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Il Sole in Gravidanza

Come evitare il rischio “macchie solari” – il cosiddetto cloasma gravidico – e alcuni consigli pratici per godersi in tranquillità le vacanze, anche col pancione!

Sei in dolce attesa e non sai se rinunciare all’esposizione solare? La pelle in questo periodo è particolarmente delicata, e va quindi protetta con attenzione. In gravidanza, poi, il rischio “vene varicose” aumenta in modo considerevole nel caso un’esposizione sconsiderata ai raggi solari.
Rinunciare alle vacanze al mare o ai viaggi, allora? Sicuramente è bene fare attenzione, e selezionare attentamente mete e comportamenti: vediamo come.

Niente macchie sotto il sole!
Avrai forse sentito parlare del rischio “macchie scure” in gravidanza: si tratta del cosiddetto cloasma gravidico, un disturbo dovuto ai cambiamenti ormonali in atto in questi nove mesi. Durante la gravidanza aumenta infatti la produzione di melanociti (che contengono la melanina, responsabile dell’abbronzatura). Complici, appunto, i cambiamenti ormonali, a partire dal 4° mese è possibile la comparsa di macchie brune principalmente su zigomi, naso e fronte (i cambiamenti di pigmentazione interessano ad esempio anche l’areola mammaria, intorno ai capezzoli). Solitamente queste chiazze scompaiono naturalmente dopo il parto (solitamente entro 2-3 mesi). L’azione dei raggi solari, però, pur non essendo direttamente responsabile della comparsa delle macchie, aumenta la produzione di melanina da parte dei melanociti, rendendo quindi le macchie più frequenti e più evidenti.

Tra l’altro, l’abbronzatura può rendere più evidenti anche i segni delle smagliature, che insorgono frequentemente in gravidanza.

Ecco perché è bene esporsi al sole con le dovute precauzioni, utilizzando sempre un protettore solare con fattore di protezione molto alto (50+) ed evitando le ore più calde della giornata (meglio la mattina entro le 11 o il pomeriggio dopo le 16). L’uso di un cappello di cotone o paglia a tese larghe ti aiuterà a proteggere anche viso e spalle.

Gambe sempre in forma
La gravidanza rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie venose, soprattutto nelle donne che già presentano una certa familiarità per questi disturbi (che hanno, cioè, genitori o parenti stretti già colpiti da tali patologie). L’aumento degli estrogeni provoca, infatti, una dilatazione delle piccole arterie, che diventano spesso più visibili anche ad occhio nudo; stanchezza, senso di pesantezza e tensione agli arti inferiori, formicolii notturni sono sintomi comuni tra molte donne incinte.

L’esposizione al sole, soprattutto per periodi troppo lunghi o con temperature troppo elevate, tende ad amplificare questi disturbi, perché i raggi solari provocano un impoverimento del tessuto sottocutaneo, che viene sostituito da tessuto fibroso, poco elastico, che a sua volta favorisce una maggiore sporgenza delle vene verso l’esterno.

Che fare, quindi? Anche in questo caso, meglio evitare la spiaggia durante gli orari più caldi della giornata, e fare lunghe camminate sul bagnasciuga per favorire la circolazione. Altri sport consigliati per avere gambe in forma anche in dolce attesa? Nuoto, danza, acquagym.

Qualche consiglio in più

  • Evita di nuotare in acqua troppo fredda – il freddo stimola le contrazioni
  • Non sforzarti troppo: dai la preferenza alle attività fisiche più dolci, perché in gravidanza hai meno energia, ed è facile stancarsi
  • Cerca di limitare gli spostamenti troppo lunghi, in macchina o in aereo, che ti obbligano a stare seduta o ferma troppo a lungo; in viaggio, comunque, indossa abiti e scarpe comodi, che favoriscono la circolazione del sangue
  • Informati sulle strutture sanitarie a disposizione nel paese in cui ti recherai in vacanza: evita le zone a rischio malaria, così come i paesi in cui sono necessarie le vaccinazioni (quasi sempre controindicate per le donne incinte).

(Fonte www.benvenutosole.it)

Il Sole e la pelle, consigli d’uso

La pelle ed il sole, un binomio che già da queste giornate di primavera comincia a far parlare di se. Occorre prepararsi all’abbronzatura affinché sia quanto più perfetta e bella possibile e per farlo bisogna prestare attenzione ad alcune norme generali e ben note circa l’esposizione al sole.
L’indagine statistica My Skincheck ha evidenziato come il 56% degli italiani sia perfettamente consapevole dei danni dell’esposizione solare sulla cute, in primis, il rischio aumentato di contrarre un tumore della pelle. Per questo l’86% degli intervistati usa la crema protettiva. Eppure tanti sono gli errori che ancora si commettono nell’esporsi al sole ed altrettanti i luoghi comuni diffusi al riguardo.

Le donne si scottano al sole
Paradossalmente infatti, secondo la campagna My Skincheck, sono le donne (fototipo chiaro) tra i 40 ed i 50 anni a scottarsi maggiormente nel tentativo di abbronzarsi, anche se utilizzano con regolarità la protezione solare: è questa infatti l’età in cui si presta maggiore attenzione allo sviluppo di rughe e macchie cutanee, visto che è anche l’epoca in cui si manifestano e, si sa, l’abbronzatura selvaggia è uno dei fattori scatenanti. Queste donne usano anche cappelli ed altri accessori dell’abbigliamento in grado di proteggere la cute dall’aggressività dei raggi ultravioletti. E allora perché si scottano? Probabilmente perché il modo in cui si proteggono non è corretto rispetto al tipo di pelle.

I consigli del dermatologo per proteggere la pelle al sole
Spiega Gian Marco Tomassini, coordinatore del Gruppo Melanoma dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi): “È sempre importante ricordare di applicare la protezione solare durante tutta l’esposizione (e non solo all’inizio ndr) oltre che utilizzare un fattore di protezione adeguato. Ma non bisogna dimenticare altri accorgimenti: la protezione solare, va applicata prima dell’esposizione su tutto il corpo, prestando attenzione anche alla nuca e al dorso del piede e l’applicazione va ripetuta più volte nel corso della giornata e dopo i bagni.” Nei primi giorni di esposizione, è importante non superare i 30 minuti: occorre abituare la cute. Soprattutto è importante evitare di mettersi al sole tra le ore 12,00 e le ore 16,00. Bere ed idratarsi adeguatamente farà bene alla pelle ed aiuterà anche a prevenire il colpo di sole: la pelle va idratata da dentro e da fuori, con l’applicazione di una buona crema idratante a fine giornata dopo la doccia. Non bisogna infine dimenticare che la pelle è esposta al sole anche quando siamo in città, indaffarati nelle faccende quotidiane: è importante proteggere la pelle già da queste giornate primaverili in cui il sole si fa più intenso.

(Fonte salute.pourfemme.it)