Archivi del giorno: febbraio 23, 2012

L’Acido Fitico: riduce il Colesterolo, previene la Carie, ed è efficace nella terapia antitumorale

Si tratta di un ottimo antiossidante in grado anche di abbassare l’incidenza dell’acidità del colon e di altre malattie infiammatorie intestinali. Scopriamo i cibi che lo contengono e come agisce nel nostro organismo.

Il mio-inositolo esafosfato, più comunemente conosciuto come acido fitico è il principale componente di cereali, legumi e semi oleosi.  In natura, l’acido fitico rappresenta una importante riserva di fosforo per i germogli fino a quando non sviluppano un apparato radicale tale da assorbirlo direttamente dal terreno.

Tra i cereali, l’acido fitico e i suoi derivati sono maggiormente presenti  nel germe di grano (4,4g/100gr di alimento) e nella crusca di frumento (3,14gr/100gr); invece, tra i legumi, le quantità maggiori si trovano nella soia (1,8gr/100gr) e nei fagioli borlotti (1,2gr/100gr).
Poiché l’acido fitico si trova disposto principalmente nella parte esterna dei semi, il suo contenuto nelle farine varierà in base al loro grado di raffinazione.
È stata stimata l’assunzione giornaliera di fitati, ovvero i sali dell’acido fitico, nei Paesi Occidentali e nei Paesi in via di sviluppo: negli USA l’assunzione giornaliera è di 750mg; in Italia è di 219mg; in Nigeria è di 2100mg e in Malawi 1890mg. Questi diversi valori sono giustificati dalla diversa alimentazione: nei Paesi Occidentali la dieta si basa principalmente sul consumo di cereali raffinati e proteine di origine animale; mentre nei paesi poveri l’alimentazione si basa prevalentemente sul consumo di cereali, mentre è decisamente bassa l’assunzione di carne.

L’acido fitico svolge numerose azioni benefiche nell’organismo: riduce il colesterolo, previene la carie, è efficace nella prevenzione e nella terapia antitumorale. Sono state avanzate numerose ipotesi riguardo il suo effetto anticancro, tra  queste ricordiamo la capacità di inibire le reazioni di ossido-riduzione del ferro e quindi la formazione di radicali liberi responsabili dell’alterazione della sequenza del DNA. Un altro probabile meccanismo di azione è dato dall’abilità dell’acido fitico di legare le sostanze potenzialmente cancerogene riducendo così la loro pericolosità
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Inoltre, grazie all’alto potere antiossidante, l’acido fitico viene addizionato alle bevande, ai cibi e da alcuni anni, anche ai cosmetici in quanto impedisce la modificazione dei lipidi e quindi i processi di alterazione come ad esempio la putrefazione responsabile  della perdita della qualità e delle caratteristiche organolettiche del prodotto.
Diversamente da quanto finora è stato detto, l’acido fitico viene definito anche come fattore antinutrizionale grazie alla capacità di formare composti insolubili con minerali importanti per il nostro organismo: rame, ferro, magnesio, zinco, calcio.
È anche in grado di interagire e di legare le proteine riducendone la solubilità e digeribilità. Inoltre, forma dei complessi con gli enzimi digestivi come ad esempio la tripsina e l’amilasi, limitando notevolmente la loro attività. La degradazione dell’acido fitico e la conseguente liberazione di minerali e proteine può avvenire grazie all’intervento della fitasi, enzima presente nei semi, nelle radici e nel polline di molte piante. Così come tutti gli animali monogastrici, l’uomo non è capace di sintetizzare questo enzima,  a differenza invece dei ruminanti, nei quali la fitasi viene prodotta dagli stessi batteri del rumine. L’organismo umano però può sfruttare la fitasi vegetale grazie alle alte temperature e al pH acido dello stomaco, che rappresentano le condizioni ideali per l’attivazione dell’enzima.

A dimostrazione di quanto detto, studi effettuati sui maiali e sull’uomo hanno dimostrato come circa il 50% dell’acido fitico viene completamente o parzialmente degradato nello stomaco. Inoltre, nell’intestino la fermentazione delle fibre solubili, abbondantemente presenti nella frutta e nella verdura, produce acidi grassi a catena corta che hanno la capacità di interagire con i minerali sottraendoli così al legame con l’acido fitico. Altre ricerche hanno evidenziato l’utilità di addizionare le fitasi microbiche nei mangimi di maiali e polli per migliorare la biodisponibilità del rame e dello zinco. È importante però ricordare che l’acido fitico forma complessi prevalentemente con i minerali presenti nei semi, difficilmente sarà capace di interagire con quelli provenienti dagli altri alimenti perché i siti di legame saranno già occupati dai primi.
Si è a rischio di carenze nutrizionali solo se l’unica fonte di minerali sono i cereali e i legumi così come avviene nei i paesi poveri ; coloro i quali seguono una dieta varia non corrono il rischio di una condizione di malnutrizione.

Alcuni accorgimenti che possiamo prendere per ridurre gli effetti negativi dell’acido fitico sono, ad esempio, l’assunzione di frutta (arance, mandarini, clementine, kiwi) ricca in vitamina C la quale ostacola il legame tra l’acido fitico e minerali. È anche importante non associare alimenti ricchi in calcio (Ca), come latte e formaggi, con alimenti ricchi in acido fitico, proprio perché il Ca ha la capacità di inibire la fitasi. Un altro suggerimento è l’ammollo di cereali e legumi per 10-12 ore, in questo modo si agevolerà un po’ la perdita dell’acido fitico nell’acqua; questo rilascio sarà maggiore se l’acqua avrà una temperatura di circa 45°C e un pH tra 5-6.
L’acidificazione può essere fatta aggiungendo all’acqua di ammollo alcune gocce di limone o aceto.

Cereali e derivati Legumi Altri alimenti
Germe di grano                 4,14 Ceci
0,6
Cacao amaro in polvere
1,92
Orzo perlato
0,48
Fagioli
1,7
Cocco fresco
1,38
Riso integrale                    0,52 Fave                                  0,84 Carote                               0,01
Mais                                   0,24 Lenticchie                         0,42 Pomodori                           0,01
Avena                               0.29 Piselli                                0,8 Latte e yogurt               Assente
Sorgo
0.24
Soia
1,8
Uova
Assente

Contenuto in acido fitico (g/100 g di parte edibile) (Fonte INRAN). (fonte www.piusanipiubelli.it)

Alimenti buoni per la Prostata

Il problema di molti uomini dai 40 ai 60 anni è l’ingrossamento della prostata, che porta sintomi quali:

  • Urinazione sempre più frequente
  • maggior urgenza
  • risvegli notturni
  • getto e calibro del’urina ridotta

Come sostiene Michael T.Murray, “Se non viene trattata, questa patologia finisce per ostruire il deflusso di urina, provocando la conseguente ritenzione dell’urina nel sangue.

Per prevenire e trattare questa patologia Murray, consiglia l’assunzione di dosi adeguate di zinco.
E’ dimostrato dice, che “lo zinco riduce le dimensioni della prostata e riduce i sintomi nella maggior parte dei pazienti”.

L’alimentazione consigliata:

  • Alimenti ricchi di zinco, come noci, come fonte eccellente di acidi grassi essenziali.
  • Semi soprattutto di zucca, perché contengono forti dosi di zinco, 1 /4 di tazza al giorno.
  • Olio di lino, di girasole e di onagra (o enotera), fonte di preziosi acidi grassi essenziali, 1 cucchiaio al giorno.

Aumentare il consumo di noci, semi oleosi o integrare la dieta con un complesso di acidi grassi essenziali:

  • Acido linoleico
  • Acido linolenico
  • Acido arachidonico

Questo consente di migliorare in modo significativo la funzionalità urinaria.

Le probabili cause dell’ingrossamento della prostata:

  • Il colesterolo, “è dimostrato che i metaboliti del colesterolo, danno inizio alla degenerazione delle cellule prostatiche, che quindi promuovono l’ingrossamento della prostata”.
  • L’incremento di prodotti chimici, come diossina, difenili polialogenati, l’esclorobenzene e i debenzofurani, presenti nei cibi.
  • Gli ormoni sintetici dati agli animali per ingrassarli.

Consiglio per prevenire e curare la prostata ingrossata:

Consumare il più possibile alimenti integrali, naturali e biologici, liberi da antiparassitari e altri contaminanti. Questi alimenti sono in grado di offrire un certo grado di protezione in quanto ricchi di minerali quali calcio, magnesio, zinco, selenio, germano; vitamine, pigmenti vegetali quali i flavonoidi, carotenoidi, clorofilla; di fibra, specialmente i tipi gelificanti e mucillaginosi e i composti solforosi che aiutano  l’organismo a neutralizzare i prodotti chimici e i metalli pesanti.

Raccomandazioni:

“L’estratto liposterolico delle bacche di Serenoa repens, ha dimostrato di migliorarein modo rilevante i segni e i sintomi della prostata ingrossata in diversi studi clinici”.

Murray consiglia di assumere 160 mg di estratto di Serenoa 2 volte al giorno. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

L’Educazione Alimentare inizia da Bambini

Spesso i genitori  incitano i bambini a mangiare per poter diventare grandi, senza spiegare loro nei particolari, cosa è meglio e cosa non si dovrebbe mangiare.
Non si spiega ai bambini il perché devono mangiare cibi più sani, come le verdure e la frutta e nutrienti come i cereali e le uova e non  merendine, bibite zuccherate, caramelle,che piacciono tanto a loro, ma che mangiate in quantità, possono nuocere alla loro salute.

Il non spiegare motivandogli il perché devono mangiare quel cibo, è una un modo ricorrente di approcciare con i bambini, che porta inevitabilmente ad un loro rifiuto.

Solo coinvolgendoli, spiegando loro cosa avviene nel nostro corpo quando mangiamo,di come il cibo masticato ed ingoiato venga  metabolizzato e trasformato in nutrimento, possiamo cambiare i l loro atteggiamento verso il cibo.

Aiutarsi con internet, per far loro vedere disegni e foto, che  illustrino il percorso del cibo nel nostro corpo, facendolo diventare un gioco.

Passare poi alla pratica, preparando una torta insieme a lui, con ingredienti genuini,  spiegandogli in pratica la differenza, con la sua  merendina.

Insegnargli a mangiare alimenti nuovi, facendoglieli primguardare, toccare, annusare, per poi gustarli, senza fermarsi solo al loro aspetto e colore.,

Portarlo a fare la spesa, scegliendo insieme il cibo che poi si cucinerà, motivandogli l’acquisto e poi a casa, cucinare con lui, spiegando l’importanza di alcuni alimenti.

Piano piano, giorno dopo giorno, si farà strada in lui la consapevolezza dell’importanza di una corretta alimentazione per la sua salute.

Sperimentare con lui nuove ricette golose, dimostrandogli che il cibo sano è anche buono.
Essere coerenti, dando il buon esempio, mangiando insieme al bambino gli stessi suoi alimenti, creando armonia e serenità, perché anche l’ambiente conta molto  ai fini dell’assimilazione.

Oltre che in famiglia, i bambini dovrebbero studiare anche a scuola,educazione alimentare, in modo da comprendere gli alimenti, le caratteristiche nutrizionali e perché sono importanti per la salute.

In alcune scuole è presente in modo sperimentale, l’educazione alimentare, ma dovrebbe essere estesa a tutte le scuole e in modo continuativo nel corso degli anni.

Solo così i bambini potranno apprendere ed educarsi ad un nuovo modo consapevole di mangiare, per  la propria salute di oggi e di domani.

Insegniamo ai bambini a rispettare e a dare il giusto valore al cibo e a comprendere la funzione reale del gesto di mangiare e cioè di nutrimento per il corpo.

Sempre più bambini a causa non solo della loro costituzione, ma di un errato modo di alimentarsi negli anni, sono fortemente in sovrappeso o addirittura obesi.

Questi bambini, se non cambieranno crescendo, il modo di mangiare e il loro atteggiamento mentale verso il cibo, potranno incorrere negli anni in varie patologie, oggi in aumento, quali, diabete, obesità, ipertensione e altre che si potrebbero manifestare in età adulta.

Aiutiamo i bambini a comprendere come una corretta alimentazione e cibi sani, siano indispensabili per aiutarli a crescere e diventare uomini forti e sani. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

Evitare i Cibi Dannosi per la Salute

In contrasto al consumatore poco attento ai prodotti che acquista, sta emergendo un consumatore più sensibile riguardo ai problemi di salute e alimentazione.

Nei supermercati si vedono sempre più persone, anche se ancora poche, che prima di mettere i prodotti nel carrello, controllano i componenti, la provenienza e poi il prezzo; questo è un passo avanti verso l’acquisto consapevole e responsabile.
Molte grandi aziende, attente a quelli che sono i comportamenti dei consumatori,  hanno apposto ai prodotti dettagliate tabelle e consigli alimentari.

Non tutti i produttori però sono precisi e quindi è necessario un’ educazione alimentare e una conoscenza più precisa  per sapere cosa mettiamo nel piatto.

Utile è seguire giornalmente dei piccoli accorgimenti:

  1. Leggere attentamente le etichette sui prodotti
  2. Acquistare prodotti di grandi marche, e/o prodotti locali (filiera corta)
  3. Quando non si è convinti della genuinità del prodotto, optare per il prodotto biologico.
  4. Limitare i prodotti di serra, ed evitare le primizie, i più bombardati dai fitofarmaci.
  5. Limitare prodotti tropicali, provenienti da paesi dove è ancora permesso l’uso di prodotti tipo il DDT,  vietato in Italia.
  6. Non acquistare salumi, formaggini, formaggi fusi, contenenti nitrati.
  7. Limitare il glutammato, presente in molti prodotti( es,i dadi).
  8. Controllare le etichette dell’acqua minerale che si acquista.
  9. Controllare la percentuale  contenuta negli alimenti di zuccheri e di sale
  10. Evitare il consumo di pane preconfezionato, una volta aperto è soggetto ad attacchi di muffe (aflatossine)
  11. Non consumare prodotti contenenti margarina, grassi idrogenati e parzialmente idrogenati.

In conclusione, si spera che questo atteggiamento sempre più  consapevole dei consumatori, possa influenzare  i produttori, in modo da aumentare la qualità e la sicurezza del prodotto.(fonte www.alimentazione-benessere.it)

I Succhi del Benessere

I succhi di frutta e di verdure, sono la fonte migliore di vitamine e di Sali minerali. Hanno un effetto rivitalizzante sull’organismo con funzione depurativa e disintossicante.

Importanti per bilanciare il rapporto acido-basico nel sangue e nei tessuti, contrastando l’iperacidità che si crea nel corpo a causa di forte assunzione di prodotti di origine animale, che predispone allo sviluppo di malattie.

Ottenere una maggior alcalinità, con frutta e verdura, può riequilibrare tale disequilibrio.

I succhi devono essere freschi e naturali e consumati subito in quanto si ossidano velocemente.

Per ottenere il massimo beneficio dai succhi, si consiglia di assumerli lontano dai pasti o immediatamente prima, ma non durante, in modo da assimilare i principi attivi con più facilità.

Il succo di arance, limoni, pompelmi, si possono ottenere con uno spremi agrumi, mentre per tutti gli altri vegetali, è necessario impiegare un centrifuga.

Succo di carota:

Un bicchiere di succo di carota è ricco di vitamine A, B, C e di minerali quali, calcio, ferro, iodio. Grazie alla mucillagine emolliente che contiene, è ideale per lo stomaco ed intestino irritati.

Succo di sedano

E’ un digestivo naturale e un ottimo aperitivo.

Per il loro sapore amaro è consigliato non usare per ili succhi le foglie; unire qualche goccia di limone per evitare un ‘ossidazione troppo rapida.

Contiene vitamine A,B,C, e minerali come sodio, potassio e cloro.

Ottimo nelle diete dimagranti e per chi soffre di reumatismi.

Succo di mela:

ricco di vitamine A, B, C, di sodio e potassio, ha proprietà depurative, toniche e antisettiche intestinali. Come il succo di carota, il succo di mela, dato il suo sapore dolce, può essere mescolato ad altri succhi.

Succo di mirtillo:

Grazie alla vitamina P e i bioflavonoidi, protegge le pareti dei vasi sanguigni e limita la fragilità capillare.

Indicato nei disturbi intestinali e aumenta le facoltà visive. Da utilizzare dato il suo giusto intenso, mescolato ad altri succhi o con acqua.

Succo di agrumi:

Le spremute di arance, limoni, mandarini e pompelmi hanno proprietà energetiche e depurative, fluidificanti del sangue e vasoprotettrici.

Ricche di vitamina A, B, C, P, di calcio, fosforo, potassio e magnesio.

Il succo di pompelmo stimola il fegato, quello di mandarino per la presenza di bromo è sedativo.

Succo di ananas:

E’ un eccellente digestivo per la presenza di bromelina, un enzima che agisce sull’assimilazione delle proteine. E’ diuretico e depuratore, ricco di iodio e magnesio.

 (fonte www.alimentazione-benessere.it/)