Cereali, Glutine e Celiachia

Intolleranza al Glutine
Per paleodieta una delle considerazioni più importanti è che i cereali ed i loro derivati sono stati introdotti, in quantità importanti, solamente molto tardi nell’alimentazione umana. Il glutine è una proteina contenuta in molti cereali (grano, orzo, segale, avena…) con poche eccezioni (riso, miglio, mais…).
Col termine glutine, si indica genericamente un gruppo diverso di proteine. Il “glutine” del grano è quindi diverso dal “glutine” dell’orzo o dell’avena.
L’intolleranza al glutine, può essere presente in misura più o meno marcata, in persone che non hanno mai considerato che potessero creare problemi al loro corpo con l’assunzione di alimenti che ne contengono. Ricerche recenti mostrano che l’intolleranza al glutine è in aumento, e che spesso questo viene completamente ignorato.

Celiachia Nascosta:
Alcune persone hanno una vita caratterizzata da disturbi di varia natura, piccoli dolori o fastidi, e magari nessuno specialista sembra in grado di aiutarli, nonostante l’impegno, le ricerche e la competenza. Esse trascorrono la loro vita avendo un’alimentazione normale come tutte le altre persone. Dopo la morte accade poi, magari in seguito ad una autopsia,di rilevare un’intolleranza al glutine che però non si manifestava apertamente, quindi la persona inconsapevolmente continuava nell’assunzione, il che continuava a provocavare i disturbi. Si può anche provare ad adottare una dieta che elimini in maniera totale (altrimenti non ha senso), gli alimenti contenenti glutine per qualche mese (il processo è lungo) e vedere cosa succede. Alcune persone riportano una serie di benefici già dopo poche settimane. Altrimenti è possibile fare dei test e togliersi il dubbio.  La paleodieta non cotempla comunque l’impiego di alimenti contenenti glutine se non in modo occasionale.

Cenni storici:
La prima moderna descrizione della celiachia venne fatta da Samuel Gee, un medico inglese. Gee non si considerò come lo scopritore della malattia infatti aveva preso le sue conoscenze riguardo la malattia da alcuni scritti antichi.

Che cos’è la celiachia:

La celiachia è una intolleranza permanente alla gliadina del frumento e alle corrispondenti proteine dette prolamine come l’avena e l’orzo.
La celiachia può apparire sia nel bambino sia nell’adulto. Nel bambino predomina la steatorrea alla quale si associa la perdita di peso, distensione addominale, segni di deficenze vitaminiche, neuropatie. Nell’adulto invece, la steatorrea e la perdita di peso sono molto lievi, mentre hanno maggior rilievo alcuni segni e sintomi di malnutrizione secondaria. Secondo alcuni studi la differenza maggiore tra la persona predisposte alla celiachia e una che non lo è
stia nei geni di un sitema particolare chiamato HLA che è molto importante perchè è il sistema che identifica gli agenti esterni che vengono immessi nel corpo. Una persona predisposta alla celiachia individua come estraneo il glutine, ma non tutte le persone predisposte alla celiachia sono intolleranti al glutine. Il celiaco, una volta che intraprende una dieta senza glutine, torna a una condizione di salute normale. La celiachia ha due facce: malattia grave se si mantiene una dieta con il glutine, normale condizione se si fa una dieta che non lo prevede.

Celiachia subsonica o atipica:
La celiachia può essere atipica in quanto sono presenti dei sintomi extra-intestinali. La celiachia subclinica è più difficile da diagnosticare e se non curata può intaccare la funzionalità di altri organi e apparati.
Anche uno solo dei sintomi sotto riportati può essere segnale della celiachia:

  • anemia resistente alla somministrazione di ferro;
  • alterazione dello smalto dei denti;
  • astenia spesso associata a pressione bassa;
  • diarrea;
  • distensione e dolore addominale;
  • anoressia;
  • nausea;
  • vomito;
  • osteoporosi;
  • osteomalacia;
  • crampi e crisi tetaniche;
  • edemi periferici;
  • disturbi neurologici gravi come neuropatie periferiche, schizofrinia, demenza organica, particolari forme di epilessie associate a calcificazioni endocraniche occipitali;
  • alterazioni dermatologiche come dermatite erpetiforme, fragilità di unghie e capelli, lesioni cutanee.
  • Nella donna: disturbi della sfera sessuale e della fertilità, menarca tardivo, menopausa precose, amenorrea, sterilità, aborti ripetuti, parti prematuri.
  • Nell’uomo: impotenza, alterazioni della mobilità e della morfologia degli spermatozoi.

    Anche il sovrappeso è una condizione compatibile con la celiachia.

Celiachia silente e potenziale:
In assenza di sintomi ma in presenza di alterazioni della mucosa intestinale si parla di celiachia silente. In questo tipo di celiachia l’organismo trova un suo equilibrio nella malattia che però continua ad agire. La celiachia silente non curata può portare gravi patologie in cui il celiaco non risponde più alla dieta priva di glutine e può provocare il linfoma intestinale e tumori.
Si parla della celiachia potenziale quando  vengono trovati nel sangue dei marcatori sierologici della celiachia. I soggetti in questione vengono privati del glutine ma sottoposti a controlli periodici per valutare lo stato di avanzamento della malattia.

Diagnosi della celiachia:
I soggetti che presentano i sintomi della celiachia o quelli che appartengono alle categorie a rischio, sono sottoposti all’analisi degli anticorpi specifici nel sangue. Vengono ricercati:

  • Anticorpi anti-gliadina (AGA)
  • Anticorpi anti-endomisio (EMA)
  • Anticorpi anti-transglutaminisi (tTG)

Se questi anticorpi sono presenti, si procede a una biopsia intestinale. La biopsia viene ripetuta a circa un anno di dieta senza glutine per controllare l’effetto teraupetico. In caso di dubbio, come ulteriore conferma, si esegue una prova chiamata “Challenge”. Si riespone il soggetto per circa 3 mesi al glutine e si esegue la biopsia se la mucosa intestinale si presenta normale si continua con la dieta libera per circa 2 anni quando poi si riesegue una biopsia. Una volta ottenuta la diagnosi di celiachia la persona può ottenere gratis gli alimenti senza glutine per il proprio sostentamento.

(fonte www.paleodieta.it)

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