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La curcumina del curry stimola il sistema immunitario

curry curcuma curcumina“Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d’ala di farfalla”. Inizia così a descrivere la curcuma, l’ingrediente che conferisce al curry il suo caratteristico colore, Chitra Banerjee Divakaruni nel suo libro La maga delle Spezie. “La curcuma capace di conservare (…), spezia della fortuna, spalmata sulla fronte dei neonati in segno di buon auspicio”, prosegue la scrittrice bengalese. E, secondo i ricercatori dei National Institutes of Health, la spezia della buona salute. Un loro studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry ha, infatti, dimostrato che la curcumina presente in questo ingrediente del curry attiva un gene fondamentale del sistema immunitario, aiutando, così, a prevenire le infezioni.

Il gene in questione codifica per la proteina CAMP (cathelicidin antimicrobial peptide), l’unica molecola prodotta dall’organismo umano in grado di uccidere un’ampia gamma di batteri, arrivando a proteggere dalla tubercolosi e dalla setticemia. La curcumina ne aumenta l’espressione e, allo stesso tempo, esercita attività antinfiammatorie e antiossidanti, tanto che secondo gli autori dello studio consumarla regolarmente potrebbe aumentare le difese contro le infezioni gastriche e dell’intestino.

I livelli di CAMP possono essere aumentati anche assumendo vitamina D, ma la nuova scoperta apre una nuova strada verso la messa a punto di nuove terapie nutrizionali e farmacologiche mirate ad aumentare le difese immunitarie proprio attraverso questa proteina. Non solo, la nuova proprietà della curcuma si aggiunge alla lista dei benefici già noti derivanti dal consumo del curry.

(Fonte www.benessereblog.it)

La Curcuma puo’ ridurre il rischio di Alzheimer

Un nuovo studio ha dimostrato che la curcumina, che viene estratta dalla radice di curcuma, può aiutare a ridurre il rischio di contrarre l’Alzheimer in età avanzata. La ricerca è stata condotta su esemplari di mosca della frutta da una squadra di ricerca dell’Università di Linkoping in Svezia ed è stata pubblicata sul periodico Plos one.

Il team di ricerca ha riferito che la curcumina svolge un’attività antinfiammatoria e antiossidante e che quindi previene il danneggiamento dei tessuti cerebrali. I ricercatori hanno deciso di verificare che effetti poteva avere la curcumina sui sintomi dell’Alzheimer nelle mosche della frutta.

Nell’arco di un anno hanno somministrato varie concentrazioni di curcumina alle mosche esaminate.

Il team di ricerca si è concentrato sui depositi di peptide beta-amiloide, che la curcumina aiuterebbe a rimuovere. Si pensa che questi depositi danneggino i collegamenti cerebrali, portando alll’Alzheimer.
La curcumina ha accelerato la formazione di fibre nervose tramite la riduzione della quantità di oligomeri, forme precorritrici delle fibre nervose.

Fiore di Curcuma Alismatifolia

Il Telegraph riporta che il professore Per Hammarstrom ha riferito che il risultato confermerebbe l’alto livello di dannosità degli oligomeri per le cellule nervose e che il loro isolamento sarebbe alla base di una nuova e promettente strategia di trattamento.

Le mosche esaminate hanno mostrato un’attività decrescente all’aumentare dell’età e il team ha riferito che questo risultato conferma che la curcumina esercita su alcuni transgeni delle mosche un effetto neuro-protettivo generale.

“E’ plausibile che l’assenza di tossicità della curcumina per le cellule dei mammiferi, riscontrata invece per le mosche della frutta, suggerirebbe che l’effetto neuro-protettivo della curcumina possa essere persino maggiore di quello riportato finora”.

I ricercatori hanno comunicato che il principale inconveniente dell’uso della curcumina come medicinale per il trattamento dell’Alzheimer consisterebbe nella scarsa biodisponibilità e stabilità sotto forma di soluzione chimica, e che sia incoraggiante il fatto che analoghi sintetici della curcumina siano potenziali farmaci contro l’Alzheimer. (fonte www.freshplaza.it)

I benefici della Curcuma

Tra le molte spezie presenti oggi sulle tavole, certamente la curcuma è una delle meno conosciute. Si tratta di una spezia utilizzata soprattutto dalle popolazioni orientali, indiane in particolare. Il suo impiego risalare  a circa sei millenni fa, ad opera di monaci buddisti che  la impiegavano come spezia, ma anche come colorante, cosmetico o rimedio medico naturale, cosicché la medicina ayurvedica la contempla tra le piante curative, dati i benefici che apporta.

 Come si presenta?

La curcuma si trova sotto forma di polvere gialla, visivamente simile al curry, ed è ricavata dalla radice della pianta Curcuma longa. Proprio il suo aspetto le ha attribuito il nome di Zafferano delle Indie.

Ma quali sono  le sue proprietà?

Le proprietà attribuite dalla medicina ayurvedica a questa pianta sono diverse e gli studi scientifici effettuati in laboratorio le hanno in parte confermate.

Pare che  la curcumina, ossia uno dei principali principi attivi di tale pianta, sia in grado di prevenire otto malattie tumorali: leucemia, tumori a colon, reni, pelle, polmoni, fegato, bocca e mammelle.

  • La curcuma  ostacola l’attività dei radicali liberi e dunque funge da antiossidante contrastando gli effetti negativi dei radicali non solo sulla pelle (invecchiamento cutaneo) ma anche su fegato, stomaco ed intestino.
  • Secondo la medicina orientale è purificante per l’organismo ( fegato ed intestino in particolare), nonché  cicatrizzante e disinfettante e perciò è frequente in oriente il ricorso alla curcuma per curare ferite e scottature.
  • E’ un antinfiammatorio, impiegato anche nella cura della psoriasi.

Come consumarla e in che dosi?

La curcuma si consuma cercando di integrarla nell’alimentazione quotidiana. La quantità ideale corrisponde a circa 2 cucchiaini da caffè al giorno, da distribuire sulle pietanze per insaporirle, ma anche in salse, yogurt o bevande. Vi è inoltre chi la utilizza aggiunta all’olio di oliva e lo si impiega così come normale condimento in tavola. L’organismo, però, non assimila con facilità questa sostanza per cui è bene, non aumentarne le dosi, ma associarne il consumo a pepe nero e thè verde, o grassi ( ecco perché preparare l’olio alla curcuma) che ne facilitano l’assorbimento.

Poiché non sono stati portati avanti studi che garantiscano che in gravidanza possa non portare controindicazioni, è bene, in tal caso, evitarne il consumo. (fonte oknotizie.virgilio.it)

La Dieta degli Sportivi deve essere ricca di Cucurma

La dieta degli sportivi deve sposare una serie di necessità: eliminare la massa grassa a favore di quella muscolare, dare energia e al tempo stesso non creare senso di pesantezza. Ma c’è di più. È importante anche assumere cibi che siano terapeutici. Per esempio tennisti e golfisti devono sempre fare i conti con una fastidiosa infiammazione al gomito. La cucurma può contrastare questo tipo di disturbo. In realtà, la spezia miracolosa è la cucurmina, una componente del curry indiano.

A sostenere questa tesi sono i ricercatori delle università di Nottingham (Gb) e di Monaco di Baviera. Mobasheri, autore dello studio, ha commentato: “La nostra ricerca non vuole suggerire che il curry, la curcuma e la curcumina sono cure per le condizioni infiammatorie come tendinite e artrite ma crediamo che potrebbero offrire agli scienziati un nuovo trattamento per queste condizioni dolorose anche attraverso l’alimentazione”.
 
Insomma, bisogna ricordarsi che l’alimentazione è davvero un modo per tutelare la salute e contrastare l’insorgere anche di alcune malattie. È ovvio: non è sufficiente mangiare sano, ma è un buon punto di partenza.
 
Perché quindi non andare ogni tanto al ristorante indiano o non imparare a cucinare qualche piatto etnico? È un buon modo per tenere controllate le calorie, stuzzicare l’appetito e intanto prevenire qualche disturbo. (fonte dieta.pourfemme.it)