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Con Lavander riparti di slancio

Combatti efficacemente spossatezza e tensioni dell’inizio della primavera, ma anche emicrania e cervicalgie con questo fiore californiano 

Fin dall’antichità la lavanda dalle spighe violette è stata apprezzata per le sue proprietà rilassanti, sedative e antisettiche. Con le infiorescenze della lavanda si prepara Lavender, un fiore californiano dall’effetto benefico in tutti i casi di calo di energia e stati di affaticamento conseguenti a stress e iperattività. Il rimedio è indicato, in particolare, per le persone che tendono a farsi completamente assorbire dal lavoro o dallo studio al punto da ritrovarsi senza più energie. Questa tensione prolungata provoca spesso forti emicranie, dolori e contratture ai muscoli del collo, della nuca e della schiena, cervicalgie, rigidità articolari, insonnia con difficoltà a “lasciarsi andare” al sonno e cali di vista. Il fiore californiano Lavender modera l’iperattività e insegna a prestare attenzione alle naturali esigenze di riposo del corpo.

Come utilizzare Lavender

Versare 4 gocce del fiore californiano Lavender in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua naturale. Bevi 4 gocce 4 volte al dì, lontano dai pasti, per 3 settimane.

Per i bimbi: li aiuta a “dosare” le energie

Certi bambini sprecano troppa energia gettandosi a capofitto nei giochi, negli sport o nello studio, o rimanendo “incollati” per ore davanti alla televisione, alla playstation… Un tale eccesso di stimoli può provocare irritabilità e nervosismo accompagnati da mal di testa, occhi arrossati o difficoltà di concentrazione. In questi casi, Lavender si conferma un ottimo rilassante naturale.

Come fare

La posologia di Lavender è la stessa degli adulti (4 gocce 4 volte al giorno), ma per i bambini può essere più comodo diluire le gocce in acqua o succo.

(Fonte http://www.riza.it)

Alla scoperta degli Oli Rivitalizzanti

Petit grain e muschio sono gli oli essenziali giusti per tonificare il sistema neurovegetativo e 
dissolvere allergie, stanchezza, stress e irritabilità

Olio essenziale di petit grain

Con l’avvicinarsi della primavera, una ventata di energia ci attraversa, preparando il nostro organismo al rinnovamento. Il movimento di rinascita delle forze vitali può però rivelarsi anche troppo stimolante per chi esce da un inverno stressante, perché l’abbondanza di adrenalina, aldosterone e cortisolo prodotti dalle ghiandole surrenali per permettere al corpo di adattarsi velocemente alle nuove condizioni stagionali, può interferire con le funzioni immunitarie, riacutizzando i sintomi allergici nelle persone predisposte.

Per sostenere l’impatto dell’energia primaverile possiamo usare un olio essenziale dalle qualità rilassanti, antiallergiche e immunomodulanti: il petit grain. Ricavato dalla scorza dei piccoli frutti immaturi del solare arancio, il petit grain possiede un’azione a un tempo tonificante e calmante sul plesso surrenale, modulandone la risposta allo stress. Fresco e delicato, l’ olio essenziale di petit grain è l’ideale per restituire all’organismo una calma energia, dissolvere la sensazione di affaticamento e recuperare chiarezza mentale, cancellando dal corpo e dalla mente irritabilità, tristezza e nervosismo.

Ideale per il massaggio

Per attenuare la risposta allergica, basta diluire 6 gocce di olio essenziale petit grain in un cucchiaio d’olio di jojoba e massaggiare delicatamente in senso orario la zona del plesso solare, risalendo con un movimento a spirale fino all’altezza del cuore.

L’olio esenziale di muschio quercino

La brusca inversione energetica che si ha all’inizio della primavera produce un impatto evidente su tutta la natura, e l’uomo non fa eccezione. Ma se per alcuni ha l’effetto di alleggerire l’umore e risvegliare le fantasie, su altri le fluttuazioni ormonali tipiche del periodo incidono sul delicato equilibrio del sistema neuroendocrino, perturbandolo. Il problema è particolarmente sentito dalle donne che, spesso in questo periodo vedono aumentare i disordini del ciclo, con l’accentuazione delle sindromi premestruali, astenia, caduta dell’umore e calo libidico. Il rimedio adatto a risolvere questi problemi è l’ olio essenziale estratto da un muschio che cresce sui tronchi delle querce, ricoprendole di morbido velluto verde cupo: il muschio quercino. Usato nell’antichità per il suo effetto antidepressivo, tonificante e afrodisiaco, l’ olio essenziale di muschio quercino contiene sostanze che mimano l’effetto dei feromoni secreti da ghiandole particolari presenti nei mammiferi, che giocano un ruolo importante come modulatori della funzione sessuale.

Il suo profumo rilassante è un ottimo rimedio per l’ansia, le palpitazioni, l’insonnia e i disturbi gastroenterici e premestruali, perché tonifica il sistema neuroendocrino.

Come si utilizza l’olio

Per prevenire i disturbi ormonali primaverili diluisci 4 gocce di olio essenziale di muschio quercino in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggia mattina e sera il centro della fronte e anche l’addome, quattro dita sotto l’ombelico, con un movimento circolare fino a completo assorbimento.  (fonte www.riza.it)

Il Succo di Erba di Grano per Purificarsi e fare il pieno di Energia

Spesso la vita di tutti i giorni ci toglie energia? Non è solo quello che mangiamo, ma anche lo stile di vita quotidiano a influenzare le nostre forze e la nostra concentrazione. L’inquinamento, lo stress, l’esposizione a mezzi elettronici, come computer e telefonino, possono disturbare il benessere psicofisico. Per contrastare questi problemi, potrebbe essere utile bere del succo di erba di grano.

Il succo di erba di grano dà energia e al tempo stesso purifica il corpo da eventuali tossine e colma le carenze nutritive. Questo prodotto non è certo una novità moderna, quanto una scoperta degli antichi. Ha la caratteristica di fornire molte sostanze importati, come le fibre, che aiutano il transito intestinale, le proteine, gli enzimi e gli aminoacidi, molti sali minerali come ferro, calcio, potassio, magnesio.

Fa bene anche per conservarsi giovani e con un aspetto luminoso, perché contiene antiossidanti e vitamine (A, C, B12 ed E) che lo rendono uno dei cibi più nutrienti al mondo. Ma c’è di più. L’alto contenuto di clorofilla, ricordiamo che stiamo parlando di un’erba, aiuta l’organismo a depurarsi in modo naturale. Per evitare che il prodotto sia troppo trattato e che di conseguenza perda le sue qualità, il consiglio è di bere solo succo concentrato di erba di grano fresca. Lo trovate in vendita, in molte farmacie e soprattutto nelle erboristerie. E’ ovvio, esiste anche in polvere e in capsule.

Come abbiamo precedentemente detto, questo succo è importante per il benessere fisico: toglie il senso di fatica e può aiutare in quei periodi in cui è necessaria una maggior concentrazione mentale, per esempio quando si è in fase d’esame. Si può assumere anche in un momento molto speciale della vita, la gravidanza e l’allattamento. Spesso le donne in attesa sono un po’ carenti di ferro e il succo le aiuta a integrare e, inoltre, stimola la montata lattea e rende il latte più ricco di sali minerali.

Fa anche dimagrire? Come tutti i prodotti, da solo ovviamente non può fare miracoli, ma associato a una dieta equilibrata e a un po’ di ginnastica, favorisce un metabolismo più attivo e migliora la circolazione. Infine, colma quelle carenze che spesso sono causate dalle diete stesse, soprattutto se elaborate con il metodo del fai-da-te. (fonte www.dietaland.com)

I Miracoli della Frutta

LA FRUTTA VA MANGIATA IN MODO CORRETTO

Tutti pensiamo che mangiare frutta significhi comprarla, sbucciarla, affettarla e portarla alla bocca. Ma non è così semplice e banale. E’ importante sapere come e quando mangiarla. La prima regola è di non mangiarla mai a fine pasto, ma sempre a stomaco vuoto. Se voi imparerete a mangiare tanta frutta, e a farlo nel modo corretto, essa giocherà un ruolo basilare nella detossificazione del vostro sistema corporale, e metterà a vostra disposizione una enorme quantità di energia utile a farvi perdere eventuale sovrappeso e a condurre al meglio tutte le altre migliorie corporali.

NELLA FRUTTA STA IL SEGRETO DELLA BELLEZZA E DELLA SALUTE

TRE GIORNI A SOLA FRUTTA PER UNA BELLA RIPULITA INTERNA

Si può sempre optare per un semidigiuno di 3 giorni a sola frutta per una ripulita del corpo. Basta consumare solo frutta e succo di frutta fresco da mattina a sera, per 3 giorni, e sarete sorpreso dai vostri amici e dai vostri familiari, che si accorgeranno di quanta salute radiante emetta il vostro viso!

QUALI I MIGLIORI FRUTTI? KIWI E MELE SONO QUIALCOSA DI SPECIALE.

Il kiwi è piccolo ma potente e concentrato. Ottima fonte di potassio, magnesio, vitamina-E e fibra. Il suo contenuto di vitamina-C è doppio rispetto all’arancia. Una mela al giorno tiene lontano il medico di torno? E’ verissimo. Sebbene sia bassa in vitamina-C è dotata di antiossidanti e di flavonoidi che, al pari dell’acido ascorbico, abbassano il rischio di cancro al colon e di cardiopatie.

ARANCE E FRAGOLE NON SONO DA MENO

Le fragole sono frutti protettivi, dotate come sono di poteri anti-ossidanti e di azione specifica contro quei radicali liberi che causano intasamenti vascolari e infiammazioni. L’arancia rappresenta quanto di meglio esista. Trattasi di medicina dolce e naturale. Una manciata di arance al giorno azzera raffreddori e riniti, abbassa il colesterolo, previene e dissolve i calcoli renali e annulla il rischio di cancro intestinale.

ANGURIE E MELONI PER DELIZIARCI, PER TRONCARE LA NOSTRA SETE E PER RICOSTITUIRE LA NOSTRA CARICA IMMUNITARIA

L’anguria rappresenta quanto di meglio esista per soddisfare la sete. Composta del 92% di acqua, è anche confezionata dalla natura con una dose gigantesca di glutatione, basilare per dare la carica al sistema immunitario. E’ anche una fonte-chiave di licopene, il maggior anti-ossidante e anti-cancro previsto in natura. All’anguria non mancano ovviamente vitamina-C, potassio e tanta preziosa acqua biologica per ricambiare le nostre acque stagnanti. I meloni sono da considerarsi suoi ottimi e deliziosi cugini. Frutti speciali, rigorosamente non mescolabili ad altri cibi.

GUAVA E PAPAIA MAGGIORI FORNITORI DI VITAMINA-C

Guava e papaia meritano lo scettro per la vitamina-C, essendo di gran lunga i frutti che ne contengono di più. Il guava è anche ricco di fibra vegetale, indispensabile a prevenire fenomeni costipativi. La papaia contiene pure carotene, utile per gli occhi, e la famosa papaina, fantastica per aiutare la digestione.

LATTE DI MAMMA ED EVENTUALI INTEGRAZIONI COI SUCCHI DI FRUTTA

Non credo si debba dare a un bambino alcun cibo oltre al latte della mamma nel primo anno di vita, quando la mamma sia sana, ben nutrita e produca latte sufficiente e di buona qualità. Ma, nei casi che il latte sia insufficiente o non gradito totalmente dal bimbo, le cose cambiano. In tal caso, l’alternanza tra latte di mamma e succo fresco di frutta, ha sempre portato a risultati spettacolari, molto migliori di quelli in cui si è fatto ricorso a integrazioni con latte di altri animali.

Succo fresco di arancia, di pompelmo, di limone, di lime, di ananas, di pera, di susina, di albicocca, di nettarina, di ciliegia, di uva, di melone, di anguria, di carota. Sempre meglio succhi non mescolati tra loro e rigorosamente freschi, senza aggiunta di zucchero o altri dolcificanti.

NESSUNO E’ MIGLIORE DEL SUCCO D’ARANCIA DOLCE.

Il succo d’arancia batte tutti i concorrenti in termini di delizia gustativa, di gradimento e di salute. Contiene cibo pre-digerito dalla natura, per cui viene utilizzato al 100 per cento e a costo assimilativo zero.
Più dolce l’arancia e meglio è.
Ricchissime di calcio organicato e di altri sali alcalini. Indispensabili a contrastare l’acidificazione del corpo. Non esiste nulla di più prezioso e nutriente per un bambino che il succo d’arancia. Ci vuole almeno un bel bicchiere pieno al giorno.

LEVULOSIO O FRUTTOSIO NATURALE, OTTIMO PER TUTTI, INCLUSO I DIABETICI

Succo di frutta fresco significa levulosio o fruttosio. Nulla a che fare con lo zucchero comune saccarosio, che è autentico veleno. Nulla a che fare col fruttosio sintetico, pure negativo per la salute. Il fruttosio naturale sta solo nella frutta fresca e nel miele non cotto, mescolato al glucosio naturale che è suo isomero (costituito dagli stessi elementi-base ma con diverse proprietà chimiche, imputabili a diversità strutturali-molecolari). Il levulosio si forma nell’inversione del saccarosio e per idrolisi dell’inulina (cugina dell’insulina). Ha potere dolcificante superiore a quello del saccarosio. Il fruttosio è indicato per i diabetici, al contrario del saccarosio.

IN TERMINI DI LEVULOSIO, IL MIGLIOR SUCCO E’ QUELLO D’UVA

La migliore fonte di zucchero naturale per i bambini sta decisamente nel succo d’uva fresco. Se manca la frutta i datteri e i fichi sono la seconda fonte di fruttosio naturale. Il succo di fichi e datteri seccati al sole si ottiene mettendoli affettati in una terrina e riempiendola con dell’acqua distillata o comunque leggera. Si copre il tutto con coperchio e si lascia tutta la notte. Il giorno successivo si beve l’acqua dolce, non senza aver prima spremuto i frutti rigonfiati d’acqua. (dal blog di Valdo Vaccaro)

Le Primule si Mangiano

Un carico di energia con le primule

Nel sottobosco, della terra ancora addormentata, verso i primi di marzo spuntano le primule.

Le foglie oblunghe sono ricche d’acqua e croccanti al gusto, sono ottime nelle insalate miste primaverili. La radice contiene acido salicilico.

Un loro principio attivo sono le saponine, sostanze “mercuriali” che favoriscono i processi metabolici e hanno una forte azione espettorante.

Ulteriori sostanze vivificanti sono il carotene, che dà ai fiori il giallo intenso, la vitaminaC, i fenoli e i flavonoidi.

Le primule agiscono sugli organi del sistema ritmico: cuore e polmoni.

Nella tradizione popolare se ne usavano i fiori per tisane contro l’emicrania e vertigini.

Per il viso, un bagno di vapore primaverile, si ottiene aggiungendo due manciate di fiori freschi e un cucchiaio di bicarbonato e un litro di acqua bollente. Dopo aver tenuto il viso sopra il vapore per circa 5 minuti, risciacquare con acqua fresca e applicare una crema leggera. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

La Banana: perché no?

Questo frutto tropicale contiene potassio, migliora la circolazione, sazia e ha un effetto calmante: ecco perché non va bandita dalla dieta

Un frutto, tanti pregiudizi

Chi si è sottoposto a una dieta ipocalorica spesso si è sentito vietare la banana. Forse perché è dolce e contiene più calorie rispetto ad altri tipi di frutta? Non è vero! C’è frutta più dolce che non è vietata e c’è frutta più calorica che è ammessa. Allora il motivo può essere perché la banana non contiene vitamine e minerali? Neanche questo è vero! 

 La banana è ricca di sostanze anticolesterolo…

Bisogna invece sapere che le banane contengono circa 15 g di carboidrati per etto e di questi 2,5 g sono di amido e non di zuccheri semplici. Inoltre, questo amido, del tipo gelatinizzato, è poco digeribile e nel nostro intestino si comporta come la fibra. Quindi, aggiungendoli agli 1,8 g di fibra già presente (prevalentemente pectine), le banane risultano molto ricche di preziosa fibra che abbassa il colesterolo. 

  …e Ti sazia subito!

Questi componenti, insieme agli altri zuccheri, conferiscono alla banana un forte potere saziante, il che aiuta durante le diete ipocaloriche che lasciano “affamati”. La polpa della banana, essendo ricca di vitamine A, B1, B2, C, PP e poca E, fosforo, ferro e potassio, zuccheri e carboidrati, ha poi proprietà nutrienti e rimineralizzanti. Il punto forte è il potassio, di cui è particolarmente ricca, utile per il funzionamento del sistema cardiovascolare e il controllo della pressione sanguigna. La banana contiene anche la vitamina B6, che favorisce il metabolismo delle proteine. La banana è preziosa per gli sportivi perché allevia la fatica muscolare e nutre senza appesantire. È anche calmante, perché stimola la produzione di serotonina. Il tutto a sole 65 kcal a frutto, più o meno le stesse di una bella mela o di una grossa fetta di cocomero.             

 Scegli le banane di una stessa “mano”

Sapete come si chiamano i “grappoli” di banane che troviamo sui banchi del mercato? Le “mani”. La legislazione in merito stabilisce che le “mani” o i frammenti di “mani” devono avere un minimo di 4 frutti. Per ogni imballaggio, in ogni fila è ammessa una sola “mano” o frammento  con soli 3 frutti.  Il contenuto di ogni imballaggio deve essere omogeneo e comprendere esclusivamente banane di origine, varietà e/o tipo commerciale e qualità identici. (fonte www.riza.it)

Le Lenticchie vincono la Fatica

Grazie al notevole contenuto di vitamine, proteine e carboidrati, questi legumi possono sostituire la carne e danno una mano è sempre stanco e stressato

Un legume dalla storia antichissima

Il loro nome botanico Lens esculenta deriva dalla loro forma a lente. Sono stati tra i primi legumi consumati dall’uomo: furono ritrovati in Turchia già nel 5500 a.C. e anche in tombe egizie del 2500 a.C. Le lenticchie, fra l’altro, sono il primo legume ad essere menzionato nella Bibbia. Possono essere cucinate come contorno di cereali (generalmente in umido), o lessate e unite fredde ad un’insalata, nelle zuppe sia semplici che con la pasta, il riso o altri cereali e legumi misti. Anche il passato o la purea risultano molto gustosi e possono tranquillamente sostituire la carne. Le lenticchie sono ricchissime di sali minerali (ferro, potassio, fosforo) e di vitamine del gruppo B, che le rendono preziose nei casi di anemia, stanchezza cronica e cali d’umore d’origine “stagionale”. 

Digeribili e nutrienti

Un etto di lenticchie sostituisce la carne

La lenticchia ha un alto valore nutritivo: infatti contiene circa il 23% di proteine, il 51% di carboidrati e l’1% di grassi vegetali. È inoltre un legume ricco di fosforo, ferro, potassio e vitamine del gruppo B: si può calcolare che 100 g lenticchie crude equivalgono a circa 100 g di carne. Le calorie sono 291 per 100 g di lenticchie crude: invece la stessa quantità di prodotto bollito ed in scatola contiene solo 92 calorie. 

Le lenticchie sono molto nutrienti e digeribili purché vengano cotte a lungo dopo l’ammollo in acqua.

Le lenticchie rosse di Rodi, invece, possono essere cucinate senza metterle in ammollo prima della cottura poiché sono già naturalmente decorticate e sono più morbide fin dall’inizio. Questo tipo di lenticchie è quindi quello più indicato in caso di meteorismo poiché non c’è la buccia, principale responsabile delle fermentazioni che provocano i gas intestinali.

La zuppa che salva i nervi

Procedimento – Mettete a bagno 250 g di lenticchie secche per 4 ore. In un tegame ponete un cucchiaio di olio, cipolla affettata, uno spicchio di aglio e dell’alloro, del timo ed una bacca di cardamono chiusi in una piccola garza. Salate, bagnate con brodo vegetale e fate cuocere 10 minuti. Unite qualche cucchiaio di passata di pomodoro. Scolate le lenticchie e unitele al resto degli ingredienti, eliminando l’aglio e gli odori. Terminate la cottura e servite con un filo d’olio. (fonte www.riza.it)