Archivi tag: menopausa

Vampate in Menopausa? La soluzione è nella Soia

Bastano due porzioni al giorno di alimenti a base di soia per ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate di calore tipiche della menopausa. L’efficacia di questo legume, già suggerita da diversi studi, è stata definitivamente confermata da un’analisi dei risultati ottenuti in 19 diversi studi, pubblicata sulla rivista Menopause.

Il segreto della soia è nascosto negli isoflavoni, sostanze che svolgono un’azione simile a quella degli ormoni femminili, gli estrogeni. Proprio perché la menopausa è dovuta a una diminuzione della produzione di questi ormoni, la soia può essere un valido aiuto per contrastare i suoi sintomi.

Ma quali sono le quantità da assumere per poter ottenere dei benefici? Secondo gli autori dell’analisi sono necessari almeno 54 mg di isoflavoni al giorno per 6 settimane per ridurre circa del 21% la frequenza delle vampate e del 26% la loro intensità. Se, poi, almeno 19 mg corrispondono a genisteina – uno dei principali isoflavoni – i risultati ottenuti sono ancora migliori.

Ma la vera buona notizia è che la genisteina è l’isoflavone più abbondante nella soia e negli alimenti da essa derivati. Per questo l’approccio migliore per controllare il problema delle vampate potrebbe essere mangiare cibi a base di soia piuttosto che assumere pasticche di isoflavoni. Largo, quindi al latte di soia: per assumere 50 mg di isoflavoni basta berne due bicchieri. Per gli amanti del tofu, invece, la stessa quantità di questi nutrienti è contenuta in 200 grammi di prodotto.

(fonte www.benessereblog.it)

Piselli tante proteine di qualità con Poche Calorie

La pianta del pisello (Pisum sativum) può essere nana o rampicante, le foglie sono composte con i fiori bianchi o gialli, e i frutti, chiamati baccelli, caratterizzati dalla forma curva, contengono al loro interno i semi di colore verde (fino a dodici per baccello), che sono la parte commestibile della pianta. La provenienza non è molto chiara, ma sappiamo che la loro origine è sicuramente orientale. La tesi più avvalorata è che la loro origine sia la Mesopotamia, intorno al III millennio a.C. e che da qui sarebbero giunti nell’area mediterranea, entrando a far parte in modo stabile della dieta dei Greci e dei Romani. Oggi sono largamente coltivati in tutta l’Europa Centrale e in quella Meridionale, e sono diffusissimi in Italia, dove si possono trovare nelle varietà lisce o rugose, gialle o verdi, interi o sgusciati o spezzati. Insieme alle lenticchie, fagioli, ceci e la soia fa parte della famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), che hanno in comune una caratteristica, contengono un’elevata quantità di aminoacidi, al punto da essere i vegetali che ne sono più ricchi; sono carenti solo di metionina e cisteina che si trovano invece negli aminoacidi dei cereali, che a loro volta mancano di lisina, la quale è contenuta nei legumi. Per questo motivo legumi e cereali si completano a vicenda, dando origine a un contenuto proteico di alta qualità.

Il pisello è un ortaggio che ha una composizione nutrizionale molto interessante. Ricco di carboidrati, aminoacidi, fibre, vitamine e sali minerali, contiene invece una una modesta quantità di calorie (80 kcal ogni 100g). Il contenuto di carboidrati varia a seconda del grado di maturazione, minimo e con molta acqua all’inizio, alto e perfino altissimo quando è secco. Le fibre solubili sono tante, rappresentano circa il 4-6% del peso totale del pisello e sono molto  efficaci per i problemi intestinali e per la stitichezza;  è stato inoltre dimostrato che un’alimentazione a base di cibi ricchi di fibre solubili permette di ridurre i livelli di colesterolo e, restando più a lungo nello stomaco, stabilizzano la glicemia. Alto è anche il valore proteico dei piselli, maai quali mancano gli aminoacidi essenziali che si trovano però nei cereali, quindi usare il pane durante il pasto con i piselli è un modo di ottimizzare l’uso delle proteine. Anche le vitamine sono presenti nei piselli in notevole quantità, fra queste tutte le vitamine del gruppo B escluso la B12, la vitamina C e la vitamina E.
Essendo ricchi di vitamina C, rafforzano le difese naturali dell’organismo. I piselli non contengono colesterolo, e sono pertanto consigliati anche per chi soffre di alti valori di lipidi, contengono invece una modesta quantità di fitoestrogeni, generalmente usati per abbassare i sintomi della menopausa. Importante è anche l’elevato contenuto di minerali, ferro e fosforo in particolare, presenti in questi legumi. Contenendo poche calorie e assenza di colesterolo, i piselli, si rivelano un ottimo alimento per regimi dietetici che vogliono perdere peso, sono deliziosi e danno velocemente il senso di sazietà. Contengono meno amidi degli altri legumi e perciò sono assai più digeribili. Hanno un effetto benefico nella prevenzione di infezioni virali dell’intestino.
I piselli sono tra i legumi più comunemente consumati e sono di norma ben tollerati, ma in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie. (fonte www.florablog.it)

Menopausa e Climaterio concludono l’età Fertile

La menopausa non è una malattia, fa parte della vita di una donna, bisogna, dunque, imparare ad accettarla come una fase naturale che prima o poi arriva. Se impariamo a conoscerla, non ci sembrerà più un nemico acerrimo che bisogna combattere, ma un alleato da tenere a bada perché ci dia il meno fastidio possibile. La menopausa è l’ultima mestruazione della donna, preceduta da un periodo più lungo che si chiama climaterio e che inizia molti anni prima della fine di regolare ciclo.

Il climaterio è forse la fase più difficile da gestire, l’attività delle ovaie inizia a cambiare e con essa le mestruazioni possono diventare irregolari, ma non è certo solo questo, la scomparsa delle mestruazioni è solo il primo segnale. Tutto parte dall’attività ovarica e dunque del periodo fertile. L’età media del climaterio è compresa fra i 45 e i 55 anni.
L’esaurirsi degli ormoni femminili altera l’equilibrio della donna che caratterizza l’età fertile e che la protegge da molte malattie, fra cui quelle cardiovascolari. Estrogeni e progesterone influiscono su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali quali il cervello, il cuore, la pelle, il sistema nervoso, le ossa, gli organi genitali, il metabolismo dei grassi, la vita delle ossa.
Esiste anche la possibilità che la donna entri in menopausa precoce, si verifica prima dei 40 anni ed interessa circa l’1 per cento delle donne, si definiste “sindrome dell’ovaio resistente”, non è comunque uno stato definitivo, solo un momentaneo blocco dell’attività ovarica. Una buona terapia farmacologica potrebbe riportare ad una condizione normale.

La caratteristica principale della menopausa è l’infertilità della quale si è occupata un congresso di endocrinologia a Firenze, nel quale si è evidenziato che a 41 anni inizia una fase che si chiama “fertipausa”. Ed a proposito di fertilità e di coppie che si accorgono troppo tardi di voler aver un bambino, soprattutto quando l’orologio biologico non è più al pari dei desideri della donna, si è parlato di procreazione assistita che ha la possibilità di riuscire ad accontentare una coppia su sei di diventare genitore.

Il prof. Andrea R. Genazzani, presidente del 15° congresso mondiale dell’ISGE (International Society of Gynecological Endocrinology), ospitato in questi giorni a Firenze, spiega come la capacità procreativa si esaurisca circa un decennio prima della menopausa. Per sottolineare questo concetto gli esperti hanno coniato un neologismo, “fertipausa”. La prof.ssa Rossella Nappi, ricercatore presso il centro per la Procreazione Medicalmente Assistita dell’IRCCS Fondazione S. Matteo dell’Università di Pavia, toglie qualsiasi illusione alle donne che sperano di concepire per via naturale o artificiale, oltre i 42/43 anni, è possibile ma estremamente difficile.

Il congresso ha dedicato ampio spazio al tema della riproduzione assistita che negli ultimi anni ha subito un incremento notevole, anche in Italia nonostante la legge sia particolarmente restrittiva, non a caso ogni anno ancora circa 10.000 coppie decidono di rivolgersi all’estero, la Spagna è la principale meta, con un incremento notevole negli ultimi anni, a cui seguono Svizzera, Francia e ultimamente, per i costi più contenuti, i Paesi dell’Est Europa. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Menopausa: i rimedi Naturali

Per molte donne il cammino verso e attraverso la menopausa può essere difficile, accompagnato da sintomi spiacevoli, fisici, mentali ed emotivi.

Fluttuazioni ormonali, aumento del peso corporeo, sbalzi di umore, depressione, notti insonni, dolori articolari e vampate di calore sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano la cosiddetta sindrome premenopausa, ma che fortunatamente possono essere agevolmente controllati ed alleviati ricorrendo a vitamine e minerali che si possono assumere attraverso una sana e corretta alimentazione composta soprattutto da frutta e verdura.

E’ risaputo inoltre che il fabbisogno di alcuni nutrienti aumenta durante la menopausa, ed è spesso pertanto necessaria una loro integrazione specifica. Tra questi nutrienti si ricordano la vitamina D, il calcio, il magnesio e lo zinco.

Vitamina D. Il principale ruolo della vitamina D è il mantenimento di adeguati livelli plasmatici di calcio, in grado di proteggere le ossa dalla demineralizzazione e quindi prevenire l’osteoporosi.

E’ noto che durante la menopausa il processo di demineralizzazione delle ossa accelera enormemente, ed è proprio per questo che l’integrazione della dieta con vitamina D viene sempre raccomandata dalla maggior parte dei medici. Una quotidiana esposizione al sole assicura una buona dose di vitamina D.

Calciomagnesio e zinco. Il calcio rappresenta il principale minerale dell’organismo ed è presente in massima concentrazione nei tessuti duri delle ossa e dei denti.

Oltre ad un ruolo strutturale nella composizione delle ossa, il calcio svolge numerosi altri ruoli nell’organismo, tanto che una sua carenza può condurre, oltre che all’osteoporosi e ad un aumentato rischio di fratture ossee, a debolezza muscolare, palpitazioni cardiache, insonnia, irritabilità e fragilità delle unghie.

La perdita di calcio dalle ossa inizia in genere dopo i 30 anni di età, ed è particolarmente marcata nelle donne durante la menopausa. E’ per questo che la dieta dovrebbe essere arricchita con alimenti ad alto contenuto in calcio (tra i vegetali si trova in quelli a foglia verde, fagioli, soia, lenticchie, piselli e patate).

Per favorire l’assorbimento intestinale del calcio, è utile inoltre ricorrere ad un’integrazione con zinco e magnesio, quest’ultimo efficace anche ad alleviare l’instabilità di umore, l’irritabilità, nonchè i disturbi del sonno.

Il magnesio lo si trova nel mondo vegetale nelle verdure a foglia verde, frutta seccalegumi, funghi, cereali integrali e banane.

(fonte www.viveremeglio.it)

La Soia, Proprietà e Benefici

La Soia è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Originaria dell’Estremo Oriente, è arrivata in Occidente solo tra il XIX e il XX secolo.
La diffusione della soia e dei suoi vari derivati, quali latte, yogurt, miso, tofu e tempeh (il tempeh è più noto come “carne di soia”), si deve al gusto, alla leggerezza e alla digeribilità di questo legume, nonché ai molteplici benefici attribuiti al suo consumo.

La Soia: Proprietà Nutrizionali

La soia è ricchissima di proteine, oltre il 35%, e contiene il 20% circa di grassi (monoinsaturi, polinsaturi e fosfolipidi quali la lecitina). Come tutti gli altri legumi, ha buone quantità di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e ferro, e di vitamine del gruppo B.

La Soia: Benefici

Da diversi anni, la comunità scientifica mostra grande attenzione per gli effetti positivi che il consumo regolare di soia ha sul nostro organismo.
Tale interesse nasce da alcuni studi epidemiologici realizzati in passato sugli abitanti dell’estremo oriente, studi che evidenziarono come alcune patologie  fossero meno comuni negli orientali rispetto a quanto avveniva presso la popolazione occidentale.
Gli esiti di tali studi indussero gli scienziati a supporre che la ragione della minore diffusione di queste malattie andasse ricercata nella dieta tipica delle popolazioni testate, in particolare nel consumo della soia e dei suoi derivati.
Così, nel corso degli anni, sono stati realizzati numerosissimi studi per verificare sperimentalmente l’influenza positiva della soia sulla salute umana.

Si sono avute diverse conferme del fatto che il consumo regolare di questo legume sia correlato ad un abbassamento dei livelli di colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e, di conseguenza, alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.

Altri benefici confermati riguardano l’efficacia della soia contro i sintomi che accompagnano la menopausa (vampate di calore, formicolii, sudorazioni notturne, irritabilità).
Questo effetto si spiega con la sua ricchezza di fitoestrogeni, in particolare di isoflavoni. Infatti, i disturbi che caratterizzano la menopausa sono provocati proprio dalla carenza di estrogeni naturali, e i gli isoflavoni sono in grado di riequilibrare tale carenza, riportando gli ormoni ai livelli corretti.

La presenza di fitoestrogeni, inoltre, pare essere in grado di esercitare un effetto protettivo contro l’insorgenza di altre patologie connesse al calo della produzione di estrogeni, come l’osteoporosi.

Infine, non mancano le ricerche che hanno evidenziato come la presenza di prodotti alimentari a base di soia nella propria dieta possa ridurre il rischio di morte e di recidive nelle donne affette da carcinoma mammario. Sempre in chiave antitumorale, negli ultimi anni ha preso sempre più corpo la presenza di una correlazione tra il consumo di soia e la prevenzione del cancro alla prostata, di quello al colon e, più recentemente, anche di quello ai polmoni.

Latte e Germogli di Soia

Il derivato più diffuso di questo legume è il latte di soia. Rispetto al latte di mucca, quello di soia ha meno calorie, è privo di colesterolo e contiene una buona quantità di grassi insaturi, detti “grassi buoni”.

Ottimi anche i germogli di soia, ricchi di minerali, vitamine ed aminoacidi essenziali e indicati per aiutare l’organismo a drenare liquidi e tossine, per stimolare la produzione di collagene e di elastina, rendendo tonica e morbida la pelle, per contrastare la fragilità di capelli e unghie e per alleviare lo stress e la stanchezza. (fonte www.megliosapere.info/)

Soia per la salute e per l’ambiente

La soia salverà il mondo. O almeno è quel che spera l’ENSA, l’associazione dei produttori europei di alimenti naturali a base di soia, che avverte: i consumi della popolazione mondiale sono sempre più orientati verso una dieta di tipo occidentale, ricca cioè di carne e latticini. Se si continua così, entro il 2030 avremo bisogno di due pianeti per soddisfare la richiesta alimentare. Per scongiurare l’apocalisse, sostiene l’ENSA, basterebbe una lieve propensione verso una dieta più vegetariana. Il modo più semplice, e anche il meno noioso, per farlo, è scegliere la soia e i suoi derivati: hamburger, farina, latte di soia e tofu. C’è chi ne va addirittura matto. Tutti gli altri sappiano che oltre a far bene al pianeta può far molto bene anche agli uomini. E ancor di più alle donne. Per rendersene conto basta fare un giro a Okinawa, un gruppo di isole nel sud del Giappone, dove la durata di vita media delle persone è di 81,2 anni, la più alta del mondo, e i centenari sono un quinto della popolazione. L’incidenza di malattie come diabete, ictus, cardiopatie, cancro, osteoporosi è molto inferiore al resto del mondo e persino del Giappone. Ma indovinate un po’ qual è l’altro record di cui possono vantarsi da quelle parti? Il consumo di soia e derivati è il più alto del pianeta.

Gli isoflavoni di soia La soia è un legume come i fagioli, i piselli, i ceci e le lenticchie. Ma a differenza di questi, che sono originari dell’area mediterranea, è molto più digeribile. Contiene il 42% di proteine (il doppio della carne), molto ricche di amminoacidi essenziali, oltre a fosfolipidi (lecitina), glucidi, vitamine, minerali, fibre, saponine. E, soprattutto, isoflavoni, sostanze che presentano una struttura simile agli estrogeni e ne mimano le azioni fisiologiche. «Studiando le differenze dei regimi alimentari delle donne asiatiche con le occidentali», spiega il Dott. Rodolfo Milani, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi – Milano Bicocca e direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, «è emerso che in quelle orientali, e in special modo nelle giapponesi, un’alimentazione più ricca di soia e dunque di isoflavoni, determina un adattamento migliore allo squilibrio ormonale che si crea con la menopausa».

La soia per le donne in menopausa Quando la donna si avvicina al momento della menopausa, tra i 45 e 50 anni di solito, la produzione di ormoni femminili si riduce progressivamente, con il risultato di provocare disagi più o meno intensi come vampate di calore, sudorazioni notturne, formicolii, irritabilità, cambiamenti repentini di umore. «Ecco», continua il professor Milani, «gli isoflavoni possono sopperire alla loro mancanza, perché si legano al recettore degli estrogeni, formando un complesso recettoriale che funziona in modo simile». Studi comparativi hanno dimostrato che con circa tre mesi di terapia con isoflavoni, si hanno notevoli miglioramenti della sintomatologia, mentre i primi benefici iniziano a manifestarsi dopo un mese. I dosaggi raccomandati di questi estratti vegetali, che possono essere acquistati liberamente senza ricetta medica (ma è sempre meglio sentire prima il parere di uno specialista) variano tra 60 e 80 mg al giorno. In realtà, la stessa quantità la si può assumere anche attraverso un’integrazione alimentare di circa 60 g di soia al giorno. Ma gli integratori di isoflavoni, quando di buona qualità, consentono una maggiore precisione del dosaggio che si rispecchia in una maggiore costanza dell’effetto atteso. E soprattutto, assicura il dottor Milani, «non ci sono controindicazioni, anche perché l’azione di questi fitoestrogeni (<- link al glossario) è meno aggressiva ed evidente rispetto all’estrogeno naturale o a quello sintetico. Il problema, semmai, è che non sempre risolvono tutti i problemi, in ogni caso sono sempre utili».

La soia per le donne in età fertile Gli isoflavoni della soia possono essere utili anche alle donne più giovani, ben lontane dalla menopausa e che utilizzano la pillola anticoncezionale. «Durante i sette giorni di sospensione (per chi non lo sapesse, la pillola va assunta per 21 giorni di fila e poi si fa una pausa, ndr)», spiega il professore, «si verifica una caduta ormonale a livello ematico. Importante e rapida. Ecco, in quei sette giorni molte donne accusano cefalee fastidiose. Abbiamo somministrato questi isoflavoni alle pazienti qualche giorno prima dell’interruzione della pillola, e continuato a farlo per tutti e 7 giorni di non assunzione. Ebbene, abbiamo risolto in tutti i casi la cefalea». Per quanto riguarda gli altri supposti effetti preventivi degli isoflavoni di soia su osteoporosi, malattie cardiache e cancro, numerosi studi sono in corso e molti altri dovranno essere condotti e conclusi prima di poter dare una risposta seria e responsabile. Insomma, a Okinawa oltre che di soia potrebbero essere i maggior consumatori anche di qualche altro alimento “miracoloso”.