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Piselli tante proteine di qualità con Poche Calorie

La pianta del pisello (Pisum sativum) può essere nana o rampicante, le foglie sono composte con i fiori bianchi o gialli, e i frutti, chiamati baccelli, caratterizzati dalla forma curva, contengono al loro interno i semi di colore verde (fino a dodici per baccello), che sono la parte commestibile della pianta. La provenienza non è molto chiara, ma sappiamo che la loro origine è sicuramente orientale. La tesi più avvalorata è che la loro origine sia la Mesopotamia, intorno al III millennio a.C. e che da qui sarebbero giunti nell’area mediterranea, entrando a far parte in modo stabile della dieta dei Greci e dei Romani. Oggi sono largamente coltivati in tutta l’Europa Centrale e in quella Meridionale, e sono diffusissimi in Italia, dove si possono trovare nelle varietà lisce o rugose, gialle o verdi, interi o sgusciati o spezzati. Insieme alle lenticchie, fagioli, ceci e la soia fa parte della famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), che hanno in comune una caratteristica, contengono un’elevata quantità di aminoacidi, al punto da essere i vegetali che ne sono più ricchi; sono carenti solo di metionina e cisteina che si trovano invece negli aminoacidi dei cereali, che a loro volta mancano di lisina, la quale è contenuta nei legumi. Per questo motivo legumi e cereali si completano a vicenda, dando origine a un contenuto proteico di alta qualità.

Il pisello è un ortaggio che ha una composizione nutrizionale molto interessante. Ricco di carboidrati, aminoacidi, fibre, vitamine e sali minerali, contiene invece una una modesta quantità di calorie (80 kcal ogni 100g). Il contenuto di carboidrati varia a seconda del grado di maturazione, minimo e con molta acqua all’inizio, alto e perfino altissimo quando è secco. Le fibre solubili sono tante, rappresentano circa il 4-6% del peso totale del pisello e sono molto  efficaci per i problemi intestinali e per la stitichezza;  è stato inoltre dimostrato che un’alimentazione a base di cibi ricchi di fibre solubili permette di ridurre i livelli di colesterolo e, restando più a lungo nello stomaco, stabilizzano la glicemia. Alto è anche il valore proteico dei piselli, maai quali mancano gli aminoacidi essenziali che si trovano però nei cereali, quindi usare il pane durante il pasto con i piselli è un modo di ottimizzare l’uso delle proteine. Anche le vitamine sono presenti nei piselli in notevole quantità, fra queste tutte le vitamine del gruppo B escluso la B12, la vitamina C e la vitamina E.
Essendo ricchi di vitamina C, rafforzano le difese naturali dell’organismo. I piselli non contengono colesterolo, e sono pertanto consigliati anche per chi soffre di alti valori di lipidi, contengono invece una modesta quantità di fitoestrogeni, generalmente usati per abbassare i sintomi della menopausa. Importante è anche l’elevato contenuto di minerali, ferro e fosforo in particolare, presenti in questi legumi. Contenendo poche calorie e assenza di colesterolo, i piselli, si rivelano un ottimo alimento per regimi dietetici che vogliono perdere peso, sono deliziosi e danno velocemente il senso di sazietà. Contengono meno amidi degli altri legumi e perciò sono assai più digeribili. Hanno un effetto benefico nella prevenzione di infezioni virali dell’intestino.
I piselli sono tra i legumi più comunemente consumati e sono di norma ben tollerati, ma in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie. (fonte www.florablog.it)

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Cetrioli, Proprietà e Benefici

La pianta del cetriolo, nome scientifico Cucumis Sativus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, cresce generalmente in paesi con clima caldo o temperato; il cetriolo è originario probabilmente dell’ Himalaya dove appunto si hanno notizia delle prime coltivazioni di questo ortaggio.
Il cetriolo si presenta con una forma allungata la cui lunghezza può arrivare a 30 cm., la buccia è di colore verde scuro ricoperta da piccole protuberanze mentre la polpa è di colore verde chiaro con all’interno i semi bianchi.
Le varietà più diffuse in Italia sono il Parigino, il Verde Lungo d’Italia, il Marketer ed il Mezzo Lungo Bianco; le regioni in cui viene maggiormente prodotto il cetriolo sono invece Lazio, Veneto e Puglia.

I cetrioli contengono il 96,7 % di acqua, il 2,1% di carboidrati, zuccheri, ceneri, proteine, grassi, fibre ed amido; i minerali contenuti nel cetriolo sono il calcio, il potassio, il fosforo, il sodio, il magnesio ed il fluoro. In piccolissima percentuale troviamo invece zinco, rame e manganese.Sul fronte delle vitamine citiamo: vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, k e J; presente in bassissima percentuale anche la vitamina E; gli zuccheri presenti nei cetrioli sono destrosio e fruttosio.
Questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, cistina, fenilananina, glicina, isoleucina, lisina, leucina, serina, treonina, valina e prolina.

I cetrioli sono molto ricchi d’acqua e per questo motivo posseggono proprietà depurative e rinfrescanti in grado quindi di apportare benefici ai reni; grazie al loro apporto calorico molto basso e soprattutto al loro contenuto di acido tartarico, i cetrioli sono spesso inseriti in svariate diete dimagranti. L’acido tartarico ha infatti la proprietà di impedire che i carboidrati immessi nel nostro organismo si trasformino in grassi.Oltre a queste caratteristiche il cetriolo ha proprietà antinfiammatorie e diuretiche ed è in grado di contrastare la gotta e l’artrosi; il suo consumo è consigliato anche per la prevenzione dei calcoli ai reni ed alla vescica e, in quanto quasi privo di zuccheri, è un alimento indicato per tutti quei soggetti con glicemia alta ed a rischio diabete.In ultimo la sua assunzione si è rivelata utile anche in casi di febbre, raffreddore e disturbi legati al raffreddamento in generale; i suoi semi hanno rivelato vere e proprie proprietà vermifughe, in particolar modo della tenia, anche se ultimamente, a causa delle condizioni igieniche migliorate, questa patologia è molto più rara rispetto al passato.

Il cetriolo contiene inoltre sostanze in grado di attenuare e contrastare le infezioni della pelle, per questo motivo viene spesso utilizzato per la produzione di maschere di bellezza ed è quindi molto indicato per la cura della pelle.
I dermatologi consigliano il suo impiego anche in caso di scottature dovute all’esposizione ai raggi del sole e, se utilizzato in modo costante, pare sia in grado di rallentare l’insorgere delle rughe. Con la polpa del cetriolo si ottengono maschere rinfrescanti, con i semi si preparano invece maschere rassodanti mentre il succo è utilizzato per fare impacchi a carattere lenitivo su pelli particolarmente irritabili.

Un vecchio “rimedio della nonna” sostiene che per ridurre il gonfiore degli occhi, ravvivare le sguardo e ridurre le borse sotto agli occhi è necessario applicare due fette di cetriolo sugli occhi per un quarto d’ora.

L’acido tartarico presente nei cetrioli come abbiamo visto svolge un ruolo importante nel metabolismo del corpo umano; questo acido viene però distrutto dal calore della cottura e per questo motivo è indispensabile mangiare i cetrioli crudi. Siccome la digestione dei cetrioli crudi risulta difficile nella maggior parte dei casi c’è chi consiglia di tagliarlo a fette e di metterlo sotto sale qualche ora prima di consumarlo per ovviare a questo “inconveniente”.

Dopo l’acquisto i cetrioli possono essere conservati in frigorifero per un periodo non superiore ai dieci giorni.

I cetrioli con dimensioni più piccole vengono generalmente utilizzati per la conservazione sott’ aceto. (fonte http://oknotizie.virgilio.it)

Aminoacidi: quali sono a cosa Servono

Conosciamo il ruolo fondamentale degli aminoacidi, ma spesso sono solo i più noti ad essere considerati maggiormente perché più presenti negli integratori e citati più di frequente per esempio nello sport. In verità gli aminoacidi sono molti di più e tutti hanno la loro importanza nel benessere del nostro corpo, che funziona meglio con il carburante giusto.

  • Leucina: svolge un importante ruolo nella formazione e nella riparazione del tessuto, agendo dalla pelle alle ossa.
  • Isoleucina: mantiene il giusto equilibrio di glucosio nel sangue, favorisce la produzione di energia da bruciare per il buon funzionamento dell’organismo, aiuta a riparare i tessuti muscolari.
  • Valina: agisce sui tessuti muscolari e riduce l’appetito.
  • Triptofano: è un antidepressivo naturale, favorisce il sonno e riduce il senso d’ansia.
  • Fenilalanina: mantiene ai giusti livelli le endorfine, aiuta a ridurre l’appetito e allevia il dolore.
  • Metionina: se manca, il corpo accusa un eccesso di colesterolo, caduta dei capelli, edemi.
  • Treonina: aiuta a disintossicarsi e contribuisce alla sintesi di collagene ed elastina.
  • Lisina: aiuta a prevenire o a curare gli herpes e insieme all’arginina incrementa la produzione degli ormoni della crescita.
  • Istidina: è un precursore dell’istamina, aiuta il trattamento di ulcere, artriti e allergie.
  • Acido glutammico: è il combustibile fondamentale per il buon funzionamento cerebrale.
  • Alanina: interviene sul metabolismo del glucosio.
  • Aspartato: funziona come neurotrasmettitore.
  • Glutammina: migliora il funzionamento cerebrale e agisce positivamente quando si abusa di alcol. (fonte /www.benessereblog.it)

Leucina, isoleucina e valina

Tre aminoacidi che allungherebbero la vita.

Leggiamo dal corriere

Se un italiano ha oggi un’aspettativa di vita media di circa 81 anni, con la dieta degli aminoacidi può arrivare a toccare i 90-91 anni in buona salute. Così è stato nei topi di laboratorio alimentati con acqua arricchita da un composto di tre aminoacidi a catena ramificata (Bcaa): leucina, isoleucina e valina. Tre dei venti «mattoni» che costituiscono le proteine. La scoperta, tutta italiana, è pubblicata dalla rivista Cell Metabolism. I ricercatori coinvolti fanno parte delle università degli studi di Pavia, Milano e Brescia, oltre che dell’Istituto Auxologico di Milano. Studi precedenti avevano già evidenziato la caratteristica degli aminoacidi a catena ramificata di prolungare la vita del lievito unicellulare, ma ora la verifica è stata fatta su cavie. «Il gruppo di topi alimentati con acqua agli aminoacidi ha vissuto più a lungo, e in buona salute, del gruppo di topi di controllo: in media 869 giorni i primi e 774 giorni i secondi. Un allungamento della vita di 95 giorni, in pratica del 12%».

Come funzionerebbe questo elisir di lunga vita? In pratica, la dieta arricchita con la miscela di aminoacidi favorisce la produzione di una proteina (eNOS) chiave nella sintesi di ossido nitrico (NO). Quest’ultimo, come già dimostrato in precedenti studi effettuati dal gruppo milanese di Enzo Nisoli e pubblicati nel 2003 e nel 2005 su Science, produce un aumento di mitocondri nei muscoli dello scheletro e nel muscolo cardiaco. I mitocondri sono i componenti delle cellule dell’organismo deputati alla produzione di energia. Sono, infatti, definiti le «centrali energetiche» della cellula. I ricercatori hanno inoltre rilevato che i topi così alimentati mostrano una maggiore attività del gene della longevità, il SIRT-1, e dei geni del sistema di difesa che combatte i radicali liberi. Secondo lo studio, gli animali trattati hanno anche mostrato miglioramenti nella resistenza allo sforzo fisico e nella coordinazione motoria.

«E’ la prima volta che si dimostra che una miscela di aminoacidi può aumentare la sopravvivenza nei mammiferi», dice Nisoli, coordinatore dello studio. E i risultati riscontrati sui topi suggeriscono che questa miscela potrebbe essere utilizzata con buoni risultati nelle persone di età avanzata o debilitate. Esistono già studi sull’uomo, se pur limitati a un numero ridotto di pazienti, che avvalorano questa teoria e diverse miscele di aminoacidi sono già sul mercato in diversi Paesi, Italia compresa. «E’ molto importante — aggiunge D’Antona — sottolineare che gli effetti cellulari e sistemici della dieta agli aminoacidi risultano potenziati dall’esercizio fisico». Conclude Nisoli: «Si apre la strada verso un nuovo approccio “nutrizionale” alle malattie legate all’invecchiamento e ai problemi di carenza energetica. La sfida vera sarà convincere i medici che questi supplementi possono rivelarsi utili per i loro pazienti».