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Vitamine e Minerali per Dimagrire

Minerali e vitamine sono alla base del nostro benessere e l’alimentazione deve esserne sempre ricca per garantire la massima efficienza del nostro organismo. Non solo, ma il giusto apporto di questi elementi favorirà anche il dimagrimento in chi è a dieta, perché aiutano a bruciare i grassi, mantenere il metabolismo attivo, prevenire disturbi di vario genere. È soprattutto a tavola che si assumono vitamine e minerali con l’eccezione della sola vitamina D, per cui è indispensabile l’esposizione alla luce solare.

Tra le vitamine risulano particolarmente utili chi cerca di perdere peso alcune vitamine del gruppo B, vitamina A e vitamina C. Quest’ultima in particolare è contenuta quasi sempre in alimenti poco calorici e ricchi di fibre, con effetti sazianti e depurativi. La vitamina A mantiene la pelle soda ed elastica e previene quell’effetto flaccido che spesso riscontra chi cala di peso più o meno rapidamente. Infine tra le vitamine del gruppo B sono più utili la vitamina B2 o riboflavina e la vitamina B6 o piridossina, che mantengono attivo il metabolismo e le funzioni della tiroide.

Tra i minerali invece? Prezioso il ferro, perché una sua carenza spesso dovuta a diete troppo povere provoca effetti collaterali spiacevoli e nemici della dieta. Assumetelo con legumi, specie lenticchie, spinaci, fegato, cereali integrali. Importante anche il cromo che aiuta a ridurre l’ansia per i dolci, regola i livelli di glucosio nel sangue. Si trova in verdure a foglia verde, germe di grano, banana. Infine lo iodio. La carenza di questo minerale conduce a prendere peso. Si trova in molti tipi di pesce. (fonte www.benessereblog.it)

Le Vitamine e i Minerali per la Salute degli Occhi

Possiamo fare molto per la salute dei nostri occhi scegliendo i cibi giusti che possano apportare le vitamine e i minerali indispensabili per la salute dell’occhio. “A” come vitamina A: si trova nel fegato, carote, cavoli, spinaci, patate dolci, lattuga romana, zucca e melone. Aiuta a gli occhi ad adeguarsi ai cambiamenti di luce e mantenerli umidi. “B” come le vitamine del gruppo B indispensabili per la funzione nervosa. Buone fonti di vitamine del complesso B sono: cereali integrali, carne di maiale, manzo, pesce e pollame, latticini, uova, verdure a foglia verde, pomodori, fragole, fagioli, noci e lievito di birra. La carenza di questa vitamina può provocare sensibilità alla luce, muscoli degli occhi paralizzati, prurito, bruciore e occhi rossi. “C” come vitamina C presente nella papaia, peperoni, fragole, broccoli, ananas, cavolini di Bruxelles e arance. La vitamina C mantiene in attività il collagene presente nella cornea dell’occhio e promuove la salute dei vasi sanguigni, compresi i capillari della retina. “L” come luteina. Cibi ad alto contenuto di luteina includono verdure a foglia verde scuro (in particolare cavoli e spinaci), broccoli, mais, piselli, uova, lattuga e fagiolini. La luteina è un carotenoide antiossidante presente come pigmento di colore nell’occhio umano. Si pensa funzioni come filtro per la luce, proteggendo i tessuti dell’occhio dai danni del sole. “M” come magnesio: buone fonti di magnesio sono il tofu, i legumi, i cereali integrali, le verdure a foglia verde, le mandorle, gli anacardi, la zucca e i semi di zucca, i pinoli e le noci. Il magnesio è un minerale che rilassa i muscoli e aiuta a prevenire gli spasmi muscolari. “Z” come zinco presente nelle ostriche e in altri frutti di mare, carne bovina, uova e cereali da colazione fortificati. Lo zinco aiuta il corpo ad assorbire la vitamina A ed è dimostrato che protegge contro la degenerazione maculare e la cecità notturna. (fonte www.benessereblog.it)

Vitamine e minerali dove meno te li aspetti

Qual è la prima cosa a cui pensate quando dovete assumere più calcio? E se parliamo di potassio? Ferro? Vitamina C? Ci vengono in mente inevitabilmente quegli alimenti che conosciamo come più ricchi di vitamine e minerali che tradizionalmente associamo ad uno degli elementi più caratterizzanti. Il latte per il calcio, le banane per il potassio, le lenticchie per il ferro, le arance per la vitamina C. Eppure minerali e vitamine si trovano in buone quantità anche lì dove non te li aspetti. Vitonica suggerisce una lista di alimenti che contengono buone quantità di alcuni tra i minerali e le vitamine più importanti per il nostro benessere.

Il calcio, per esempio, si trova nei semi di semi di papavero. Ne contengono ben 1000 mg. per 100 grammi di prodotto. Si possono aggiungere a pane e preparazioni in pastella, impasti di vario genere, insalate, yogurt con muesli. Cinque cucchiaini di semi di papavero equivalgono al contenuto di calcio di un bicchiere di latte.

Ferro e vitamina B12 si trovano nelle vongole. La quantità è molto elevata tanto che 100 grammi di vongole possono coprire da soli il 75% del fabbisogno giornaliero di ferro e addirittura superare le dosi consigliate di vitamina B12.

Ottima fonte di vitamina D è invece il salmone affumicato, che aiuta quindi a prevenire patologie ossee. Anche in questo caso 100 grammi di salmone possono coprire il fabbisogno giornaliero di questa importantissima vitamina.

La vitamina C invece si trova anche nel peperone rosso, vero concentrato di vitamine, tra cui la C ma anche la A, con valore di potentissimi antiossidanti. Ne bastano 100 grammi per ottenere 140 mg. di vitamina C, perfetta per prevenire i raffreddori del cambio di stagione.

Infine la vitamina A: tutte le verdure a foglia verde ne sono ricchissime anche se normalmente siamo abituati ad associare questa vitamina principalmente alle carote. Ne hanno buone quantità anche gli spinaci e le bietole. (fonte www.benessereblog.it)

Alloro ricco di minerali

L’utilizziamo in cucina ma mai quanto dovremmo e potremmo a giudicare dalle sue proprietà nutrizionali davvero preziose per il nostro benessere: parliamo dell’alloro, un’erba ottima per insaporire con il suo aroma inconfondibile eppure delicato numerosi piatti. La tradizione popolare lo conosce anche per le sue virtù contro il mal di pancia: farne bollire qualche foglia in acqua calda da consumare come una tisana è una mano santa contro i crampi allo stomaco magari dovuti ad una brutta indigestione.

Parlando delle due proprietà, rimarrete stupiti dalla varietà di utili elementi che contiene in buone quantità: è ricco di calcio, magnesio, ferro, potassio e fosforo. Contribuisce a mantenere ai livelli ottimali l’equilibrio elettrolitico e dunque la funzionalità neuromuscolare. Ma è ricco anche di antiossidanti come la vitamina A, il selenio e la vitamina C, che contiene in quantità simili all’arancia. (fonte www.benessereblog.it)

Come rafforzare naturalmente il proprio sistema immunitario

Per rinforzare naturalmente il proprio sistema immunitario in modo semplice per non ammalarsi basterebbe seguire poche regole.

– Gli agrumi sono frutti ideali per ristabilire l’equilibrio acido-alcalino. Bere spremute fresche di o come condimento sull’insalata, al posto dell’aceto,come ingrediente in cucina, aiuta a mantenere il “clima” interno del corpo ad un PH tale da aiutare lo sviluppo dei batteri utili invece che dei virus e dei batteri dannosi che prolificano in ambienti più acidi. Anche l’aceto di mele è un ottimo aiuto per aumentare l’alcalinità dell’organismo.

Dormire bene. Ogni organismo potrebbe avere bisogno da un minimo di 6 ore ad un massimo di 10 per notte. Il sonno è collegato all’equilibrio ormonale (che include l’ormone della crescita, e quello dello stress, il cortisolo) , fa dimagrire, ragionare e pensare meglio, migliora l’umore, e rende la pelle più luminosa e piena di salute.

Mangiare proteine (preferibilmente vegetali). Le proteine sono i mattoni che mantengono corpo, mente, e sistema immunitario, in salute. Le diete povere di proteine tendono ad essere troppo ricche di carboidrati che vengono subito convertiti in glucosio, aumentando la glicemia nel sangue e sforzando il pancreas ed il sistema immunitario.

Bere molto per evitare la disidatrazione.

Evitare il caffè. Contrariamente a quanto affermano recenti studi,che li indicano come fonte di antiossidanti, il caffè non è un buon alimento da assumere per il sistema immunitario. La caffeina sottrae al tuo corpo minerali e vitamine, e disidrata. Se si beve caffè, vanno bevuti due bicchieri d’acqua in più per ogni tazzina di caffè bevuta.

Evitare lo zucchero raffinato. Si vedranno subito dei risultati nel livello di energia, nel peso, e nella capacità di ragionare più chiaramente, non avendo più questa dipendenza. Molti nutrizionisti considerano lo zucchero una droga per il suo impatto sul corpo umano. Zuccheri più salutari come gli zuccheri della frutta o il succo d’agave e di stevia esistono, mentre è bene evitare dolcificanti artificiali, sono più tossici dello zucchero bianco. Gli zuccheri semplici infastidiscono il sistema immunitario, impediscono alle cellule immunitarie di assorbire la vitamina C.

– Fare incetta di frutta e verdura fresca. Sono ricche di antiossidanti, vitamine e minerali, fibre ed enzimi. Il contenuto nutrizionale che si riceve dalla frutta e dalla verdura fresche è incomparabile. Molte vitamine, inclusa la vitamina C, sono antiossidanti e proteggono le cellule, incluse quelle del sistema immunitario, dai danni delle tossine presenti nell’ambiente. I vegetali scuri, come i broccoli e i cavoli, sono ricchi di flavonoidi, di polifenoli, e altri antiossidanti. La fonte perfetta di minerali sono le alghe, che vengono vendute essiccate, ma che si possono trovare anche grezze (essiccate a basse temperature in modo che mantengano la maggior parte dei minerali e degli enzimi) nei negozi di prodotti naturali.

Passare un po’ di tempo al freddo per il rilascio di endorfine. La maggior parte delle persone passa il 90% della propria vita in ambienti chiusi, respirando aria filtrata e piena di germi delle altre persone. Il tempo passato all’aperto e al freddo stimola anche la tiroide.

Coltivare se stessi. Passare un po’ di tempo con gli amici, concedersi un massaggio, o un bagno caldo, o un po’ esercizio fisico. Il nostro corpo estrinseca le nostre emozioni; stress e ansia si potrebbero manfestare con un mal di gola o con un raffreddore. Crearsi un ambiente pieno di armonia, amore e gioia ( ad esempio, ringraziare pregare e benedire ciò che c’è di bello può aiutare). Fare attenzione ai primi accenni di mal di gola o di stanchezza prima che peggiorino. Se si è felici, ci si ammalerai meno facilmente!

La dieta per migliorare il sistema con cui il corpo si difende da virus, parassiti e batteri si compone sostanzialmente di 4 nutrienti indispensabili: le Vitamine (A E e C), i minerali (Zinco, Rame, Ferro, Potassio, Magnesio e Selenio), Acidi Grassi Omega 3 e 6, e proteine di buona qualità. Oltre alla giusta quantità di calorie e di un’attività fisica regolare.

Le vitamine sono importanti per il funzionamento del nostro corpo e in particolare la vitamina A, la vitamina B12, la vitamina C e la vitamina E rivestono un ruolo importante nel coadiuvare il sistema immunitario.

La vitamina A è fondamentale per la salute delle mucose. Si è visto che una sua carenza determina una facilità a contrarre infezioni, soprattutto virali, perché si indebolisce la parte più estesa del sistema immunitario che è rivestita da mucose.

La vitamina B12 appartiene all’importante complesso vitaminico B le cui carenze riguardano distretti importanti, come quelli cerebrale e immunitario. In particolar modo degli studi hanno evidenziato come la vitamina B12 abbia un ruolo nella regolazione del sistema immunitario. Per avere un apporto sufficiente di questa vitamina bisogna mangiare cibi quali il fegato degli animali, i carotenoidi, il latte, le uova, la frutta e la verdura gialle e la verdura verde scuro.

La vitamina C è sicuramente quella più conosciuta come antiossidante e come presidio contro le infezioni, specialmente il raffreddore, infatti se ne consiglia il consumo proprio per prevenirlo e per attutirne i sintomi.

Infine la vitamina E svolge una forte azione immunostimolante oltre che antiossidante. Studi hanno evidenziato come essa sia usata dai polmoni per difenderli in presenza di sostanze inquinanti, dunque utile per chi vive in luoghi ricchi di smog.

I minerali sono anch’essi coinvolti nel funzionamento del sistema immunitario, soprattutto due di essi, selenio e zinco.

Il selenio svolge una funzione antinfiammatoria e antiossidante e serve ad incrementare la risposta anticorporale.

Lo zinco invece è ambivalente, cioè la sua funzione può essere positiva o negativa in base alla quantità. Se lo zinco è presente in quantità di poco al di là della norma, si ottiene un effetto immunostimolante, se invece è esageratamente alto il quantitativo nel corpo, questi ha un effetto opposto.

Al fine del rafforzamento del sistema immunitario, le piante più indicate e sicure sono l’astragalo, l’echinacea, eleuterococco e la propoli. L’astragalo è importantissimo nella medicina tradizionale cinese dove la sua radice viene usata per rafforzare l’energia degli organi deputati alla difesa immunitaria (polmone e milza). Le proprietà immunostimolanti di questa pianta sono state studiate anche in Occidente e si può affermare che essa è utile per contrastare le infezioni virali, ma anche gli effetti tossici della che mioterapia sul sistema immunitario, infatti essa contrasta la diminuzione di globuli bianchi.

L’echinacea è da sempre stata usata dagli Indiani d’America per curare le malattie delle vie respiratorie e come cicatrizzante sulle ferite. Molto usata è in Germania. Esistono tre varietà, l’echinacea purpurea, quella angustifolia e quella pallida, tutte e tre con funzione immunostimolante, sia per i batteri che per i virus, inoltre si sono dimostrate benefiche per i comuni problemi respiratori, e sono pure utili in una visione preventiva di rinforzo del sistema immunitario stesso.

L’eleuterococco è anche detto ginseng siberiano, non a caso nell’ex unione sovietica è molto utilizzato. Esso aumenta l’attività dei linfociti e dunque rende più efficiente la risposta immunitaria. Anche questa è una pianta sicura, che però in rari casi, dopo un uso prolungato, può far insorgere insonnia e irritabilità.

Infine c’è la propoli, che è una sostanza elaborata dalle api che la usano come barriera per impedire l’ingresso nell’alveare a soggetti indesiderati. Molti studi hanno rilevato una forte azione antivirale e antibatterica efficace nell’arrestare la proliferazione dei virus del raffreddore e dell’influenza, ma anche su altri gruppi di batteri, come la salmonella, inoltre ha una spiccata azione antinfiammatoria. Anche questa è una sostanza sicura, che viene prescritta pure ai bambini perché priva di effetti collaterali, anche se si può esserne allergici.

Altre piante attive sul sistema immunitario sul versante delle patologie autoimmuni o allergiche sono la boswellia serrata, l’ortica e l’uncaria. La boswellia è una resina che è raccolta dall’albero dell’incenso, è un elemento importante della medicina ayurvedica ed è molto usata in India. Essa ha delle sostanze in grado di bloccare la risposta infiammatoria di allergie come l’asma e di infiammazioni croniche. Inoltre non ha effetti collaterali, come gli antinfiammatori classici che possono provocare gastrite o nei casi peggiori ulcera. Alcuni studi ne hanno sancito l’efficacia anche per l’artrite reumatoide.

L’ortica è una pianta presente da sempre nelle tradizioni mediche di tutto il mondo come depurativo, diuretico e antinfiammatorio. Le sue foglie sono ricche di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie. Inoltre alcuni studi ne hanno esaltato l’efficacia nell’artrite reumatoide. L’uncaria cresce nella foresta amazzonica ed è propria della medicina del Perù dove si usava come antinfiammatorio e antireumatico. Oggi, molti studi hanno confermato la capacità della corteccia di avere un doppio effetto, cioè di essere sia immunostimolante che antinfiammatoria.

Infine anche una spezia come la curcuma può essere d’aiuto. La radice di questa pianta, che serve per preparare il curry, ha un’azione antinfiammatoria e antidolorifica, infatti degli studi ne hanno evidenziato l’utilità in malattie infiammatorie come le artriti o dove ci sono problemi di fluidità del sangue. E’ sconsigliata in persone con ulcera peptica e con tendenze emorragiche.

Evitare cibi ricchi di pesticidi, o cibi “poveri”, cioè molto lavorati e raffinati e dunque privati del loro importante corredo di minerali e vitamine che sono importantissime per l’equilibrio del sistema immunitario.

L’ organismo umano non è stato progettato per affrontare prodotti non naturali.

Mangiare cibi freschi, alimenti integrali come frutta e verdura e frutta biologica, dieta senza sale ed evitare prodotti lattiero-caseari trasformati e carni d’ allevamento a tutti i costi.

In particolare ci riferiamo a concetti come il “crudo, vivo e colorato”.

Un modo gustoso per stimolare il sistema immunitario è quello di prendere 3 carote, una mela, un arancio e una mezza barbabietola e metterle in una centrifuga, per poi godere di questa bevanda con la prima colazione ogni giorno. L’aggiunta di menta al vostro bagno caldo contribuisce a stimolare gli anticorpi e uccidere tutti i batteri che si sono accumulati.

Da non sottovalutare anche le porprietà dei semi di pompelmo.

Se sei un fumatore, ormai sappiamo che questo sopprimono il sistema immunitario gravemente, quindi il miglior rimedio per questo è di fermare questa abitudine, in quanto non offre benefici di sorta per la salute.

La tendenza a vedere nei chili in più uno scudo più efficace contro agenti infettivi è erroneo. Oggi con una vita molto più sedentaria, con delle condizioni di vita migliori è valida l’idea che un certo rigore sia più funzionale a preservare l’efficienza dell’organismo e del sistema immunitario. Il sovrappeso e l’obesità interferiscono con l’equilibrio del sistema immunitario perché ne rendono le cellule meno reattive. Anche ripetuti e continui pasti ipercalorici provocano un surplus di grassi e colesterolo che “intasano” le vie linfatiche ostacolando il “pattugliamento” dei linfociti. I grassi vengono sempre più demonizzati a causa dell’insorgere delle malattie cardiovascolari a cui sono collegati, è salutare limitare il consumo di colesterolo e trigliceridi, mentre è utile aumentare il consumo dei grassi polinsaturi, comunemente conosciuti come omega6 e omega 3, i quali rivestono tutte le cellule del corpo e quindi sono essenziali per il loro funzionamento e per quello del sistema immunitario. Questi grassi si trovano nell’olio di fegato di merluzzo, nel pesce azzurro, nella frutta secca in guscio.

Il radicchio

Il radicchio previene le malattie dell’invecchiamento e ha anche notevoli proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative grazie alla sua particolare composizione.

L’effetto disintossicante e di stimolazione della depurazione dell’organismo dalle tossine (agendo sulle funzioni del fegato) è determinato proprio dal tipico e caratteristico sapore amarognolo di questa verdura. Ha un originale sapore dolce amaro ed è ricco di sostanze utili all’organismo quali i sali minerali potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, rame, calcio, principi amari, zuccheri, aminoacidi e le vitamine B, C, K e P. Proprio questo ottimo rapporto tra elementi a effetto antiossidante quali l’acido folico, il calcio e il potassio, i principi depurativi e disintossicanti e la presenza dei polifenoli, creano un insieme di benefici che lo rendono un alimento antiossidante, in grado di prevenire l’invecchiamento precoce”.

Ricco di fibre (favolose per la regolazione dell’equilibrio intestinale).

Il calcio e il ferro, hanno proprietà benefiche per il metabolismo delle ossa e per un miglior equilibrio della pressione sanguigna e la presenza di tutti gli altri sali minerali fa del radicchio un alimento utilizzato in caso di demineralizzazione dell’organismo.

Le sostanze amare, poi, stimolano i succhi gastrici che facilitano la digestione, la secrezione della bile e l’eliminazione dell’urina e il buon apporto di cellulosa lo rende un ottimo rimedio per la stitichezza.

Gli zuccheri in esso contenuti, infine, non vengono digeriti dallo stomaco, ma dal colon, quindi, grazie ai suoi principi attivi ed alla sue proprietà antiossidanti, servono a contrastare l’insorgere di tumori in questa parte dell’intestino”.

In antichità era usato come medicamento, soprattutto per curare l’insonnia, infatti, sembra che abbia anche proprietà sedative.

L’inulina una fibra vegetale molto importante contenuta nelle foglie del radicchio  limita l’assorbimento del colesterolo e riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

La cellulosa contenuta in tutto il cespo di radicchio, dalle radici alle foglie, aumenta la massa dei prodotti di scarto o scorie favorendo in tal modo la peristalsi intestinale e lo svuotamento dell’intestino, quindi è efficace per combattere la stitichezza.

Le verdure rosse devono il loro colore agli antociani (polifenoli che hanno proprietà antinfiammatorie, antiallergiche ed antivirali), sostanze molto utili al mantenimento della salute dei vasi sanguigni a loro volta implicati nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, in particolare proteggono dalla cardiopatia ischemica.

Inoltre, si tratta di un alimento che ha solo 13 calorie per etto e risulta, pertanto, essere molto utile anche in un regime dietetico ipocalorico e, come tutte le verdure, dà un senso di sazietà precoce”.

Il radicchio rosso è una varietà di cicoria della famiglia delle Composite dal caratteristico sapore amarognolo, di cui si mangiano le foglie.

La consumazione può avvenire sia a cotto, sia a crudo.

Ne esistono numerose varietà, fra le quali ricordiamo:

 Radicchio rosso di Treviso precoce IGP: ha forma allungata, colore rosso brillante con striature bianche. La pezzatura è medio grande e spiccato sapore amaro.

 Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 Radicchio Variegato di Castelfranco IGP: ha forma globosa, colore bianco crema, foglie variegate di viola-rosso, sapore lievemente amarognolo.

 Radicchio di Chioggia IGP: ha forma globosa, di colore rosso intenso con striature bianche. Ha un sapore più dolce rispetto agli altri tipi.

 Radicchio di Verona IGP: ha forma allungata, di piccola pezzatura, di colore rosso brillante con striature bianche. Il sapore è leggermente amarognolo.

Conservare il radicchio rosso in frigorifero nello scomparto della frutta e verdura. È un ortaggio resistente che si mantiene anche 4-5 giorni. Cotti si mantengono per 2 giorni, in frigorifero, accuratamente coperti. Eliminare le foglie esterne se rovinate. A seconda della preparazione affettare, oppure separare le foglie. Lavare accuratamente sotto acqua corrente ed asciugare con una centrifuga da insalata o tamponare con uno strofinaccio pulito. Il radicchio rosso è ottimo grigliato, alla brace, in padella.

Le radici, seccate e ridotte in polvere o preparate in sciroppi o decotti, servono come digestivo, tonico, depurativo, mentre le foglie messe in infuso o sciroppo vengono impiegate per stimolare le funzioni digestive, per depurare il fegato e facilitare la diuresi; i fiori in infuso hanno la proprieta’ di favorire la secrezione della bile. In cosmesi, il succo viene utilizzato per preparati per la pelle irritata.

Il carciofo

Il Carciofo è una pianta originaria dell’Europa mediterranea che appartiene alla famiglia delle Composite. Questa pianta presenta un fusto dritto e ramificato che può raggiungere la lunghezza di un metro. Il nome scientifico della varietà più diffusa è “Cynara cardunculus scolymus”. Il carciofo è un ortaggio tipicamente primaverile del quale spesso si consuma solo il cosiddetto “cuore”, oppure la parte più tenera delle foglie, mentre sono proprio le foglie più dure a contenere la maggior quantità di principi attivi benefici per il nostro organismo.

Il carciofo è un ortaggio dal basso contenuto calorico, circa 22 calorie per ogni etto di prodotto crudo, ed è ricco di sali minerali, in particolare magnesio, ferro, potassio fosforo e calcio, essenziali per la formazione dei tessuti, le reazioni enzimatiche, la coagulazione del sangue, la trasmissione degli impulsi nervosi e il metabolismo idrico generale dell’organismo.

Il segreto di molte delle virtù benefiche attribuite al carciofo risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che conferisce a quest’ortaggio il suo tipico sapore amaro. La cinarina è presente nel carciofo in buone quantità e risulta particolarmente utile sia per la corretta funzionalità del fegato che per abbassare i livelli di colesterolo. Diversi studi scientifici hanno stabilito che la cinarina svolge sia attività coleretica, che consiste nello stimolare la produzione di bile, sia azione colagoga, che consiste nel facilitare il deflusso della bile verso l’intestino. Grazie alla presenza di acidi fenolici, sostanze dotate di elevato potere antiossidante, il carciofo protegge il fegato dall’azione nociva dei radicali liberi. Inoltre, la cinarina stimola la rigenerazione delle cellule epatiche esposte ai danni provocati da tossine e alcool. Dal momento che il carciofo purifica il fegato e contribuisce a migliore il flusso della bile, quest’ortaggio è particolarmente indicato per coloro che soffrono di disturbi gastro-intestinali, problemi digestivi, stitichezza, vomito, nausea e problemi di reflusso gastroesofageo.

Vi sono prove sperimentali anche circa l’azione ipocolesterolemizzante svolta dalla cinarina. Pertanto, i ricercatori sono giunti alla conclusione che l’estratto di carciofo risulta particolarmente utile per tutte quelle persone che, pur non avendo la necessità di seguire una vera e propria terapia farmacologica, hanno livelli di colesterolo piuttosto alti e rischiano pertanto di andare incontro a patologie cardiovascolari.

Altra sostanza dotata di azione benefica presente nel carciofo è l’inulina, una fibra solubile che contribuisce a ridurre il tasso di trigliceridi nel sangue e a contenere gli aumenti dei valori glicemici. Per poter usufruire al meglio delle virtù benefiche di questo ortaggio, occorre tener presente che molte delle sostanze nutritive e delle proprietà organolettiche dei carciofi tendono a disperdersi se essi vengono consumati fritti oppure se vengono mangiati insieme a insaccati e formaggi o accompagnati dal vino.

Ne viene sconsigliato il consumo alle donne impegnate con l’allattamento, in quanto i carciofi ostacolano la secrezione lattea. Anche coloro che hanno problemi di calcoli biliari, in particolare se di piccole dimensioni, dovrebbero evitare i carciofi, che possono provocare coliche molto dolorose.

L’azione diuretica è altrettanto importante e si evidenzia pienamente dopo circa sei giorni (con un aumento anche del 100%), promuovendo così la funzione depuratrice renale, grazie ai composti flavonici e ai sali minerali, in particolare potassio e magnesio, che il Carciofo contiene.

Un’altra importante e complementare azione del Carciofo è quella epatoprotettiva e antitossica, che si manifesta su diverse sostanze tossiche, in particolare sull’alcool, di cui riescono a ridurre la presenza nel sangue per effetto dell’aumentata diuresi e per un’accelerazione del metabolismo dell’etanolo.

Conservazione: se sono molto freschi ed hanno il gambo lungo potete conservarli immersi nell’acqua come fareste con i fiori che acquistate freschi. In frigo: dovete togliere le foglie esterne più dure e il gambo; lavati e ben asciugati metteteli in un sacchetto di plastica o un contenitore a chiusura ermetica: si conserveranno per almeno 5-6 giorni. Potete anche congelarli dopo averli puliti e sbollentati in acqua acidulata con succo di limone, lasciati raffreddare e sistemati in contenitori rigidi.

Come trattarlo: eliminate il gambo fino a circa 4 cm dalla base. Scoprite la parte più chiara del carciofo eliminando le foglie esterne (eliminatene circa due file o quel che ritenete necessario). Tagliate di netto la punta del carciofo e raschiate la base del gambo con un coltellino per eliminare i filamenti. Per arrivare al cuore dei carciofi: tagliate ulteriormente di netto, le foglie esterne, recidete tutto il gambo alla base e prendete uno scavino a cucchiaio per asportare il fieno che si trova all’interno, facendo attenzione a non eliminare anche la delicata polpa chiara. Con un coltellino da cucina tornite la base dei fondi, procedendo come se sbucciaste una mela, così eliminerete del tutto eventuali parti dure.

I carciofi si possono consumare sia crudi, sia cotti.

Per la preparazione a crudo, è necessario però che la varietà sia particolarmente giovane e tenera.

Le varietà più note sono:

 violetto di Toscana: non spinoso, di colore viola e forma affusolata;

 di Chioggia: non spinoso, di colore chiaro;

 mammola: non spinoso, dalla forma tonda;

 spinoso di Palermo: di forma rotonda, molto tenero, ideale anche per la consumazione a crudo;

 spinoso sardo: di forma allungata, con robuste spine;

 spinoso di Liguria: di forma ovale.

Verso maggio fanno poi la loro comparsa i carciofini, che sono gli ultimi carciofi lasciati in abbandono sui campi. Sono molto teneri e si prestano ad essere mangiati, crudi o cotti, oppure per la conservazione in olio o aceto.

Carciofi cotti con pentola a doppio fondo: piccole porzioni di carciofo, private delle foglie più esterne, vanno lavate in acqua corrente e versate nella pentola a doppio fondo senza sgocciolarle. La pentola, chiusa con il suo coperchio, va posta su un forellino a fuoco lento. Raggiunta l’ebollizione, della poca acqua presente, si spegne la fiamma e si lascia a riposo per un’ora senza togliere il coperchio. Gli ortaggi cotti con questo semplice metodo esaltano il loro gusto originale permettendo un’ottima degustazione senza l’uso di condimenti.

Carciofi in pinzimonio o crudi: per questa semplicissima ricetta si utilizzano i carciofi più piccoli e teneri tagliati a piccole porzioni. Le parti di carciofo in precedenza lavate vanno condite con olio, sale e limone.

Carciofi lessi: i carciofi tagliati a fettine si versano in una pentola con poca acqua, a cottura avvenuta si condiscono con olio sale e limone.