Lampascione, calorie e valori nutrizionali del Bulbo Afrodisiaco

Il lampascione (o lampagione o giacinto dal pennacchio) è una pianta erbacea della famiglia delle Liliaceae il cui bulbo commestibile viene utilizzato a scopi alimentari in alcune regioni del Sud Italia, soprattutto Puglia, Basilicata e Calabria.

proprietà afrodisiache lampascioneNell’aspetto è del tutto simile a una cipolla, tunicato e di colore rossastro, mentre il sapore è leggermente amarognolo. Si tratta di un alimento del tutto particolare, in verità non facilissimo da rinvenire in commercio al di fuori delle zone in cui è più diffuso in cucina, perfetto per chi sta seguendo una dieta dimagrante e/o disintossicante.

Il lampascione, infatti è ricco di acqua, fibre solubili(quelle che gonfiandosi nello stomaco inducono un maggiore senso di sazietà), sali minerali e vitamine ed è noto sin dall’antichità per le proprietà depurative, diuretiche e lassative.

In più è assolutamente ipocalorico, 100 grammi di lampascioni apportano infatti solo 30 calorie. Può essere consumato crudo in insalate o cotto, lessato o arrosto, per accompagnare piatti a base di carne. E’ ottimo anche sott’olio e sottaceto.

Se lo si compra fresco occorre però tenerlo in ammollo almeno per una notte prima di portarlo in tavola in modo da addomesticarne un po’ l’aroma. Volendo, poichè cresce spontaneo in prati e campi incolti, è possibile raccoglierlo da sè nel proprio habitat naturale.

In questo caso però occorre armarsi di molta pazienza ed essere prudenti: da un lato perchè il bulbi sono situati a una certa profondità e non facilissimo raccoglierli, dall’altro perchè se la pianta non è in fiore è facile confonderla con il colchico autunnale il cui bulbo è molto velenoso.

Gli antichi romani ritenevano che il lampascione fosse un potentissimo afrodisiaco: il gustoso bulbo viene citato da poeti, medici e naturalisti, tra cui Ovidio, Plinio il vecchio e Discoride Pedanio e tutti gli attribuiscono il potere di esaltare desiderio e capacità amorose. Sembra che per questo motivo fosse d’augurio portarlo in tavola nel corso dei banchetti nuziali.

(Fonte www.dietaland.com)

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