Archivi tag: fumo

Smettere di Fumare Mangiando Frutta e Verdura

Altro che cibo spazzatura, bastoncini di liquirizia e gomme da masticare, i migliori comfort foods quando si smette di fumare sono frutta e verdura. Scettici? Beh, in effetti è ancora in parte da dimostrare.

smettere di fumareLo studio che associa il maggior consumo di frutta e verdura alla riduzione della dipendenza da nicotina, pubblicato su Nicotine and Tobacco Research, è infatti basato su semplici deduzioni tratte da questionari somministrati ad un campione di mille fumatori. Pochi dati, perdipiù superficiali, e pochi fumatori per giungere a conclusioni.
Tuttavia vale la pena approfondire quanto scoperto perché se davvero la chiave per smettere di fumare fosse nascosta in frutta e verdura avremmo trovato un metodo sano al quadrato per liberarci dal vizio delle bionde.

I ricercatori della UB’s School of Public Health and Health Professions hanno scoperto che chi consuma più frutta e verdura ha il triplo delle probabilità di resistere alla tentazione di fumare per almeno trenta giorni e come sappiamo i primi giorni in cui si smette sono determinanti, i più difficili. C’è di più: anche tra i fumatori il maggior consumo di frutta e verdura è stato associato ad enormi vantaggi: ad esempio ad un numero inferiore di sigarette fumate nel corso della giornata. Inoltre chi consumava più porzioni di frutta e verdura tendeva ad aspettare maggiormente al mattino, dopo il risveglio, prima di accendersi la prima sigaretta della giornata.

Non si sa ancora da cosa dipendano questi benefici. Probabilmente la frutta e la verdura, ricche di fibre, aumentano il senso di sazietà e fanno avvertire con minore frequenza ed intensità il desiderio di sostanze di conforto come la nicotina o ancora potrebbero agire direttamente sulla dipendenza, riducendola. Vedremo se ulteriori ricerche confermeranno quest’ulteriore beneficio di frutta e verdura… di certo c’è che aumentare le porzioni di frutta e verdura e ridurre il numero di sigarette male non ci farà.

(Fonte www.benessereblog.it)

Danni al Cuore per l’uomo causati dalle Bevande Zuccherate

Le bibite zuccherate rappresentano, secondo uno studio statunitense, un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie a carico del cuore, soprattutto, negli uomini. Recenti ricerche hanno sottolineato quanto alcuni cibi, come la carne rossa, possano essere pericolosi per la salute in generale; secondo i ricercatori l’attenzione deve essere indirizzata anche sulle bevande. Il consumo quotidiano ed anche esagerato di queste ultime provoca delle alterazioni dei livelli dei principali elementi presenti nel sangue e collegati con la salute del cuore.

Lo studio, “l’Health Professionals follow-up study” durato 22 anni, è stato condotto dai ricercatori dell’università di Harvard e guidato dal dottor Frank B. Hu, docente di nutrizione ed epidemiologia dell’Harvard School of Public Health a Boston. Gli scienziati hanno coinvolto 42.883 uomini con un’età compresa tra i 40 ed i 75 anni, operatori sanitari che lavoravano proprio presso l’Health Professionals. Dal 1986 al 2008 i volontari sono stati seguiti e monitorati dagli esperti, tenendo conto di ogni singolo stile di vita: il tipo di alimentazione, i vizi, alcune abitudini. Quindi è stato valutato anche l’uso di alcol, di fumo, di cibi e bevande zuccherate (sia gassate che alla frutta), ma anche la presenza di patologie cardiache in famiglia e di una vita sedentaria. Durante tutto il periodo preso in considerazione i ricercatori hanno monitorato i volontari tramite esami e questionari ogni due anni. I risultati della ricerca, pubblicata su ‘Circulation’, sottolineano quanto l’uso di bevande dolci possa aumentare il rischio di danni al cuore degli uomini: consumandone almeno una al giorno la percentuale di insorgenza di una patologia cardiaca si aggira intorno al 20%, valore che sale proporzionalmente al numero di bibite consumate al giorno (del 42% per due al dì e, addirittura, del 69% per tre e più).

Gli studiosi americani sono giunti a questi risultati monitorando i volontari sia seguendoli, mediante questionari, nell’alimentazione, sia, contemporaneamente, misurando alcuni parametri biologici importanti presenti nella circolazione sanguigna. Importanti sono i livelli dei lipidi come il colesterolo buono (HDL) e dei trigliceridi, di specifiche proteine, come la C- reattiva, e di indicatori di patologie cardiache. Tramite una serie di esami gli esperti hanno notato un’alterazione di tutti questi fattori nel caso di continuo uso di bevande dolci: i livelli di proteina C- reattiva (indicativa della presenza di un processo infiammatorio in atto nel sangue e rappresenta un campanello d’allarme per un rischio cardiovascolare) e di trigliceridi sono più alti rispetto alla norma, mentre quelli dell’HDL sono più bassi. Questa ricerca, insieme alle altre che sono state condotte recentemente sui cibi come la carne rossa, non vogliono sottolineare l’eliminazione completa di questi alimenti e bevande dalla nostra alimentazione, ma mettono in guardia su quali possono essere i rischi in caso di eccessivo uso. (fonte www.tantasalute.it)

L’Alitosi è un disturbo diffuso e fastidioso, qualche Consiglio per Eliminarlo

L’alitosi è un disturbo estremamente diffuso, quanto mai fastidioso e anti-sociale, talvolta transitorio (può capitare a tutti di alzarsi con l’alito pesante ogni tanto), ma spesso permanente, quasi una caratteristica individuale. Cosa si può fare per prevenirlo o almeno alleviarlo? Bisogna necessariamente agire su più fronti, a cominciare dalla bocca, dall’igiene orale e dentale.

Lavarsi i denti tre volte al giorno è il primo passo, ma non è sufficiente. Intanto, per effettuare una pulizia scrupolosa, bisognerebbe preferire lo spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, che oltre ad essere consigliato dagli igienisti dentali, è anche molto più comodo da usare una volta che ci si è abituati

Ma non è finita qui, l’igiene va completata con il filo interdentale e con l’uso di un buon colluttorio.

Naturalmente, poiché il cattivo odore del cavo orale potrebbe essere originato da qualche carie nascosta, è indispensabile recarsi dal dentista almeno una volta all’anno per un controllo sulla salute di denti e gengive.

Veniamo all’alimentazione. Probabilmente tutti saprete che esistono cibi particolarmente sconsigliati quando ci sia già una tendenza all’alitosi, come l’aglio (specialmente crudo) e la cipolla, ma è soprattutto un pregresso problema di digestione che può determinare il disturbo.

Malattie come la gastrite, ad esempio, favoriscono l’alitosi, per questo è necessario curarla per bene da un bravo specialista. Mangiare frutta e verdure carnosi e crudi, però, può aiutare a purificare l’alito, come ad esempio le mele, o i finocchi, questi ultimi hanno anche un buon effetto digestivo e carminativo. Ancora, un classico consiglio è quello di masticare foglie di menta, di salvia o chicchi di caffè, me forse una delle prime cose da fare, se si soffre di alito cattivo e si è anche fumatori, è proprio dire stop alle sigarette.

La puzza del fumo è infatti terribile, e inoltre tende anche a macchiare e ingiallire lo smalto dei denti, guastando la bellezza del sorriso. Un altro accorgimento per ridurre i rischi di alitosi è quello di fare piccoli spuntini ogni tanto, magari sgranocchiare una carota o appunto un finocchio, una bella mela croccante, perché il digiuno prolungato aumenta l’attività dei batteri della bocca. Infine, evitare gli alcolici che fermentano e gli alimenti troppo elaborati o speziati per lo stesso motivo, è un grande aiuto, e inoltre farà bene anche al vostro stomaco. Insomma, qualche semplice consiglio facile da seguire, per contrastare questo antipatico disturbo! (fonte salute.pourfemme.it)

Colesterolo più basso con una dieta ricca di Fitosteroli

Diete light, con pochi grassi di origine animale, e molto sport. Questa è ormai da qualche anno la ricetta per combattere il colesterolo e soprattutto per mantenerne bassi i livelli. La ricerca scientifica, però, continua a fare passi avanti ed ha evidenziato, tra i vegetali, dei prodotti particolarmente adatti a un regime alimentare anticolesterolo. Quali sono? I vegetali contenenti fitosteroli, ovvero molecole di natura sterolica presenti nelle piante. 

Fitosteroli contro il colesterolo.  

Sono due le principali azioni svolte dai fitosteroli. La prima è quella di influenzare il bilancio Th1/Th2 (cellule T-helper del sistema immunitario) e poi, la seconda, di tenere basso il colesterolo. Li possiamo reperire in alcuni ortaggi come cavoli e broccoli, olive nere, frutta esotica e frutta con il guscio, tutti alimenti di consumo comune che forse abbiamo bisogno di integrare con un po’ più di consapevolezza. Questa consapevolezza arriva da un interessante studio pubblicato on line su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases.

Gli esperti hanno notato che l’assorbimento del colesterolo nell’intestino diminuiva, così come i livelli del LDL, il colesterolo cattivo, con l’aumentare dei fitosteroli introdotti con la dieta. Ma quanti dobbiamo assumerne per avere dei reali risultati? La popolazione occidentale ne acquisisce circa 250 mg al giorno e sono troppo pochi.  È consigliabile il doppio e ovviamente una selezione accurata degli alimenti. In questo modo c’è la possibilità anche di far scendere il proprio colesterolo del 10/15 per cento. Attenzione però a non esagerare, perché questi cibi sono anche ricchi di grassi mono e polinsaturi che contribuiscono a ridurre la colesterolemia.

Se il colesterolo è il nemico pubblico numero uno della salute è anche un nemico invisibile, che non dà alcun tipo di segnale. Per questo motivo forse, gli italiani non sono molto preoccupati di mantenere i valori nei parametri consigliati. Secondo l’Istat, infatti, il 20 per cento delle persone non ha mai controllato la colesterolemia e solo chi ha avuto un infarto o un ictus sembra essere interessato alla dieta e al consumo di grassi. Il test per il colesterolo è molto semplice: basta un piccolo prelievo del sangue.

Potete anche andare in farmacia è fare un test ancor più piccino: un buchino sul dito e una goccia di sangue per avere almeno un parametro indicativo. Il colesterolo dovrebbe rientrare sotto i 200 mg/dl. Come saprete esistono poi due valori uno è l’HDL, considerato quello buono, e deve essere più alto, dell’altro, l’LDL. Quest’ultimo è il responsabile delle placche nelle arterie, che possono quindi provocare infarti, ictus e altre malattie cardiovascolari.

La dieta per abbassare il colesterolo

Per abbassare il colesterolo possiamo, come consigliato prima, consumare prodotti contenenti fitosteroli, quindi tantissima frutta e verdura.  Bisogna evitare i grassi saturi, quelli derivanti dagli animali (soprattutto la carne rossa, i condimenti come il burro o la panna) e i cibi pre-confezionati. Attenzione poi alle cotture: no ai fritti, ma anche ai semplici soffritti. Preferite l’utilizzo di grassi vegetali, come l’olio, che va però dosato e usato a crudo. Ma la dieta non è sufficiente e spesso non è neanche l’unica causa.

Ci sono, infatti, altri fattori da considerare, come il movimento. Fare un po’ di sport aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo: tende ad aumentare l’HDL, mantenendo basso l’LDL. Inoltre, l’attività fisica riduce gli effetti di un’alimentazione scorretta e aiuta a seguire uno stile di vita più salutare. A proposito di stile di vita, anche il fumo è un vizio che va assolutamente evitato perché aumenta in modo esponenziale la produzione di radicali liberi che danneggiano le LDL. Ma c’è di più. Le sigarette aumentano anche i livelli di fibrinogeno, che a loro volta contribuiscono la formazione di grumi e ostruzioni. (fonte www.dietaland.com)