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Diabete, i Rimedi Naturali per la Prevenzione

Il diabete è una malattia causata dalla scarsa produzione di insulina da parte del pancreas e da una maggiore resistenza delle cellule nei confronti di questa sostanza, che può condizionare la vita di chi ne soffre. Tra i principali fattori di rischio ci sono gli elevati valori della glicemia. Oltre a una vita e un’alimentazione sana, per prevenire il diabete possono essere utili alcune erbe, che aiutano a ridurre i livelli della glicemia

Per il loro effetto di abbassamento dei valori di glicemia, i rimedi naturali per prevenire il diabete sono l’olivo (Olea europea) conosciuta anche perchè fa diminuire i livelli di colesterolo e dei trigliceridi. Se ne consigliano 20 gocce di macerato glicerico in poca acqua (circa un dito) tre volte al giorno prima dei pasti. È utile anche il roco (Rubus fructicosus), usato pure per far calare la pressione arteriosa; ne vanno prese 20 gocce di macerato glicerico in un dito d’acqua tre volte al giorno prima dei pasti.

Per un’azione preventiva completa si consiglia l’assunzione di 10 gocce di macerato glicerico di olivo, di roco e di noce insieme in un dito di acqua tre volte al giorno prima dei pasti. Anche la cannella riduce la glicemia postprandiale, il suo consumo sotto forma di polvere è raccomandato sui dolci, ma anche come spezia sulle normali pietanze. Anche il tè verde favorisce l’abbassamento della glicemia, se ne raccomandano due tazze al giorno a tutte le persone a rischio o il consumo durante i pasti.

Il rimedio naturale considerato più efficace per ridurre la glicemia e limitare gli effetti nocivi sull’organismo è la ginema, che proviene dalla medicina ayurvedica e cinese, abbassa questo valore e favorisce il metabolismo degli zuccheri, riducendone l’assorbimento da parte dell’intestino. Agisce anche sulla riduzione di voglia di dolce. Può essere preso in capsule di estratto secco, che si trova nelle farmacie specializzate in fitoterapia cinese e ayurvedica, e sempre su prescrizione medica. Il dosaggio può oscillare da 500 mg a oltre 1000 mg al giorno, a seconda dei livelli di glicemia.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Riso Bianco Aumenta il rischio di Diabete di tipo 2

Il riso bianco aumenta il rischio di diabete di tipo 2. A rivelarlo un recente studio pubblicato sul British Medical Journal, una meta-analisi di quattro ricerche, due condotte nei Paesi orientali, in cui si consuma tutti i giorni riso bianco, due nei Paesi occidentali in cui a prevalere nella dieta, anche se assunto meno regolarmente, è pur sempre il riso bianco rispetto a quello integrale.


Consumare 158 grammi di riso bianco al giorno accresce dell’11% il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2. Il nostro metabolismo, infatti, tende a convertire rapidamente il riso bianco in zuccheri, alzando l’indice glicemico. I livelli di glucosio nel sangue salgono rapidamente e scendono altrettanto velocemente, causando non pochi problemi a chi è già diabetico.

Inoltre, il senso di sazietà dura poco, il che ci spinge a mangiare più di quanto dovremmo, accrescendo il rischio di obesità, legata a sua volta al diabete. Un circolo vizioso, dunque. Senza contare che rispetto al riso integrale, il riso bianco contiene meno fibre, magnesio e vitamine. Nutrienti che secondo gli esperti potrebbero svolgere funzione protettiva proprio contro il diabete di tipo 2. (fonte www.benessereblog.it)

Il Topinambur per regolare il tasso di Glicemia

Il Topinambur, è un tubero di colore biancastro e dalla polpa carnosa. Ha una consistenza simile a quella della patata ed un sapore delicato e dolce simile a quello del carciofo.

E’ conosciuto anche con tanti altri nomi: tartufo di canna, patata del Canada, carciofo di Gerusalemme e pera di terra. Originario dell’America del Nord e del Canada, venne introdotto in Italia solo nel 1600.

Contiene vitamine, fosforo, magnesio, ferro e ha anche un altissimo contenuto di inulina, una fibra altamente solubile che aiuta a regolare il tasso di glicemia e a riequilibrare la flora intestinale. Può essere consumato crudo in insalata oppure cotto, come fosse una patata, lesso o fritto o ridotto in purea. Nella cucina piemontese è utilizzato sia per la fonduta che per la bagna cauda.

Al momento dell’acquisto i tuberi devono essere sodi e senza ammaccature. Si conservano in frigorifero fino ad una settimana, se messi nel cassetto della verdura dentro sacchetti di carta. (fonte www.freshplaza.it)

Trigliceridi e Glicemia: combatterli con le Spezie

È innegabile che un’alimentazione scorretta dal punto di vista dell’apporto calorico e della tipologia di alimenti possa arrivare a portare i livelli di glicemia e trigliceridi, nonché di colesterolo, a salire in maniera pericolosa nel nostro sangue. Spesso volentieri si tratta di un “problema” derivante dal condimento che utilizziamo. In questo, ci possono venire in aiuto le spezie: sostanze in grado di dare sapore alle nostre vivande senza per questo utilizzare troppo sale.

Le spezie non servono semplicemente ad insaporire di cibi privi di stabilità, ma possono avere funzioni antibatteriche e conservanti, motivo per il quale questi elementi non dovrebbero mai mancare in cucina. Uno studio condotto dalla Penn State University ha dimostrato come le spezie siano inoltre in grado di debellare gli effetti negativi di un pasto ricco di grassi incrementando le attività antiossidanti dell’organismo e diminuendo al contempo la risposta insulinica portando un abbassamento della glicemia.

È stato constatato che spezie come la curcuma e come la cannella in particolare possono incrementare di almeno il 13% l’attività antiossidante nel nostro organismo ed essere in grado di diminuire almeno del 20% la risposta insulinica del corpo. Spiega la professoressa Sheila West, coordinatrice della ricerca:

Di norma, quando si mangia un pasto ricco di grassi, si finisce con l’avere alti livelli di trigliceridi, un tipo di grasso che si trova nel sangue. Se questo accade troppo spesso, o se i livelli di trigliceridi si alzano troppo, il rischio di malattie cardiache è aumentato . Abbiamo trovato che l’aggiunta di spezie a un pasto ricco di grassi ha ridotto la risposta dei trigliceridi di circa il 30 per cento, rispetto a un pasto simile, senza aggiunta di spezie.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista di settore Journal of Nutrition e dimostrano, al contempo, nell’utilizzo di spezie sia in grado di ridurre anche lo stress ossidativo, una delle principali cause dell’invecchiamento e delle infiammazioni croniche. (fontewww.medicinalive.com)