Dieta Ipocalorica per mantenere il Cervello Giovane

Troppe calorie sono dannose non solo per la linea, ma anche per il cervello. La conferma arriva da uno studio italiano, realizzato dai ricercatori dell’Università Cattolica di Roma e coordinato dal dottor Giovambattista Pani, che è stato pubblicato di recente sulla rivista scientifica “PNAS” (Proceedings of the National Academy of Sciences Usa).

Gli autori dello studio hanno scoperto che, seguendo un regime dietetico ipocalorico, viene attivata una molecola chiamata “Creb1”, deputata a regolare funzioni cerebrali fondamentali, come l’apprendimento e la memoria. In sostanza, quando l’introito calorico è moderato, Creb 1 si attiva e agisce, a sua volta, su diversi geni connessi al corretto funzionamento delle capacità cognitive, in particolare sui geni delle sirtuine, in grado di proteggere il cervello dall’invecchiamento.

La fase sperimentale è stata condotta su alcuni topi da laboratorio, ai quali è stata somministrata una dieta che prevedeva una riduzione di calorie del 30% rispetto al regime alimentare seguito da altri roditori. Gli studiosi hanno notato che i topi sottoposti alla dieta ipocalorica facevano registrare migliori prestazioni cognitive e minori sintomi di degenerazione neuronale in confronto ai topi ai quali non era stato ridotto l’apporto di calorie.

Il dottor Grassi spiega che i neuroni comunicano tra loro attraverso le sinapsi, strutture che consentono la trasmissione e l’immagazzinamento delle informazioni e che sono, pertanto, essenziali per la memoria e l’apprendimento. Difatti, negli individui colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza, si osserva una progressiva degenerazione delle strutture sinaptiche.

L’importanza dello studio, secondo Grassi, sta proprio nell’aver messo in evidenza come la restrizione calorica possa potenziare la capacità delle sinapsi di memorizzare le informazioni e nell’aver scoperto che questa azione benefica è mediata dalla molecola Creb 1.

 

Il dottor Pani conclude affermando che la scoperta del suo team ha fatto anche emergere l’esistenza di una correlazione tra malattie metaboliche quali obesità e diabete e declino delle attività cognitive e sottolinea che questo studio potrà rappresentare un ottimo punto di partenza per sviluppare terapie in grado di mantenere il cervello giovane ed efficiente e prevenirne la degenerazione. (fonte www.megliosapere.info)

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