzionamento dei nervi e dei muscoli, compreso quello cardiaco.

Secondo alcuni studi il magnesio è associato alla regolazione della temperatura corporea.

La vitamina D è necessaria per una piena utilizzazione del magnesio.

L’acido ossalico presente negli spinaci e l’acido fitico presente nei cereali, formano dei sali che fissano il magnesio dell’organismo.

Il magnesio aiuta a controllare vertigini, debolezza e spasmi muscolari, cardiopatie e ipertensione e instaura un giusto equilibrio del pH.

Giuste dosi di magnesio possono aiutare a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue e a mantenere le arterie in buona salute.

E’ importante per la formazione di ossa e denti. E’ il magnesio, e non il calcio, il responsabile della formazione di quello smalto dei denti che resiste alle carie. Indipendentemente dalla quantità di calcio che si ingerisce, in mancanza di magnesio non si avrà la formazione di uno smalto resistente.