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Perdere Peso con la Frutta Secca

Perdere peso consumando solo frutta secca è impossibile. Quelli che vi forniamo oggi non sono i consigli per intraprendere una dieta con un solo alimento, quanto come inserire noci, pistacchi e mandorle all’interno della vostra alimentazione per ottenere dei risultati sorprendenti, come il mantenimento del peso forma, il colesterolo basso, un sistema immunitario sano e ben funzionante, tutto questo, associato al piacere di mangiare bene e con gusto. Prima di iniziare il nostro viaggio, dobbiamo fare una distinzione. La frutta secca può essere suddivisa in 2 categorie, quella glucidica e quella lipidica. Questi due termini possono sembrarci un po’ strani, ma definiscono le proprietà nutrizionali di questi prodotti.

Frutta secca glucidica e lipidica

La frutta secca glucidica è quella frutta povera di grassi, ma ricca di zuccheri come ananas, mele, albicocche, prugne, fichi. In questo specifico caso, più che secca possiamo definirla frutta disidratata o essiccata, ovvero si può consumare anche fresca. Quella invece lipidica, al contrario, è ricca di grassi, ma povera di zuccheri. In questa seconda categoria possiamo mettere la frutta propriamente detta secca, come mandorle, le noci, i pinoli, i pistacchi, ecc. Quest’ultima è ricca di proteine ed è particolarmente energica. Ciò che la rende davvero importante per la linea e per la salute sta nel fatto che contiene fibre e acidi grassi mono e polisaturi. Questi elementi prevengono l’obesità e il diabete, inoltre, grazie alla presenza di fibre aiutano il transito intestinale e a regolarizzare l’intestino. Spesso il peso è dato dalla stipsi o da una dieta povera di frutta e verdura.

Le dosi quotidiane

Per ottenere tutti i benefici elencati fino adesso, però, è molto importante fare attenzione alle dosi. Che sia frutta essicata o secca (quest’ultima è quella che consiglio) va mangiata con moderazione, perché altrimenti le troppe calorie potrebbero far ingrassare. In linea di massima, si consiglia una manciata al giorno, in termini un po’ più tecnici 10-20 grammi. I nutrizionisti sostengono che per mantenere il colesterolo basso ci vogliano massimo 4 noci al giorno (che con il guscio pesano circa 60 grammi e hanno lo stesso apporto di Omega 3 di un piatto di pesce). Il dottor Carlo Lesi, direttore dell’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Usl di Bologna, ha commentato: “Noci, nocciole, pistacchi e mandorle sono alimenti ipercalorici per la ricchezza in grassi, per cui sono alimenti sconsigliati nelle persone che vogliono perdere peso, a meno che non vengano assunti al posto di altri alimenti ricchi di grassi saturi a funzione aterogena e di origine animale: carne, formaggio, insaccati, uova“.

Anacardi, nocciole e pistacchi

Dopo aver parlato di noci e mandorle, analizziamo altri tre prodotti molto tipici, gli anacardi, le nocciole e i pistacchi. Gli anacardi sono dei semi di arachide, molto ricchi di minerali e con alto contenuto di fibre vitamina E. La dose massima consigliata al giorno è di 20 grammi, perché pieni di lipidi. Poi abbiamo le nocciole, un simbolo Igp italiano. Se assunte in piccole quantità (sempre non più di 20 grammi) hanno proprietà antiossidanti, ricostituenti, ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti. Si consiglia di mangiarle come snack, possibilmente lontano dai pasti e in abbinamento di qualche frutto polposo, come un kiwi o una mela. Infine, i pistacchi. Alcuni studi hanno dimostrato che mangiare questo frutto, con il guscio, sia d’aiuto a perdere peso, perché il cervello ingannato dall’enorme volume di scarto si convince di non avere più fame. Si consiglia sempre di rispettare la dose indicata e di acquistare solo prodotti naturali, possibilmente privi di salatura. (fonte dieta.pourfemme.it)

Combattere il Diabete mangiando le Mandorle

Mangiare regolarmente mandorle aiuta a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e può contribuire a proteggere dalle malattie cardiovascolari chi è già affetto da prediabete. Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, bastano 16 settimane di consumo abituale di mandorle per migliorare il livello di sensibilità all’insulina, che quando è troppo basso può determinare l’insorgenza del diabete di tipo 2. Non solo: mangiare mandorle con regolarità se si è già affetti da prediabete riduce i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, fattore di rischio per le malattie cardiache.

I ricercatori dell’ateneo americano hanno monitorato per quattro mesi due gruppi di persone: quello che aveva integrato con mandorle la propria dieta quotidiana a base di carboidrati ha mostrato, al termine dello studio, un miglioramento dei livelli di insulina. La ricerca è stata effettuata in conformità con le linee guida dell’American Diabetes Association.

Non si tratta della prima indagine che evidenzia gli effetti positivi del consumo di frutta secca nella prevenzione del diabete di tipo 2: precedenti studi avevano già messo in evidenza il potere degli anacardi di aiutare le cellule dei muscoli ad assorbire gli zuccheri presenti nel sangue. E, secondo una nuova ricerca condotta da Cristina Andrés-Lacueva e colleghi dell’Università di Barcellona e dai ricercatori dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona, oltre a mandorle e anacardi anche noci e nocciole avrebbero la capacità di migliorare la salute di chi soffre di sindrome metabolica, diminuendo il rischio di diabete di tipo 2, di ipertensione e di patologie cardiovascolari.

I benefici deriverebbero – hanno spiegato i ricercatori spagnoli – dall’alto contenuto di grassi sani (acidi grassi insaturi) e antiossidanti (polifenoli) presente nella frutta secca. Noci, nocciole e pistacchi avrebbero inoltre la capacità di stimolare la serotonina, un neurotrasmettitore conosciuto come l’ormone del buonumore, che aiuterebbe a ridurre la sensazione di fame e, di conseguenza, la ricerca di cibo. Confrontando il quadro clinico di 22 pazienti sottoposti per dodici settimane a dieta integrata con noci e quello di altri 20 pazienti che, nello stesso periodo, non avevano assunto frutta secca, gli esperti hanno riscontrato nel primo gruppo significativi segnali di miglioramento della sindrome metabolica. Per ottenere benefici basterebbe un consumo di 30 grammi di frutta secca al giorno. (fonte www.tantasalute.it)