Intolleranza al Lattosio: i Sintomi nei Bambini e negli Adulti

I sintomi dell’intolleranza al lattosio possono comparire sia da bambini, sia da adulti, quando anni di consumo di latte non farebbero più pensare di non saperlo digerire. D’altra parte è raro che si manifestino nei neonati, non compaiono prima dei 6 anni e sia se colpiscono i bambini, sia se ne soffrono gli adulti, si tratta degli stessi sintomi. Scopriamo quali sono e da che cosa sono causati.

intolleranza lattosioQuesta intolleranza dipende dalla carenza della lattasi, la proteina che trasforma il lattosio per permetterne l’assorbimento nell’intestino. A meno di rari difetti genetici i bambini nascono con una lattasi funzionante, ma intorno ai due anni i suoi livelli di diminuiscono e anche da adulti possono diventare insufficienti a digerire il lattosio.

Da bambini, ma anche da adulti, lo zucchero che rimane nell’intestino fermenta, produce idrogeno e rende le feci molli. A questo punto compaiono sintomi come dolori e tensioni intestinali, gonfiori, meteorismo, flatulenze, diarrea e, di conseguenza, disidratazione.

In genere i disturbi insorgono 1-2 ore dopo aver mangiato alimenti contenenti lattosio. La loro gravità dipende molto dalla quantità di lattosio ingerito e dai cibi cui è abbinato. I grassi, ad esempio, rimangono a lungo nello stomaco, riducendo i sintomi, mentre i carboidrati, che rimangono di più nell’intestino, aumentano l’intensità dei sintomi dell’intolleranza.

Anche se i segnali dell’intolleranza sono gli stessi nei bambini e negli adulti non si tratta di disturbi specifici. L’intolleranza alle proteine del latte, ad esempio, causa questi stessi sintomi. Solo il Breath Test, che rileva l’idrogeno prodotto nell’intestino, elimina ogni dubbio.

Una volta raggiunta la certezza dell’intolleranza non bisogna disperarsi. Il disturbo può, ad esempio, regredire se è stato scatenato da stress o da un’infezione. Non solo, spesso i bambini che non tollerano il lattosio risolvono spontaneamente il problema dopo i 10-12 anni e, da adulti, non ne soffrono più.

(Fonte www.benessereblog.it)

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