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Una forte evidenza scientifica dimostra che mangiare Piccoli Frutti aiuta il Cervello

Esiste una forte evidenza scientifica che nutrirsi di mirtilli, more, fragole e altri piccoli frutti abbia effetti benefici sul cervello e possa aiutare a prevenire la perdita di memoria e altri cambiamenti correlati all’età. Lo riferisce uno studio sull’importanza di mangiare piccoli frutti pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry della ACS.

Nell’articolo, Barbara Hale-Shukitt e Marshall G. Miller fanno notare che i cicli di vita più lunghi stanno sollevando preoccupazioni riguardo i costi sanitari e di vite umane nel trattamento del morbo di Alzheimer e di altre forme di declino mentale. La ricerca dimostra che mangiare frutti di bosco può giovare all’invecchiamento cerebrale. Per analizzare la validità delle prove sui piccoli frutti, i due ricercatori hanno esaminato a fondo gli studi cellulari esistenti al riguardo sugli esseri umani e animali.

La loro analisi ha concluso che i piccoli frutti aiutano il cervello a rimanere in buona salute in diversi modi. Contengono alti livelli di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. I due studiosi hanno anche segnalato che i piccoli frutti cambiano il modo in cui i neuroni cerebrali comunicano. Questi cambiamenti possono prevenire l’infiammazione nel cervello che contribuisce al danno neuronale e migliorare sia il controllo motorio che la cognizione. Ulteriori ricerche dimostreranno se questi benefici sono il risultato di singoli composti comuni ai vari piccoli frutti o se le combinazioni uniche di sostanze chimiche in ogni frutto hanno semplicemente effetti simili. (fonte www.freshplaza.it/)

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Per combattere Invecchiamento e Disturbi al Cuore bisogna mangiare More e Mirtilli

More, mirtilli, fragoline… i frutti di bosco contro disturbi al cuore e malattie da invecchiamento sono un vero e proprio toccasana. In questo periodo sono di stagione, ed è quindi il momento migliore per farne scorpacciate (senza esagerare, naturalmente), specialmente se sono selvatici, più ricchi di sostanze antiossidanti in forma concentrata. Ma perché fanno tanto bene questi frutti, che sono anche deliziosi da mangiare? Ce lo spiega il prof. Daniele Del Rio, ricercatore e docente di Alimentazione e Nutrizione umana all’Università di Parma, coautore di un recente studio che approfondisce appunto le qualità di questi alimenti naturali: “I frutti di bosco contengono tanti e diversi composti polifenolici.

Non solo flavonoidi, ma anche acidi fenolici, più piccoli e come tali più facili da assorbire per il nostro organismo. Gli studi più recenti dimostrano che i polifenoli, una volta ingeriti, ad esempio con una porzione di mirtilli, subiscono molte modifiche all’interno del tratto digerente e altre ancora ne subiscono dopo essere stati assorbiti. Le nuove molecole che si formano, durante questo processo sono quelle che poi entrano in contatto con le cellule dei tessuti, esercitando azioni che appaiono, via via che la ricerca si affina, più interessanti.
 
Oltre ad avere proprietà antiossidanti (e cioè a proteggerci dai radicali liberi), alcune di queste sostanze riducono l’infiammazione, altre possono migliorare l’elasticità dei vasi sanguigni o ridurre i danni che la glicemia alta (magari dopo un pasto abbondante) può provocare a vari livelli”. Naturalmente si tratta di virtù significative, ma occorreranno ulteriori e più approfonditi studi per stabilire se davvero il consumo costante di frutti di bosco sia in grado, da solo, di interferire e ritardare il nostro invecchiamento.

Il dott. Del Rio spiega anche in cosa consista la differenza tra frutti selvatici e coltivati o usati come ingrediente dalle industrie alimentari: “In generale i frutti di bosco selvatici crescono con un quantitativo d’acqua molto inferiore rispetto al più standardizzato parente di serra: ciò fa sì che i polifenoli in questi ultimi risultino un po’ più diluiti. Ed è per lo stesso motivo che i frutti di bosco davvero di bosco sono più saporiti: le molecole che ne definiscono il gusto sono più concentrate. Ma questo non significa che anche i mirtilli di serra non costituiscano un’ottima fonte di polifenoli e di fibra“. Insomma, via libera agli ottimi frutti di bosco in tutte le forme! (fonte salute.pourfemme.it)

Le more

Si tratta di un alimento poco calorico, con alte quantità di acqua ma soprattutto di vitamine – specialmente C ed E – e minerali, fibre e antiossidanti, in particolare antocianine: contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

Danno una piccola riserva di zuccheri immediati e sono comode da consumare sia da sole che in dolci, marmellate, yogurt. Le fibre aiutano a mantenere la sazietà e il giusto livello di trigliceridi e colesterolo e in più avrete una buona fonte di calcio, potassio, ferro e fosforo.

(fonte /www.benessereblog.it)

Girasole di more e melone

Tra poco potremo mettere sulle nostre tavole meloni e more … e allora abbiamo scoperto questo meraviglioso blog A mouse on the table … e questa meravigliosa ricetta scritta proprio da Rosemary

Oggi ho deciso di servire la frutta in modo davvero originale!

Protagonisti un melone e delle deliziose more di rovo!
L’abbinamento è perfetto, ha il gusto dell’estate!
Facilissimo da realizzare, questo bel Visualfood non non mancherà di dare un tocco di allegro colore alla vostra tavola.
Vedrete, gli ospiti sapranno apprezzare l’idea di trovare il melone già tagliato in comode porzioni. 
Le more poi accontenteranno i più golosi.
E se proprio proprio volete esagerare potete mettere a disposizione di ogni commensale una coppetta di panna montata o di gelato alla vaniglia! 
Questo modo un po’ insolito di servire la frutta va bene in tutte le stagioni il melone infatti si trova in varietà diverse tutto l’anno. Per le more invece, basterà una passeggiata in campagna, mentre nelle stagioni invernali potranno essere sostituite da acini d’uva tagliati a metà o altra frutta scura a piacere.

Se volete aggiungere un tocco di verde, aggiungete ai bordi qualche fogliolina di menta.

Sul sito potrete vedere anche il videotutorial.